Jim Halsey dà un passaggio ad un autostoppista di notte. John Ryder (the Hitcher, che significa l'autostoppista) è in realtà un maniaco assassino, già ricercato. Inizia per il ragazzo un incubo, una storia allucinante in cui Ryder lo perseguita, quasi fosse una forza del male. Senza tregua The Hitcher incalza, sempre alle calcagna del ragazzo anche quando questi crede di essersene sbarazzato. Jim finisce perfino in prigione, scambiato per il suo inseguitore. Ma alla fine Jim avrà la meglio. Vicenda mozzafiato con mirabile interpretazione di Hauer.
Harmon aveva tutte le carte in regola dopo questo mezzo capolavoro di fare una carriera sontuosa.
Peccato che non è stato così. Film indegni soprattutto contando che negli ultimi anni collaborava solo con Tom Selleck e penso di aver detto tutto.
Hitcher ha una trama e una struttura piuttosto semplice ma sono i dettagli e alcune scelte di scene a fare la differenza e renderlo ancora ad oggi un film monumentale che andrebbe studiato, che andrebbe analizzato, dove aldilà del cast e di un Rutger Hauer in stato di grazia, in molti diranno vabbè ma a fare il pazzo cosa ci vuole. Sono le stereotipie che il film pretenziosamente e potendoselo permettere decide di mettere da parte scegliendo invece dei colpi di scena e un climax magnifico. Quello che succede a Nash, la macchina con l'allegra famigliola che decide di dare un passaggio a John, il poliziotto e le sue intuizioni. Ma è forse la strada, questa sorta di deserto che non sembra mai finire e un incubo pensato per quasi tutto il tempo sotto il sole ad aver alzato l'asticella rendendolo indimenticabile a distanza di molti anni.

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