martedì 13 ottobre 2026

Skinamarink


Titolo: Skinamarink 
Regia: Kyle Edward Ball
Anno: 2022
Paese: Canada
Giudizio: 3/5

Due bambini si svegliano nel cuore della notte e scoprono che il padre è scomparso e tutte le finestre e le porte della loro casa sono svanite.
 
1. Il titolo Risveglio del male vogliamo parlarne?
2. Doppiaggio penoso soprattutto per le voci dei bambini
3. Minimale ma non liminale
4. Bello che non inquadra mai i personaggi
5. L'effetto appare la porta sparisce la porta Š a tratti penoso
6. Kylie Š la figlia piccola, ha un fratellino che Š caduto per le scale. Kylie chiede se possono dormire al piano di sotto. Kylie parla con l'Entit…. L'Entit… (?) sentiamo che chiede a Kylie di venire al piano di su. Il padre le chiede di controllare sotto il letto ma non vede niente. La madre le dice "Io e tuo padre..." poi rumore sinistro "vogliamo molto bene a te a Kevin...ho bisogno che tu chiuda gli occhi...per favore...c'Š qualcuno qui (prima la voce sembra dell'Entit… ma potrebbe essere anche quella del padre) poi sentiamo di nuovo c'Š qualcuno qui ma con la voce della madre...poi sentiamo Kylie sempre con la voce misteriosa

Red Sonja (2025)


Titolo: Red Sonja (2025)
Regia: M.J. Bassett
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Red Sonja ha vissuto con la sua famiglia in una casa umile nelle steppe occidentali di Hyrkanian. Dopo aver compiuto 17 anni, un gruppo di mercenari uccise la sua famiglia e diede alle fiamme la loro casa. Sonja è sopravvissuta ma è stata brutalmente violentata dal leader del gruppo, lasciandola in vergogna. In risposta al suo grido di vendetta, la dea rossa Scáthach le apparve, e instillò in lei un'incredibile abilità nel maneggiare le spade e altre armi, a condizione che non avrebbe mai mentito ad un uomo a meno che questo non l'avesse sconfitta in un combattimento leale.

Qualcuno forse si ricorda il film Red Sonja aka Yado con Bridgitte Nielsen del '85. Era una specie di capitolo a parte di Conan e come fantasy seppur con i suoi limiti e seppur faceva peggio del sequel di Conan il Barbaro rimaneva comunque un signor film per l'epoca. Qui si cerca di fare qualcosa di molto simile. La protagonista è meno imbolsita e vichinga ma riesce comunque a caratterizzarsi bene esprimendo femminilità e forza laddove il resto del comparto attoriale fatte poche eccezioni è davvero carente e ormai Robert Sheenan, attore che adoravo dai tempi di Misfits, sta diventando sempre più fastidioso. Qui di nuovo come lo stesso film dell'attore nominato sembrano esserci delle analogie inspiegabili con MACCHINE MORTALI visto che la tecnologia ha un suo peso specifico cozzando malamente con i toni cupi e fantasy del film. Qualche cosa di carina come alcuni mostri e lo scontro nell'arena può essere menzionato ma sembra un progetto avulso senza un'anima e un perchè.

Odissea


Titolo: Odissea
Regia: Christopher Nolan
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Ulisse, eroe degli achei di proteiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia per porre fine ai dieci anni di assedio della città e finalmente conquistarla. La vittoria gli permette di partire verso casa, all'isola di Itaca, ma la sua flotta incontra diverse sventure e il suo viaggio lo porta a confrontarsi con minacce sovrannaturali, a visitare l'Ade e a una lunga sosta sull'isola della ninfa Calipso. Nel mentre suo figlio Telemaco, ormai cresciuto, cerca di proteggere la madre Penelope e il trono di Itaca dai proci che si fanno avanti come pretendenti della regina rimasta senza marito. Tra loro Antinoo, aiutato dalla serva di Penelope, Melanto, insidia pericolosamente Penelope.

L'Odissea di Nolan è sicuramente un progetto ambizioso e un progetto personale dell'autore. Bisogna contestualizzarlo al di là delle critiche e dei commenti superficiali del pubblico e della critica. E' un signor film che inquadra le conseguenze di alcune scelte di polso e superficiali e in questo riflette la condizione contemporanea di alcuni conflitti e genocidi. Tutto sembra funzionare, in primis dalle location, dal cast, dalle scene di combattimento e dalla forma e concezione delle creature. Si rimane affascinati senza essere estasiati. Tutto si incastra perfettamente ma senza mai farci gongolare per qualcosa di epico come non si vedeva da molto tempo.

Other Mommy


Titolo: Other Mommy
Regia: Rob Savage
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Bela, una bambina di 7 anni, sembra avere una vita apparentemente tranquilla assieme alla madre Ursula, che è spesso fuori casa per motivi di lavoro e il padre Russell che si occupa di lei durante il giorno. Ma in realtà le cose non stanno così. Una sera, dopo che è andata a letto, invoca la presenza di un'entità oscura che lei chiama 'altra mamma'. Questa creatura, apparentemente premurosa, vuole in realtà insinuarsi nella mente della bambina. Compare all'improvviso, assume le sembianze di Ursula e stravolge la vita di tutta la famiglia. Tra l'altro, il rapporto dei genitori di Bela sta attraversando un momento di crisi. La situazione esplode in occasione della festa di anniversario di matrimonio di Ursula e Russ. Pensando che la casa sia infestata, accettano di farsi ospitare a casa di un amico, Frank. Ma il mostro continua a perseguitarli anche lì.

Other Mommy parte subito molto bene senza fronzoli ma mostrando come alcune evocazioni legate alla solitudine o alla paura o in questo caso l'idea di voler avere un'altra amica (ogni riferimento all'altra mamma di Coraline entra di diritto) possa generare esperimenti della mente e del reparto demonologico molto eterogeneo. Il film sul piano visivo, soprattutto se visto al cinema, funziona esteticamente molto bene soprattutto quando allarga i campi, le grandezze dell'altra mamma, c'è una scena post credit che sembra ribaltare il senso e il finale del film e poi ha la sua parentesi gore e splatter meritevole.

lunedì 12 ottobre 2026

Kraken (2026)


Titolo: Kraken (2026)
Regia: Pal Oie
Anno: 2026
Paese: Norvegia
Giudizio: 3/5

Johanne è una biologa marina che sta facendo delle ricerche in un allevamento ittico a Vangsnes, una comunità rurale situata vicino al fiordo, quando incontra diversi strani eventi. Oltre alla brutale morte di due adolescenti del posto, tutti i segnali indicano il profondo fiordo; possono esserci più profondità di quanto l'occhio possa vedere? In fondo al fiordo più profondo della Norvegia riposa un mitico mostro grande quanto una montagna, con una miriade di braccia pronte a schiacciare e divorare tutto ciò che riescono ad afferrare.

Ultimamente stanno di nuovo andando alla grande i monster movie. Dal folklore, alle creature legate all'orrore cosmico, ai calamari giganti delle serie tv, stanno tornando per un bisogno atavico degli amanti dell'horror. Kraken è norvegese, sì gli stessi dei film TROLL dove se mentre il primo funzionava il secondo era una boiata immane. Kraken è un film introspettivo e alla fine rimane sempre questa impressione trovandosi di fronte alla protagonista, una biologa marina, che comprende il mostro e cerca di entrare in simbiosi con lui, elevandosi e per questo spesso sacrificandosi.

