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domenica 27 luglio 2025

Havoc (2025)


Titolo: Havoc (2025)
Regia: Gareth Evans
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 5/5

Dopo un affare di droga andato storto, un detective ferito deve farsi strada attraverso il mondo criminale per salvare il figlio di un politico, svelando una profonda rete di corruzione e cospirazione che intrappola la sua intera città.
 
Havoc è il film d'azione.
Il film con più pallottole e sparatorie degli ultimi anni.
Tom Hardy in stato di grazia.
Sequenze d'azione come non si vedevano dai tempi dei più grandi registi di Hong Kong o Mann.
Un film che ad ora credo di aver visto almeno dieci volte e lo rivedrò ancora.
Storia interessante e mai banale, sotto storie funzionali e necessarie che riescono a dare continuità alla narrazione senza mai apparire scontate.
Combattimenti che dimostrano ancora una volta il talento immenso di Gareth Evans.
Havoc è puro cinema per puro intrattenimento e per una goduria visiva che non si vedeva da anni

mercoledì 23 luglio 2025

Superman (2025)


Titolo: Superman (2025)
Regia: James Gunn
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Rivelatosi già tre anni fa a un mondo dove vivono diversi coloriti metaumani, Superman è intervenuto in un conflitto armato tra due nazioni, per fermare un massacro. Questo ha dato vita a un incidente geopolitico complesso: la Nazione da lui ostacolata è storicamente alleata degli Stati Uniti, di cui Superman è cittadino. Un metaumano proveniente da quella nazione arriva così a Metropolis e sconfigge l'Uomo d'acciaio - è la prima volta che qualcuno ci riesce. Volato al sicuro in Antartide, Superman chiama in soccorso il supercane Krypto che, non senza prima strapazzarlo un po', lo trascina al sicuro nella Fortezza della Solitudine. Nel mentre Lex Luthor, coinvolto anche nella guerra dove Superman è intervenuto, porta avanti un insidioso piano per scoprire i segreti della sua nemesi screditarne l'immagine e avere finalmente l'autorizzazione del governo per eliminarlo.
 
James Gunn è un regista adorabile perchè fa quello che vuole, arriva dalla Troma e ha saputo cimentarsi con tanti generi tra cui un horror memorabile passando ai comics e lasciando il segno in un deserto che vede a braccetto Marvel e Dc. Ha girato forse uno dei film Marvel più belli di sempre GUARDIANI DELLA GALASSIA per poi riscrivere a modo suo questo Superman meno figo e spaccone di tutti gli altri visti finora. Se quello di Richard Donner rimane per ora il migliore di tutti con una saga impareggiabile per l'anno in cui venne sviluppata, quello di Gunn è sicuramente molto meglio della serie dell'Uomo d'Acciaio di Zack Snyder che ha fatto diventare la saga la copia sgualcita di Dragon Ball.
Ora qui si ride e si scherza, il politicamente scorretto riportato al conflitto e la metafora sulla guerra mi sembra esagerata e un po trash sotto molti punti di vista in cui Superman senza l'autorizzazione del governo statunitense ha deciso di intervenire in un conflitto armato tra la Boravia (Russofona), alleata U.S.A., e il Jarhanpur (Palestinese), causando un disastro geopolitico tra nazioni.
Però di nuovo assistiamo al mondo che Gunn costruisce a partire dai personaggi tutti caratterizzati al meglio. Le supercarceri di Lutor dove nasconde i meta umani e le sue ex fidanzate e tutti coloro che non l'appoggiano, i buchi neri, Krypto e la cugina Supergirl, la Justice Gang, mostriciattoli super colorati di tutte le dimensioni e combattimenti che sanno intrattenere, gasare e divertire al contempo

Ziam


Titolo: Ziam
Regia: Kulp Kaljareuk
Anno: 2025
Paese: Thailandia
Giudizio: 3/5

In un mondo che sta soccombendo alla fame sempre più diffusa, un lottatore di muay thai è pronto a tutto per respingere un'epidemia di zombi all'interno di un ospedale e salvare la sua amata.
Vermi + pesci marci = mutati simil zombie ma di Boyleriana e Garlandiana memoria.
Ziam cavalca l'onda del post apocalittico, dell'epidemia, la concentra tutta in un ospedale e prende un giovane bravo a fare a cazzotti facendolo picchiare contro gli zombie senza usare armi o strumenti di tortura.

