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sabato 14 luglio 2018

Loro1


Titolo: Loro1
Regia: Paolo Sorrentino
Anno: 2018
Paese: Italia
Giudizio: 4/5

Faccendieri ambiziosi e imprenditori rampanti, cortigiane - vergini per niente candide che si offrono al drago, addestrate da molti anni di pubblicità sessiste e trasmissioni strillate - politici corrotti, giullari, acrobate: è il circo che sta intorno a Silvio Berlusconi, nella "rielaborazione e reinterpretazione a fini artistici" messa in scena da Paolo Sorrentino.

Da anni Sorrentino racconta il suo visionario e particolarissimo circo mediatico.
Dopo Andreotti e un papa fuori dall'ordinario tocca all'emblema della politica italiana
Loro però appunto dal titolo racconta tutti gli attori che nel circo pur non essendo i veri protagonisti servono per dare lustro e pubblicità al loro signore
Loro sono quelli che contano, dice Morra, senza rendersi conto che pure lui, e da un bel po’, è uno di loro. Loro sono quelli rispetto ai quali non ci si dà nemmeno il disturbo di pronunciarne i nomi, almeno in questo primo pezzo, quasi si fosse a rischio di contagio.
La maschera che entra in scena di Servillo dopo quasi un'ora è quella di un cartone animato.
Perfetta, iconica, plasmata come forse la maschera più bella finora indossata dall'attore
Loro1 potrebbe anche essere riassunto così: orge e cocaina
Il problema grosso con cui Sorrentino ormai non sembra avere nemmeno più la necessità di confrontarsi è quello dell'intreccio e della soluzione (una critica aperta anche ad un altro grande regista come Malick) che in questo capitolo come nel successivo diventa l'arma a doppio taglio.
Una galleria di immagini davvero molto belle, con un cast tutto sommato convincente (a parte Servillo tutti gli altri sono comparse) senza contare le musiche e la fotografia che riesce a mettere e dare risalto a qualsiasi particolare inquadrato nella scena
Un film per immagini, visivo come spesso viene vista la settima arte, ma che a mio avviso poteva cercare senza poi sbilanciarsi molto di dare anche un'altra visione di questo grande personaggio mediatico che ha saputo trasformare un paese a sua immagine e somiglianza
Era giusto che Re Mida alla fine diventasse una delle scelte con cui il nostro buon Sorrentino non poteva non confrontarsi