Evil Dead Burn (2026)


Titolo: Evil Dead Burn (2026)
Regia: Sébastien Vanicek
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Alice, una giovane donna francese e suo marito Will hanno appena litigato nel locale che gestiscono insieme. L'uomo, in preda alla collera, prende la sua auto, corre a tutta velocità, investe un Deadite che lo stava proprio cercando, e muore. Dopo il funerale, Alice si ritrova così nella lugubre e isolata casa di famiglia del defunto. I suoceri Edgar e Susan e Polly, la nonna di Will, hanno spesso nascosto a fatica l'ostilità nei suoi confronti mentre il cognato Joseph e la sua ragazza Thya si sono mostrati più comprensivi e amichevoli. Mentre sono tutti a tavola, la tensione sale e finisce per esplodere. Poco prima, all'obitorio la salma di Will esce dalla bara e il suo spirito demoniaco contagia prima Edgar e, successivamente, anche tutti gli altri membri della famiglia. Per sopravvivere, Alice deve schivare i loro attacchi e l'unica possibilità di sopravvivenza è un pugnale magico in grado di uccidere i Deadites.

Il regista francese, sfoderando alcuni dei momenti più brutali del franchise, evoca un film horror selvaggio che risulta disturbante fin dal primo minuto. Il suo Evil Dead Burn si riallaccia alla tradizione della saga ed è un incubo in continua escalation. Con pazzeschi movimenti di macchina, fiumi di sangue e un cast che ci mette tutto l'impegno fisico possibile, garantisce scariche di adrenalina, sebbene a tratti il fattore divertimento finisca un po' troppo in secondo piano. Se pensiamo alle scene come quella del conflitto brutale tra padre, madre e figlio con quell'inseguimento e pestaggio delirante si comprende come Vanicek abbia verosimilmente puntato quasi tutto sul gore e la violenza


Fine di Oak Street


Titolo: Fine di Oak Street
Regia: David Robert Mitchell
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Nel 1982 tutto sembra scorrere tranquillamente a Oak Street: le solite liti con il vicino, qualche problema con il lavoro, bisticci tra ragazzi. Ma in realtà tra Greg e Denise Platt, genitori di due figli, non funziona più come prima. La scintilla dell'amore si è spenta, tra aspirazioni frustrate e instabilità economica, mentre il futuro si fa sempre più incerto. Finché un evento inatteso capita a Oak Street, gettando la popolazione nel panico: da un giorno con l'alto alle consuete villette a schiera si è sostituita la lussureggiante foresta del Giurassico, abitata da dei terrificanti dinosauri.

Il film, che è una macchina morale che immagina mondi, crea dunque un modo per riunirli, per metterli alla prova, per fare loro capire cosa conta sul serio, soddisfacendo paradossalmente i desideri sopraelencati (e dando un senso ai riferimenti citati): così sposta Oak Street 200 milioni di anni fa (indietro nel tempo), tramite un wormhole (i limiti dell’universo, i mondi alternativi), tra flora e soprattutto fauna del tempo (i dinosauri: l’incontro con l’Altro). Il tutto per tenere insieme la famiglia, che per il film è quello che importa, nel poco tempo che abbiamo: «Noi siamo come farfalle che battono le ali per un giorno pensando che sia l’eternità» scrive Sagan. La fine di Oak Street è, letteralmente, un survival per famiglie, con le creature primitive in ottima CGI ad attentare i luoghi comuni di un immaginario domestico: Mitchell guarda il tutto con amore, umorismo gentile (con graffi splatter), cinefilia appassionata (i campi/controcampi a diottria divisa, come in De Palma), senso del thrilling. È un gioiellino, fuori dal tempo.  

Mandalorian and Grogu


Titolo: Mandalorian and Grogu
Regia: Jon Favreau
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Dopo una prima missione andata rocambolescamente a buon fine, ma senza aver riportato un prigioniero da interrogare, al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandaloriano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?

Anche se pensato per superare le due ore, il film non tradisce del tutto i tempi narrativi seriali. Le vicende, infatti, potrebbero essere idealmente divise in due maxi-episodi, con tanto di fisiologico calo di ritmo e l'immancabile colpo di scena a metà. Durante la visione del lungometraggio viene quindi quasi il dubbio che lo script fosse pensato inizialmente per essere inserito in una stagione televisiva e solo successivamente riadattato per farlo diventare un film di 132 minuti. Questo non costituisce di certo un difetto, ma piuttosto colloca The Mandalorian and Grogu nell'universo dei "capitoli ponte", ovvero quelle produzioni che non si pongono l'obiettivo di stravolgere la lore, ma scelgono semplicemente di riportare lo spettatore nel mondo da lui amato. Non è consigliabile, infatti, approcciarsi alla visione della pellicola senza conoscere gli eventi che l'hanno preceduta, poiché ci si ritroverebbe davanti a situazioni e personaggi incontrati nella serie che la sceneggiatura sceglie di non reintrodurre.

Pitfall


Titolo: Pitfall
Regia: James Kondelik
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo che un giovane si è separato dai suoi amici mentre si trova nel bosco, cade in una fossa di punte profonda 10 piedi, impalandolo attraverso una gamba e lasciandolo intrappolato. Impara rapidamente che la sua caduta non è stata un incidente.

Fratello e sorella con trauma pregresso incorporato, rispettivi compagni e un tipo a fare da jolly in gita in un bosco infestato da lupi dove si aggira un maniaco omicida: cosa mai potrà andare storto? Slasher che mette a dura prova la sospensione dell'incredulità sia per quanto riguarda i comportamenti dei personaggi, mal caratterizzati e per giunta interpretati mediocremente, sia per gli effetti di lesioni gravi sul corpo umano. I nodi della sceneggiatura abborracciata vengono tutti al pettine nell'epilogo, che dovrebbe essere ansiogeno e invece genera comicità involontaria. In negativo nel finale: l'intreccio tra la fossa allagata, il clone del rimorso, l'appesa a testa in giù e il flashback dell'incidente d'auto.

Faces of Death


Titolo: Faces of Death
Regia: Daniel Goldhaber
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una donna, impiegata come moderatrice di contenuti su un sito web, si imbatte in una serie di video violenti che riproducono scene di morte tratte da un film

Non è uno shockumentary ma un canonico (e modesto) psycho-thriller con assassino ossessionato dal cult horror del 78 e soprattutto dalla ricerca di visibilità e follower. Ricostruzioni in studio o autentici snuff? Il dilemma si sposta dalle VHS ai contenuti online. Al netto della critica del bombardamento sui social di video vacui o dannosi, lo script non va esente da ingenuità e forzature e lo splatter è contenuto. In linea coi tempi i protagonisti: ragazza sovrappeso con amico gay. Manichini lustighiani; Il video virale con balletto ferroviario.


Ready or not 2


Titolo: Ready or not 2
Regia: Matt Bettinelli Olpin & Tyler Gillett
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo essere sfuggita alla distruzione della famiglia Le Domas, Grace MacCaullay si risveglia in un ospedale sospettata per la strage della notte. L'arrivo della sua ex sorella, Faith MacCaullay, fa riemergere un risentimento a lungo sepolto. Nel frattempo, Chester Danforth e i leader di diverse potenti famiglie scoprono che la sopravvivenza di Grace ha innescato una nuova gara per il controllo di un consiglio segreto. Grace e Faith sono coinvolte in un gioco mortale in una vasta tenuta, dove cacciatori rivali le inseguono secondo rigide regole soprannaturali. Man mano che l'inseguimento si intensifica, mutevoli alleanze, rivalità familiari e vecchie lamentele complicano ogni tentativo di sopravvivere fino all'alba.