Bisogna ammettere che Ziam si prende abbastanza sul serio e sa essere drammatico, sporco e violento al punto giusto. Crea delle belle fazze con un buon make up, ricorre a volte in maniera esagerata con la c.g come la scena finale post credit distruggendo purtroppo quel bel climax finale che aveva creato stravolgendo così le sorti del film puntando forse su un possibile sequel.
La metafora più bella nonchè la più semplice è proprio quella che il pesce marcio, il nuovo oro delle gang criminali per sconfiggere la fame si trasformi nella merce più marcia possibile condannando le sorti di un paese. Le coreografie sono più che buone, la Thailandia sembra voler strizzare l'occhio ai recenti capolavori indonesiani e nonostante il nostro venga affiancato da un bambino il film riesce a non perdere la cattiveria anche se con abbondanti dosi di pathos

Last of Us-Season 2


Titolo: Last of Us-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 7
Giudizio: 3/5

The Last of Us 2 è ambientata cinque anni dopo gli eventi della prima, con Ellie e Joel che vivono a Jackson, Wyoming, in una comunità di sopravvissuti. La loro vita viene sconvolta quando un tragico evento li costringe a intraprendere un viaggio pieno di vendetta e violenza a Seattle, dove si scontrano con un culto pericoloso chiamato i Serafiti
 
C'è una differenza sostanziale tra chi ha giocato e chi ha visto LOU. In primis l'aspetto narrativo, dove i fan del gioco hanno le idee chiare su quale sia la storia e la sua evoluzione e quanto invece in questa stagione cinematografica cambi prospettiva quasi fin dall'inizio regalando e scioccando con un cambio totale di prospettiva e adesione alla storia originale. Trovo che sia funzionale e una buona risorsa in termini di colpo di scena, cliffangher, capovolgimento e stravolgimento delle aspettative o di chi da bravo fan service si aspetta sempre quello che vorrebbe.
In questa seconda stagione non è così. Ellie è a tutti gli effetti la vera protagonista, diciannovenne, indipendente ed emancipata, alla ricerca di un orientamento sessuale, sempre irrequieta e votata al machismo e a cercare di crescere il più velocemente possibile. Qui il racconto sceglie di concentrarsi soprattutto - e con grande efficacia - sull'evoluzione dei protagonisti e sulle ragioni che li muovono, spingendo soprattutto sul confronto tra nuove e vecchie generazioni e sulla trasmissione dei traumi dove non mancano momenti potenti come il giustizialismo delle Luci, l'assalto dei mutati contro il villaggio, l'effetto delle spore e la vendetta di Ellie. La seconda stagione è a tutti gli effetti molto più drammatica e cinica, meno horror con più pathos, meno creature, si concentra su un sacrificio a parti invertite che non potrà che finire nel sangue dove scopriamo il segreto di Joel e cosa fece a Salt Lake City pur di proteggere Ellie a discapito del mondo intero. Una stagione dove gioca con l'assenza del nemico inteso come un antagonista ben preciso ma dove sembra voler dire in fondo che il nemico è dentro ognuno di noi e come la natura sembra trasformarci.

Ballerina


Titolo: Ballerina
Regia: Len Wiseman
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un gruppo di uomini e donne con uno strano marchio sul polso, l'omicidio del padre, la fuga per la vita - questo è tutto quello che la piccola Eve ha impresso del suo passato. Dopo anni di addestramento in coreografici balletti con e senza la pistola grazie alla protezione della Ruska Roma, Eve è pronta a prendersi il suo posto nel mondo come Kikimora, figura leggendaria del folklore slavo e assassina di punta del clan. In una delle sue missioni, però, Eve si imbatte di nuovo in quel marchio al polso, e una volta che la Direttrice si rifiuta di rivelarle cosa sa, la Kikimora imbocca il suo sentiero di vendetta, disposta persino ad incontrare il Boogeyman in persona, cioè John Wick.

Il mondo di John Wick conta quattro capitoli e una serie spin off CONTINENTAL.
Da quel banale revenge movie su di un assassino che vuole vendicare il suo cane si è passati ad una saga con tutti i segmenti che si stanno diramando anno dopo anno. E quindi tocca infine a lei fare la sua comparsa. Perchè c'era bisogno di una donna che al pari della baba yaga di John crescesse in un ambiente dove la deprivazione e il sacrificio vengono tatuati nell'animo creando la killer perfetta. Da una prima parte molto classica e formativa passiamo poi al complotto secondo cui Eve cerca di scoprire il suo passato, una sorella che muore troppo velocemente, una setta che sembra inimicata con la Ruska Roma trovando un sodalizio solo apparente e infine il confronto da tutti atteso proprio con John il quale non può accettare che un successore venga tradito dalla sua stessa famiglia d'appartenenza.
Come sempre le coreografie, le sontuose location, i combattimenti e le sparatorie sono infallibili dando spessore, ritmo e esaltazione per un film che comunque a livello di trama e sceneggiatura prova ad elevarsi rispetto alla saga ma senza poter reggere tutto il resto che sembra anni luce di distanza

