Dopo aver scoperto un mondo alternativo, Peacemaker è costretto ad affrontare il suo traumatico passato e a prendere in mano il proprio futuro.
Peacemaker intrattiene e nemmeno poi così bene ma senza riuscire mai ad affondare nessun tipo di polemica o idea interessante. Sembra sempre cambiare direzione e al timone si danno il cambio personaggi che sembrano già stufi di interpretare quei personaggi (penso a tutta la ciurma della squadra di Peacemaker). L'aspetto dell'altra realtà di cosa si nasconda al suo interno e come potrebbe aver cambiato le sorti o i destini ha dei risvolti interessanti e piacevoli ma poi cade nel profondo di alcuni, anzi troppi momenti vuoti con dialoghi tremendi che insistono sul non dire niente e purtroppo lo fanno anche male.
Dopo SUICIDE SQUAD e SUPERMAN, la seconda stagione di ‘Peacemaker’ è forse il prodotto più “debole” di James Gunn con i personaggi dell’universo DC, perché il fulcro della storia diventano le emozioni e i traumi di Christopher Smith e non la sua vita come Peacemaker, rendendola una stagione anche poco supereroistica. Si tratta comunque di un prodotto di qualità, in cui il regista e sceneggiatore vuole fare numerose critiche politiche e sociali nascoste tra metafore, scene incredibilmente esplicite e dialoghi toccanti, che vengono inscenati da un cast che si completa a vicenda.




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