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mercoledì 1 aprile 2026

Rip-Soldi sporchi


Titolo: Rip-Soldi sporchi
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Quando una detective della polizia di Miami viene brutalmente uccisa da due aggressori, il suo reparto, specializzato in operazioni di sequestro di denaro illecito, viene messo sotto pressione dai federali. Questa porta immediatamente a uno scontro tra un agente FBI e suo fratello maggiore, il sergente JD Byrne, che è invece uno dei poliziotti interrogati sul caso. La detective caduta in azione ha però mandato un messaggio al tenente Dane Dumars, un uomo rimasto solo dopo la morte del figlio di soli dieci anni per un tumore.

Rip sembra scritto da Nolan o meglio da suo fratello. E’ un poliziesco, un heist movie, un thriller dove però il mistero si nasconde dietro altre complesse sotto trame. Dove ognuno non è mai quello che sembra e dove alla fine nello spiegone finale nel mezzo corazzato sembra tutto di una complessità così difficile da essere romanzata che ti chiedi in alcuni twist svelati se il tutto possa avere davvero senso per come cerca in alcuni momenti di complicarsi le cose da solo cercando una sorta di sovra complessità di cui sinceramente nessuno ne sentiva il bisogno.
Rip è un bel dramma, costruito con una galleria di attori in ottima forma e quasi tutto concentrato in un’unica location. Da quando vengono trovati i soldi nella soffitta il film comincia ad accendersi in maniera tesa soprattutto lasciando intendere che sta per arrivare un pericolo serio e reale in grado di minare ogni certezza del reparto specializzato

Wake up dead man-Knives Out


Titolo: Wake up dead man-Knives Out
Regia: Rian Johnson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il Reverendo Jud Duplenticy, ex pugile che ha preso i voti dopo aver ucciso un uomo sul ring, viene mandato a fare da aiuto nella chiesa di Monsignor Jefferson Wicks. I due uomini di fede non vanno d'accordo fin dal principio: Wicks si rifiuta di sostituire la croce distrutta anni prima da sua madre Grace e in più tratta la parrocchia con fare autoritario, istigandola alla rabbia e alla paura. Duplenticy, che non ha messo da parte lo spirito combattivo, minaccia di farlo cacciare se non cambierà condotta. Quando Wicks muore in circostanze misteriose durante un sermone, il gruppo di fedeli che lo venera come una rock star punta immediatamente il dito contro il Reverendo Jud. Questo è proprio un caso per il detective Benoit Blanc.
 
Capita di rado che il terzo capitolo di una saga per fortuna sempre auto conclusiva riesca a diventare il migliore dei tre. Soprattutto quando gli altri due precedenti non sono stati affatto male.
Il capitolo più cinico ma anche più umanista della saga, un giallo impossibile a cui interessa soprattutto raccontare il modo in cui gli uomini reagiscono al caos dell’esistenza.
Wake Up Dead Man è forse il capitolo più oscuro e cinico della trilogia, eppure è anche quello più fisico, di carne e sangue, umanista, o che quantomeno l’uomo l’osserva, lo racconta, lo porta in primo piano, anche se si tratta di un uomo tremendo, impossibile da amare davvero. Se le tematiche sociali arricchivano i precedenti della saga, stavolta l'attualità è inserita con un tocco di pigrizia in più. Quello che sorprende è invece la sincerità con cui il film esplora il lato religioso, o addirittura spirituale, della vicenda. È impensabile che questo sia l'ultimo capitolo della saga di Knives Out; eppure il contratto di Rian Johnson con Netflix era di tre film, che ha consegnato nella forma del trittico di indagini di Benoit Blanc. Wake Up Dead Man è il più serio, moralmente complesso e profondo dei tre, ma anche il più visivamente raffinato. Dimostra come il regista abbia un completo controllo del materiale da cui attinge, idee sempre nuove su dove portare il suo protagonista e moltissimo da dire sul mondo di oggi. La sua disamina della fede e della religione passa per un assassinio bizzarro e molti personaggi buffi, una combinazione che funziona meglio di qualsiasi ragionevole aspettativa.

One Piece-Season 2


Titolo: One Piece-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

La seconda stagione del live-action di One Piece su Netflix segue la ciurma di Cappello di Paglia, guidata da Monkey D. Luffy, nell'ingresso nella pericolosa rotta marittima Grand Line. Il gruppo, dopo aver attraversato Loguetown, si scontra con la misteriosa organizzazione Baroque Works e accoglie la principessa Vivi, impegnandosi a salvare il regno di Alabasta dal perfido Crocodile. 
 
