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mercoledì 23 luglio 2025

Ziam


Titolo: Ziam
Regia: Kulp Kaljareuk
Anno: 2025
Paese: Thailandia
Giudizio: 3/5

In un mondo che sta soccombendo alla fame sempre più diffusa, un lottatore di muay thai è pronto a tutto per respingere un'epidemia di zombi all'interno di un ospedale e salvare la sua amata.
Vermi + pesci marci = mutati simil zombie ma di Boyleriana e Garlandiana memoria.
Ziam cavalca l'onda del post apocalittico, dell'epidemia, la concentra tutta in un ospedale e prende un giovane bravo a fare a cazzotti facendolo picchiare contro gli zombie senza usare armi o strumenti di tortura.

Bisogna ammettere che Ziam si prende abbastanza sul serio e sa essere drammatico, sporco e violento al punto giusto. Crea delle belle fazze con un buon make up, ricorre a volte in maniera esagerata con la c.g come la scena finale post credit distruggendo purtroppo quel bel climax finale che aveva creato stravolgendo così le sorti del film puntando forse su un possibile sequel.
La metafora più bella nonchè la più semplice è proprio quella che il pesce marcio, il nuovo oro delle gang criminali per sconfiggere la fame si trasformi nella merce più marcia possibile condannando le sorti di un paese. Le coreografie sono più che buone, la Thailandia sembra voler strizzare l'occhio ai recenti capolavori indonesiani e nonostante il nostro venga affiancato da un bambino il film riesce a non perdere la cattiveria anche se con abbondanti dosi di pathos

Twilight of the warriors walled in


Titolo: Twilight of the warriors walled in
Regia: Pou-Soi Cheang
Anno: 2024
Paese: Cina
Giudizio: 3/5

Hong Kong, Anni 80. All'interno del quartiere di Kowloon c'è una struttura molto particolare: la Città Murata, una sorta di baraccopoli del disagio, dove transitano i rifugiati e la criminalità regna incontrastata. Almeno finché Cyclone uccide il re degli assassini Jim e spezza la catena di morte, garantendo una relativa tranquillità agli abitanti del quartiere. Un giorno nella Città Murata arriva, in cerca di lavoro e denaro, Chan Lok-kwun, un clandestino imbrogliato in un giro di scommesse dal boss Mr. Big. Cyclone gli concede lavoro e ospitalità, ma la scoperta delle origini di Chan riapre antiche ferite, mai rimarginate, nella guerra tra gang delle Triadi.
 
Pou-Soi Cheang è uno degli attuali registi più talentuosi di Hong Kong. Basterebbe nella sua importante filmografia citare anche solo LIMBO per rendersi conto del suo talento e di come sappia gestire qualsivoglia genere anche se mantiene la sua verve impeccabile con il noir e il poliziesco.
Twilight è un altro film sul sociale travestito da film d'azione e di combattimenti. Un film sulle disuguaglianze sociali, sull'appartenenza, sui rifugiati, sulla famiglia, la comunità sottoproletaria, l'illegalità diffusa cercando di preservare valori umani di solidarietà e misericordia.
Ci sono tantissimi personaggi, un'esplorazione della città murata fatta di miseria, disperazione, soprusi ma anche di tanta umanità e voglia di riscattarsi.
Ed è ciò che dovrà fare Chan nella sua ricerca di verità e serenità finendo in un micro cosmo che sembra abbracciarlo per poi abbandonarlo in un continuum frenetico e coinvolgente.

Squid Game-Season 3


Titolo: Squid Game-Season 3
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 3
Episodi: 6
Giudizio: 2/5

La terza stagione di Squid Game, ultima della serie, vede Gi-hun, alias il giocatore 456, profondamente segnato dagli eventi della seconda stagione.
La trama ruota attorno a una ribellione fallita, la morte di un amico, e un tradimento segreto.
Gi-hun, tormentato dai sensi di colpa, cerca di distruggere il sistema dall'interno, ma si ritrova a dover fare scelte difficili e dolorose. La stagione rivela il lato ancora più spietato degli uomini dietro il gioco e mette alla prova i giocatori con giochi ancora più folli e spietati. Il finale, molto discusso, vede un inaspettato cameo di Cate Blanchett, suggerendo l'espansione del gioco a livello globale

