lunedì 22 dicembre 2025

Spermageddon


Titolo: Spermageddon
Regia: Rasmus A. Sivertsen, Tommy Wirkola
Anno: 2024
Paese: Norvegia
Giudizio: 4/5

In questo musical animato colorato, esilarante e allegramente stravagante, un adolescente impacciato affronta la perdita della verginità, mentre, nello stesso momento, dentro il suo scroto, milioni di spermatozoi si preparano a intraprendere l'avventura definitiva
 
Ho ammirato il coraggio e la semplicità con cui Wirkola, che noi tutti conosciamo e Siversten abbiano immesso in questo C-A-P-O-L-A-V-O-R-O animato, spregiudicato, politicamente scorretto, con tutte le bassezze del caso, che parla di sesso e tutto ciò che lo riguarda con una tranquillità e spensieratezza solita dei paesi del nord. Perchè un ragazzino che viene sverginato da un'amichetta più esperta la quale decide di fare sesso anale e tutte le modalità possibili e immaginabili che abbiano a che fare con i contraccettivi e la battaglia invece con gli spermatozoi all'interno che vivono soltanto per poter avere la possibilità di uscire e crescere nel mondo esterno.
Spermageddon (titolo coraggioso e sorprendente) dimostra come tutto possa essere squisitamente perfetto. Dalla galleria dei personaggi dentro e fuori, ai dialoghi e i temi trattati, le parti di musical mai banali e noiose, l'azione che non manca, le storie d'amore originali e spregiudicate, il tutto per un film che se non fossimo in una società puritana con una morale perbenista e cattolica dovrebbe essere messo in programmazione in tutte le scuole da far vedere agli studenti. C'è più educazione sessuale in questo film che da ogni altra parte. Un po’ road movie, un po’ avventura epica, Wirkola paragona la sua sesso stravaganza a Il signore degli anelli. Ma invece di orchi ed elfi, i nostri vergini eroi combattono contro creme spermicide e batteri troll.

Ne Zha 2


Titolo: Ne Zha 2
Regia: Yu Yang
Anno: 2025
Paese: Cina
Giudizio: 4/5

Dopo essere stati colpiti dal fulmine divino, Ne Zha e Ao Bing, un demone e un drago, vedono i loro corpi distrutti. Per salvare le loro anime, il Maestro Taiyi Zhenren usa il Sacro Loto dai Sette Colori, ma riesce a rigenerare solo la forma fisica di Ne Zha. I due devono quindi condividere momentaneamente lo stesso corpo per sette giorni, in cui dovranno sottoporsi a tre prove, così da diventare immortali. Questo traguardo farà ottenere loro una pozione magica in grado di riparare il Sacro Loto e quindi poter rigenerare anche l'organismo di Ao Bing. Nel frattempo, credendo che il figlio sia morto, Ao Guang, Re Drago del Mare dell'Est, decide di attaccare il Passo di Chentang. L'alleanza tra draghi e demoni viene quindi messa in pericolo.
 
Ci sono film che meritano l'olimpo. Tra gli incassi più alti del 2025 in Cina e della storia del cinema cinese arriva il sequel più atteso di tutti. E nemmeno a farlo apposta diventa uno dei primi dieci film d'animazione e mondiali con gli incassi più alti della storia del cinema.
Ne Zha è il vero film per tutti. Avventura, teen-movie, animazione, azione, fantasy, storia, mitologia, folklore, arti marziali, soprannaturale, dramma. Il tutto condito con momenti formativi, di sacrificio e riflessione unendo tante componenti in una storia che si dipana e attraversa tutto il creato andando a toccare gli inferi e i piani celestiali chiamando in cattedra draghi, demoni, divinità ed esseri immortali. Secondo capitolo di quella che diventerà una trilogia, ad oggi ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari (con un budget di 80 milioni), superando quindi di almeno 500 milioni il record precedente.
L'azione è ben dosata: momenti comici (al limite del demenziale) si alternano a combattimenti mozzafiato, che ricordano sia le evoluzioni del genere wuxia sia quelle dei Super Saiyan di Dragon Ball (lo stesso protagonista, Ne Zha, nell'aspetto ricorda Goku).
Ne Zha è una bella riflessione e metafora su come bene e male siano parti costitutive della stessa cosa e dello stesso essere. Per l'appunto gli immortali che dovrebbero rappresentare il bene e la ragione rivelano ciò che sono e alla fine i demoni che dovrebbero far paura e lo stesso padre di Ao Bing si rivelano come completamente l'opposto di quanto ci si poteva aspettare

Bugonia


Titolo: Bugonia
Regia: Yorgos Lanthimos
Anno: 2025
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 4/5

Teddy lavora come imbustatore nella filiale di una grande azienda di spedizioni e vive in una casa disordinata, ai margini di una grande città, dove si occupa delle api e del cugino Donald, rimasto solo. Ma le api stanno scomparendo e Teddy è convinto che la stessa sorte stia per toccare al genere umano. Di più: è convinto che gli alieni siano già tra noi e per dimostrarlo pone in atto il rapimento di Michelle Fuller, potente amministratrice delegata di una multinazionale farmaceutica.
 
