Red Sonja ha vissuto con la sua famiglia in una casa umile nelle steppe occidentali di Hyrkanian. Dopo aver compiuto 17 anni, un gruppo di mercenari uccise la sua famiglia e diede alle fiamme la loro casa. Sonja è sopravvissuta ma è stata brutalmente violentata dal leader del gruppo, lasciandola in vergogna. In risposta al suo grido di vendetta, la dea rossa Scáthach le apparve, e instillò in lei un'incredibile abilità nel maneggiare le spade e altre armi, a condizione che non avrebbe mai mentito ad un uomo a meno che questo non l'avesse sconfitta in un combattimento leale.
Qualcuno forse si ricorda il film Red Sonja aka Yado con Bridgitte Nielsen del '85. Era una specie di capitolo a parte di Conan e come fantasy seppur con i suoi limiti e seppur faceva peggio del sequel di Conan il Barbaro rimaneva comunque un signor film per l'epoca. Qui si cerca di fare qualcosa di molto simile. La protagonista è meno imbolsita e vichinga ma riesce comunque a caratterizzarsi bene esprimendo femminilità e forza laddove il resto del comparto attoriale fatte poche eccezioni è davvero carente e ormai Robert Sheenan, attore che adoravo dai tempi di Misfits, sta diventando sempre più fastidioso. Qui di nuovo come lo stesso film dell'attore nominato sembrano esserci delle analogie inspiegabili con MACCHINE MORTALI visto che la tecnologia ha un suo peso specifico cozzando malamente con i toni cupi e fantasy del film. Qualche cosa di carina come alcuni mostri e lo scontro nell'arena può essere menzionato ma sembra un progetto avulso senza un'anima e un perchè.


