Senza fare spoiler, si potrebbe partire dal finale - un sanguinolento tripudio gore - per sottolineare quanto la saga (perché ormai di saga parliamo) di Ready or Not sia una sorta di traslitterazione pop e assurda del concetto di capitalismo, rivista in un frullato di generi e sottogeneri. Se i ricchi e i potenti diventano sempre più ricchi e potenti, dall'altra parte diventano anche estremi, pericolosi, squilibrati, disperati. Basta sfogliare un giornale per rendersene conto. Piazzandosi in un solido quadro da cinema d'intrattenimento (che non rinuncia a staffilate socio-politiche), Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett ritornano con Finché morte non ci separi 2. Un sequel che mantiene alta la temperatura, puntando addirittura all'ebollizione, senza rinunciare a una consapevole esagerazione capace di conquistare fin dalla prima scena.  

Hungry (2026)


Titolo: Hungry (2026)
Regia: James Nunn
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Dopo essersi perso nelle paludi della Louisiana, un gruppo di vacanzieri deve lottare per la propria vita contro un ippopotamo scatenato in libertà.

Questo "Hungry" è uno dei rarissimi film incentrati su ippopotami assassini, anche se questi animali dall'aria bonacciona fanno ogni anno un numero di vittime molto superiore a quelle dei coccodrilli per non parlare dei poveri squali tanto ingiustamente infamati. A questo merito va aggiunta l'ambientazione suggestiva nelle paludi della Louisiana, ma i pregi finiscono qui: la trama è basica (il solito gruppetto di turisti in gita in una zona pericolosa), i personaggi stereotipati e di variegata antipatia, gli effetti speciali modesti. Gruppo di gitanti, in visita ai bayou della Louisiana, viene attaccato da un... ippopotamo. Come sia finito nel continente americano è tutto da scoprire, anche se la risoluzione finale lascia piuttosto delusi; il resto è il tipico survival nel quale cambia solo l'animale assassino, normalmente un alligatore. Il bestione è realizzato con un misto di SPFX pratici e CGI, sortendo risultati altalenanti a seconda di come viene ripreso; di certo funziona meglio quando è un po' nascosto dall'acqua paludosa e dal buio. Poco sangue e una Louisiana che pare sia Malta con qualche green screen.  

Michael (2026)


Titolo: Michael (2026)
Regia: Antoine Fuqua
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si esibisce con i fratelli nel gruppo Jackson 5 e interpreta la musica come un meraviglioso strumento per cambiare il mondo. Cresce con il mito di Peter Pan e sogna di fare del bene attraverso la musica, ma si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale" decretato via fax dal suo nuovo avvocato Branca, che gli starà accanto tutta la vita e oltre. Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.

La leggera narrazione viene confezionata meglio di quanto non abbia da offrire, chiudendo in modo coerente un cerchio al conflitto: Michael, in una battuta iniziale, dice chiaramente che i suoi fan non sono fan, sono la sua famiglia. Si affiderà a loro per tirarsi fuori dai guai. Come a voler dare una visione d’autore sul concetto di famiglia: è quella che scegli, non quella che ti capita, ripercorrendo le orme di Grand Torino. Michael è un film che guarda il suo protagonista come si guarda una luce troppo forte: socchiudendo gli occhi. Non tutto è chiaro, molte cose restano fuori campo. Ma ciò che passa, anche solo per un attimo, è difficile da ignorare.  

Bohemian Rapsody


Titolo: Bohemian Rapsody
Regia: Bryan Singer
Anno: 2018
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Bohemian Rhapsody è una strabiliante celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro straordinario cantante Freddie Mercury. Freddie ha sfidato gli stereotipi e ha infranto le convenzioni per diventare uno degli intrattenitori più amati del pianeta. Il film ripercorre l'ascesa vertiginosa della band attraverso le loro canzoni iconiche e il loro suono rivoluzionario. Raggiungono un successo senza precedenti, ma in una svolta inaspettata Freddie, circondato da influenze più oscure, evita i Queen alla ricerca della sua carriera da solista. Avendo sofferto molto senza la collaborazione dei Queen, Freddie riesce a riunirsi con i suoi compagni di band giusto in tempo per il Live Aid. Mentre affronta coraggiosamente una recente diagnosi di AIDS, Freddie guida la band in una delle più grandi esibizioni nella storia della musica rock. I Queen consolidano un'eredità che continua a ispirare estranei, sognatori e amanti della musica ancora oggi

Rami Malek dà vita ad una macchietta sbiadita del frontman dei Queen, la trama è una mistificazione della biografia di Mercury. Come se non bastasse Malek non canta un solo brano e ciononostante si aggiudica l'Oscar più immeritato della storia, con buona pace di Kilmer, Butler e Sam Reily .  Biopic musicale su una delle band più leggendarie della storia del rock, che ricostruisce la storia del gruppo fino al loro concerto al Live Aid del 1985. Bohemian Rhapsody è una elettrizzante celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro straordinario cantante Freddie Mercury (Rami Malek), che ha sfidato tutti gli stereotipi e le convenzioni per diventare uno degli artisti più amati della storia. Vincitore di due Golden Globe: “Miglior Film Drammatico” e “Miglior Attore in un Film Drammatico”.

Pinocchio Unstrung


Titolo: Pinocchio Unstrung
Regia: Rhys Frake-Waterfield
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una cupa rivisitazione di Pinocchio in chiave horror: un racconto perturbante che segue il disturbante viaggio dell'iconico burattino verso il mondo reale.

La cosa ce fa più paura di questa versione di Pinocchio del Poohniverse è sicuramente Geppetto o meglio il grandissimo Richard Brake che lo interpreta overo uno degli attori feticcio di Rob Zombie. Detto questo forse rispetto agli altri prodotti di questa saga ha qualche menzione maggiore, non è tutto da buttare, l'evoluzione e la caratterizzazione del personaggio, i cloni malvagi nascosti nella villa, il grillo parlante inquietante. Dopo Winnie-the-Pooh: Sangue e Miele, Peter Pan - Incubo nell’Isola che non c’è e gli altri esperimenti del cosiddetto Twisted Childhood Universe, era probabilmente inevitabile che arrivasse anche lui. Con Pinocchio: Unstrung, Rhys Frake-Waterfield prende uno dei personaggi più famosi della letteratura per l’infanzia e lo trasforma in un assassino sanguinario, costruendo uno slasher che non tenta nemmeno di nascondere la propria natura exploitation. Il risultato è uno dei capitoli tecnicamente più riusciti di questo bizzarro universo condiviso, ma anche uno dei più contraddittori. Gli effetti pratici e l’animatronic di Pinocchio funzionano molto meglio della sceneggiatura, che continua invece a mostrare gli stessi limiti narrativi che hanno accompagnato il franchise fin dall’inizio.

Mortal Kombat 2 (2026)


Titolo: Mortal Kombat 2 (2026)
Regia: Simon McQuoid
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Il nuovo capitolo dell'iconico franchise videoludico vede, ancora una volta, il Regno della Terra affidarsi a una squadra di guerrieri per affrontare una battaglia decisiva contro i nemici del Regno Esterno. Il viaggio inizia quando l'amatissimo Johnny Cage in persona scopre il suo vero destino: unirsi a un gruppo di guerrieri prescelti e prepararsi per uno scontro ben più letale di qualsiasi cosa abbia mai visto prima. Si tratta infatti di affrontare un'epica battaglia all'ultimo sangue per fermare il dominio oscuro di Shao Kahn, una minaccia che incombe sull'esistenza stessa del Regno della Terra e dei suoi difensori.