Avercene di Lanthimos. In un momento di forte ispirazione artistica, il regista greco continua la sua personale idea di cinema e di politica d'autore con un altro film a tratti immenso. Tutto girato in un microcosmo casalingo quando ciò di cui stiamo parlando e che sta avvenendo, l'eclissi ma non solo, riguardano temi complessi e allargati come in questo caso gli Andromediani e il destino degli esseri umani. Bugonia è una riflessione sotto forma di commedia nera che parla di complottismo, di retorica, di profezia, di cospiratori, interpretato alla grande da Jesse Plemons e il suo desiderio in questo di revenge nei confronti di chi ha scelto la debolezza della madre prima di morire per testarla come cavia. Bugonia alla fine prova ad essere semplice diventando sofisticato e prediligendo dei dialoghi in parte anomali e sconosciuti a qualsiasi essere umano che non sia appassionato di complottismo. E' un racconto grottesco, folle, forse fantascientifico, ma che cela un’amara riflessione sulla dissoluzione nella dimensione politica nella nostra società. Riesce ad essere bizzarro, ironico, crudele soprattutto nelle scene di tortura e nelle uccisioni ma anche sobrio e lineare diventando per certi versi il film più “semplice” di Lanthimos confermando un corso meno pensoso e solenne nella carriera del cineasta greco, che non rinuncia affatto in questo modo a essere dialogante con il proprio tempo


V/H/S Halloween


Titolo: V/H/S Halloween
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Una raccolta di videocassette a tema Halloween scatena una serie di storie contorte e intrise di sangue, trasformando dolcetto o scherzetto in una lotta per la sopravvivenza
 
COOCHIE COOCHIE COO di Anna Slokovic, il secondo contando che Diet Phantasma di Bryan M. Ferguson è la cornice tra tutti, racconta di questa casa dove due ragazze adolescenti finiscono perchè troppo grandi e alla ricerca di paura vera e suspance. Quello che troveranno sarà una misteriosa entità materna di nome The Mommy. Forse tra tutti è l'episodio più pauroso dove la claustrofobia casalinga permea tutto il contesto portando a purulenza, personaggi bavosi inquietanti e schifosi e questo voler trasformare chiunque entri in un bambino annullandone la psiche con questa famiglia mostruosa che si nutre di questo tossico latte materno.
UT SOPRA SIC INFRA di Paco Plaza, tra inchiesta e dramma mostra una casa dove un tempo abitava una chiromante e dove avvenivano orrori rituali e possessioni. Alcuni agenti portano l'unico sopravvissuto per cercare di capire cosa è successo ma naturalmente tutto prenderà una brutta piega a partire da quella chiamata impossibile per finire con una scena gore assurda sugli occhi.
FUN SIZE di Casper Kelly, forse il più matto e inaspettato con un gioco di morte nei sotterranei dove avvengono strani esperimenti da parte di un paio di personaggi buffi quanto inquietanti e malvagi. Macchine di morte, cazzi, passaggi sbagliati, dolciumi creati dalle parti meno innocenti del nostro corpo e un finale splatter.
KIDPRINT di Alex Ross Perry uno dei più cattivi perchè ci riporta a differenza del horror soprannaturale o della fiaba dark dell'assurdo tra gli assurdi a un realismo inquietante, ambientato nei primi anni Novanta che esisteva davvero come servizio di mini filmati di bambini da fornire alla polizia in caso di rapimenti.
Torture, il cameraman che non ti aspetti, il suo sorriso nell'intervista finale e poi brutalità e urla per quasi tutto l'evolversi dell'episodio.
L’orrore nasce dalla realtà stessa e dal potere corrotto dell’immagine registrata, richiamando il fascino sinistro delle prime videocamere domestiche e rendendolo di fatto l'episodio più disturbante
HOME HAUNT di Micheline Pitt-Norman & R.H.Norman, l'episodio più social, più "divertente" dove un padre di famiglia pur di avere clienti e like per la sua sete di far paura con un tour casalingo nel villaggio dei mostri finisce per imbìpadronirsi di un libro maledetto che sveglierà proprio queste creature che mangeranno, sevizieranno e uccideranno tutti i partecipanti al Tour dell'orrore.
Un corto tutto pasticciato di effetti speciali artigianali a dispetto della cg, scegliendo macabre rappresentazioni e rifacendosi alla tradizione dei freak basti pensare al look della strega o dei morti viventi
E per finire il collante tra tutti....
DIET PHANTASMA di Bryan M.Ferguson, com'è la bibita? Fa schifo, sa di buono, è strana, perchè siamo legati, perchè abbiamo elettrodi collegati? Una equipe di scienziati capitanati da un pazzo che sembra uscito dalle SS il quale testa su dei poveri malcapitati qualunque una nuova bibita gassata prodotta con dei veri ectoplasmi. Il problema sono proprio gli effetti più crudeli e brutali dal disintegrare teste, ciucciare la vittima, bruciali vivi, farli vomitare sangue nero della terra, farli uccidere tra loro, farli diventare qualcos'altro, una specie di critica e satira sul consumismo che vorrebbe unire ironia e disgusto facendolo in un tripudio di violenza.

Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze


Titolo: Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze
Regia: Tatsuya Yoshihara
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Denji cela due segreti: il primo è la sua reale natura di demone, capace di trasformarsi in "uomo-motosega"; il secondo è il suo amore per Makima, anche lei demone e suo capo nell'organizzazione che si occupa di debellare i loro simili ostili all'umanità. Quando conosce la bellissima cameriera Reze, Denji è scisso tra l'amore per Makima e la nuova infatuazione, che presto rivela la sua natura autentica.

La serie del 2022 era già stata a suo modo un piccolo lusso in grado di affascinarci e di cui vado a riprendere qualche considerazione della recensione passata.
Con una storia che ricalca molto il folklore e la mitologia nipponica, gli episodi di Nakayama instillano ritmo ed energia dando una narrazione sempre fluida e mai così macchinosa o complessa come altri anime hanno fatto. Stupisce per la sua resa, per il perfetto bilanciamento dei suoi personaggi sempre a tratti molto folli. Per il disegno governativo nascosto dietro le azioni della nostra squadra caccia demoni e poi dei nemici che oltre ai combattimenti sanno creare delle trame angoscianti e bizzarre come nell'episodio dell'hotel.
Il film della storia di Reze è un racconto dove nella prima parte ci porta un Denji che non vedremo mai trasformarsi, un sedicenne combattuto dagli stati emotivi dove la bella cameriera entrerà nella sua vita in maniera impattante regalando appunto un primo atto che possiamo definirlo una storia di infatuazione con la bellissima scena della piscina. Poi c'è quella trasformazione che porta in un attimo il film al macello sanguinolento e ipertrofico che abbiamo conosciuto nella serie con un tasso di violenza, morte e combattimenti di rara bellezza. Un racconto di formazione come solo gli orientali sanno fare filtrato attraverso un'estetica punk dove l'orrore è un'estensione delle fragilità emotive e l'adolescenza si manifesta come un campo di battaglia reale. Abbiamo tantissimi rimandi e citazioni, la scena nella sede degli agenti governativi e il massacro che ne consegue sembra quasi strizzare l'occhio a Naruto e i ninja della foglia.
Straziante per certi versi perchè verso il finale l'esagerazione prende il sopravvento a volte diventando quasi noioso e stancante ma il risultato finale è clamoroso

Frewaka


Titolo: Frewaka
Regia: Aislinn Clarke
Anno: 2024
Paese: Irlanda
Giudizio: 4/5

Shoo è inviata in uno sperduto villaggio per occuparsi di una donna agorafobica che teme entità sinistre, i Na Sídhe. Mentre costruiscono, ma la paranoia, i rituali e le superstizioni dell'anziana portano Shoo a confrontarsi con gli orrori del suo passato
L'archetipo della donna mandata in un luogo ameno ad aiutare quella che viene tacciata come una vecchia pazza è una trama che ha spesso funzionato e convinto. Frewaka unisce folklore, horror e dramma psicologico. Due fragilità che si annusano per poi avvicinarsi.

Aislinn Clarke dopo un esordio molto interessante come DEVIL'S DOORWAY dove entrava nel filone del soprannaturale e delle possessioni, tema ormai abusatissimo, riuscendo a uscirne con qualcosa di originale, d'atmosfera e molto inquietante oltre ad analizzare una tematica poco nota all'interno di quella narrazione. Qui certo c'è un villaggio con le sue superstizioni, un proprio culto, una cerimonia che aspetta proprio la forestiera per potersi concretizzare. Tutti topoi di genere che con gli anni abbiamo ormai visto in tutte le salse ma la Clarke riesce a trovare sempre importanti segnali d'inquietudine, caratterizzando i personaggi in maniera molto accurata e approfondita.
Il titolo del film, primo horror in lingua irlandese, deriva dalla parola irlandese “fréamhacha” che significa radici. Sono in effetti le radici di un passato al contempo personale e collettivo ad impossessarsi del corpo e della psiche di Shoo, come un paio di braccia raggrinzite che, malgrado l’apparente decadenza, posseggono una forza sovrumana. La protagonista cerca di sfuggire dai ricordi della sua infanzia ma questi tornano a tormentarla ricordandole che le cicatrici interne, quelle impresse indelebilmente nella mente, non possono essere cancellate.

Hell House LLC (2015)


Titolo: Hell House LLC (2015)
Regia: Stephen Cognetti
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Halloween 2009. Un gruppo di amici che gestisce delle haunted houses sceglie di organizzarne una all'interno di un hotel abbandonato, l'Abaddon. La scelta ricade proprio su quell'hotel, lontano dalla vita cittadina nella quale sono soliti lavorare, perché l'Abaddon ha nel proprio passato una storia tragica che ha contribuito a dargli la fama di hotel infestato. Quale luogo migliore per la loro attività?
La notte dell'inaugurazione, però, avviene qualcosa e quindici persone perdono la vita in circostanze misteriose. Una crew di giornalisti decide, qualche anno più tardi, di ripercorrere le tappe che hanno portato a quella tragica notte con un documentario.