Opus-Venera la tua stella


Titolo: Opus-Venera la tua stella
Regia: Mark Anthony Green
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Alfred Moretti è una leggenda. Le sue canzoni hanno ispirato generazioni, la sua musica è un fenomeno globale e la sua vita - sospesa tra realtà, mito e gossip ben orchestrati - incuriosisce e anima appassionati in ogni angolo del mondo, soprattutto da quando si è ritirato dalle scene. Ora, dopo oltre 30 anni di silenzio, Moretti annuncia che uscirà un suo nuovo album. Per promuoverlo, invita in un ranch isolato un gruppo molto selezionato di giornalisti, critici ed esperti di musica. Per Ariel, giovane redattrice di belle speranze, è l'occasione che stava aspettando da sempre. Ma nella vita, come nell'arte, nulla è mai come sembra e sarà presto chiaro a tutti gli invitati che non c'è culto più pericoloso di quello della celebrità.
 
I film sulle sette sono tra i miei preferiti. Quelli che ci portano in località sperdute con comunità al cospetto di un loro sistema simbolico organizzatore di senso. Ultimamente va da sè che sia quasi sempre stato l'horror ad aggiudicarsi questo sotto genere cinematografico. Opus ci prova cercando di rendere pop un concetto, una metafora e un attacco alla globalizzazione scegliendo in chiave contemporanea nuovi modelli e una nuova tipologia di affezzionati al culto.
John Malkovich avrà adorato questo ruolo che sembra quasi proiettarlo in un olimpo dove può destreggiarsi e alimentare il suo ego con un personaggio che si confà perfettamente con la sua mimica e la sua capacità recitativa. Il resto del cast funziona anche se non è sempre bilanciato e la scelta di location, la regia pulita, patinata e curatissima mi hanno fatto venire in mente un altro film molto simile uscito di recente BLINK TWICE di Zoe Kravits anche se di stampo marcatamente più femminista ma con una protagonista per certi versi uguale che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato senza slittare ferocemente sul revenge-movie.
Un film da vedere ma che merita una risicata sufficienza dal momento che non si sforza mai di andare oltre quello che lascia intuire sin dall'inizio

Squid Game-Season 3


Titolo: Squid Game-Season 3
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 3
Episodi: 6
Giudizio: 2/5

La terza stagione di Squid Game, ultima della serie, vede Gi-hun, alias il giocatore 456, profondamente segnato dagli eventi della seconda stagione.
La trama ruota attorno a una ribellione fallita, la morte di un amico, e un tradimento segreto.
Gi-hun, tormentato dai sensi di colpa, cerca di distruggere il sistema dall'interno, ma si ritrova a dover fare scelte difficili e dolorose. La stagione rivela il lato ancora più spietato degli uomini dietro il gioco e mette alla prova i giocatori con giochi ancora più folli e spietati. Il finale, molto discusso, vede un inaspettato cameo di Cate Blanchett, suggerendo l'espansione del gioco a livello globale

Squid Game era la risposta come già avevo scritto ad un misto tra Giochi senza frontiere e Battle Royale. Idea interessante, premesse buone e sviluppo intrigante. Almeno era quello che la prima stagione aveva promesso e mantenuto. Poi si è arrivati ad una seconda già clamorosamente più bassa come intenti, ambizioni, obbiettivi, caratterizzazioni dei personaggi, adrenalina, intrattenimento e soprattutto i giochi. Questa terza stagione a parte due prove e sfide come quella del nascondino e del salto della corda è davvero derivativa e sembra compiacere solo lo sceneggiatore e nemmeno il fan service della serie che vantava milioni di seguaci.
Quello che ci viene proposto appare piuttosto come un pretesto da parte di Netflix per prolungare forzatamente la narrazione, tornando a dinamiche già viste: giochi ripetitivi e conflitti tra giocatori. Il risultato è un racconto piatto e monotono, fin troppo prevedibile per un franchise che, negli anni precedenti, aveva saputo regalarci momenti di grande tensione. I nuovi round perdono di impatto, inseriti in un contesto che appare confuso, mentre il pubblico ormai sembra desiderare qualcosa di diverso.

Presence


Titolo: Presence
Regia: Steven Soderbergh
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

La famiglia Payne sembra una famiglia perfetta. Quando la vita della figlia minore Chloe viene sconvolta da un tragico evento scelgono di trasferirsi in una nuova casa, fuori città, per ripartire da zero. Presto però la ragazza si accorge di qualcosa che non va nella sua camera; inizialmente la famiglia non le crede, ma cambierà idea quando le manifestazioni diventeranno impossibili da ignorare. Mentre la loro realtà quotidiana inizia a sgretolarsi e le tensioni si amplificano, una presenza inquietante li osserva e li influenza, silenziosa ma sempre più vicina.