One Piece sembrava un live action impensabile da adattare e bisogna dare atto che rimane un progetto ambizioso e difficile per quanto sia lungo, per quanto sia difficile mettere in scena l'universo dell'autore e molti altri aspetti non meno importanti. Quando uscì la prima stagione eravamo tutti in allerta sul rischio mega trashata e quanto avrebbe potuto siglare una disfatta già dall'inizio. Così non fu anche se i problemi c'erano e nemmeno pochi e in tanti momenti si vedeva quanto la cg e il budget non fossero poi così tanto all'altezza. Per questa seconda stagione si è riusciti addirittura a migliorare per quanto sussistano problemi, alcuni personaggi sembrano dei veri e proprio cartoni animati con costumi e messa in scena discutibili. Però il cast è molto affiatato, nonostante si voli da un'isola all'altra a volte quasi senza soluzione di continuità (ma ripeto gli argomenti da narrare sono quasi infiniti) le scene d'azione cercano dalla loro di essere credibili grazie proprio alle prove fisiche è il talento del cast che c'è la mette tutta e poi vabbè...la parte pucciosa che narra il rapporto tra il dottor Hiriluk e Chopper è il momento più alto e commovente in assoluto. Basta da solo grazie anche al contributo della dottoressa Kureha

Titolo: War Machine (2026)
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

War Machine, film diretto da Patrick Hughes, segue le ultime reclute giunte nella fase finale della selezione per gli Army Ranger USA, una delle forze speciale statunitensi. Quando una minaccia proveniente fuori dal nostro mondo incombe sull'umanità, l'addestramento si trasformerà in una lotta per la vita. Per sconfiggerla dovranno mettere in campo tutte le conoscenze apprese durante le fasi di selezione. Ci riusciranno?

War Machine è un film tendenzialmente filo patriottico dove la minaccia quando non arriva dal Medio Oriente diventa aliena ma nella forma meno plausibile possibile. Perchè anzichè avere le sembianze di un bel mostro che avremo tutti preferito, diventa una macchina aliena peraltro bruttina che insegue i nostri in un tortuoso survivor movie dove vorrebbe strizzare l’occhio a Predator ma il risultato a parte la bella carneficina del corpo dei futuri Ranger vede il nostro eroe riscattarsi per non aver portato in buca il fratello morto anni prima. Ancora una volta il senso di colpa che attanaglia il protagonista con i suoi fantasmi del passato viene superato dalla forza di volontà di distruggere un nemico che potrebbe mettere in ginocchio le sorti del pianeta

lunedì 22 dicembre 2025

Troll 2 (2025)


Titolo: Troll 2 (2025)
Regia: Roar Uthaug
Anno: 2025
Paese: Norvegia
Giudizio: 2/5

Quando un nuovo e pericoloso troll si risveglia scatenando devastazione in tutta la Norvegia, i nostri avventurieri Nora, Andreas e il Capitano Kris sono coinvolti nella loro missione più pericolosa di sempre.

Amo i mostri. Non smetterò mai di ripeterlo e di amarli. In qualsiasi formato. I Troll poi li adoro. Quando finalmente i nordici hanno capito che avevano il budget e gli effetti per portarli sul grande schermo si sono dati una svegliata. Ed eccoci noi tutti a godere di ciò perchè ovviamente ne vorremmo sempre di più. Troll (2022) era carino ma distante dai fasti di Troll Hunter. Questo sequel ha certamente più coraggio e tira fuori dal cilindro il folklore di quando questi mostri abitavano le terre e di come vennero sopraffatti da un complotto che riportava ad un santo re. Questa parte poteva essere molto interessante ma è stata quasi del tutto ignorata per una narrazione invece dove se da una parte c'è la ricerca del "Graal" del principe perduto dall'altra c'è un troll cattivo e poi nota bene, un troll buono che finiscono per darsele di santa ragione come per strizzare l'occhio a godzilla e kong e altre mostruosità che tutto riescono a fare tranne che convincere.
Troll 2 ha poi quell'ironia nordica che proprio non riesce a far ridere con personaggi che sono delle vere e proprie caricature senza un minimo di estro o speranza che tutto non sia così telefonato e calcolato.

Elixir


Titolo: Elixir
Regia: Kimo Stramboel
Anno: 2025
Paese: Indonesia
Giudizio: 2/5

La trama si sviluppa a partire da un’eredità: non solo economica, ma spirituale, culturale e biologica. Quando il capofamiglia di un’azienda erboristica storica ingerisce un misterioso “jamu” – una pozione tradizionale indonesiana – qualcosa va storto. Il corpo muta, la mente cede, la carne marcisce. E il virus si diffonde. Il villaggio di Wanirejo si trasforma così nel teatro di una lotta disperata per la sopravvivenza.