Hell House LLC è il primo capitolo che mi capita di vedere dopo tutto questo tempo. Ne ho sentito così tanto parlare ed è un caso curioso perchè ha un plot e una trama uguale ad altri mille film come lui ma Cognetti decide di prendersi tutta la responsabilità per farla diventare una saga che ad oggi conta ben quattro capitoli.
La casa infestata vista da una troupe di giovani e intraprendenti ragazzi che come per la Panic Room dimostrano talento e idee. Gli stessi capiamo dall'incipit che pagheranno cara la pelle per dove hanno deciso di costruire la baracca (ormai chi fa questo lavoro dovrebbe andare sempre a cercare di studiare e informarsi su cosa c'era prima). Allo stesso tempo abbiamo una fase reale che si mischia mano a mano con il soprannaturale (il colpo di scena finale poi è quasi esagerato a mio modesto parere) e infine gli stessi sopravvissuti vengono intervistati da un'altra troupe che andrà a caccia di elementi vista la tragedia successa ripetendo di fatto gli stessi errori se non peggio.
Ci sono interviste, gente che dice di aver visto cose o che i nostri non avrebbero dovuto farne altre, insomma la narrazione è segmentata sotto vari punti di vista e questo che potenzialmente poteva diventare un problema è invece uno dei punti di forza del film perchè arricchisce la narrazione e i punti di vista sotto molti contesti diversi spaziando nell'immaginario dello spettatore.
Per quanto concerne invece le scene di paura anche lì con pochi sforzi abbiamo alcuni risultati insperati che riescono a rafforzarsi grazie alla claustrofobica location

Good Boy


Titolo: Good Boy
Regia: Ben Leonberg
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver subito un lutto in famiglia, la stabilità mentale del giovane Todd torna a scricchiolare. In città può contare ormai solo sulla sorella Vera. Nonostante l'apprensione per la sua salute, il fratello fugge e si trasferisce a tempo indeterminato, insieme al cane Indy, in un'isolata casa di campagna. Un tempo ci viveva il nonno, ma è stato abbandonato perché infestato da un fantasma maligno. Se ne accorge ben presto solo il toller che prova a difendere il padrone rincorrendolo ogni giorno tra gli angoli di casa e il giardino. Mentre premonizioni, apparizioni e assalti si intensificano, Todd taglia i rapporti con la sorella, diventando sempre più fragile e vulnerabile, cosicché l'unico che può trovare una soluzione agli assalti soprannaturali è il cagnolino.
 
Good Boy è un interessante esempio di film low budget dove la narrazione o i fatti o meglio le visioni anticipate vengono viste dal punto di vista di un cane. C'è tanta passione, desiderio e voglia di fare cinema in questo giovane cineasta che dopo svariati corti si appresta al suo primo lungometraggio.
E lo fa in maniera casalinga prediligendo maestranze che conosce, la stessa moglie, pezzi del suo passato, sapendo bene che questi sono solo elementi superficiali quando il nucleo narrativo è un altro e possiamo definirlo per certi aspetti un invasion home ma per altri invece una hunted house dal momento che il male o la presenza come vedrete è rimasto intessuto in quella cantina ma allo stesso tempo compare dall'esterno. Pochissimi personaggi, molti silenzi, azione quasi azzerata.
E' un film dove funziona l'elemento migliore a cui Leonberg puntava ovvero l'atmosfera.
La percezione dell’orrore che avanza e prende piede in Good Boy, e che è tutto interamente “super-naturale”, viene inquadrata all’altezza del bel muso di Indy, che è per di più il cane del regista – e questo ovviamente acuisce il senso di sguardo familiare che il film vuole rilasciare nell’aria, a partire dalle riprese del cagnolone da cucciolo che quasi aprono l’opera

Nobody 2


Titolo: Nobody 2
Regia: Timo Tjahjanto
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Hutch lavora alacremente per il "Barbiere", facendo lavori sporchi e pericolosi uno dietro l'altro per ripagare il debito accumulato con la mafia russa dopo aver dato fuoco a un magazzino pieno di soldi. La sua vita familiare però ne risente e, prossimo ormai al burn out, decide di staccare per un bel viaggio con la famiglia. Vuole tornare all'acquapark dove l'aveva portato suo padre da bambino, nell'unica vacanza che ricordi della sua infanzia. Il padre David parte naturalmente con la famiglia, perché da quelle parti ha una piccola baita. La cittadina però non è come Hutch la ricordava e, dopo essere intervenuto a difendere i figli da alcuni bulli locali, scopre presto come il luogo sia in mano a una banda criminale. Con l'aiuto del saggio fratello adottivo Harry, cercherà di trovare una soluzione pacifica, ma ci sono crudeltà che nemmeno un ex assassino della CIA è disposto a tollerare.
 