Pensavo fosse difficile fare peggio del nuovo reboot del 2021 ma invece ci sono riusciti facendo sembrare il film del '95 quasi un film d'autore. Sono così tanti i problemi a partire da personaggi che già nel precedente stonavano e non avevano niente a che fare con la saga. Butcher non ha il carisma per un progetto in cui si vede che è svogliato e ripreso quasi sempre di spalle nelle scene di combattimento. Forse l'unico aspetto interessante è che sono in molti a morire e non è detto che qualora ci fosse un sequel verrebbero resuscitati...

Stranger Things – Season 5


Titolo: Stranger Things – Season 5
Regia: Duffer Brothers
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 5
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

Il capitolo inaugurale parte da una memoria di Will che diventa l’innesco dell’intera stagione. Vecna torna in scena in modo silenzioso, ma chirurgico. Holly, Dustin, Mike, Undi e Hopper ricadono in una routine di sopravvivenza che ormai fa parte della loro vita. Le tre squadre organizzano la prima ricognizione, mentre Will avverte un segnale che non riesce a comprendere, una sensazione che porta direttamente all’arrivo del Demogorgone nella casa di Nancy. È il primo campanello d’allarme di una caccia che sta per iniziare.
Holly viene trascinata in una dimensione che sembra perfetta, disegnata da Henry. Nancy perde il controllo della situazione, la più grande frattura emotiva della stagione finora. Hopper e Undi avanzano nel Sottosopra, mentre Will comprende che il suo legame con la mente a sciame non è svanito. L’identità di “Cosè” arriva come una stoccata: il nome vero è Henry. Qui la serie accelera. Holly riceve un messaggio che la attira nel bosco. Derek diventa la chiave del piano dei ragazzi per intercettare il Demogorgone. La casa del bambino viene trasformata in un labirinto di trappole, e inizia un inseguimento che porta al cuore di Hawkins. Undi e Hopper cercano risposte sul muro vivo, mentre Erica, Robin e gli altri mettono in moto un piano che richiede precisione e sangue freddo. Il finale dell’episodio porta Max sulla scena, in un modo totalmente inaspettato. Il quarto episodio mette insieme ogni tessuto narrativo. Max spiega a Holly dove si trova davvero: dentro una prigione costruita dai ricordi di Henry. Will comincia a vedere quello che Vecna non voleva mostrargli, riconosciuto da un disegno che sembra un percorso. La dottoressa Kay rivela la portata del progetto sui bambini e l’esercito invade Hawkins con una forza mai vista. Will usa i suoi nuovi poteri per intervenire nella mente a sciame e aiutare gli amici, ma i bambini rapiti finiscono nella dimensione del Signor Cosè, dove Vecna li manipola come “strumenti”. Nel Sottosopra, il gruppo cerca il generatore che impedisce di localizzare Holly, mentre Lucas ed Erica propongono due piani paralleli per rintracciare Vecna. Max e Holly esplorano i ricordi per trovare un’uscita da Camazotz, mentre Dustin e Steve esplodono sul trauma di Eddie. Nel climax, Will riesce perfino a controllare Vecna per salvare Max, ma Nancy colpisce una misteriosa sfera energetica nel laboratorio. È un gesto che sembra giusto… e invece potrebbe scatenare una catastrofe. La sfera colpita inizia a sprigionare energia e Dustin capisce l’orrore: è Materia Esotica, lo scudo è un wormhole e se collassa chi è nel Sottosopra muore. Undi apre un varco e riporta Hopper e Kali nel mondo reale, mentre Will scopre una verità devastante: i tunnel del Sottosopra li ha creati lui, inconsapevolmente, diventando per anni la spia di Vecna. Max e Holly avanzano nel deserto di Camazotz fino a un ricordo chiave di Henry, mentre in ospedale arrivano i democani. Karen Wheeler si sacrifica per salvare Robin, Vicky e Lucas, e Holly trova la sua “porta” emotiva: capisce di essere davvero Holly l’Eroica. Max e Holly corrono verso l’uscita, e la fuga sembra finalmente possibile. Max si risveglia nel mondo reale, mentre Holly si sveglia nell’antro di Vecna e scappa in una dimensione desertica: non è il Sottosopra, è l’Abisso. Precipitando da un portale, Holly “cade” sul tetto del laboratorio nel Sottosopra, e il gruppo capisce che i confini tra mondi stanno collidendo. Dustin chiarisce la geometria: esistono due mondi (Abisso e Terra) e il Sottosopra è il ponte tra loro; Vecna vuole fonderli usando i bambini. Si prepara l’operazione finale: torre radio, trappola mentale e vasca di deprivazione per entrare nella mente di Henry. Nel mezzo, Will fa la confessione più difficile e il gruppo lo abbraccia, spezzando il potere dell’isolamento. Ma Vecna è già avanti: i bambini avviano un rituale e qualcosa sta iniziando. l piano parte: una squadra piazza l’esplosivo e attiva la vasca di deprivazione, mentre gli altri salgono sulla torre radio nel Sottosopra che sta collassando sotto il “tetto” dell’Abisso. Undi, Max e Kali entrano nella mente di Vecna e interrompono il flusso dei bambini in trance, permettendo al gruppo di forzare l’accesso all’Abisso. Henry rivela la verità: lui e il Mind Flayer sono un’unica cosa, e il mostro si manifesta in forma titanica; il gruppo lo attira e lo massacra mentre Undi combatte Vecna, aiutata da Will. Joyce dà il colpo finale decapitando Vecna, poi il Sottosopra viene distrutto dall’ordigno. Undi sceglie di restare e sparire con il ponte, salvando tutti, e 18 mesi dopo la vita riparte… con il dubbio: e se Undi fosse sopravvissuta davvero?

Mortuary Assistant


Titolo: Mortuary Assistant
Regia: Jeremiah Kipp
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Rebecca ha terminato con successo il suo tirocinio sotto l'attenta supervisione del severo dottor Delver ed è quindi pronta a occuparsi in solitaria della preparazione dei cadaveri nella River Fields Mortuary. Rebecca è orgogliosa del suo percorso professionale e si sente del tutto pronta, ma ha alle spalle momenti problematici causati da una dipendenza da sostanze che ha superato attraverso un percorso riabilitativo in una sorta di comunità di autocoscienza. Il dottor Delver le ha riservato i turni diurni per facilitarle le cose, ma una sera la chiama dicendole di occuparsi quella notte di alcuni cadaveri appena arrivati. Rebecca, sicura di sé, pensa non sia un problema, ma si accorge subito che c'è qualcosa di strano: i cadaveri vanno imbalsamati e poi cremati. Anche se ciò le sembra un controsenso, Rebecca esegue gli ordini. Le cose si complicano ulteriormente quando comincia a comparirle il padre morto anni prima e si rende conto che un'entità diabolica intende possederla in quella che si prospetta come una lunga notte.

Lode alla Shudder sempre e comunque nonostante a volte i risultati non siano così emozionanti. E' il caso del film in questione dove aleggia un'atmosfera davvero interessante ambientata quasi tutta all'interno di questa struttura costipata di corpi da imbalsamare e cremare. Mortuary Assistant è un horror psicologico e soprannaturale che esplora il confine tra realtà e paura interiore, pensando però troppo all'introspezione umana e distaccandosi da una trama non sempre così chiara e con alcuni buchi di sceneggiatura evidenti trasformando un luogo di quiete e raccoglimento come un obitorio in un viaggio claustrofobico nelle profondità della mente umana. Per capire quanto invece si possa giocare con quasi un'unica location basti pensare ad un film simile ma con delle scelte strutturali completamente diverse in modo da immergerlo continuamente nella tensione e regalare ritmo come il brasiliano MORTO NAO FALA

Vendetta perfetta


Titolo: Vendetta perfetta
Regia: Derrick Borte
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Manko Kapac è il proprietario di un nightclub indeciso se lasciarsi alle spalle il suo passato pericoloso per godersi la pensione insieme alla donna che ama. Quando due figure armate e mascherate lo rapinano e lui si ritrova stretto nella morsa dei cartelli della droga, si presenta un uomo misterioso interessato ad acquistare il suo club. Con il pericolo che incombe da ogni parte, dovrà districarsi in una rete mortale di inganni, potere e sopravvivenza, dove la fuga potrebbe non essere più un'opzione.