Elixir ci porta nuovamente in oriente con alcuni paesi che provano a mettere mano sull'horror di genere cercando a loro modo di provarci. Il risultato anche in questo caso è di una mediocrità nelle scelte narrative e nell'esplorazione dei personaggi davvero disarmante che li rende tutti degli stereotipi dove nessuno viene mai caratterizzato in maniera adeguata. Ed è un peccato perchè gli sforzi tecnici dal trucco ai costumi, alle stesse scene d'azione sono abbastanza interessanti e non lesinano il sangue anche se non hanno mai quella brutalità e spietatezza americana o europea.
Qui alla fine sembra sempre tutta una lacrima a danno del sacrificio di qualcuno che si immola per qualcun altro e questa formula come anche per Ziam, sempre Netflix, dove abbiamo l'epidemia alla base ma con più calci dalla Thailandia ancora una volta dimostra di non portare a casa nulla se non il compitino ma senza avere anima o spessore.

sabato 22 novembre 2025

Frankenstein (2025)


Titolo: Frankenstein (2025)
Regia: Guillermo Del Toro
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Metà del XIX secolo: una spedizione di marinai bloccati nel Polo Nord s'imbatte in un uomo ferito e in una mostruosa creatura che uccide chiunque lo avvicini. L'uomo, che una volta in salvo racconta la sua storia, è Victor Frankestein, scienziato ossessionato dalla possibilità di vincere sulla morte e responsabile, con il sostegno di un industriale, del fratello e della fidanzata di quest'ultimo, della creazione di un essere umano assemblato con pezzi di cadaveri. Deluso però dalla sua creatura rozza e violenta, Victor ha però cercato di eliminarla scatenando la sua ira. Se però il suo racconto non fosse il solo possibile? Se anche il mostro raccontasse la sua versione, facendo così capire il suo desiderio di comprensione?
 
La creatura di Mary Shelley è sempre stata secondaria nelle trasposizioni girate nel corso della cinematografia. Il protagonista è sempre lui il dottor Frankenstein. Ora un'autore che stimo si cimenta anche lui quest'anno come l'altro autore francese con due creature incredibilmente famose e lo fa girando il suo sogno che era stato per Jackson quello di King Kong.
Frankenstein è sontuoso, elegante, mostra una creatura umana che scopre la vita e si nutre di sentimenti e di emozioni. Un'opera affascinante che riprende tanti dictat del libro, si muove su due archi narrativi differenti come per il capolavoro di Kurosawa dando due diversi punti di vista, crea una magione quella di Frankenstein per la quale ci sono volute più di otto settimane solo per crearla e infine distruggerla in una scena magnifica. Il film di Del Toro è un film che abbraccia i sensi, ho avuto freddo nelle parti del polo e mi sono scaldato nelle scene affianco al fuoco. Un film con un cast molto funzionale dove svettano Jacob Elordi il quale riesce a infondere umanità, dignità e speranza alla creatura nonostante la sua bellezza e una Mia Goth che ovunque la metti funziona.
Un'epopea che ha saputo davvero emozionarmi, senza lesinare le scene violente o le carneficine ma smuovendo stati d'animo a seconda dei cambiamenti e della narrazione che pensate un pò è proprio quello che il cinema dovrebbe saper fare


Love death and robots-Season 4


Titolo: Love death and robots-Season 4
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Diciamo che questa quarta stagione è stata molto criticata dai fan. Mantenere un livello eccelso come le prime stagioni non era facile ma io questa quarta stagione la promuovo se non a pieni voti con un giudizio alto perlomeno per il fatto di avere sempre intenti importanti e di provare a sperimentare nuovi mezzi e strumenti mettendosi in gioco e in discussione. Abbiamo tanti gatti, tanta filosofia, scifi, azione, animazione e concetti profondi e mai banali