Io adoro le cazzate quando sono ignoranti e fatte bene. Perchè non commettono l'errore di prendersi sul serio e regalano grande intrattenimento e un parziale spegnimento del cervello.
Nobody 2 avendo dimenticato quasi del tutto il primo non è poi così collegato. Hutch è più stanco, ha una famiglia che quasi non lo considera ed è stufo del suo lavoro da killer. Così come per Capitani Oltraggiosi di Joe R. Lansdale parte per una vacanza in famiglia dimenticando il dramma e sperando di trovare calma e relax quando invece si imbatterà in un'altra minaccia.
E' un sequel d'azione tutto sopra le righe a partire dai personaggi mai così esagerati ed esasperati come Sharon Stone nel ruolo di Lendina dove uccidono persone in un casinò davanti a centinaia di civili battendosene le palle, dove l'intrattenimento è tutto, dove David, l'immenso Cristopher Lloyd il padre di Hutch risulta di nuovo il più divertente tra tutti i personaggi e dove Bob Odenkirk con la sua ghigna da solo tiene alto il livello del film. Sicuramente più comico rispetto al primo capitolo, prendendosi meno sul serio senza esplorare profondità e originalità ma regalando alcune scene d'azioni mirabolanti come quella finale nel luna park o nella sala divertimenti meno invece quella sul battello anche se la scena dell'amputazione del dito è molto divertente

Running Man (2025)


Titolo: Running Man (2025)
Regia: Edgar Wright
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta tv, braccati da killer professionisti, detti "Cacciatori", mentre il pubblico, incollato agli schermi, esulta a ogni esecuzione e la gente per strada è indotta.
Ben Richards non è un eroe. È un uomo qualunque, costretto a una scelta impossibile: entrare nel gioco per salvare la figlia malata. A convincerlo è Dan Killian, il carismatico e spietato produttore dello spettacolo, maestro nel trasformare la sofferenza in spettacolo, la paura in share, la morte in intrattenimento.
 
Running Man è a tratti esagerato e con una storia e una sceneggiatura che mentre si prendono tutto il loro tempo nei primi due atti diventano veramente troppo veloci e impetuosi nel finale perdendosi anche dei pezzi per strada e alcune spiegazioni di come sono andati i fatti sull'aereo con sei bagni.
La trama è veramente super tirata con il padre che accetta per salvare la figlia in un futuro dove tutto sta andando a puttane e non si trovano nemmeno i farmaci per curare un'influenza e dove quasi tutti i lavori sono sinonimo di morte.
Ora è un film in cui tante cose non mi sono piaciute e tante invece mi hanno divertito e quasi convinto. E' un film che ho visto al cinema quindi al massimo della resa e della qualità perchè era l'unica soluzione possibile per un film di questo tipo e il risultato rimane comunque insufficiente.
Ho trovato lezioso e banale la critica politica e sociale, mi sono piaciuti solo in parte gli attori, Glen Powell funziona seppur troppo belloccio. L'azione è forse la parte migliore soprattutto nella scena dell'hotel mentre ho trovato quasi nauseabonda quella nella casa del complottista che vuole vendicarsi dell'esercito per la morte di suo padre. Un film dove come dicevo il finale è mandato avanti 2.0 e dove alla fine tutto è esattamente come ti saresti aspettato senza nemmeno un colpo di scena o una soluzione diversa da quella che il film stava intavolando. Peccato perchè la regia di Wright è incredibile su quello nulla si può dire. Ma è un progetto che per quanto lo attendessi mi ha lasciato basito come aver visto un giocattolone che alla fine non ti lascia niente e non ha nulla a che vedere con RUNNING MAN del 1987.


Shelby Oaks-Covo del male


Titolo: Shelby Oaks-Covo del male
Regia: Chris Stuckmann
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

La giovane Riley, che assieme ad alcuni amici gestiva un canale video (chiamato Paranormal Paranoids e destinato a esaminare tutto quanto è misterioso e occulto), è scomparsa da dodici anni mentre girava dei video per il canale nella città fantasma di Shelby Oaks, abbandonata per vari motivi dai suoi abitanti ormai da diversi decenni e teatro di una misteriosa rivolta carceraria, dovuta, secondo alcuni, a forze maligne e soprannaturali.
Gli amici di Riley che erano con lei mentre girava i video sono stati poi ritrovati assassinati, ma della ragazza non s'è mai trovata alcuna traccia. Mia, sorella maggiore di Riley, è convinta che sia ancora viva e non ha perso la speranza che ritorni a casa. Lo strano suicidio del pregiudicato Wilson Miles, che si spara sulla porta di casa di Mia, rappresenta la svolta che Mia aspettava: in mano, Wilson teneva infatti una videocassetta che Mia trafuga e nella quale trova qualcosa che la indirizza nella sua disperata ricerca di Riley.
 