Naturalmente i riferimenti potrebbero sprecarsi, dal Tarantino di Le iene e di Una vita al massimo a Point Break espressamente citato («però non il remake che fa schifo»), ma il nuovo film del regista che, sempre con Russell protagonista assoluto ha già girato Il giorno sbagliato, ha qualcosa di autentico nel riproporre un immaginario già visto, quello del locale notturno in cui ripulirsi e ripulire i soldi C’è qualcosa di diabolicamente divertente nell’idea centrale del libro, da cui il film in parte si discosta, che vede il personaggio di Russel Crowe derubato, quando versa i soldi della serata nel bancomat, da un incapace, il personaggio interpretato da Aaron Paul, che in realtà è uno “sfigato” professore a contratto ricattato da un detective che cerca uno stipendio aggiuntivo per le spese extra dei figli. Quando poi al ladro in erba si affianca il personaggio folle della funzionaria di banca, interpretata con trasporto da Nina Dobrev, che sogna una vita da Bonnie e Clyde, il film prende una piega demenziale delirante e fin troppo eccessiva nell’economia del racconto che poi si fa improvvisamente cupo e definitivo.

Spider Noir-Season 1


Titolo: Spider Noir-Season 1
Regia: Oren Uziel
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

Cinque anni fa Ben Reilly era The Spider, un supereroe mascherato che girava ragnatele e combatteva il crimine. Ora, deluso da quella vita, è un investigatore privato, senza soldi e aperto a qualsiasi lavoro. Pensava di essere l'unica persona con superpoteri, ma una serie di incontri con persone super abilitate, alcune dalla parte sbagliata della legge, lo spinge a riconsiderare il ritiro di The Spider

Spider-Noir è stato un progetto ambizioso anche se non avrà un sequel. A me sinceramente non è piaciuto, trovandolo troppo teen-movie, una parodia scialba nei modi e nei toni noir e grotteschi di un capolavoro come DICK TRACY. I momenti ironici non conquistano mai, i personaggi sono macchiette e con dei look e degli effetti in c.g imbarazzanti, Cage come sempre troppo sopra le righe ma noi lo amiamo lo stesso. La trama appare un po' troppo prevedibile e senza mai colpi di scena, giocando abbastanza bene con gli stilemi del noir offrendo una divertente panoramica su un mondo Marvel diverso dal solito ma non per questo convincente. Si poteva osare molto di più e il risultato si è visto contando che ormai i sequel vengono fatti per qualsiasi prodotto tranne questo  

Invite (2026)


Titolo: Invite (2026)
Regia: Olivia Wilde
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Joe e Angela sono stati molto innamorati, uniti insieme dalla musica: Joe era un pianista di talento, e Angela amava il suo modo di suonare. Ma dopo molti anni di matrimonio il loro rapporto si è logorato, vittima delle frustrazioni artistiche e professionali di lui e della solitudine domestica di lei: al momento più che parlarsi battibeccano, rinfacciandosi le reciproche delusioni. Quando Angela invita a cena i vicini, la spagnola Pina e lo spirituale Hawk, l'obiettivo di Joe è soprattutto quello di chiedere loro di essere meno rumorosi quando fanno l'amore. Ma la cena con Pina e Hawk scompaginerà le carte per tutti, dando luogo ad un gioco di rivelazioni che coinvolgerà ciascuno dei presenti, mettendo a nudo le meschinità e le paure di tutti. Non guasta che fra Pina e Joe, così come fra Hawk e Angela, ci sia una forte attrazione sessuale, che troverà (possibile) riscontro in una proposta di sesso di gruppo.

Apprezzo molto lo sforzo di Olivia Wilde che qui si è messa in gioco in una commedia complessa che ahimè voleva e poteva dire tante cose senza centrarne nessuna. Cerca di essere provocante non riuscendoci mai, a volte i dialoghi sembrano prendere tutte altre destinazioni come il lungo e noioso nonchè spocchioso racconto di Hawk sulle orge e su come gestiscono la loro sessualità tramite conoscenze e personaggi ridicoli. E' un film che per fortuna non cerca quasi mai di essere moralista però non stuzzica e non intriga mai diventando lezioso e dove seppur alcune prove attoriali convincano, soprattutto quelle di Joe e Angela perchè non sono sopra le righe, alla fine la parte migliore è proprio quella dove viene raccontata la vita di coppia di Joe e Angela prima dell'arrivo dei vicini.

Mutiny


Titolo: Mutiny
Regia: Jean-François Richet
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Cole Reed, poliziotto e veterano delle forze speciali britanniche, riconvertito a Bangkok nella sicurezza privata, si ritrova accusato dell'omicidio di un magnate del trasporto marittimo chiamato a proteggere. Ricercato dalla polizia tailandese si imbarca sotto falsa identità su un cargo della compagnia del miliardario, comprendendo molto presto che tutti (o quasi) quelli che lo hanno incastrato sono a bordo. Un equipaggio corrotto che dovrà fare i conti con la sua collera.

Mutiny a metà del primo atto prende una strada decisamente assurda. Dopo che Cole scappa perchè accusato ingiustamente di aver ucciso il suo capo, si rifugia su una nave dove guarda a caso trasportano schiavi e tutto sembra colluso con la criminalità e i pezzi alti che muovono i fili della corruzione.
Cole quindi dovrà risolvere, facendosi aiutare come può da un agente, la liberazione dell'equipaggio di immigrati nascosti nella cambusa e stanare i corrotti mercenari che svolgono questo ingrato compito. Seppur l'azione sembri funzionare e tutto il film è girato all'interno di questa nave in tutto il film non c'è un solo guizzo narrativo che per un attimo non si discosti dai soliti dictat del genere

Peaky Blinders-Immortal Man


Titolo: Peaky Blinders-Immortal Man
Regia: Tom Harper
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Mentre su Birmingham cadono le bombe naziste, che uccidono le operaie di una fabbrica di armi, il terzo Reich prepara una cospirazione finanziaria per distruggere il dominio della Sterlina e l'economia inglese. John Beckett, ex parlamentare laburista passato al fascismo, intende importare nel Paese milioni di sterline contraffatte attraverso le bande criminali. Per questo si affida a Duke Shelby, il figlio di Tommy Shelby che, abbandonato dal padre, ne sta ripercorrendo le gesta a capo dei Peaky Blinders, ma con ancora minori scrupoli. Tommy si è intanto ritirato nella sua villa a scrivere, ma non trova pace dagli spettri del passato. Su questi fa leva la rom Kaulo, sorella gemella di Zelda che fu la madre di Duke. Kaulo convincerà Tommy a tornare a Birmingham per impedire al figlio di vendere il Paese ai nazisti.

Sebbene il film faccia riferimento a fatti e personaggi della serie, la trama si concentra soprattutto sui tre nuovi arrivati e risulta così comprensibile anche a chi sia a digiuno di Peaky Blinders o l'abbia lasciata prima delle ultime stagioni. Quello che però non funzionerà per chi non ha seguito la saga televisiva, è l'aura di inarrestabile minaccia che è stata costruita negli anni intorno al personaggio di Tommy Shelby.  