Squid Game era la risposta come già avevo scritto ad un misto tra Giochi senza frontiere e Battle Royale. Idea interessante, premesse buone e sviluppo intrigante. Almeno era quello che la prima stagione aveva promesso e mantenuto. Poi si è arrivati ad una seconda già clamorosamente più bassa come intenti, ambizioni, obbiettivi, caratterizzazioni dei personaggi, adrenalina, intrattenimento e soprattutto i giochi. Questa terza stagione a parte due prove e sfide come quella del nascondino e del salto della corda è davvero derivativa e sembra compiacere solo lo sceneggiatore e nemmeno il fan service della serie che vantava milioni di seguaci.
Quello che ci viene proposto appare piuttosto come un pretesto da parte di Netflix per prolungare forzatamente la narrazione, tornando a dinamiche già viste: giochi ripetitivi e conflitti tra giocatori. Il risultato è un racconto piatto e monotono, fin troppo prevedibile per un franchise che, negli anni precedenti, aveva saputo regalarci momenti di grande tensione. I nuovi round perdono di impatto, inseriti in un contesto che appare confuso, mentre il pubblico ormai sembra desiderare qualcosa di diverso.

Prosecutor


Titolo: Prosecutor
Regia: Donnie Yen
Anno: 2024
Paese: Cina
Giudizio: 2/5

Un uomo viene accusato ingiustamente di traffico di droga dopo essere stato ingannato. Un ex-procuratore indaga sul caso e scopre il piano di un team di avvocati corrotti ristabilendo la giustizia.
 
Abbiamo visto Donnie Yen in tanti ruoli ma mai avvocato. Il perchè nasce da un'ingiustizia in cui in una scena lo vediamo studiare dei testi di giurisprudenza americani e il giorno dopo è un avvocato fatto e finito e pure bravo e ovviamente incorruttibile. Donnie avvocato e pure regista per questo film che vorrebbe essere di denuncia nascendo come action ma poi diventando soporifero per un caso giuridico tra i meno appassionanti mai visti e dove Yen a fare l'avvocato non riesce mai a convincere come se dovesse da un momento all'altro lanciarsi sui colpevoli con un calcio volante.
E poi dura tantissimo, i legali che rappresentano l'accusa sono macchiette dove lui manco a farlo apposta è un drogato e ha affari con la mafia cinese mentre lei riesce a diventare avvocatessa entrando nelle grazie di un boss. Come se questo non bastasse poi ci sono alcuni personaggi di contorno davvero imbarazzanti.
"Qui siamo tutti forti e leali a noi stessi. Ma non possiamo eliminare il crimine. A volte anche noi siamo impotenti" bisogna commentarla...

venerdì 4 luglio 2025

Roundup-No way out


Titolo: Roundup-No way out
Regia: Sang-Yong Lee
Anno: 2023
Paese: Corea del Sud
Giudizio: 4/5

Sette anni dopo il rastrellamento in Vietnam, Ma Seok-do si unisce a una nuova squadra per indagare su un caso di omicidio. Ben presto, scopre che questo caso riguarda il furto di una droga sintetica e inizia a scavare più a fondo... Nel frattempo, il tizio dietro a tutto questo, Joo Sung-chul, non smette di cercare guai, e i distributori di droga giapponesi, Ricky e la sua banda, vengono in Corea per unirsi al caos. Le cose stanno per sfuggire di mano...
 
La saga di Roundup che al momento vanta ben tre capitoli, una sorta di trilogia, è certamente tra le cose più belle che sono arrivate dal cinema coreano d'azione negli ultimi anni. Perchè ci sono combattimenti, inseguimenti, poliziesco, heist movie, pulp sotto certi aspetti, thriller, revenge movie, crime story, faide tra bande di paesi diversi, Corea, Giappone e Cina per questioni di droga.
Un film con un ritmo forsennato dove Ma Seok interpretato dal grandissimo Lee Jun-hyuk che sembra una sorta di Reacher che mena come Bud Spencer. Il film però a differenza del capitolo successivo ROUNDUP-PUNISHMENT si prende davvero sul serio e tutta la trama è scandita con una scrittura chirurgica che segue assiduamente ogni personaggio di ogni componente delle gang regalando caratterizzazioni e personaggi meravigliosi. La parte dell'indagine è molto ben curata senza parlare dei regolamenti di conti che fanno scontrare tradizioni di chi imbraccia katane, pistole o preferisce andare di vecchia scuola con la boxe.

Roundup-Punishment


Titolo: Roundup-Punishment
Regia: Heo Myeong Haeng
Anno: 2024
Paese: Corea del Sud
Giudizio: 3/5

Nelle Filippine un giovane programmatore informatico coreano viene ritrovato morto, in condizioni tali da far pensare a un lungo periodo di cattività e lavori forzati. Si aprono le indagini della polizia, che rivelano un racket dei casinò online che si snoda tra Corea e Filippine, gestito dalla gang di uno spietato e psicotico criminale, Baek Chang-gi, e collegato agli affari di un giovane magnate IT, Chang Dong-cheol. Il poliziotto Ma Seok-do, massiccio nel fisico e tenero di cuore, promette alla madre del ragazzo scomparso di affidare i colpevoli alla giustizia e si fa largo, a pugni e calci, nella rete criminale che conduce sino a Baek.
 