Presence è l'ennesima beffa di Soderbergh, regista ormai impossibile da definire, che prende in giro tutti facendo pensare ad un ghost movie con casa haunting quando invece parla di violenza, abusi e stupri. Detto così sembrerebbe quasi originale e interessante se non fosse che il film è articolato male, riesce ad essere noioso rendendo tutti ma proprio tutti i personaggi fastidiosi e detestabili a parte la ragazzina morta che ogni tanto cerca di dare qualche scossone alla casa e dunque al film almeno per non farci addormentare.

Karate Kid-Legends


Titolo: Karate Kid-Legends
Regia: Jonathan Entwistle
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

In seguito alla tragica morte del fratello, Li Fong deve lasciare la scuola di kung fu a Pechino, dove è una giovane promessa, per trasferirsi a New York con la madre che ha trovato lavoro come dottoressa in un ospedale. Una sera entra dentro il locale "Victory Pizza" gestito da Victor, un tempo ottimo pugile e ora è perseguitato dal suo strozzino, dove conosce sua figlia Mia. La ragazza frequenta la sua stessa scuola ed è l'unica persona con cui stringe amicizia. Mentre si trova con lei in metropolitana, viene colpito a tradimento da Conor, il suo ex, campione di karate in match spesso clandestini. La madre gli ha esplicitamente vietato di tornare a combattere e lo ha messo nelle mani di un tutor coetaneo, Alan, per farlo studiare.
 
Eravamo rimasti a quattro film con l'ultimo del 2010 KARATE KID-LA LEGGENDA CONTINUA dove compariva anche lì Jackie Chan e sei stagioni di COBRA KAY. Ora qui torna anche Ralph Macchio e il discorso è quello di mischiare kung fu e karate come ultima boa a cui aggrapparsi per un film che a livello di sceneggiatura e idee rasenta i bassifondi. E questo spesso si intuisce dal bisogno di allargare un discorso che moriva già dopo il primo capitolo o comunque la trilogia degli anni '80. Qui si sta creando di formare un world building assemblando tutto come sembra ribadirlo il cameo finale di Johnny Lawrence a rimettere la possibilità che questa nuova generazione del film possa intersecarsi con i personaggi della serie tv.
Ad ogni modo Li Fong studia kung fu da Jackie ma la madre lo porta a New York sottolineando come parli bene l'americano e volendo dimenticare Pechino dove il figlio maggiore e fratello di Li è morto accoltellato per strada sotto gli occhi del protagonista che non è riuscito a far nulla in quell'occasione.
Arriva a New York si innamora della figlia di Victor, aka Pacey Witter, Joshua Jackson in un ruolo davvero inutile e dovrà vedersela con il bulletto locale tra l'altro ex di Mia. Il film è girato persino bene ma la banalità e prevedibilità di ogni singola scena e battuta lo fa precipitare nel calderone di quei film per teenager dove almeno si poteva chessò vedere una goccia di sangue dopo tanti combattimenti.

venerdì 4 luglio 2025

Ash


Titolo: Ash
Regia: Flyng Lotus
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una donna si risveglia su un pianeta lontano e trova l'equipaggio della sua stazione spaziale brutalmente ucciso. La sua indagine su quanto accaduto mette in moto una terrificante catena di eventi.
 
Ash sembra tanto debitore di Carpenter. In primis la COSA poi per certi aspetti FANTASMI DA MARTE insomma trasporta noi e la protagonista su questa base su Marte dove c'è stata una strage legata a qualcosa difficile da identificare ma tutto viene piano piano scoperto grazie alla registrazione delle telecamere. Dove piano piano comincia l'indagine per scoprire cosa è successo attraverso questi filmati e quale entità aliena si sia impossessata del pianeta attraverso una tecnologia all'avanguardia.
Ash è pompatissimo di colori, ci immerge in un quadro surrealista quando banalmente un pianeta come Marte non sembra poi così edulcorato e tutti questi viola sparati e questi effetti di cg per creare fenomeni celesti a volte sembrano esagerati. Da quando apprendiamo che la forma di vita aliena ovviamente è ostile e vuole conquistare anche gli umani e spingersi sulla Terra, il film diventa una lotta senza esclusione di corpi e di colpi, dove l'alieno si trasforma come può identificandosi passo dopo passo con le stesse scelte del capolavoro del '82

Freaky Tales


Titolo: Freaky Tales
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Quattro diverse storie intime e personale, collegate tra loro e ambientate nel 1987 a Oakland, in California, sullo sfondo di eventi realmente accaduti.
 