Shelby Oaks si è fatto strada con tantissima pubblicità sul web e il passa parola che lo definiva una via di mezzo tra BLAIR WITCH PROJECT e SILENT HILL. Praticamente una presentazione coi contro fiocchi che rischiava di compromettere l'esito per tutta una serie di aspettative che dovevano essere rispettate. Alla fine di tutto per essere un ibrido tra found footage e mockumentary l'esordio di Stuckmann è un film meritevole, niente di che chiariamoci, ma un film che riesce a intrattenere in maniera funzionale con una storia interessante, questo mistero di dove sia finita la youtuber e con un crescendo che ogni tanto vacilla soprattutto nel ritmo del finale troppo velocizzato e con troppa carne al fuoco quando invece a mio modesto parere doveva mantenere più suggestione e atmosfera.
Rimangono dei dubbi come lo sconosciuto che spiava dalla finestra Mia e Riley così come un finale che parrebbe far pensare a un sequel in arrivo

Seeding


Titolo: Seeding
Regia: Barnaby Clay
Anno: 2023
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Un uomo si ritrova intrappolato in un canyon del deserto con una donna che vive fuori dalla rete e che è prigioniera di un branco di ragazzi sadici.
 
Seeding inizia bene, sembra quasi una fiaba dei Grimm in terra straniera e post moderna quando poi invece scopriamo che oltre a strizzare l'occhio a tanti cugini più bravi di lui, si fossilizza su un iter di azioni che continuano ad avvicendarsi in maniera incongrua creando quasi una spirale dove il tempo sembra essersi fermato e dove ci si rende conto di essere in un limbo dove le speranze piano piano affievoliscono. Ora tutto questo spiegato in questo modo sembra molto interessante e infatti lo è mostrando ancora una volta la discesa nella follia e nell’abbrutimento di un uomo demolito fisicamente e psicologicamente da un’insensata prigionia dove inizialmente prova a combatterla e comprenderla per poi rendersi conto che è tutto frutto di un disegno folle e di un rituale che vede tutti protagonisti mamma e figli. E' un folk horror ambiguo dove alcuni momenti sono molto interessanti, il modo in cui viene ucciso uno dei figli appeso con quelle corde, ma che allo stesso tempo non riesco bene a capire come mai sembra sempre non funzionare qualcosa e per quanto spinga nel finale il risultato non basta.

Quicksand (2023)


Titolo: Quicksand (2023)
Regia: Andres Beltran
Anno: 2023
Paese: Colombia
Giudizio: 3/5

Una coppia pronta a divorziare, resta intrappolata nelle sabbie mobili della giungla colombiana.

Quicksand è un film interessante con una buona catarsi degli attori e un divorzio che non poteva trovare il momento peggiore per sfociare in un happy ending. Un film molto emotivo che all'inizio dall'incidente scatenante lascia quasi presagire che il pericolo sia soprannaturale come una sorta di creatura da cui tutti scappano in quella parte di giungla rimasta a tratti inespolorata.
Invece il film imbocca una strada per certi versi molto più fedele alla realtà, per un pericolo reale e un ritmo che abbraccia due principali rischi appunto le sabbie mobili e i serpenti.
Un survivor movie di coppia quasi tutto ambientato nelle sabbie mobili. Eppure il rischio nonostante qualche ingenuità di fondo nella scrittura funziona mentre invece è caratterizzato malissimo Diego questa sorta di villain così come il finale molto lacrimoso dove invece secondo me bisognava dare il colpo di grazia con una dramma come colpo di scena e climax finale

Monster Summer


Titolo: Monster Summer
Regia: David Henrie
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Quando una forza misteriosa comincia a sconvolgere il loro grande divertimento estivo, Noah e i suoi amici si alleano con un detective della polizia in pensione per imbarcarsi in un'avventura mostruosa per salvare la loro isola.
 
Monster Summer possiamo catalogarlo tranquillamente tra quei film che scopiazzano dappertutto per finire ad essere un nulla di fatto. Un po Stranger Things, un po i soliti ragazzini in bici che come i Goonies sono curiosi e vedono complotti dove apparentemente non ci sono. Un po quei ragazzini che quando il male arriva gli adulti non riescono a vederlo e captarlo ma loro sì anche se nessuno gli crede. Un po Piccoli Brividi ma senza brivido. Un film d'avventura per ragazzi dove non vedremo mai una goccia di sangue, dove manca la violenza, la paura, c'è sì l'atmosfera ma che non riesce ad essere sostenuta e per questo mai incisiva. Un film dove speravo di vedere i mostri visto l'incipit o l'incidente scatenante iniziale ma invece abbiamo una strega che prende il corpo in prestito di un ciccione in un finale, quello dello scontro, davvero imbarazzante

Troll 2 (2025)


Titolo: Troll 2 (2025)
Regia: Roar Uthaug
Anno: 2025
Paese: Norvegia
Giudizio: 2/5

Quando un nuovo e pericoloso troll si risveglia scatenando devastazione in tutta la Norvegia, i nostri avventurieri Nora, Andreas e il Capitano Kris sono coinvolti nella loro missione più pericolosa di sempre.