Dopo NO WAY OUT era impossibile aspettarsi di meglio. Quel film aveva raggiunto i fasti di questa bella quadrilogia d'azione con eccellenti combattimenti, ironia, azione a profusione e molto altro ancora. L'ultimo capitolo è sicuramente un prodotto confezionato molto bene ma mancano alcune di quelle sotto trame e gallerie di personaggi visti precedentemente che davano risonanza ai toni del film. Lo stesso cattivo seppur interessante non riesce a misurarsi con la cattiveria del capo del dipartimento di polizia anch'esso antagonista del capitolo precedente.
Niente di particolarmente nuovo sotto il sole, tanto che i conoscitori del franchise ritroveranno molte situazioni già visitate negli episodi precedenti, ma The Roundup: Punishment ha il merito di soddisfare le aspettative del pubblico, che si siede in sala a vedere un film di Don Lee essenzialmente per godere di una catartica scarica di pugni e di buoni sentimenti, proprio come succedeva in Italia decenni fa con Bud Spencer

Manie manie-Racconti del labirinto


Titolo: Manie manie-Racconti del labirinto
Regia: AA,VV
Anno: 1987
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5
Manie-Manie - I racconti del labirinto è un film d'animazione del 1987 ad episodi diretto da Rintarō (Labyrinth), Yoshiaki Kawajiri (L'uomo che correva), e Katsuhiro Ōtomo (Interrompete i lavori!).
La pellicola è stata prodotta dalla Kadokawa nel 1983 e presentata solo nel 1987 al Festival Internazionale del Cinema di Fantascienza di Tokyo.

Una stravagante bimbetta giocando con il suo cagnolino 'Cicerone' (nomen omen), viene trasportata oltre lo specchio in una strana e bizzarra dimensione dove un clown enigmatico e taciturno la introduce agli spettacoli di un crudele e fantastico circo degli orrori. Prologo ed epilogo costituiscono una surreale cornice narrativa di Rintaro che ricorda lo stile grottesco e cupo di certe opere di Tim Burton, ma che brilla di policrome fantagorie di suggestiva bellezza (tra tutte la processione di lanterne cinesi sui trampoli e le ossessioni labirintiche che preludono allo spettacolo
circense). Il primo racconto di Kawajiri è una curiosa e singolare rivisitazione del celeberrimo 'Caso del signor Valdemar' di E.A.Poe, dove l'invincibile e all'apparenza immortale campione di un torneo automobilistico virtuale oltrepassa i confini della propria esistenza fisica per proseguire la sua folle corsa verso una spettrale dimensione ultraterrena. Il secondo racconto di Otomo è invece una divertente e ironica favola ecologista sulle pulsioni autodistruttive dell'uomo nelle sue molteplici estensioni tecnologiche. Mediometraggio d'animazione ad episodi per la verità un pò disorganico nelle atmosfere e nelle tematiche ma che vale oltre il raffinato esercizio di stile dei pur bravi autori.

mercoledì 25 giugno 2025

Demon City (2025)


Titolo: Demon City (2025)
Regia: Seiji Tanaka
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Incastrato per l'omicidio della sua stessa famiglia e creduto morto da tutti, un ex sicario professionista non si fermerà davanti a nulla pur di vendicarsi dei demoni mascherati che hanno preso il controllo della sua città.
 
Una volta un film del genere lo avrebbero messo nelle mani del maestro Mike Takashi e forse ne sarebbe uscito un mix tra AGITATOR e DEAD OR ALIVE. Ora questo prodotto Netflix ha tutti gli ingredienti per fare bene diventanto un thriller che mischia azione, poliziesco, yakuza, noir, revenge movie e insomma tutti quegli elementi squisitamente di genere.
Il risultato per assurdo seppur interessante sembra mancare di qualcosa che lasci davvero il segno. Cerca di districarsi di alcuni nodi difficili da sbrogliare ma su cui la scrittura in un qualche modo decide di affrontare i suoi difetti tradendo forse alcuni azzardi che avrebbero regalato più colpi di scena al film.

domenica 20 aprile 2025

Squid Game-Season 2


Titolo: Squid Game-Season 2
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 2
Episodi: 7
Giudizio: 3/5

La seconda stagione di Squid Game riprende tre anni dopo gli eventi della prima, seguendo Seong Gi-hun (456) alla ricerca di vendetta contro gli organizzatori dei giochi mortali. Determinato a smascherare il sistema corrotto dietro il torneo, Gi-hun intraprende una caccia che lo porta ad affrontare nuovi giochi brutali, incontrare personaggi inediti e confrontarsi con il Front Man dalla maschera nera, Hwang Jun-ho.
 