Freaky Tales è una commedia horror-thriller antologica, un film al neon con tante scelte perlopiù estetiche, un cast stellare e tanti elementi soprattutto legati ai costumi al trucco e parrucco e alla scenografia che rendono questo esperimento un mancato gioiellino. Che dire gli elementi c'erano tutti, a tratti il film soddisfa pienamente le esigenze dello spettatore. Sebbene sia ricco di atmosfera, la sua struttura antologica si rivela irregolare, rendendo difficile rimanere coinvolti in ogni segmento. Il fil rouge che dovrebbe unire tutte le storie a volte sembra più un pretesto e i collegamenti sono forzati e lasciati a quella componente legata all'inquietante luce smeraldo.
Sembra che alla scrittura si siano accaniti cercando di evidenziare alcune tematiche che seppur interessanti rendono il film tossico come la contro partita di minoranze ( di cui si salva quello spezzone molto bello in cui una delle due sister prima della battle rap ha paura che possano succederle le peggio cose), l'empowerment female-black, underdogging, lgbt tutto però mischiato senza il giusto guizzo narrativo e il politicamente scorretto e anche la strage finale del ninja black panther per quanto visivamente interessante lascia molto a desiderare


Città proibita


Titolo: Città proibita
Regia: Gabriele Mainetti
Anno: 2025
Paese: Italia
Giudizio: 3/5

Cina, 1979. Due genitori sfuggono all'obbligo del figlio unico mettendo alla luce le bambine Yun e Mei. Mei, la secondogenita, è però costretta a nascondersi sempre per evitare alla famiglia una denuncia. Salto temporale fino a metà anni Novanta: Mei si ritrova nella Roma multietnica del quartiere Esquilino, presso il ristorante cinese La città proibita. Quel luogo è la chiave della ricerca che l'ormai giovane donna ha intrapreso per ritrovare la sorella maggiore, che è diventata una prostituta nella Città Eterna. I destini di Mei si incroceranno con quelli di Marcello, giovane cuoco in un ristorante rivale di cucina tradizionale romana, rimasto insieme alla madre Lorena a gestire il locale dopo la sparizione di suo padre Alfredo. Annibale, un amico fraterno di Alfredo, cerca di dare loro una mano, anche perché detesta il proprietario di La città proibita e i tentativi degli immigrati di diventare "padroni in casa sua".
 
Mainetti dopo CHIAMAVANO JEEG ROBOT e FREAKS torna più agguerrito che mai per un altro film di genere che omaggia tanti classici riuscendo a convincere e mischiando la criminalità romana con quella cinese. Lo fa affidandosi ad una protagonista sconosciuta che non parla italiano e inglese (sentitevi l'intervista del regista su i 400 calci) per avere tante informazioni circa la lavorazione, le difficoltà organizzative e produttive, il lavoro con gli stunt man, la distribuzione e tante altre piacevoli curiosità. E' un film d'azione che strizza l'occhio alla commedia, al dramma, alle disuguaglianze sociali, alle vecchie leggi della Cina, al controllo sull'import export a Roma e molto altro ancora. E' un microcosmo che si allarga su trame e sotto trame ma che alla fine sembra quasi tutto girato all'interno del ristorante cinese. La regia di Mainetti gestisce con destrezza le scene di azione e si confronta alla pari con i più elevati standard di professionalità del cinema internazionale, in particolar modo quello statunitense senza farsi mancare nulla e regalando alcune sequenze quasi epiche come lo scontro di Mei contro gli uomini di Mr. Wang

Daredevil-Born Again-Season 1


Titolo: Daredevil-Born Again-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 3
Episodi: 9
Giudizio: 3/5

L'avvocato cieco Matt Murdock lotta per la giustizia mentre l'ex boss della malavita Wilson Fisk porta avanti la sua campagna come sindaco di New York City, portando allo scontro delle loro identità passate.
 