Holy Night-Cacciatori di demoni


Titolo: Holy Night-Cacciatori di demoni
Regia: Lim Dae-hee
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Giudizio: 2/5

Holy Night è una squadra che combatte contro gruppi che adorano i demoni. I membri del team di Holy Night sono Bau, Sharon e Kim-kun. L'abilità speciale di Bau è la sua potente forza fisica. Sharon può identificare i demoni ed eseguire esorcismi. Kim-kun aiuta Bau e Sharon. La psichiatra Jung-Won visita il team della Santa Notte per salvare sua sorella minore Eun-Seo. Un demone risiede nel corpo di Eun-Seo.

Il problema grosso di Holy Night è quello di non sapere che deriva prendere. Propriamente vorrebbe essere un horror ma non lo è mai, non riesce a creare tensione e alle volte le scazzottate di Bau interpretato dal sempre ottimo Ma Dong-Seok che noi tutti conosciamo per la sua splendida filmografia ma che qui sembra riciclato ad un clichè del suo stesso personaggio. E come se gli orientali avvessero puntato su questa sorta di squadra dove gli altri due sono due ragazzini di cui un'improvvisata veggente. Lo spirito con cui si imbattono poi nel finale quella strana setta di sciroccati non fanno che dare la mazzata finale ad un film ridicolo.

sabato 29 agosto 2026

Obsession


Titolo: Obsession
Regia: Curry Barker
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 5/5

Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
 
Obsession penso sia uno dei film più belli visti negli ultimi anni.
Mi ha disorientato, fatto riflettere, innervosito, mi ha fatto passare momenti indimenticabili ad attimi di puro terrore e orrore.
Insomma il Cinema. E forse uno degli elementi più clamorosi è che narra una vicenda semplice ma imbastendola e incrinandone ogni singola sequenza e passaggio narrativo.
Ci sono delle scene memorabili e indimenticabili assieme a recitazioni vere e profonde che non risparmiano un lavoro introspettivo e una catarsi eccezionale. Si ride, ci si innamora, si prova dolore, c'è l'orrore e il sangue e in tutto ciò a parte il fatto che sia un'opera prima costata poco di un giovane regista, l'horror ancora una volta spiazza e sta dimostrando di rimanere uno dei generi più interessanti e disturbanti da cui fare leva per metafore sociali e importanti riflessioni come in questo caso le torture psicologiche e fisiche nei rapporti di coppia

Backrooms


Titolo: Backrooms
Regia: Kane Parsons
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Da qualche parte nella Silicon Valley e negli anni Novanta, Clark aveva una moglie e il sogno di fare l'architetto ma il destino ha scelto altrimenti. Non gli resta che andare in analisi a cercare il 'colpevole' dei suoi scacchi. Lo accoglie e lo assiste la dottoressa Mary Kline, un trauma infantile alle spalle e una carriera di analista da 'audio-cassette' motivazionali per raggiungere la felicità e gli obiettivi personali. Clark le ascolta, invano, perché la sua vita è inchiodata a uno showroom di mobili che vende alla televisione vestito da pirata. Una notte, per risolvere l'ennesimo blackout, cerca la causa e trova un passaggio per un mondo parallelo. Al di là del muro uno spazio conduce a un altro spazio e poi corridoi infiniti, scale che non portano a niente e oggetti familiari accatastati o seppelliti come dopo un'apocalisse. Clark vuole esplorarlo e Mary finirà per seguirlo.
 
Il fenomeno della Backrooms era diventato già virale in rete e ha portato in auge il fenomeno dei creepypasta che sta ultimamente diventando oggetto di dibattito e discussione oltre che dal cinema per i costi low budget. L'opera e' un film complesso e minimale, dove i mostri sono ancora una volta manifestazioni della nostra rabbia inespressa o intrappolate in una dimensione poco conosciuta. Spazi larghi, indefiniti e infiniti. Il film funziona molto bene sul piano del thriller psicologico sondando ancora una volta la complessità dell'animo umano. Soprattutto esplora in maniera lucida e coerente la solitudine che diventa uno specchio perfetto di cosa le persone possano vedere e cercare nella realtà parallela delle Backrooms

giovedì 27 agosto 2026

Exit 8


Titolo: Exit 8
Regia: Genki Kawamura
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Un uomo è intrappolato in un corridoio infinito e sterile della metropolitana e cerca di fuggire.
Exit 8 è uno di quei film che ti mettono in scacco dove entri in simbiosi con il protagonista e cerchi di scoprire e fare attenzione a tutti i particolari proprio come lui.

“Non tralasciare le anomalie. Se ne noti una, torna indietro”
A volte una semplice deviazione può portare ad un loop infinito. Mi ha ricordato per certi aspetti un altro film assurdo uscito diversi anni fa che si chiamava SYMBOL.
Anche lì venivano analizzati costrutti assurdi e il protagonista era immerso in una galleria di stranezze in cui doversi destreggiare
Sviluppato da Kotake Create, il titolo è ambientato nei corridoi di una stazione apparentemente normale, ma si scoprirà ben presto essere abitata da presenze maligne chiamate anomalie.
Il compito del giocatore sarà quello di raggiungere l'uscita numero 8, ma per farlo dovrà rispettare tre semplici regole: non fissare le anomalie; se si individua un'anomalia, tornare indietro; se non si individua un'anomalia, andare avanti. Nel caso queste regole non dovessero essere rispettate, si tornerà al punto di partenza.

Keeper (2025)


Titolo: Keeper (2025)
Regia: Oz Perkins
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Liz ha accettato di buon grado di trascorrere un tranquillo weekend con il nuovo fidanzato, Malcolm, di professione dottore, nel suo isolato chalet tra i boschi. La prospettiva è quella di un romantico tête-à-tête, ma le cose sono ben presto scombinate dall'improvvida irruzione del cugino Darren, che si fa vivo senza preavviso con la sua taciturna ragazza, Minka. Arginata la comparsa dei due, rispediti da Malcolm nella casetta vicina, sembra che l'idillio possa riprendere, nonostante la strana insistenza di Malcolm affinché Liz assaggi una torta al cioccolato pur se lei afferma di non gradire, da sempre, il cioccolato.
 
Quando un anno è arricchito da titoli horror sorprendenti, quelli leggermente minori non vengono valorizzati a dovere. Keeper è un film che fa incazzare parecchio perchè colpisce duro e lo fa ai danni delle donne, mischiando in un rituale tremendo passato e presente e proseguendo una maledizione e tradizione che sembra non finire mai.
Oz Perkins partendo da una situazione classica comincia a svelare a suon di misteri tutti quegli eventi anomali e inquietanti che appaiono ad una sempre più dubbiosa Liz senza lasciar presagire la direzione che prenderà il racconto e sfruttando con abilità l'ambientazione claustrofobica e le stranezze che vengono di volta in volta introdotte in quella che cerca di sembrare una situazione normale, ma alla fine non lo è per niente. Le creature finali e il rituale dell'eletta, la misteriosa comparsa di Minka, lo strano segreto di Malcom e Darren successo secoli prima e dove ancora una volta vediamo un doloroso passaggio su una strega atipica.

Empty Man


Titolo: Empty Man
Regia: David Prior
Anno: 2020
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Sulle tracce di una ragazza scomparsa, un ex poliziotto incontra un gruppo segreto che tenta di evocare una terrificante entità soprannaturale.
 