Partiamo da una premessa. Scelta voluta o non, l'inizio della seconda stagione si prende una grossa responsabilità e un enorme rischio ovvero far vedere il volto del compagno di Seong che sappiamo benissimo essere il nemico giurato. In tanti non se ne erano nemmeno accorti perchè in questi tre anni ne abbiamo visti di film e serie per cui trovare spazio per ricordare i particolari non è da tutti.
Era ovvio che prendesse le dovute distanze dalla prima stagione mettendo sì il focus sui giochi mortali, ma intessendo alcune sotto storie più legate ai complotti, alla ricerca disperata di questo poliziotto dell'isola in cui si svolgono i giochi, della ricerca dei pescatori di uomini che ingaggiano gli sfidanti alle fermate della metro e così via. Ancora una volta la Corea del sud ci mostra tutti i fanalini di coda come ha fatto negli ultimi vent'anni rivelandosi una delle realtà più brillanti, originali e prolifiche nel parlare di diseguaglianze sociali facendolo attraverso un gioco al massacro come succedeva per BATTLE ROYALE dove le inconsapevoli vittime e i disperati venivano promossi ad archetipi di una società in cui il fallimento economico si traduce in una condanna sociale senza appello. Ed è accettata in questo modo la mattanza come a estirpare l'uomo medio acellerando una nuova inerzia dei poteri alti ovvero avvalorarsi di una nuova classe sociale che non conosca debolezze e povertà. C'è più introspezione individuale basti pensare alla caratterizzazione e i conflitti di Seong piuttosto che gli episodi legati ai giochi preferendo l'indagine e le lotte interne. Sicuramente non siamo ai fasti della prima stagione ma d'altronde non era nemmeno facile trovare nuovi spiragli per non ripetere il già detto.

lunedì 24 marzo 2025

Broken Rage


Titolo: Broken Rage
Regia: Takeshi Kitano
Anno: 2024
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Un sicario infallibile si siede al tavolino di un bar per ricevere un nuovo incarico. Un assassinio dopo l'altro, eliminando gangster e yakuza e lavorando sempre come lupo solitario. Finché un giorno ad aspettarlo nel suo bar preferito c'è la polizia di Tokyo, decisa ad incastrarlo per arrivare tramite lui ad arrestare un potente boss locale. Il sicario dovrà quindi infiltrare l'organizzazione mafiosa sotto copertura, ovviamente a rischio della vita.
 
Kitano vanta una filmografia davvero impressionante. Ha quasi sempre parlato di yakuza analizzandola, colpendola, mostrando ogni aspetto sotto aspetti e approcci diversi. In questo caso un divertissement se così possiamo chiamarlo. Perchè Beat Takeshi crea un mediometraggio che è una metafora sul non sense della mafia giapponese senza mai banalizzare ma creando una suggestione comica e parossistica di come possono manifestarsi alcune situazioni. C'è ironia, violenza, chat dei social che compaiono sullo schermo come a definire quello che stiamo vedendo. Ci sono poliziotti fuori dal comune, delle macchiette quasi grottesche e poi lui, il nostro attore, regista e sceneggiatore con la sua maschera comica e piena di contraddizioni

venerdì 28 febbraio 2025

World of Kanako


Titolo: World of Kanako
Regia: Testuya Nagashima
Anno: 2014
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Quando una bella studentessa del liceo scompare, la madre chiede all'ex marito Akikazu - un ex poliziotto alla deriva e un irresponsabile - di trovare la figlia. Si imbarca in una disperata ricerca, nella speranza di riunire la sua famiglia con ogni mezzo necessario. Ma, mentre la sua indagine procede, Akikazu inizia a scoprire l'oscurità che si cela dietro l'impeccabile facciata di sua figlia. Indizio dopo indizio, rivelazione dopo rivelazione, inizia una discesa nell'infernale mondo sotterraneo della vita segreta di Kanako...
 