Amo i mostri. Non smetterò mai di ripeterlo e di amarli. In qualsiasi formato. I Troll poi li adoro. Quando finalmente i nordici hanno capito che avevano il budget e gli effetti per portarli sul grande schermo si sono dati una svegliata. Ed eccoci noi tutti a godere di ciò perchè ovviamente ne vorremmo sempre di più. TROLL era carino ma distante dai fasti di TROLL HUNTER. Questo sequel ha certamente più coraggio e tira fuori dal cilindro il folklore di quando questi mostri abitavano le terre e di come vennero sopraffatti da un complotto che riportava ad un santo re. Questa parte poteva essere molto interessante ma è stata quasi del tutto ignorata per una narrazione invece dove se da una parte c'è la ricerca del "Graal" del principe perduto dall'altra c'è un troll cattivo e poi nota bene, un troll buono che finiscono per darsele di santa ragione come per strizzare l'occhio a godzilla e kong e altre mostruosità che tutto riescono a fare tranne che convincere.
Troll 2 ha poi quell'ironia nordica che proprio non riesce a far ridere con personaggi che sono delle vere e proprie caricature senza un minimo di estro o speranza che tutto non sia così telefonato e calcolato.

Elixir


Titolo: Elixir
Regia: Kimo Stramboel
Anno: 2025
Paese: Indonesia
Giudizio: 2/5

La trama si sviluppa a partire da un’eredità: non solo economica, ma spirituale, culturale e biologica. Quando il capofamiglia di un’azienda erboristica storica ingerisce un misterioso “jamu” – una pozione tradizionale indonesiana – qualcosa va storto. Il corpo muta, la mente cede, la carne marcisce. E il virus si diffonde. Il villaggio di Wanirejo si trasforma così nel teatro di una lotta disperata per la sopravvivenza.

Elixir ci porta nuovamente in oriente con alcuni paesi che provano a mettere mano sull'horror di genere cercando a loro modo di provarci. Il risultato anche in questo caso è di una mediocrità nelle scelte narrative e nell'esplorazione dei personaggi davvero disarmante che li rende tutti degli stereotipi dove nessuno viene mai caratterizzato in maniera adeguata. Ed è un peccato perchè gli sforzi tecnici dal trucco ai costumi, alle stesse scene d'azione sono abbastanza interessanti e non lesinano il sangue anche se non hanno mai quella brutalità e spietatezza americana o europea.
Qui alla fine sembra sempre tutta una lacrima a danno del sacrificio di qualcuno che si immola per qualcun altro e questa formula come anche per ZIAM, sempre Netflix, dove abbiamo l'epidemia alla base ma con più calci dalla Thailandia ancora una volta dimostra di non portare a casa nulla se non il compitino ma senza avere anima o spessore.

domenica 23 novembre 2025

Dog of God


Titolo: Dog of God
Regia: Lauris e Raitis Abele
Anno: 2025
Paese: Lettonia
Giudizio: 4/5

Il XVII secolo. Un villaggio livone svedese. Tra piogge torrenziali e cieli oscuri, i contadini si ubriacano insieme agli aristocratici che si abbandonano ai piaceri carnali. Nel frattempo, la casta religiosa – con una devozione ipocrita – li esorta a temperare i loro peccati. Quando una reliquia antica scompare, una donna viene accusata di stregoneria, spingendo un lupo mannaro autoproclamato – noto anche come Cane di Dio – a intervenire con un dono davvero singolare: “Le Palle del Diavolo”. La comunità viene subito sconvolta, la follia inizia a calare mentre l’edonismo prende il sopravvento, e il villaggio precipita in un miscuglio di sesso e violenza, dove il desiderio è lasciato libero e la moralità rapidamente dimenticata.
 
Dog of God in concorso al ToHorror è una deliziosa sorpresa lettone d'animazione con il rotoscopio.
Un film complesso politicamente scorretto ambientato nel medioevo. Parla di stregoneria, esseri soprannaturali come il Cane di Dio, streghe, rituali, orge, tutto in una comunità barbaramente composta di bifolchi dove l'ipocrisia appartiene a quasi tutti i membri eccetto poche eccezzioni
Neze la cameriera affascinante che dalle pozioni viene additata come capro espiatorio e vittima sacrificale dal villaggio per quanto sta accadendo; Buckholz il prete e la sua sessualità repressa e il sadico rapporto con il piccolo chirichetto irrequieto e zoppo di Klibis; per finire il barone Klodt che pensa solo a soddisfare i piaceri carnali della moglie
Dog of God si apre con scenari devastanti del cane di Dio in catene che strappa le palle a una creatura per poi farci piombare in questo villaggio dove tutto sembra purulento e senz'anima.
Un contesto storico fantastico che riesce a celebrare il potere duraturo del folklore locale, della rinascita ma anche della lotta contro l'oppressione e la resistenza. Nel finale abbiamo un altro omaggio a Suskind per un cartoon adulto che suggestiona ed attrae ripercorrendo periodi bui della storia, quando l'ignoranza è la carestia finivano per condizionare idee e convinzioni umane, inducendo le genti ad affidarsi a leggende ed eresie rese più credibili dalla superstizione diffusa e dilagante.