Empty Man è un film con un forte potenziale che purtroppo viene vanificato dal voler dire troppo cercando e assumendosi la presunzione di essere originale. E' diviso in tre parti ben divise e diverse l'una dall'altra dove forse la migliore sono proprio quei venti minuti iniziali e la statua che viene trovata all'interno di una spaccatura montuosa.
Quella scena mi ha ricordato solo per qualche breve istante NOMADS un film che ho adorato, ancora troppo poco conosciuto per il contributo che ha avuto e che dovrebbe essergli riconosciuto. Poi abbiamo un teen horror soprannaturale e infine la parte complottista dove conosciamo questa setta che adora appunto il titolo del film. Però proprio questo distacco netto, questo cercare di diventare sempre qualcos'altro alla fine diventa il punto cruciale e il difetto più evidente della pellicola. Un peccato perchè di scene molto belle c'è ne sono tante, ma davvero belle, è tante tematiche come anche la setta finale sono interessanti e possono sempre rivelarsi potenti contenitori di idee ancora inespresse o con spunti originali

Widow's bay-Season 1


Titolo: Widow's bay-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 10
Stagione: 1
Giudizio: 4/5

A Widow's Bay, una piccola cittadina insulare del New England, gli abitanti convivono con una misteriosa maledizione che sembra attirare sull'isola ogni genere di fenomeno soprannaturale. Mentre cerca di mantenere l'ordine e proteggere la comunità, il sindaco Tom Loftis dovrà fare i conti con antiche leggende, segreti locali e minacce sempre più imprevedibili
 
Widow's bay è una serie che prova a dire la sua in maniera fresca ed efficace.
Sceglie l'horror ma non fa mai paura, ha un'atmosfera interessante come tutte le isole sperdute e difficili da raggiungere. Crea una sorta di trama generale ma poi alcuni episodi sono completamente assestanti come se gli sceneggiatori volessero approfondire alcuni temi o personaggi staccandosi dalla storia. Ha tanti colpi di scena ma decide e lo fa in maniera saggia non prendendosi mai sul serio
ll New England rimane un ricco folklore locale: Widow's Bay prende un'aspirante località di villeggiatura, ci fa scendere una fitta nebbia tossica e la trasforma in una casa degli orrori extra-large. Inserisce specie di non morti, serial killer mascherati, streghe, maledizioni, alberghi che sembrano ghost house. La creatrice Katie Dippold misura perfettamente la commedia e l'horror, dando un senso persino all'inevitabile teenager lamentoso; era tanto tempo che una serie non si prestava così profondamente alle teorie e alla ricerca minuziosa di indizi ed easter egg.

She love blossoms more


Titolo: She love blossoms more
Regia: Yannis Veslemes
Anno: 2024
Paese: Grecia
Giudizio: 4/5

Nella speranza di riportare in vita la madre deceduta, tre fratelli costruiscono una macchina del tempo e intraprendono un viaggio decadente e bizzarro nel tentativo di raggiungere il loro folle obiettivo.
 
"La mia formazione come compositore mi ha insegnato che il cinema narrativo a volte soffre il dominio del racconto. La musica può essere astratta, non lineare, rumorosa e comunque emotiva.
Se te la senti di approcciare la drammaturgia con una bussola musicale, qualcosa di magico potrebbe accadere, incidenti felici, crepe nella banalità della finzione.
Abbiamo cercato di costruire un intero mondo di fantasia condensato in una casa di famiglia e i suoi dintorni. Immagino che possiate collocare voi stessi in questa casa, spiare questa famiglia e persino divertirvi con la loro sofferenza. Suona crudele, ma i film esistono anche per quello. Gioia e lutto paiono la stessa cosa in questo mondo."
Il film di Veslemes è un racconto fuori dal comune con una fotografia che mi ha ricordato Bertrand Mandico. E' uno sci-fi anomalo dove tre fratelli passano tutto il loro tempo in questa casa d'epoca enorme e bizzarra dove vengono amici a portare droghe e ragazze a condividere attimi di piacere. Ma la cosa assurda è come funziona questa macchina del tempo, cosa fa uscire fuori, come si comporta con i corpi umani e quelli animali, quali multi versi cerca di accostare e come il tutto venga raccontato con una naturalezza spaventosa anche quando dal mobile di casa, perchè la macchina è proprio lì dentro, sembrano uscire veri e propri abomini ma che non debbano per forza a differenza di altri film essere cattivi o cercare una vendetta

Chompy and the Girl


Titolo: Chompy and the Girl
Regia: Skye Braband
Anno: 2021
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jackson è una ragazza problematica, trascurata dalla madre single, drogata e sempre più depressa, tanto da arrivare a tentare il suicidio. Una sera decide di incontrare il padre - Sam - che è all'oscuro della sua esistenza in quanto nata da una relazione occasionale con una studentessa del college. Scopre così che anche il genitore ha una vita tormentata, a causa di un matrimonio infelice. I loro problemi però sono destinati ad aumentare quando s'imbattono in un uomo dalla bocca mostruosamente enorme che divora, letteralmente, una bambina.
 
Diciamo la verità. Se non fosse per la scena dove l'uomo spalanca e allarga la bocca ingoiando una bambina il film non sarebbe mai diventato virale soprattutto nei reels dei vari social.
Il metterci poi un pretesto fantascientifico dove creature aliene si combattono per evitare che l'umanità venga sopraffatta dai cloni è tanto di già visto in altri film.
Chompy è un indie low budget dove tutto passa in secondo piano dalla recitazione alle scene d'azione (già definirle così è una sorta di eufemismo).
Sam è il personaggio più convincente o meglio l'unico che sembra saper recitare e personaggi come lo spaccino e la caratterizzazione di Jackson e la bimba potevano venir espresse meglio

Redux Redux


Titolo: Redux Redux
Regia: Kevin McManus, Matthew McManus
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una donna attraversa ogni realtà del multiverso, uccidendo più e più volte l'assassino della figlia. Anche dopo aver sfogato la rabbia, la donna continua a viaggiare e uccidere, diventando dipendente dal bisogno di vendetta e mettendo a repentaglio la sua stessa umanità.
 
E' tempo di loop temporali e allora il revenge-movie si scatena con una storia interessante che sviluppa alcuni temi simili a LOOPER ma lo fa avvalendosi di una macchina temporale che la nostra protagonista tiene dentro un furgone. Reiterare lo sforzo di uccidere l'aguzzino della propria figlia in modalità diverse ma con lo stesso odio e gli stessi sentimenti che vedranno coinvolta Irene.
Quando ormai la normalità rifugge in una giornata che sembra ripetersi all'infinito tutto quello che scopriamo e vediamo diventerà una scoperta e proprio quando sembra ormai rassegnata che ci sarà un incontro inaspettato con una ribelle più giovane come nel caso di Mia e sarà proprio lei a cambiare e trasformare uno schema che sembra ormai una vera e propria gabbia temporale per la stessa Irene intrappolata anche con alcuni personaggi che ormai lei conosce molto bene
Il sogno o meglio l'obbiettivo di Irene e di non perdere la speranza cominciando a viaggiare tra universi paralleli nella speranza di trovarne uno in cui sua figlia sia ancora in vita
Redux Redux è un crudo thriller fantascientifico, che non arretra né nella rappresentazione esplicita della violenza, né in una componente melò pure attentamente dosata, capace di suo di dare sostanza al racconto. Una conferma per i fratelli Kevin e Matthew McManus, cineasti talentuosi quanto capaci di offrire uno sguardo rinnovato, e fresco, su un tema inflazionato come quello degli universi paralleli.