Daredevil tra le tante serie Marvel è stata tra le meno peggio regalando verosimiglianza alla storia di un super eroe molto umano e cieco passato quasi sempre in sordina e che di certo non se l'era vista bene con la saga dei DEFENDERS. Ho paura visto l'ultimo episodio che alcuni di questi potranno tornare per una battaglia tra questi anti eroi sotto certi aspetti e tutti i punitori di Fisk lasciati come guardiani di New York i quali sono riusciti a mettere a tappeto anche Frank, Punisher, Castle...a tal proposio guardate gli ester egg dopo l'ultimo episodio perchè c'è un bel colpo di scena
Born Again soprattutto all'inizio è meno action, mescola bene le carte per una spy story politica e di ambizione dove la scalata al vertice sembra l'unico modo per ottenere potere e permettere a Fisk grande co protagonista di mostrare quali sono i suoi veri intenti e obbiettivi.
L'originalità se così possiamo chiamarla, risiede nella sua capacità di fondere questioni personali lotte interne come la morte nel primo episodio di Foggy e battaglie epiche, addentrandosi al contempo negli arcani politici di New York. Il pubblico apprezzerà anche le interpretazioni sfumate di Charlie Cox e soprattutto quella di Vincent D'Onofrio, che incarnano perfettamente il duello tra giustizia e corruzione. Il titolo Born Again poi è un riferimento diretto all'arco narrativo del fumetto cult di Frank Miller, spesso acclamato come uno dei migliori della storia di Daredevil. Anche se la serie non vuole essere un vero e proprio adattamento, i fan possono aspettarsi cenni a questa leggendaria storyline.
Fin dai primi minuti, la serie ci lancia nell'azione con un inizio incisivo. Tuttavia, questa intensità fatica a essere mantenuta per tutto il primo episodio. Tuttavia, il primo episodio svolge il suo ruolo di incipit, immergendo gli spettatori nell'universo di Daredevil e gettando solide basi per i nuovi arrivati.
Dobbiamo aspettare la fine del secondo episodio per vedere una vera e propria inversione di tendenza rispetto ai primi scontri, che promettono di essere il perno centrale della stagione e di riaccendere l'interesse degli spettatori. Potere, manipolazione e corruzione sono al centro della trama. Matt Murdock combatte per difendere l'impossibile in tribunale, opponendosi al Kingpin, che è stato incastrato dalla polizia e accusato di omicidio colposo di un poliziotto sotto copertura quando stava semplicemente cercando di proteggere una persona che era stata aggredita dal poliziotto.


giovedì 26 giugno 2025

Reacher-Season 3


Titolo: Reacher-Season 3
Regia: Sam Hill
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 3
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

In una città universitaria del Maine, Reacher aiuta un ragazzo che stava per essere rapito sparando al rapitore. Nella concitazione degli eventi, Reacher spara accidentalmente a un poliziotto: si scatena un inseguimento. Il ragazzo, che si chiama Richard Beck, rivela a Reacher di essere già stato rapito in passato e che suo padre aveva pagato il riscatto solo quando i rapitori gli avevano amputato un orecchio. Richard, ancora scosso, prega Reacher di accompagnarlo a casa da suo padre, Zachary Beck. Zachary ringrazia Reacher per aver salvato il figlio ma è sospettoso nei suoi confronti. Dopo aver fatto delle indagini su di lui, Zachary offre a Reacher un lavoro ma solo se dimostra di obbedire agli ordini e di avere sangue freddo giocando alla roulette russa. Reacher accetta e viene assunto nella sicurezza. Un flashback mostra che Reacher in realtà lavora sotto copertura per Susan Duffy, una agente della DEA che lo ha reclutato per trovare una sua agente sotto copertura scomparsa, Teresa Daniels: il tentato rapimento è stata un messinscena organizzata con Susan e i suoi colleghi Villanueva ed Eliot. Durante la prima notte in casa Beck, Reacher riesce a scoprire un nascondiglio sotterraneo, ora vuoto, dove trova traccia del passaggio di Teresa.
 
Reacher potrebbe non finire mai. Devo ammettere che pur non aumentando mai la posta in gioco riesce ad essere un thriller giallo action militare abbastanza interessante con indagini, complotti, nemici agguerriti, complici e tradimenti il tutto mescolato perlomeno con una mano dietro che sembra saper fare il suo lavoro Scott Sullivan.
Ancora una volta passato e presente del protagonista si incontrano per una storia che fa luce sui demoni interiori, mentre risulta decisivo per la risoluzione il rapporto tra genitori e figli. L'obiettivo rimane quello di sventare quante più associazioni illegali e cospirazioni possibili, soprattutto risalendo sempre più in alto nella catena di comando criminale. Le coreografie delle sequenze action rimangono il piatto forte del serial, a partire dalla scena iniziale al cardiopalma per poi proseguire con alcune trovate che mantengono gli spettatori sul filo del rasoio per il destino dei personaggi, o nei confronti di Jack di essere scoperto. Rispetto al secondo ciclo che riproponeva la vecchia squadra nell'esercito del nostro eroe mostrandone un aspetto maggiormente umano, e una storia più corale, qui torniamo all'idea della solitudine in cui vive il personaggio titolare per scelta propria (con tanto di strizzata d'occhio al mitico spazzolino che si porta sempre dietro come unico bene prezioso). Questo permette allo show di proporre nuovi personaggi e una nuova missione.