CAN'T STOP. Pur avendo adorato i RHCP mi sembra davvero esagerato dedicar loro il primo episodio con una tecnica d'animazione spettacolare ma in fondo una specie di esercizio di stile per dare ancora più spettacolarità e pubblicità alla band in questo primo corto diretto da David Fincher con la tecnica Supermarionation
MINI INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO. Come nelle stagioni precedenti gli alieni provano a fare un primo grande passo verso gli umani con esiti tutt'altro che favorevoli
GOLGOTA diretto da Tim Miller e scritto da Joe Abercrombie: un racconto affascinante e ambiguo, che costringe lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche tra fede, alieni e fanatismo, e regala una delle poche esperienze davvero coinvolgenti del volume. Sullo sfondo della riflessione sullo specismo e sulla propensione umana a sterminare le altre creature senza troppi pensieri
ALTRA COSA GRANDE diretto da Patrick Osborne (già autore dei celebri “Three Robots”), che torna con una storia che è di fatto un possibile prequel della amatissima saga dei robot turisti sulle tracce dell’antica civiltà umana, ormai distrutta. Qua assistiamo, forse, alla genesi del disastro, quando un gatto insofferente, ambizioso, sarcastico e sprezzante (e a cui non per caso dà voce in originale il grande John Oliver) trasforma un robottino domestico in un agente dell’affrancamento dagli umani…
SPIDER ROSE ambientata nello stesso universo della “Swarm” di stagione 3, tratta anch’essa da un racconto di Bruce Sterling: e che però non raggiunge l’armoniosa profondità dell’episodio del 2022. In un altro anno “Close Encounters of the Mini Kind”, simpatico esercizio di stile nel filone miniaturizzato di “Night of the Mini Dead”

domenica 26 ottobre 2025

Black Rabbit-Season 1


Titolo: Black Rabbit-Season 1
Regia: Jason Bateman, Justin Kurzel
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

La storia si apre con un brindisi che si incrina all'improvviso: la notte inaugurale di un ristorante-culto a Manhattan, un discorso di Jake Friedken e, subito dopo, un'irruzione armata che congela tutti sul posto. Da lì la serie torna indietro di un mese: Jake, ex musicista diventato imprenditore, sta preparando l'espansione del locale mentre suo fratello Vince riappare con addosso debiti, ricadute e vecchie dipendenze. Il loro ricongiungimento mette in moto una catena di favori, menzogne e accordi opachi che trascina ogni personaggio verso l'evento annunciato dal prologo.
 
Black Rabbit ha il fascino di non raccontare quasi niente rendendo però tutto il resto così dannatamente affascinante. Frutto di un'estetica molto ricercata, un lavoro molto ben costruito per quanto riguarda riprese meticolose e sound designer, location praticamente perfette, uno stile sotterraneo che mostra l'underground statunitense e poi baldoria, locali, feste, discoteche, uno sguardo post moderno a una massa di persone che sembrano uscite dallo Studio 54.
Jude Law e Jason Bateman per una volta fanno a gara su chi sia più bravo e devo dire che entrambi danno il meglio di quanto potessi sperare.
Una fratellanza interrotta, ostinata, che non trova valvole di sfogo fuori dal proprio perimetro, debiti di gioco, mafie dell'est coinvolte e anche il montaggio dei primi episodi tende a dilatare: durate generose, ritorni temporali a ridosso dei picchi di tensione, sotto trame che rimbalzano alla stessa intensità fino a consumarsi. Paradossalmente, quando la serie esce dal buio e corre alla luce del giorno negli episodi finali, l’energia cambia: l’azione si compatta, gli spazi di Brooklyn respirano, la tensione diventa fisica e leggibile. In quel tratto la regia trova ritmo, chiarezza e respiro, come se Black Rabbit si ricordasse all’improvviso che oltre a premere l'acelleratore deve anche saper raccontare.

sabato 27 settembre 2025

Old Guard 2


Titolo: Old Guard 2
Regia: Victoria Mahoney
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Andy e la sua squadra di guerrieri immortali tornano con una rinnovata determinazione nella loro missione per proteggere il mondo. Mentre Booker è ancora in esilio dopo il suo tradimento e Quynh in cerca di vendetta dopo essere fuggita dalla sua prigione sottomarina, Andy è alle prese con la sua ritrovata mortalità quando emerge una misteriosa minaccia che potrebbe mettere a repentaglio tutto ciò per cui ha lavorato per migliaia di anni. Andy, Nile, Joe, Nicky e James Copley chiedono l'aiuto di Tuah, un vecchio amico che potrebbe fornire la chiave per svelare il mistero dell'esistenza immortale.

