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venerdì 20 febbraio 2015

Pasolini

Titolo: Pasolini
Regia: Abel Ferrara
Anno: 2014
Paese: Belgio
Giudizio: 3/5

Il film racconta l'ultimo giorno di vita di Pasolini, mentre stava cercando di recuperare delle bobine rubate di Salò, un viaggio che si è concluso con la sua morte. Il film sfrutta l'occasione per mostrare le sequenze perdute. Nel film viene inoltre trattato l'ultimo progetto del regista italiano, un film su San Paolo ambientato a Detroit.

Pasolini racconta di un intellettuale importante, dirompente e influente, un precursore misterioso e affascinante che ha saputo portare la sua cultura in tutte le arti con cui ha avuto modo di confrontarsi.
Il film voluto da Ferrara è un film molto complesso, difficile da analizzare e commentare.
Un film che seppur ambizioso, cerca e non può esimersi del resto, di analizzare solo una parte della complessità dell’artista. 
Con un taglio a volte che potrebbe sembrare freddo, incerto e didascalico, il regista torna a cercare di impressionare, non dal punto di vista delle immagini, ma di quello che forse Pasolini avrebbe potuto fare se non fosse morto.
E’certo, per ammissione del suo stesso protagonista Dafoe (come sempre un trasformista perfetto, in questo caso poi entra proprio di corpo nel personaggio) una lavorazione in cui la fretta e i tempi corti hanno sancito diversi limiti.
Da questo punto di vista non sorprende dunque che in alcuni casi sembra che il film sia spezzato e poi rimontato, con un particolare uso del montaggio e dei tempi della narrazione, spostati e poi reinseriti.
Il coraggio di Ferrara avrebbe avuto bisogno di più tempo, in modo tale che alcuni aspetti incerti e didascalici, non prendessero in alcuni casi il sopravvento.
Così dalle sue parole non concordo molto sull’affrontare solo il Pasolini del presente e non quello del passato, come nella frase in cui si rivolge a Colombo dicendo “siamo tutti in pericolo”. 
Ecco il film sarebbe e avrebbe dovuto essere più pericoloso, soprattutto contando che ancora, come spesso capita nel nostro unicum italiano, alcuni omicidi rimarranno sempre dei “misteri” e confermano ancora di più, senza stare ad essere troppo apocalittici o complottisti, i motivi che rendevano questo personaggio così politicamente scomodo.