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lunedì 22 dicembre 2025

V/H/S Halloween


Titolo: V/H/S Halloween
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Una raccolta di videocassette a tema Halloween scatena una serie di storie contorte e intrise di sangue, trasformando dolcetto o scherzetto in una lotta per la sopravvivenza
 
COOCHIE COOCHIE COO di Anna Slokovic, il secondo contando che Diet Phantasma di Bryan M. Ferguson è la cornice tra tutti, racconta di questa casa dove due ragazze adolescenti finiscono perchè troppo grandi e alla ricerca di paura vera e suspance. Quello che troveranno sarà una misteriosa entità materna di nome The Mommy. Forse tra tutti è l'episodio più pauroso dove la claustrofobia casalinga permea tutto il contesto portando a purulenza, personaggi bavosi inquietanti e schifosi e questo voler trasformare chiunque entri in un bambino annullandone la psiche con questa famiglia mostruosa che si nutre di questo tossico latte materno.
UT SOPRA SIC INFRA di Paco Plaza, tra inchiesta e dramma mostra una casa dove un tempo abitava una chiromante e dove avvenivano orrori rituali e possessioni. Alcuni agenti portano l'unico sopravvissuto per cercare di capire cosa è successo ma naturalmente tutto prenderà una brutta piega a partire da quella chiamata impossibile per finire con una scena gore assurda sugli occhi.
FUN SIZE di Casper Kelly, forse il più matto e inaspettato con un gioco di morte nei sotterranei dove avvengono strani esperimenti da parte di un paio di personaggi buffi quanto inquietanti e malvagi. Macchine di morte, cazzi, passaggi sbagliati, dolciumi creati dalle parti meno innocenti del nostro corpo e un finale splatter.
KIDPRINT di Alex Ross Perry uno dei più cattivi perchè ci riporta a differenza del horror soprannaturale o della fiaba dark dell'assurdo tra gli assurdi a un realismo inquietante, ambientato nei primi anni Novanta che esisteva davvero come servizio di mini filmati di bambini da fornire alla polizia in caso di rapimenti.
Torture, il cameraman che non ti aspetti, il suo sorriso nell'intervista finale e poi brutalità e urla per quasi tutto l'evolversi dell'episodio.
L’orrore nasce dalla realtà stessa e dal potere corrotto dell’immagine registrata, richiamando il fascino sinistro delle prime videocamere domestiche e rendendolo di fatto l'episodio più disturbante
HOME HAUNT di Micheline Pitt-Norman & R.H.Norman, l'episodio più social, più "divertente" dove un padre di famiglia pur di avere clienti e like per la sua sete di far paura con un tour casalingo nel villaggio dei mostri finisce per imbìpadronirsi di un libro maledetto che sveglierà proprio queste creature che mangeranno, sevizieranno e uccideranno tutti i partecipanti al Tour dell'orrore.
Un corto tutto pasticciato di effetti speciali artigianali a dispetto della cg, scegliendo macabre rappresentazioni e rifacendosi alla tradizione dei freak basti pensare al look della strega o dei morti viventi
E per finire il collante tra tutti....
DIET PHANTASMA di Bryan M.Ferguson, com'è la bibita? Fa schifo, sa di buono, è strana, perchè siamo legati, perchè abbiamo elettrodi collegati? Una equipe di scienziati capitanati da un pazzo che sembra uscito dalle SS il quale testa su dei poveri malcapitati qualunque una nuova bibita gassata prodotta con dei veri ectoplasmi. Il problema sono proprio gli effetti più crudeli e brutali dal disintegrare teste, ciucciare la vittima, bruciali vivi, farli vomitare sangue nero della terra, farli uccidere tra loro, farli diventare qualcos'altro, una specie di critica e satira sul consumismo che vorrebbe unire ironia e disgusto facendolo in un tripudio di violenza.