Bear-Season 5x01 Soda


Titolo: Bear-Season 5x01 Soda
Regia: Christopher Storer
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Sydney e Richie, chiamati a confrontarsi con responsabilità che fino a quel momento avevano soltanto sfiorato. Se Sydney continua a rappresentare la razionalità e la capacità di mantenere la calma anche nelle situazioni più critiche, Richie manifesta invece tutte le proprie insicurezze attraverso un atteggiamento febbrile, incapace di distinguere la dedizione dall’autodistruzione. Il confronto tra i due diventa così il vero motore dell’episodio. Entrambi desiderano salvare il ristorante, ma lo fanno seguendo filosofie profondamente differenti. Sydney continua a cercare soluzioni concrete, mentre Richie sembra voler compensare ogni problema aumentando ancora di più il livello della propria ossessione per il lavoro, quasi fosse l’unico modo rimasto per dare un significato alla propria esistenza.
 
In venti minuti ci stacchiamo dal ristorante per un road movie particolare dove mentre Richie tiene i contatti con la moglie al telefono inventando una scusa dopo l'altra per giustificare la sua assenza, Sydney un personaggio apparso troppo poco ma che ha lasciato un segno indelebile, torna per riaprire i conti e dare quel senso di affiatamento con cui gli abbiamo visti in alcuni flashback nelle stagioni precedenti.
Il problema però rimane uno ed è sempre la provocazione del primo che vede alcuni atteggiamenti dandogli una parvenza paranoide e schizzoide. Non bastano i momenti intimi e le risate con gente improvvisata e conosciuta in un bar, non bastano le partite di basket con ragazzetti conosciuti in un parco. Il problema resta legato a problemi disciplinari e comportamentali del primo che servono quasi come ingredienti per svelare poi il climax che lo porterà al suicidio in quel famoso episodio della cena, una delle parti più complesse e intense di tutte le stagioni seriali cinematografiche.

mercoledì 26 agosto 2026

Bear-Season 5


Titolo: Bear-Season 5
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 8
Stagione: 5
Giudizio: 4/5

Anche se somiglia a un interludio, la quinta stagione rappresenta l'epilogo di The Bear perché, in fondo, cos’altro dovremmo aspettarci da questa lotta quotidiana, incessante, senza fine, piena di sfide apparentemente insormontabili ma necessarie per realizzare il proprio sogno?
 
Otto episodi, un solo turno. 
Neanche fossimo a Pittsburgh, Storer conosce i suoi personaggi, conosce il suo ristorante e la sua storia e decide di puntare tutto su una sola giornata in cui tutto può succedere.
È il giorno dopo l'addio ai fuochi annunciato da Carmy, è il giorno in cui comunicarlo al resto della ciurma e in cui Sydney deve rimboccarsi le mani e diventare la leader che fatica a sentirsi.
Ma è anche il giorno in cui il countdown è arrivato a zero, la chiusura sembra inevitabile e di cibo nella cambusa non sembra essercene abbastanza per una serata che è sold out con qualche sorpresa in più.
È soprattutto il giorno in cui Chicago viene colpita da un nubifragio, da una pioggia così incessante da creare problemi strutturali dentro e fuori la cucina del Bear che deve sostenere tanto, troppo.
Tra tensione interna e tensione esterna le bombe non possono che esplodere, una alla volta o tutte assieme, con Sydney a prendersela con Carmy che si intromette, con Marcus a prendersela con Luca che se ne torna a Copenaghen, con Ebra a temere gli occhi blu di Carmy, con Ritchie a prendersela con se stesso trovando la possibilità di redimersi, con i Faks a creare danni e cercare di risolverli ad alleggerire le varie tensioni.
E'stato un viaggio incredibile nelle vite e i sacrifici di alcuni personaggi indimenticabili. Bear è una serie tv che fin da subito mi ha appassionato, mi ha fatto provare tanti stati d'umore diversi e mi ha fatto comprendere la complessità di un lavoro difficile, di una scelta di vita, di una missione e a volte una vera e propria religione.
Avercene di serie così.

Boys-Season 5


Titolo: Boys-Season 5
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 8
Stagione: 5
Giudizio: 4/5

Patriota controlla l'America ricorrendo al terrore fascista e imprigionando i dissidenti nei Campi di libertà. Butcher, Hughie, Annie e i Boys organizzano una resistenza disperata contro avversità insormontabili per fermare il suo regime tirannico.
 
Il finale di The Boys rappresenta forse il momento più atteso della serialità contemporanea e, in fondo, non delude, perché Kripke riesce a calibrarlo adeguatamente dando a ciascun personaggio il suo epilogo finale cercando di provare ad essere il meno scontato possibile.
Soprattutto, catalizza l'attenzione sugli aspetti positivi di una stagione con più ombre che luci nel suo sviluppo tutto sommato traballante, tra volti nuovi quasi del tutto impalpabili e un Soldatino mina vagante al quale si spera che l'annunciato Vought Rising – il prequel in uscita nei primi mesi dell'anno prossimo – offra un arco narrativo più composto e coerente. Di contro, se non si può dire che la quinta tranche sia la migliore, è quella che spinge al massimo la carica satirica della serie elevandone gli intenti artistici: merito anche di un cast eccellente che trova in Antony Starr, Karl Urban, Jack Quaid, Karen Fukuhara, Valorie Curry e Chace Crawford delle prove artistiche di alto livello. Che sia finalmente arrivata l'ora dei "veri" riconoscimenti agli Emmy Awards?

Spider Man-Brand New Day


Titolo: Spider Man-Brand New Day
Regia: Destin Daniel Cretton
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver fatto dimenticare al mondo la sua vera identità, con l'aiuto del Doctor Strange, Peter Parker ha ripreso la carriera di Spider-Man, questa volta in modo del tutto solitario - con il solo appoggio dell'intelligenza artificiale E.V. Dopo aver sconfitto vari criminali, aver ridotto il crimine a New York, aver ottenuto la simpatia dei cittadini e pure delle forze dell'ordine, Spider-Man si trova di fronte a una nuova minaccia: una entità capace di possedere le persone. Questa cerca qualcosa di nascosto dalla Damage Control, l'agenzia governativa che controlla l'uso dei superpoteri e delle tecnologie più avanzate. Inoltre, sul fronte privato, Peter Parker si imbatte nell'amico Ned, ritornato da Boston insieme a MJ. Nonostante avesse scelto di non rivelare la propria identità, lo segue a un party nel suo nuovo appartamento e qui si rende conto di aver perso, forse per sempre, qualcosa di estremamente prezioso. Nel frattempo, i poteri di Spider Man iniziano a funzionare in modo anomalo e presto Peter si trova a cercare di combattere una sconcertante evoluzione.
 
Tra gli ultimi capitoli usciti possiamo definirlo il miglior Spider Man. Continuo a pensare che la trilogia di Sam Raimi abbia raggiunto il punto più alto per una certo inizio dei cinecomics, per gli esordi della Marvel, per aver saputo fondere intrattenimento e caratterizzazione dei personaggi in maniera forte e avvincente. E poi perchè non c'erano così tante connessioni nello stesso universo Marvel infilando così tanti personaggi diversi e immettendoli in vari film con il prezzo da pagare di doverli vedere tutti per comprendere quanto accade.
In questo nuovo capitolo si è molto legati alle sorti dei film precedenti, il solo vero e unico cruccio più grande è che manca un vero avversario antagonista, Jane Grey e Hulk non possono esserlo e nemmeno la Mano mentre forse l'altro Spider Man poteva diventare quella bella connessione ad un simbionte pronto ad emergere dalle ceneri del Parker precedente. A livello umano ed empatico il film invece convince con prove attoriali interessanti e profonde, analizza la fragilità di un piccolo grande uomo e prova, riuscendoci, a farlo interagire con la folta galleria di co-protagonisti coinvolti.