Titolo: Spider Man-Brand New Day
Regia: Destin Daniel Cretton
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5
Dopo aver fatto dimenticare al mondo la
sua vera identità, con l'aiuto del Doctor Strange, Peter Parker ha
ripreso la carriera di Spider-Man, questa volta in modo del tutto
solitario - con il solo appoggio dell'intelligenza artificiale E.V.
Dopo aver sconfitto vari criminali, aver ridotto il crimine a New
York, aver ottenuto la simpatia dei cittadini e pure delle forze
dell'ordine, Spider-Man si trova di fronte a una nuova minaccia: una
entità capace di possedere le persone. Questa cerca qualcosa di
nascosto dalla Damage Control, l'agenzia governativa che controlla
l'uso dei superpoteri e delle tecnologie più avanzate. Inoltre, sul
fronte privato, Peter Parker si imbatte nell'amico Ned, ritornato da
Boston insieme a MJ. Nonostante avesse scelto di non rivelare la
propria identità, lo segue a un party nel suo nuovo appartamento e
qui si rende conto di aver perso, forse per sempre, qualcosa di
estremamente prezioso. Nel frattempo, i poteri di Spider Man iniziano
a funzionare in modo anomalo e presto Peter si trova a cercare di
combattere una sconcertante evoluzione.
Tra gli ultimi capitoli usciti possiamo
definirlo il miglior Spider Man. Continuo a pensare che la trilogia
di Sam Raimi abbia raggiunto il punto più alto per una certo inizio
dei cinecomics, per gli esordi della Marvel, per aver saputo fondere
intrattenimento e caratterizzazione dei personaggi in maniera forte e
avvincente. E poi perchè non c'erano così tante connessioni nello
stesso universo Marvel infilando così tanti personaggi diversi e
immettendoli in vari film con il prezzo da pagare di doverli vedere
tutti per comprendere quanto accade.
In questo nuovo capitolo si è molto
legati alle sorti dei film precedenti, il solo vero e unico cruccio
più grande è che manca un vero avversario antagonista, Jane Grey e
Hulk non possono esserlo e nemmeno la Mano mentre forse l'altro
Spider Man poteva diventare quella bella connessione ad un simbionte
pronto ad emergere dalle ceneri del Parker precedente. A livello
umano ed empatico il film invece convince con prove attoriali
interessanti e profonde, analizza la fragilità di un piccolo grande
uomo e prova, riuscendoci, a farlo interagire con la folta galleria
di co-protagonisti coinvolti.