Frewaka


Titolo: Frewaka
Regia: Aislinn Clarke
Anno: 2024
Paese: Irlanda
Giudizio: 4/5

Shoo è inviata in uno sperduto villaggio per occuparsi di una donna agorafobica che teme entità sinistre, i Na Sídhe. Mentre costruiscono, ma la paranoia, i rituali e le superstizioni dell'anziana portano Shoo a confrontarsi con gli orrori del suo passato
L'archetipo della donna mandata in un luogo ameno ad aiutare quella che viene tacciata come una vecchia pazza è una trama che ha spesso funzionato e convinto. Frewaka unisce folklore, horror e dramma psicologico. Due fragilità che si annusano per poi avvicinarsi.

Aislinn Clarke dopo un esordio molto interessante come DEVIL'S DOORWAY dove entrava nel filone del soprannaturale e delle possessioni, tema ormai abusatissimo, riuscendo a uscirne con qualcosa di originale, d'atmosfera e molto inquietante oltre ad analizzare una tematica poco nota all'interno di quella narrazione. Qui certo c'è un villaggio con le sue superstizioni, un proprio culto, una cerimonia che aspetta proprio la forestiera per potersi concretizzare. Tutti topoi di genere che con gli anni abbiamo ormai visto in tutte le salse ma la Clarke riesce a trovare sempre importanti segnali d'inquietudine, caratterizzando i personaggi in maniera molto accurata e approfondita.
Il titolo del film, primo horror in lingua irlandese, deriva dalla parola irlandese “fréamhacha” che significa radici. Sono in effetti le radici di un passato al contempo personale e collettivo ad impossessarsi del corpo e della psiche di Shoo, come un paio di braccia raggrinzite che, malgrado l’apparente decadenza, posseggono una forza sovrumana. La protagonista cerca di sfuggire dai ricordi della sua infanzia ma questi tornano a tormentarla ricordandole che le cicatrici interne, quelle impresse indelebilmente nella mente, non possono essere cancellate.

Hell House LLC (2015)


Titolo: Hell House LLC (2015)
Regia: Stephen Cognetti
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Halloween 2009. Un gruppo di amici che gestisce delle haunted houses sceglie di organizzarne una all'interno di un hotel abbandonato, l'Abaddon. La scelta ricade proprio su quell'hotel, lontano dalla vita cittadina nella quale sono soliti lavorare, perché l'Abaddon ha nel proprio passato una storia tragica che ha contribuito a dargli la fama di hotel infestato. Quale luogo migliore per la loro attività?
La notte dell'inaugurazione, però, avviene qualcosa e quindici persone perdono la vita in circostanze misteriose. Una crew di giornalisti decide, qualche anno più tardi, di ripercorrere le tappe che hanno portato a quella tragica notte con un documentario.

Hell House LLC è il primo capitolo che mi capita di vedere dopo tutto questo tempo. Ne ho sentito così tanto parlare ed è un caso curioso perchè ha un plot e una trama uguale ad altri mille film come lui ma Cognetti decide di prendersi tutta la responsabilità per farla diventare una saga che ad oggi conta ben quattro capitoli.
La casa infestata vista da una troupe di giovani e intraprendenti ragazzi che come per la Panic Room dimostrano talento e idee. Gli stessi capiamo dall'incipit che pagheranno cara la pelle per dove hanno deciso di costruire la baracca (ormai chi fa questo lavoro dovrebbe andare sempre a cercare di studiare e informarsi su cosa c'era prima). Allo stesso tempo abbiamo una fase reale che si mischia mano a mano con il soprannaturale (il colpo di scena finale poi è quasi esagerato a mio modesto parere) e infine gli stessi sopravvissuti vengono intervistati da un'altra troupe che andrà a caccia di elementi vista la tragedia successa ripetendo di fatto gli stessi errori se non peggio.
Ci sono interviste, gente che dice di aver visto cose o che i nostri non avrebbero dovuto farne altre, insomma la narrazione è segmentata sotto vari punti di vista e questo che potenzialmente poteva diventare un problema è invece uno dei punti di forza del film perchè arricchisce la narrazione e i punti di vista sotto molti contesti diversi spaziando nell'immaginario dello spettatore.
Per quanto concerne invece le scene di paura anche lì con pochi sforzi abbiamo alcuni risultati insperati che riescono a rafforzarsi grazie alla claustrofobica location