Thunderbolts


Titolo: Thunderbolts
Regia: Jake Schreier
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Yelena Belova, addestrata nel brutale programma della Stanza Rossa per diventare una Vedova, vive ormai in uno stato di profonda apatia. Continua a svolgere i lavori per cui è stata preparata - operazioni clandestine per conto di Valentina Allegra de Fontaine - ma senza vera convinzione. Dopo una visita al suo padre putativo, Alexei Shostakov (alias Red Guardian), decide di portare a termine un'ultima missione prima di dedicarsi a un incarico più tranquillo. Tuttavia, in questa operazione finisce in trappola, insieme ad altri agenti: Ghost, Taskmaster e John Walker. Mentre si scontrano tra loro, i quattro si rendono conto di non essere soli. Nel complesso in cui sono stati inviati si trova anche Bob, un uomo affetto da amnesia che sembra incapace di ricordare il motivo per cui è lì o come uscirne. A prima vista non appare come un pericoloso agente, ma quando tocca gli altri, questi rivivono le visioni dei momenti più traumatici delle loro vite.
 
Thunderbolts continua la sfortunata serie di film Marvel che almeno ci provano ma senza riuscirci. E questi dovrebbero essere i nuovi Avengers? Anti eroi che diventano paladini sottomettendo l'avversario visto che The Void è imbattibile. Ma la parte più bassa del film è proprio al di là di scegliere un antagonista che è il Superman della Marvel è stato quello di scomodare la psicologia andando a cercare di liberare Bob dai suoi demoni entrando nelle stanze dei suoi ricordi. Alcune scene sono del tutto pacchiane come i nostri che cercano di fuggire da pentole, cavi, posate e muri che vogliono fermare la loro corsa per liberare sempre Bob.
L'unica scena davvero decente è quando i nostri provano a sfidare corpo a corpo Sentry

mercoledì 25 giugno 2025

Misteri dal profondo


Titolo: Misteri dal profondo
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Levi e Drasa sono due agenti altamente addestrati a cui è affidato il compito di sorvegliare da due torrioni opposti una gola funestata da nemici invisibili e sconosciuti, ma letali. Una missione da portare a termine ad ogni costo, tra scoperte aberranti, mostruose e politicamente compromettenti. Nel frattempo i due infrangeranno la regola del divieto assoluto di qualsivoglia contatto e finiranno per conoscersi e persino innamorarsi.
 
Misteri dal profondo aveva davvero un enorme potenziale. E fin quando non ci fa scoprire questi misteri volutamente sepolti il film per assurdo mostra una storia d'amore atipica e divertente divisa tra due muraglie che porta i nostri due a improvvisare momenti divertenti ed esilaranti. Poi quando le nostre creature cominciano a salire il muro e i nostri ci finiscono dentro sembra tutto così artificiale e rarefatto, dove la cg si impossessa delle creature e dove diverse scelte appaiono quantomeno discutibili come anche questa sorta di mistero complottista per nascondere i risultati di alcuni esperimenti andati a male del governo. Derrickson sa restituire solo in parte sullo schermo, tra esplosioni clamorose e battaglioni mutanti, piante rampicanti soffocanti e voli pindarici nella gola, un film fantasy, horror e d'azione che però appena si spinge oltre mostra le stesse lacune del regista che trova la sua piena coerenza quando gira film d'interni come alcuni horror davvero interessanti EXORCISM OF EMILY ROSE, SINISTER e BLACK PHONE

Accountant 2


Titolo: Accountant 2
Regia: Gavin O'Connor
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Sono passati nove anni da quando il Dipartimento del Tesoro ha smantellato, con l'aiuto del Contabile, la Living Robotics. Raymond King, l'ex-direttore dell'ufficio per la lotta ai crimini finanziari, ha lasciato il suo posto alla prescelta Marybeth Medina, ora l'unica a ricevere informazioni sul mondo criminale da parte di Christian Wolff, alias il Contabile. King, che ha aperto un'agenzia di investigazioni private, si ritrova però invischiato in un caso più grande di lui, caso per il quale viene ucciso. Tocca a Medina scoprire cosa è davvero successo, ma ancora una volta avrà bisogno dell'aiuto del Contabile.
 