Il primo OLD GUARD era detestabile.
Come scrissi nella recensione del primo capitolo era un film sull'identità di genere che mischiava intrecci amorosi, coppie di fatto dove nelle Crociate bianchi e arabi scoprivano un amore clandestino, dove ancora prima la Theron lasciava ai tempi dell'Inquisizione una presunta strega, compagna, a perire nascosta in una gabbia sott'acqua.
Qui quel piccolo caos creato in precedenza aumenta il suo peso specifico e gli intrecci dei personaggi sono ai minimi storici dove la coppia Nicky e James sfiora il ridicolo, il personaggio di Booker viene di nuovo usato in maniera pessima, ci sono dei buchi di sceneggiatura orrendi e alcuni dei nostri famigerati immortali si riattaccano pezzi di corpo come se niente fosse. Mettiamoci l'antagonista sfruttata male, molto male quando la Thurman sembrava sulla carta perfetta.
Speriamo soltanto, anche per l'imbarazzo collettivo degli attori coinvolti, che sia davvero l'ultimo.

domenica 27 luglio 2025

Havoc (2025)


Titolo: Havoc (2025)
Regia: Gareth Evans
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 5/5

Dopo un affare di droga andato storto, un detective ferito deve farsi strada attraverso il mondo criminale per salvare il figlio di un politico, svelando una profonda rete di corruzione e cospirazione che intrappola la sua intera città.
 
Havoc è il film d'azione.
Il film con più pallottole e sparatorie degli ultimi anni.
Tom Hardy in stato di grazia.
Sequenze d'azione come non si vedevano dai tempi dei più grandi registi di Hong Kong o Mann.
Un film che ad ora credo di aver visto almeno dieci volte e lo rivedrò ancora.
Storia interessante e mai banale, sotto storie funzionali e necessarie che riescono a dare continuità alla narrazione senza mai apparire scontate.
Combattimenti che dimostrano ancora una volta il talento immenso di Gareth Evans.
Havoc è puro cinema per puro intrattenimento e per una goduria visiva che non si vedeva da anni

mercoledì 23 luglio 2025

Ziam


Titolo: Ziam
Regia: Kulp Kaljareuk
Anno: 2025
Paese: Thailandia
Giudizio: 3/5

In un mondo che sta soccombendo alla fame sempre più diffusa, un lottatore di muay thai è pronto a tutto per respingere un'epidemia di zombi all'interno di un ospedale e salvare la sua amata.
Vermi + pesci marci = mutati simil zombie ma di Boyleriana e Garlandiana memoria.
Ziam cavalca l'onda del post apocalittico, dell'epidemia, la concentra tutta in un ospedale e prende un giovane bravo a fare a cazzotti facendolo picchiare contro gli zombie senza usare armi o strumenti di tortura.

Bisogna ammettere che Ziam si prende abbastanza sul serio e sa essere drammatico, sporco e violento al punto giusto. Crea delle belle fazze con un buon make up, ricorre a volte in maniera esagerata con la c.g come la scena finale post credit distruggendo purtroppo quel bel climax finale che aveva creato stravolgendo così le sorti del film puntando forse su un possibile sequel.
La metafora più bella nonchè la più semplice è proprio quella che il pesce marcio, il nuovo oro delle gang criminali per sconfiggere la fame si trasformi nella merce più marcia possibile condannando le sorti di un paese. Le coreografie sono più che buone, la Thailandia sembra voler strizzare l'occhio ai recenti capolavori indonesiani e nonostante il nostro venga affiancato da un bambino il film riesce a non perdere la cattiveria anche se con abbondanti dosi di pathos

Squid Game-Season 3


Titolo: Squid Game-Season 3
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 3
Episodi: 6
Giudizio: 2/5

La terza stagione di Squid Game, ultima della serie, vede Gi-hun, alias il giocatore 456, profondamente segnato dagli eventi della seconda stagione.
La trama ruota attorno a una ribellione fallita, la morte di un amico, e un tradimento segreto.
Gi-hun, tormentato dai sensi di colpa, cerca di distruggere il sistema dall'interno, ma si ritrova a dover fare scelte difficili e dolorose. La stagione rivela il lato ancora più spietato degli uomini dietro il gioco e mette alla prova i giocatori con giochi ancora più folli e spietati. Il finale, molto discusso, vede un inaspettato cameo di Cate Blanchett, suggerendo l'espansione del gioco a livello globale

