Titolo: Spider-Man-Across the
Spider-Verse-Part 1
Regia: AA,VV
Anno: 2023
Paese: Usa
Giudizio: 4/5
Miles Morales è tornato - o meglio,
non se n'è mai andato. È da un anno che fa sempre le solite cose
che farebbe un supereroe teenager, cioè andare a scuola, litigare
con i genitori e salvare il mondo dalle minacce più o meno
(im)probabili. Chi se n'è andata, invece, è l'unica cinta di amici
che aveva, cioè Gwen, Peter, Peni, Spider-Ham e Spider-Man Noir, gli
Spider-Man delle altre dimensioni che l'hanno spalleggiato nella sua
prima avventura e che sono tornati ai loro rispettivi universi. Un
giorno, però, Gwen riappare nella cameretta di Miles, spiegandogli
di essere entrata a far parte della Spider-Society, un gruppo
interdimensionale di Spider-Man, capitanati da Miguel O'Hara, il cui
intento è impedire il collasso del Multiverso. E una delle anomalie
a poterlo provocare è La Macchia, scienziato che ha acquisito il
potere di aprire dei portali tra le dimensioni durante l'incidente
del primo film, e ora nuovo nemico di Miles...
E' difficile migliorarsi soprattutto
quando si partiva dall'ottimo primo capitolo di questa saga che
promette scintille e continue emozioni. La Sony dimostra dopo alcuni
infruttuosi esperimenti saccheggiati da sceneggiatori indegni di
ritrovare idee e contenuti grazie a talenti freschi che hanno voglia
di esplorare questo universo di Spider Man sapendo coniugare al
meglio il tema dei multiversi come invece la fase 4 della Marvel non
ha saputo fare in questi ultimi anni.
E'partiamo da un'idea niente affatto
semplice, collegata tramite ragnatele e sinapsi a tante sotto storie,
una galleria di personaggi davvero convincenti, uno stile grafico
immenso e alcune roboanti scene d'azione che diventano fin da subito
indimenticabili regalando epicità a tutta l'operazione.
E poi finalmente abbiamo un grande
interessante degno antagonista, personaggi la cui caratterizzazione è
così consolidata da farli apparire meno semplici del dovuto, vediamo
così tanti cloni di Spider Man da rimanere semplicemente ammirati
per chi come me non ama in particolare questo eroe. Perchè alla fine
quello di Dos Santos, Powers e Thompson è un lavoro in cui emergono
fragilità e complessità, l'eroe non è mai convinto delle proprie
capacità e tutti questi elementi portano a un'idea di realisticità
importante che negli ultimi film era andata perduta.