Ogni volta è sempre interessante mostrare la discesa all'inferno. Ovunque avviene se messa in buone mani come in questo caso il risultato non può che essere appagante sotto tutti gli aspetti. Attori sontuosi, storia quanto mai drammatica ma capace di affrontare una molteplicità di tematiche contemporanee in maniera disarmante con uno stile molto dinamico che sembra riprendere gli stilemi di Miike Takashi, Sion Sono e molti altri scegliendo uno stile e un ritmo frenetico accellerando i frame, tanta mdp a mano, squarci di luoghi e volti, gang criminali, massacri senza senso, violenze domestiche, stupri, cyber bullismo e molto altro ancora in ambientazioni cupissime e dando conferma che quando il Giappone vuole fare sul serio ci sono pochissimi rivali del cinema contemporaneo. World of Kanako non è un film semplice, ha tutta l'aria di essere un trip lisergico che come Akikazu sembra andato a male e sempre sul punto di poter commettere qualcosa di sgradito. Il protagonista è sempre Agitator, fuma, beve, mangia in maniera compulsiva, picchia e viene picchiato e suda costantemente in una Tokio che sembra davvero un piccolo inferno


giovedì 30 gennaio 2025

DanDaDan-Season 1


Titolo: DanDaDan-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2024
Paese: Giappone
Stagione: 1
Episodi: 12
Giudizio: 4/5

Momo Ayase è una liceale bizzarra: vive con la nonna medium che ha l’aspetto di una ventenne, adora gli uomini all’antica come il suo nume tutelare, ed è convinta che i fantasmi esistano ma gli extraterrestri no. L’esatto opposto di un suo compagno di scuola piuttosto nerd, timido e riservato, bullizzato da tutti e miniera inesauribile di informazioni sugli alieni. I due fanno amicizia e si mettono alla prova: lei andrà in un ospedale dove in passato sono stati avvistati degli UFO, lui in un tunnel abbandonato teatro di apparizioni ultraterrene. Entrambi proveranno sulla loro pelle che alieni e fantasmi esistono, e dovranno fare squadra per evitare possessioni demoniache e incontri ravvicinati… di un certo tipo. L’intesa tra i due non è così casuale: il timido compagno nerd all’antica di Momo si chiama… Ken Takakura.
 
DanDaDan di cui non sapevo nulla circa il manga e la trama mi ha stupito fortemente per tutta una serie di motivi dalla sboccataggine, al non avere assolutamente freni inibitori, ha mostrare quanto sanno essere delle merde gli studenti d'oggi, ha come può essere pericoloso sottovalutare il folklore culturale del proprio paese e ad aver saputo mischiare azione, horror, body horror, mostri, alieni, trasformazioni, magia nera, esoterismo e tanto altro ancora. In più con una padronanza e velocità di ritmo e con dialoghi frenetici e calzanti che rendono tutta la visione un trip lisergico come non capita spesso anzi sta diventando sempre più raro.
DanDaDan è un titolo perfetto, onomatopeico, per riassumere l’idea di frastuono, confusione, accumulazione visiva e narrativa che si infrange sullo spettatore. Un frastuono anarchico che accompagna Momo e Ken attraverso i generi, dall’horror alla fantascienza, passando per il demenziale e il romanzo di formazione sentimentale tanto caro ai lettori degli shonen manga.

Chime


Titolo: Chime
Regia: Kiyoshi Kurosawa
Anno: 2024
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Matsuoka è un insegnante in una scuola di cucina occidentale. Un giorno, uno studente, Tashiro, dice qualcosa di strano durante la lezione: «C’è un rumore, è come un carillon. Qualcuno mi sta mandando un messaggio». Un altro giorno, lo studente dice: «Metà del mio cervello è stato sostituito da una macchina», e compie un’azione drastica per dimostrarlo. Alcuni giorni dopo, Matsuoka sta insegnando a una studentessa, Akemi, che è alle prese con un pollo. Un disagio incomprensibile lo coglie. Sia a scuola che a casa, uno strano terrore comincia a serpeggiare nella sua esistenza

Kiyoshi Kurosawa è un regista di fama internazionale con un curriculum ben nutrito che lo pone come uno dei padri e fondatori del j-horror. Eppure ha saputo con gli anni dare ancora più prestigio ai suoi film con opere clamorose e una mini serie televisiva eccellente come SHOKUZAI-PENANCE. Qui in '45 il regista da prova con perizia, stile ed eleganza formale e visiva di creare un dramma che sembra ammorbare ancora una volta la società nipponica, da un lato lenta e attenta ad ogni dettaglio mentre dall'altra una realtà rampante tutta improntata al successo economico.
E come sempre da una piccola ferita nel caos generale si crea quel dramma che sembra implacabile che arriva con un ronzio, che colpisce giovani studenti e adulti dove non sembra esserci una cura e ci si rassegna al proprio dramma e al proprio destino.

mercoledì 1 gennaio 2025

Ponoc Short Films Theatre


Titolo: Ponoc Short Films Theatre
Regia: AA,VV
Anno: 2018
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Eroi modesti - Ponoc Short Films Theatre è un film d'animazione antologico giapponese del 2018 realizzato dallo Studio Ponoc. Primo capitolo della serie Ponoc Short Films Theatre, è composto da tre cortometraggi, diretti rispettivamente da Hiromasa Yonebayashi, Yoshiyuki Momose e Akihiko Yamashita.
 