Squid Game era la risposta come già avevo scritto ad un misto tra Giochi senza frontiere e Battle Royale. Idea interessante, premesse buone e sviluppo intrigante. Almeno era quello che la prima stagione aveva promesso e mantenuto. Poi si è arrivati ad una seconda già clamorosamente più bassa come intenti, ambizioni, obbiettivi, caratterizzazioni dei personaggi, adrenalina, intrattenimento e soprattutto i giochi. Questa terza stagione a parte due prove e sfide come quella del nascondino e del salto della corda è davvero derivativa e sembra compiacere solo lo sceneggiatore e nemmeno il fan service della serie che vantava milioni di seguaci.
Quello che ci viene proposto appare piuttosto come un pretesto da parte di Netflix per prolungare forzatamente la narrazione, tornando a dinamiche già viste: giochi ripetitivi e conflitti tra giocatori. Il risultato è un racconto piatto e monotono, fin troppo prevedibile per un franchise che, negli anni precedenti, aveva saputo regalarci momenti di grande tensione. I nuovi round perdono di impatto, inseriti in un contesto che appare confuso, mentre il pubblico ormai sembra desiderare qualcosa di diverso.

mercoledì 25 giugno 2025

Demon City (2025)


Titolo: Demon City (2025)
Regia: Seiji Tanaka
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Incastrato per l'omicidio della sua stessa famiglia e creduto morto da tutti, un ex sicario professionista non si fermerà davanti a nulla pur di vendicarsi dei demoni mascherati che hanno preso il controllo della sua città.
 
Una volta un film del genere lo avrebbero messo nelle mani del maestro Mike Takashi e forse ne sarebbe uscito un mix tra AGITATOR e DEAD OR ALIVE. Ora questo prodotto Netflix ha tutti gli ingredienti per fare bene diventanto un thriller che mischia azione, poliziesco, yakuza, noir, revenge movie e insomma tutti quegli elementi squisitamente di genere.
Il risultato per assurdo seppur interessante sembra mancare di qualcosa che lasci davvero il segno. Cerca di districarsi di alcuni nodi difficili da sbrogliare ma su cui la scrittura in un qualche modo decide di affrontare i suoi difetti tradendo forse alcuni azzardi che avrebbero regalato più colpi di scena al film.

domenica 20 aprile 2025

Adolescence-Season 1


Titolo: Adolescence-Season 1
Regia: Philiph Barantini
Anno: 2025
Paese: Gran Bretagna
Stagione: 1
Episodi: 4
Giudizio: 3/5

È l'alba, e nella cittadina inglese dove vivono i Miller la polizia irrompe in casa, sconvolgendo la famiglia. Gli agenti non cercano il padre, Eddie, ma il figlio tredicenne Jamie, arrestato per omicidio. Portato in centrale, il ragazzo subisce un duro interrogatorio, via via scoprendo una serie di eventi impensabili, mentre una psicologa incaricata di valutarlo scopre i lati inquietanti della sua personalità e le influenze tossiche che ne hanno segnato la crescita, facendo emergere un quadro oscuro sull'adolescenza e sulle insidie digitali.

Adolescence parla di attualità, di consapevolezza, di social, di cyber bullismo e di femminicidi. Parla di come ormai sia sempre più difficile per un genitore comprendere la sub cultura del proprio figlio, cosa gli passi per la testa e cosa si possa nascondere dentro un cellulare. Partendo da un arresto a dir poco scioccante arriviamo subito in una centrale per conoscere gli agenti che si occuperanno di questo caso, lui poi avrà un ulteriore parentesi con il proprio figlio che frequenta la stessa scuola di Jamie, dove avverrà un interrogatorio in presenza del padre del colpevole e dell'avvocato. Barantini si affida alla scrittura e all'idea tra gli altri dello stesso Graham, il padre del ragazzo, caratterista e attore sontuoso che da solo potrebbe portarsi l'intera vicenda sulle spalle e in parte lo fa. Comparti stagni, piani sequenza, dalle mura dell'interrogatorio il sipario si apre mostrando cosa succede all'interno della scuola seguendo gli studenti come fece un certo Gus Van Sant in ELEPHANT, tra segreti, diatribe, scene di rissa e di fughe il tutto in un contesto che sembra sempre più difficile per gli insegnanti da gestire e dove il dramma ha causato i suoi molteplici effetti. La parte successiva dove sondiamo cosa si annida davvero in Jaime nel confronto con la psicologa è di sicuro l'aspetto più spaventoso e infine abbiamo la famiglia del ragazzo e il suo dover prendere atto delle colpe del proprio figlio attraverso quel video provatorio.
Una serie impattante e scioccante con tanti momenti reali quanto alcuni purtroppo irrealistici per cercare di dare per forza un ritmo anche quando non c'è, ma aldilà di ciò trovo che ci siano film sul sociale molto più intensi e meno derivativi o didascalici come questa mini serie interessante ma che spesso cerca troppo la lacrimuccia.