Quanto può incidere in un film la presenza di un attore? Chiedetelo a Jon Bernthal.
La sua performance è stata da sempre sopra le righe, la sua postura, il suo fisic du role e in questo caso la complicità con un Ben Affleck in un ruolo molto più compatto e da contabile.
Il film è un concentrato d'azione, spaccone, tamarro per molti versi, dove i nostri alla fine decidono di fare di testa loro sbaragliando un clan che si occupa di traffici di bambini.
C'è un rapporto malsano tra due fratelli che apparentemente sembrerebbero non sopportarsi ma al primo accenno di difficoltà ognuno sacrificherebbe se stesso per l'altro. C'è una difficile dinamica di rapporti con i superiori, due outsider che sembrano seguire un loro codice d'onore ben preciso e che li porterà a mettersi in gioco e sfidare un cartello e tutti quelli che sono dietro

Control Freak


Titolo: Control Freak
Regia: Shal Ngo
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Val, è una speaker motivazionale, una life coach, convincente e credibile. Successo e follower compresi. Peccato che parallelamente la sua vita privata sia una spirale di dubbi, ossessioni e insicurezze. Dal dubbio se avere o no un figlio (inganna il marito) alle nebulose info sulla sua nascita e le sue origini. Ma soprattutto Val è tormentata da un prurito sulla nuca che non le da tregua, che implacabile la mina dal di dentro fino a renderla compulsiva nel grattarsi.
 
Control Freak si inserisce senza ombra di dubbio nel filone del body horror anche se in maniera meno diretta come alcuni esempi di successo visti precedentemente. Lo fa scegliendo una formula ormai ampiamente adottata ma che riesce sempre nonostante tutto ad avere quei sussulti per mietere le giuste domande e cominciare a destrutturare la sanità mentale della sua protagonista.
Il film è un horror/thriller psicologico che vuole essere una riflessione sulle malattie mentali e sul superamento dei traumi ammesso che si riesca o non si riesca come in questo caso. Nonostante le suggestioni orientali affrontate siano chiaramente d'impronta soprannaturale, il film gioca sul dubbio che si tratti tutto di un condizionamento psichico della protagonista, fino a un finale a cavallo tra onirismo e splatter. E' però migliore nella teoria che nella pratica, soffrendo di una certa prolissità e di varie idee già viste.

A working man


Titolo: A working man
Regia: David Ayer
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Levon Cade, vedove e padre di una ragazzina, lavora come operaio edile e nasconde la sua identità di ex Royal Marine e agente speciale antiterrorismo. Almeno finché non viene rapita Jenny, la figlia del suo capo, da malviventi affiliati alla mafia russa. Levon decide di rimettersi in azione e comincia a collezionare cadaveri sul suo cammino, pur di tenere fede alla promessa fatta: riportare Jenny sana e salva tra le braccia dei suoi cari.
 
Ayer era partito pure bene prima di finire dentro le spirali di un certo tipo di azione reazionario e fracassone. HARSCH TIMES, END OF WATCH, FURY, lasciavano ben sperare ma poi sono arrivate puntualmente le vaccate dove nell'ultima fase sembra esserci un sodalizio con Jason.
Ora il film non so chi l'abbia scritto e non voglio nemmeno andarlo a vedere. Ma è scritto male, come di qualcuno che parte con il solito leitmotiv che spinge un vecchio soldato a fare un patto per liberare la figlia rapita dei suoi datori di lavoro (il che ha già qualcosa di incomprensibile dal momento che questi sono messicani e quindi tutto vuole essere politically correct) e allora lui parte alla ricerca. Il problema comincia con il secondo atto dove Jason si fa prendere la mano e comincia un'indagine parallela per scovare chi sta sopra tutta la questione dei rapimenti e si và da banchieri corrotti, mafia russa, delinquenti di ogni sorta, ex militari. Jason comincia delle trattative losche che non portano neanche a segno e la povera messicana (fortissima nel corpo a corpo e cazzuta nonchè in grado di staccare un pezzo di faccia a morsi) sarà costretta niente di meno che a liberarsi da sola.
Alcune scene sono così trash e deliranti da meritare una menzione speciale come i due killer mandati a stanare Jason e la scena in cui va a riprendersi la figlia dal cognato in una villa con le musiche di Danny Elfman e una scena che sembra rubata da un film di Tim Burton

Demon City (2025)


Titolo: Demon City (2025)
Regia: Seiji Tanaka
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Incastrato per l'omicidio della sua stessa famiglia e creduto morto da tutti, un ex sicario professionista non si fermerà davanti a nulla pur di vendicarsi dei demoni mascherati che hanno preso il controllo della sua città.
 
Una volta un film del genere lo avrebbero messo nelle mani del maestro Mike Takashi e forse ne sarebbe uscito un mix tra AGITATOR e DEAD OR ALIVE. Ora questo prodotto Netflix ha tutti gli ingredienti per fare bene diventanto un thriller che mischia azione, poliziesco, yakuza, noir, revenge movie e insomma tutti quegli elementi squisitamente di genere.
Il risultato per assurdo seppur interessante sembra mancare di qualcosa che lasci davvero il segno. Cerca di districarsi di alcuni nodi difficili da sbrogliare ma su cui la scrittura in un qualche modo decide di affrontare i suoi difetti tradendo forse alcuni azzardi che avrebbero regalato più colpi di scena al film.