Prima di regalarci MARY E IL FIORE DELLA STREGA, QUANDO C'ERA MARNIE e ARIETTY, la Ponoc stava cercando la sua strada incrociando quella con lo studio Ghibli e con quella chè fino a prova contraria è l'eccellenza della scuola d'animazione nipponica. Tre cortometraggi. Un prodotto antologico dove i registi e autori si cimentano su tre storie che parlano di drammi diversi passando dal fantasy puro, al dramma sociale fino ad una storia che sembra unire ambo le parti.
Kanini & Kanino - In un mondo popolato da creature magiche, Kanīni e Kanīno sono piccoli fratelli umanoidi che vivono sott'acqua in un lago. Il padre si prende cura di loro mentre la madre incinta si è allontana per partorire in un luogo tranquillo. Quando una forte corrente porta via il padre, i fratelli intraprendono un pericoloso viaggio per trovarlo e salvarlo. Cortometraggio di formazione dove i due fratelli combatteranno un pesce enorme aiutati dal fato e alla fine riabbracceranno la propria madre e i nuovi fratelli. Sembra atingere dalle fiabe folkloristiche degli abitanti del lago
Life Ain't Gonna Lose - Shun nasce con una letale allergia alle uova. Ogni giorno, quindi, la famiglia si prodiga a proteggerlo da qualunque sostanza possa contenerne le tracce. Shun quindi deve mangiare pasti speciali a scuola, i suoi compagni di classe devono stare attenti a non sputargli addosso e ad ogni gita scolastica devono essere prese serie misure precauzionali. Allo stesso tempo, sua madre cerca di mantenere la sua carriera professionale di danzatrice. Un giorno Shun mangia inconsapevolmente qualcosa che lo mette in pericolo. Anche qui il corto inizia con un'area dell'ospedale dove vengono curati i bambini affetti da allergie. Il lavoro e la tecnica sono incredibili anche se il terzo rimane il migliore come stile d'animazione.
Invisible – Un salaryman vive nella più totale invisibilità, da emarginato venendo ignorato da tutti gli altri. In più, deve sempre portarsi appresso dei pesi per non volare via: quando un giorno quasi galleggia via quando perde l'estintore che usa per trattenersi, viene in contatto con un cieco che gli parla, facendolo sentire meglio con se stesso. L'uomo invisibile quindi improvvisamente ha l'opportunità di essere un eroe. Un film sugli invisibili della società. Una metafora potente e per certi versi kafkiana

Terminator Zero-Season 1


Titolo: Terminator Zero-Season 1
Regia: Masashi Kudō
Anno: 2024
Paese: Giappone
Episodi: 8
Stagione: 1
Giudizio: 2/5

Nell'anno 2022, una guerra che continua da decenni vede contrapporsi i pochi umani sopravvissuti della Resistenza e un implacabile esercito di macchine ribelli. Nel 1997, la malvagia intelligenza artificiale Skynet acquisisce una coscienza e comincia una guerra senza fine contro gli umani. Intrappolata fra questi passato e futuro c'è una misteriosa e impavida combattente della Resistenza, chiamata Eiko, che viene scelta per tornare indietro nel tempo e cambiare il destino dell'umanità fino all'arrivo del Giorno del Giudizio. Arrivata nel 29 agosto 1997 si ritrova a proteggere Malcom Lee, un brillante scienziato giapponese a Tokyo che sta lavorando ad una nuova intelligenza artificiale (nota come Kokoro) progettata per competere contro l'imminente attacco di Skynet e di impedire la fine del mondo. Mentre Malcom cerca di comprendere le complessità morali derivate dalla sua creazione, inizia ad essere braccato da uno spietato e letale robot assassino proveniente dal futuro che altererà per sempre il destino finale dei suoi tre figli.
 