Flush


Titolo: Flush
Regia: Grégory Morin
Anno: 2025
Paese: Francia
Giudizio: 5/5

I problemi di Luc (dipendenza dalla coca, la frattura con l’ex moglie Val, la lontananza dalla figlia piccola) toccano il fondo la sera in cui rimane incastrato con la testa nel cesso alla turca di un locale di quart’ordine. Dovrà studiare strategie per liberarsi senza sgozzarsi, e pure fare i conti con il bordello che si scatena alle sue spalle, tra spacciatori furiosi, boss malavitosi con la fissa per i topi, litigi con Val, che guarda caso fa la barista nel locale…

Quando lessi la trama di questo film in concorso al ToHorror con tanto di regista in sala mi chiesi cosa potevano essersi inventati per far durare un film settanta minuti con un tipo con la testa incastrato in una turca. E aggiungo di un cesso di una discoteca con buchi nelle pareti, cazzi che vogliono essere massaggiati, sciaquoni con assorbenti e quant'altro possa finirti in bocca e poi un topo dell'antidroga che viene preso dannatamente sul serio, il piccolo ma stronzissimo Rabla (con una dipendenza da cocaina come il suo padrone)
Flush è un film imperdibile, una commedia tragicomica che spero abbia una distribuzione in futuro. Era da tempo che non ridevo così di gusto e tutto il film è sembrata una gag allungata ma allo stesso tempo mantiene un tono molto pulp (termine che detesto ma in questo caso sorge spontanea la sottolineatura) visto che nonostante le risate riesce ad essere anche molto violento

Kombucha


Titolo: Kombucha
Regia: Jake Myers
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Un musicista prigioniero di un lavoro da ufficio frustrante deve vedersela con le proprie ambizioni artistiche fallimentari e con la mania (quasi religiosa) che i suoi colleghi hanno per il kombucha, bevanda fermentata che tutti consumano in grandi quantità per ottenere prestazioni professionali al top. Ma il suicidio inspiegabile di un’impiegata svela una mostruosità nascosta…

Anche lui in concorso al ToHorror Kombucha è stata una piacevole sorpresa. Un film semplice nella sua complessità, una comedy horror low budget che tratta politicamente scorretto, orrore cosmico, body horror, invasione di ultracorpi e per finire un'ironia tragicomica. Alla fine anche trattandosi di una divinità pagana si tratta poi di un essere lovecraftiano tenuto in una bolla di vetro e idolatrato dai membri dell'azienda. Kombucha rivela molto bene le sue carte, svelando e lasciando stupore e qualche piccolo colpo di scena. Imbastisce una critica feroce al potere dilagante dell'omologazione in questo caso attraverso una bevanda che ti smuove in tutti i sensi lo stomaco e lo fa senza mai prendersi sul serio, portando a casa un film intenso, intelligente e con un buon ritmo oltre che essere interpretato da un cast che si vede ci ha creduto fino in fondo.

sabato 22 novembre 2025

Jimmy and Stiggs


Titolo: Jimmy and Stiggs
Regia: Joe Begos
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jimmy, filmmaker spiantato, chiama a raccolta il suo vecchio amico Stiggs per reclutarlo nella guerra che ha dichiarato agli alieni che l’avevano rapito e che ora sono tornati a braccarlo. Che sia la verità oppure una costruzione della mente psicotica di Jimmy… sarà una cazzo di carneficina
 
Nel panorama freakshow del ToHorror non poteva mancare uno dei miei registi preferiti dell'attuale panorama horror, il cazzutissimo Joe Begos. Apro e chiudo parentesi sul velo pietoso di Eli Roth che presenta il film dopo che sappiamo tutti essere dalla parte di Israele e questo il direttore del festival ha voluto precisarlo. A parte la parentesi dei due divertentissimi fake trailer Piano Killer e Don’t Go in That House, Bitch! Il film inizia con un Pov per poi alzare l'asticella mostrarci uno sballone che si è appena perso una scopata epica con la sua ex dalle tettone rifatte e tra alcool, canne e cocaina inizia a vedere gli alieni e colpirli con qualsiasi cosa trovi in casa. E' un viaggio nel delirio tutto in chiave fuck per qualsiasi cosa. Come sempre lo stile di Begos è inconfondibile per un film ignorante come quasi tutti i suoi lavori ma così maledettamente intensi e pervasi di un'atmosfera colorata con queste luci al neon che come sempre diventano protagoniste nei suoi film sparaflashando ogni cosa, ogni dettaglio nella stessa casa del regista che diventa la bara di un ambiente acidissimo e pieno di tutto ciò che potrebbe essere definito proibito e proibitivo.
Nel terzo atto poi il film decolla ancora finendo nell'universo complottista fatto di esperimenti alieni, tute spaziali e gore e splatter a manetta finendo nel vero senso della parola per tagliarsi pezzo per pezzo