Squid Game-Season 2


Titolo: Squid Game-Season 2
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 2
Episodi: 7
Giudizio: 3/5

La seconda stagione di Squid Game riprende tre anni dopo gli eventi della prima, seguendo Seong Gi-hun (456) alla ricerca di vendetta contro gli organizzatori dei giochi mortali. Determinato a smascherare il sistema corrotto dietro il torneo, Gi-hun intraprende una caccia che lo porta ad affrontare nuovi giochi brutali, incontrare personaggi inediti e confrontarsi con il Front Man dalla maschera nera, Hwang Jun-ho.
 
Partiamo da una premessa. Scelta voluta o non, l'inizio della seconda stagione si prende una grossa responsabilità e un enorme rischio ovvero far vedere il volto del compagno di Seong che sappiamo benissimo essere il nemico giurato. In tanti non se ne erano nemmeno accorti perchè in questi tre anni ne abbiamo visti di film e serie per cui trovare spazio per ricordare i particolari non è da tutti.
Era ovvio che prendesse le dovute distanze dalla prima stagione mettendo sì il focus sui giochi mortali, ma intessendo alcune sotto storie più legate ai complotti, alla ricerca disperata di questo poliziotto dell'isola in cui si svolgono i giochi, della ricerca dei pescatori di uomini che ingaggiano gli sfidanti alle fermate della metro e così via. Ancora una volta la Corea del sud ci mostra tutti i fanalini di coda come ha fatto negli ultimi vent'anni rivelandosi una delle realtà più brillanti, originali e prolifiche nel parlare di diseguaglianze sociali facendolo attraverso un gioco al massacro come succedeva per BATTLE ROYALE dove le inconsapevoli vittime e i disperati venivano promossi ad archetipi di una società in cui il fallimento economico si traduce in una condanna sociale senza appello. Ed è accettata in questo modo la mattanza come a estirpare l'uomo medio acellerando una nuova inerzia dei poteri alti ovvero avvalorarsi di una nuova classe sociale che non conosca debolezze e povertà. C'è più introspezione individuale basti pensare alla caratterizzazione e i conflitti di Seong piuttosto che gli episodi legati ai giochi preferendo l'indagine e le lotte interne. Sicuramente non siamo ai fasti della prima stagione ma d'altronde non era nemmeno facile trovare nuovi spiragli per non ripetere il già detto.

lunedì 24 marzo 2025

Witcher-Sirene degli abissi


Titolo: Witcher-Sirene degli abissi
Regia: Kang Hei Chul
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Potrebbe scoppiare una guerra ma l'amore tra un principe e una sirena lo impedisce. Riuscirà Geralt di Rivia a evitare il conflitto prima che sia troppo tardi?
 
Nel precedente WITCHER-NIGHTMARE OF THE WOLF era diretto da Kwan II Han qui abbiamo invece Kang Hei Chul. Potrebbe voler dire qualcosa...Witcher è un soggetto interessante, quell'eroe norreno di cui non ho ancora visto la serie che potrebbe essere associato a Beowulf oppure Slaine o molti altri di quel pantheon mitologico. L'atmosfera è sempre cupa e medievale, ci sono mostri, creature, maghi, stregoni. Insomma un contesto fantasy dove riesce a dimorare l'horror con combattimenti epici e la scelta di non lesinare con il sangue. In questo caso le sirene, quegli esseri spesso taciuti o mostrati dalla letteratura e dai film come creature leggiadre e positive quando invece spesso e volentieri hanno saputo rappresentare totalmente il contrario grazie proprio ad altri film e ad altra letteratura basti pensare anche solo all'Odissea di Omero.
Il risultato è un prodotto che si incastra alla perfezione all'interno dell'universo multimediale di The Witcher: gli amanti dei libri troveranno una storia che era stata tagliata dalla serie TV, anche se ritoccata, quelli dei videogame hanno il "loro" Geralt, mentre coloro che hanno visto solo la serie TV possono godersi una nuova avventura in quell'universo in compagnia del Ranuncolo che conoscono e con Yen sullo sfondo.

venerdì 28 febbraio 2025

Castlevania Nocturne-Season 2


Titolo: Castlevania Nocturne-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

Mentre la rivoluzione travolge la Francia, Richter Belmont lotta per difendere l'eredità della famiglia e per impedire l'ascesa di una spietata vampira assetata di potere.
 