Terminator Zero è una mini serie d'animazione che sembra voler omaggiare i capitoli della saga in vari modi cercando di puntare sui temi più rilevanti e apportando alcune modifiche interessanti e altre che ho trovato piuttosto macchinose e fuorvianti come la parte infinita legata ai dialoghi tra Malcom e Kokoro. C'è la scena dell'inseguimento, la strage nell'edificio della polizia, questa strana valanga di robot trovati dal figlio di Malcom che con la Ai di Skynet sembrano ribellarsi all'uomo ma anche ai Terminator ingaggiando così un vero sterminio che soprattutto negli ultimi episodi riporta ad una guerra che sembra poter implodere da un momento all'altro. Il personaggio di Eiko sembra uscito da Dark Fate. La serie, infatti, racconta un'altra volta proprio ciò che accade durante il Giorno del giudizio, spostando però il focus su una zona geografica finora non trattata dalla saga: il Giappone. La natura "doppia" della trama, che mette in parallelo azione ed estese sessioni tecno-filosofiche, rende Terminator Zero una serie dal ritmo un po' ballerino e afflitta da qualche lungaggine di troppo, al punto che molto probabilmente le otto puntate da circa venticinque minuti ciascuna sarebbe potute essere condensate in un film di un paio d'ore.

mercoledì 11 dicembre 2024

Blue Giant


Titolo: Blue Giant
Regia: Yuzuru Tachikawa
Anno: 2023
Paese: Giappone
Giudizio: 5/5

Un giorno, Dai Miyamoto ha preso in mano un sassofono e ha deciso di diventare uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi. Lascia così la sua città natale per i vivaci locali notturni di Tokyo, ma il viaggio per diventare un musicista professionista non è facile. Dopo molte difficoltà, il suo entusiasmo conquista il pianista Yukinori e convince il suo amico Shunji a imparare a suonare la batteria. Insieme formano un trio jazz.
 
"Il jazz è passione e intesa, è un'esperienza intensa e tempestosa, la musica delle emozioni."
Blue Giant è un'opera formidabile che parla di musica, di jazz, di talento, di amicizia, di legami, perdite e molto altro ancora. Un piccolo capolavoro che restituisce i fasti dell'animazione nipponica in una lunga e lenta ascesa di un trio di ragazzi che hanno creduto in un sogno.
E' strano come ancora una volta un colosso di questo tipo non arrivi da noi se non attraverso lo streaming e il web senza poter nemmeno parlare di piattaforme. Dopo aver sfornato diverse opere del DETCTIVE CONAN Tachikawa forse insegue il suo progetto più personale e ambizioso con un film che riesce ad andare oltre diventando uno dei film sulla musica più importanti di sempre.
Commovente a tratti esaltante per quanto riesca ad esprimere la passione per la musica e lo sforzo dei suoi protagonisti che non sembrano avere altri intenti e ambizioni se non quelle di superarsi nelle performance

Mary e il fiore della strega


Titolo: Mary e il fiore della strega
Regia: Hiromasa Yonebayashi
Anno: 2017
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Mary ha undici anni, capelli rossi e tanta voglia di avventura. Ospite estiva nella casa di campagna della vecchia zia, si annoia e combina guai suo malgrado. In un giorno più pigro degli altri, un gatto misterioso la conduce nel cuore della foresta dove trova e coglie un fiore magico che le dona il potere di volare a cavallo di una scopa. Al di là delle nuvole scopre piena di stupore il palazzo di Endor, una scuola di magia dove viene accolta come un'eroina. Apprezzata per il colore fiammante della chioma e per capacità che ignorava di avere, scopre a sue spese che tra le mura del prestigioso edificio cova un terribile segreto.

Mary e il fiore della strega è il primo film dello studio di animazione Ponoc che sembra raccogliere l'eredità di Ghibli con cui ha collaborato negli ultimi film. Lo studio d'animazione venne fondato il 15 aprile 2015 proprio da Yoshiaki Nishimura e Hiromasa Yonebayashi, entrambi noti per il loro lavoro presso Studio Ghibli ed alcuni tra i nomi più autorevoli dell'animazione contemporanea nipponica. Proprio Hiromasa aveva firmato per QUANDO C'ERA MARNIE e ARIETTY e qui al suo terzo film trova l'opera più fantasy e magica confermando un talento importante e con un'opera che ancora dimostra la capacità di sorprendere e di scavare dentro i generi trovano riflessioni sociali, politiche sulla sete di potere e ambientali. E' soprattutto la magia a fare da padrona, una scuola che sembra Hogwarts, esperimenti a danno di animali per creare esseri soprannaturali e chimere fantastiche, l'amicizia e il continuo passare da un mondo all'altro.

Mad Cats


Titolo: Mad Cats
Regia: Reiki Tsuno
Anno: 2023
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Taka, giovanotto senza arte né parte, parte alla ricerca del fratello Mune. Con l'aiuto di un nuovo amico stravagante e di una ragazza burbera e misteriosa incontrati lungo la strada, Taka si ritrova ad affrontare un branco di feroci gatti mostruosi determinati a giustiziare i proprietari di negozi di animali che hanno trattato male i loro simili.
 
Mad Cats è il tipico esempio di film weird wtf che se dato in altre mani, Sion Sono o Miike Takashi solo per fare due nomi a caso, avrebbe avuto un altro esito. Perchè nella sua stralunata follia essendo una sorta di favola nera, c'erano tutte le occasioni d'atmosfera e di intenti da renderlo un esempio che poteva quasi rifarsi alla tradizione dnotomista o un exploitaion di tutto rispetto.
Ci sono alcuni momenti molto interessanti, qualche combattimento vale la pena e la parte iniziale di Taka che vuole capire che fine abbia fatto suo fratello e su cosa stava facendo ricerche trovava una sua connotazione antropologica. Il problema è l'incapacità autoriale di Tsuno di sfruttare al meglio uno spunto tutto sommato interessante insistendo e sfinendo lo spettatore con toni da commedia demenziale ad alto tasso di azione che però non fa ridere per niente.

Project Silence


Titolo: Project Silence
Regia: Tae-gon Kim
Anno: 2023
Paese: Corea del Sud
Giudizio: 3/5

Jung-won è un agente della sicurezza che lavora per la Casa Blu, sede del governo sudcoreano: è vedovo e padre di un'adolescente, con cui il rapporto si è via via incrinato. Quando sta per accompagnare la figlia all'aeroporto, incappa in un incidente di enormi proporzioni verificatosi su un ponte. La reazione a catena generata dall'incidente si trasforma in una escalation di morte e terrore: tra i veicoli ce ne sono infatti alcuni legati a un'operazione militare segreta, denominata Project Silence, che coinvolge dei cani da combattimento geneticamente modificati. Quando questi sfuggono al controllo la caccia all'uomo è aperta.

Project Silence pareva colmare tutte le mie aspettative con un film di genere top secret che parlasse di qualche nuova creatura o mischiando gli elementi in maniera tale da farlo diventare un bel mix
In parte qualcosa c'è stato ma quando mi avvicino all'action sudcoreano e ai suoi ripetuti e significativi successi avevo le antennine in su senza aspettarmi una narrazione dozzinale e scontata per un film che sembra non crederci unendo i topoi di genere già rivisti e stravisti in una produzione di fatto troppo simile ad altre recenti. Sembra quasi che Tae-gon Kim abbia riciclato gli ingredienti noti e già approfonditi in altri film senza percorrere nuovi sentieri e continuando a rivitalizzare il genere. Certo alcuni momenti sono significativi, ma il tema del complotto è di una banalità sconcertante e alcuni personaggi sono caratterizzati davvero male

martedì 19 novembre 2024

Shadows Strays


Titolo: Shadows Strays
Regia: Timo Tjahjanto
Anno: 2024
Paese: Indonesia
Giudizio: 3/5

Dopo una missione non pienamente riuscita in Giappone, 13 viene sospesa dall'Ombra, la società segreta per cui lavora. Poi incontra Monji, undicenne rimasto orfano, e si lega a lui. Quando il ragazzino viene rapito, lei entra in azione per ritrovare il suo unico amico, anche a costo di scontrarsi con il suo mentore e con l'organizzazione segreta di cui fa parte.
 
Tjahjanto è uno dei Mo Brothers ovvero coloro che hanno ridato spinta, vigore, mazzate, violenza e horror confezionando dei piccoli gioielli del cinema di genere. MACABRE, NIGHT COMES FOR US, KILLERS, HEADSHOT, MAY THE DEVIL TAKE YOU, MAY THE DEVIL TAKE YOU TOO, V/H/S 94, V/H/S 2. Insomma giovani, pieni di talento e di idee che si sono espresse perlopiù nell'horror e nelle arti marziali. Shadows Strays segue una sua politica d'autore lasciando spazio ai complotti, al revenge movie, alla final girls, alla resa dei conti, ad un'organizzazione spietata che agisce appunto come fantasmi senza lasciare tracce e dove di fatto 13 diventa la performer in grado di misurarsi con la stessa organizzazione e contro dei politici corrotti oltre che la malavita locale.
Dal punto di vista tecnico e delle maestranze coinvolte il film funziona molto bene, senza farsi mancare nulla, dove addirittura vediamo un ragazzino massacrato di botte per quasi tutto il film, dove di happy ending c'è ben poco sapendo che presto tutti moriranno. Però d'altra parte se confezionato molto bene la trama è di una banalità incredibile senza nessun vero colpo di scena, come quei quadri di un videogioco che vedi passare ma sai benissimo a cosa porteranno