La seconda stagione di Castelvania dopo la delusione cocente della serie di CASTLEVANIA del 2018 non poteva realizzarsi meglio di così. Contesto storico degno di nota e reso in maniera soddisfacente apportando anche personaggi storici come Robespierre ma soprattutto Erzsebet Bathory personaggio poco conosciuto ma con una storia quasi inverosimile. I personaggi sono ottimamente caratterizzati dalla parentesi iniziale in Egitto con Alucard a Richter che diventa a tutti gli effetti l'eroe principale ben affiancato da maghe di ogni tipo e componenti della famiglia Belmont.
Sembra in parte Berserk con tutta la galleria di demoni infernali, il sodalizio con la chiesa, dove tutto sembra corrotto e ci sono bagni di sangue in quasi ogni episodio. L'animazione poi è perfettamente bilanciata e il ritmo come non succedeva nella serie precedente è molto alto senza lasciare mai momenti di noia e incompiutezza. Se già i primi episodi sono interessanti nel finale si avrà una vera guerra tra vampiri, divinità, creature infernali, esercito e il nostro manipolo di protagonisti.


giovedì 30 gennaio 2025

Carry On


Titolo: Carry On
Regia: Jaume Collett-Serra
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un giovane agente della TSA cerca di battere in astuzia un misterioso passeggero che l'ha ricattato per introdurre un pericoloso pacchetto su un volo la vigilia di Natale.
 
Carry On è un modestissimo thriller diretto da un mestierante dell'action commerciale americano.
Un film che tutto sommato riesce ad essere uno scalino superiore alle altre opere del regista se non altro per uno script banale ma non troppo e una galleria di attori in parte dove Bateman sicuramente fa la differenza. Un film quasi tutto girato in aeroporto, con un ritmo frenetico, un misterioso virus, intrighi internazionali, la voglia di avere uno scatto di livello e infine l'essere preso di mira dai killer di turno per il loro piano diabolico. Carry On si lascia vedere bene, ha pochi momenti lenti quasi tutti legati al legame di coppia tra Ethan e Nora che a tratti sono davvero stucchevoli

mercoledì 1 gennaio 2025

Terminator Zero-Season 1


Titolo: Terminator Zero-Season 1
Regia: Masashi Kudō
Anno: 2024
Paese: Giappone
Episodi: 8
Stagione: 1
Giudizio: 2/5

Nell'anno 2022, una guerra che continua da decenni vede contrapporsi i pochi umani sopravvissuti della Resistenza e un implacabile esercito di macchine ribelli. Nel 1997, la malvagia intelligenza artificiale Skynet acquisisce una coscienza e comincia una guerra senza fine contro gli umani. Intrappolata fra questi passato e futuro c'è una misteriosa e impavida combattente della Resistenza, chiamata Eiko, che viene scelta per tornare indietro nel tempo e cambiare il destino dell'umanità fino all'arrivo del Giorno del Giudizio. Arrivata nel 29 agosto 1997 si ritrova a proteggere Malcom Lee, un brillante scienziato giapponese a Tokyo che sta lavorando ad una nuova intelligenza artificiale (nota come Kokoro) progettata per competere contro l'imminente attacco di Skynet e di impedire la fine del mondo. Mentre Malcom cerca di comprendere le complessità morali derivate dalla sua creazione, inizia ad essere braccato da uno spietato e letale robot assassino proveniente dal futuro che altererà per sempre il destino finale dei suoi tre figli.
 
Terminator Zero è una mini serie d'animazione che sembra voler omaggiare i capitoli della saga in vari modi cercando di puntare sui temi più rilevanti e apportando alcune modifiche interessanti e altre che ho trovato piuttosto macchinose e fuorvianti come la parte infinita legata ai dialoghi tra Malcom e Kokoro. C'è la scena dell'inseguimento, la strage nell'edificio della polizia, questa strana valanga di robot trovati dal figlio di Malcom che con la Ai di Skynet sembrano ribellarsi all'uomo ma anche ai Terminator ingaggiando così un vero sterminio che soprattutto negli ultimi episodi riporta ad una guerra che sembra poter implodere da un momento all'altro. Il personaggio di Eiko sembra uscito da Dark Fate. La serie, infatti, racconta un'altra volta proprio ciò che accade durante il Giorno del giudizio, spostando però il focus su una zona geografica finora non trattata dalla saga: il Giappone. La natura "doppia" della trama, che mette in parallelo azione ed estese sessioni tecno-filosofiche, rende Terminator Zero una serie dal ritmo un po' ballerino e afflitta da qualche lungaggine di troppo, al punto che molto probabilmente le otto puntate da circa venticinque minuti ciascuna sarebbe potute essere condensate in un film di un paio d'ore.