Good Boy


Titolo: Good Boy
Regia: Ben Leonberg
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver subito un lutto in famiglia, la stabilità mentale del giovane Todd torna a scricchiolare. In città può contare ormai solo sulla sorella Vera. Nonostante l'apprensione per la sua salute, il fratello fugge e si trasferisce a tempo indeterminato, insieme al cane Indy, in un'isolata casa di campagna. Un tempo ci viveva il nonno, ma è stato abbandonato perché infestato da un fantasma maligno. Se ne accorge ben presto solo il toller che prova a difendere il padrone rincorrendolo ogni giorno tra gli angoli di casa e il giardino. Mentre premonizioni, apparizioni e assalti si intensificano, Todd taglia i rapporti con la sorella, diventando sempre più fragile e vulnerabile, cosicché l'unico che può trovare una soluzione agli assalti soprannaturali è il cagnolino.
 
Good Boy è un interessante esempio di film low budget dove la narrazione o i fatti o meglio le visioni anticipate vengono viste dal punto di vista di un cane. C'è tanta passione, desiderio e voglia di fare cinema in questo giovane cineasta che dopo svariati corti si appresta al suo primo lungometraggio.
E lo fa in maniera casalinga prediligendo maestranze che conosce, la stessa moglie, pezzi del suo passato, sapendo bene che questi sono solo elementi superficiali quando il nucleo narrativo è un altro e possiamo definirlo per certi aspetti un invasion home ma per altri invece una hunted house dal momento che il male o la presenza come vedrete è rimasto intessuto in quella cantina ma allo stesso tempo compare dall'esterno. Pochissimi personaggi, molti silenzi, azione quasi azzerata.
E' un film dove funziona l'elemento migliore a cui Leonberg puntava ovvero l'atmosfera.
La percezione dell’orrore che avanza e prende piede in Good Boy, e che è tutto interamente “super-naturale”, viene inquadrata all’altezza del bel muso di Indy, che è per di più il cane del regista – e questo ovviamente acuisce il senso di sguardo familiare che il film vuole rilasciare nell’aria, a partire dalle riprese del cagnolone da cucciolo che quasi aprono l’opera

Shelby Oaks-Covo del male


Titolo: Shelby Oaks-Covo del male
Regia: Chris Stuckmann
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

La giovane Riley, che assieme ad alcuni amici gestiva un canale video (chiamato Paranormal Paranoids e destinato a esaminare tutto quanto è misterioso e occulto), è scomparsa da dodici anni mentre girava dei video per il canale nella città fantasma di Shelby Oaks, abbandonata per vari motivi dai suoi abitanti ormai da diversi decenni e teatro di una misteriosa rivolta carceraria, dovuta, secondo alcuni, a forze maligne e soprannaturali.
Gli amici di Riley che erano con lei mentre girava i video sono stati poi ritrovati assassinati, ma della ragazza non s'è mai trovata alcuna traccia. Mia, sorella maggiore di Riley, è convinta che sia ancora viva e non ha perso la speranza che ritorni a casa. Lo strano suicidio del pregiudicato Wilson Miles, che si spara sulla porta di casa di Mia, rappresenta la svolta che Mia aspettava: in mano, Wilson teneva infatti una videocassetta che Mia trafuga e nella quale trova qualcosa che la indirizza nella sua disperata ricerca di Riley.
 
Shelby Oaks si è fatto strada con tantissima pubblicità sul web e il passa parola che lo definiva una via di mezzo tra BLAIR WITCH PROJECT e SILENT HILL. Praticamente una presentazione coi contro fiocchi che rischiava di compromettere l'esito per tutta una serie di aspettative che dovevano essere rispettate. Alla fine di tutto per essere un ibrido tra found footage e mockumentary l'esordio di Stuckmann è un film meritevole, niente di che chiariamoci, ma un film che riesce a intrattenere in maniera funzionale con una storia interessante, questo mistero di dove sia finita la youtuber e con un crescendo che ogni tanto vacilla soprattutto nel ritmo del finale troppo velocizzato e con troppa carne al fuoco quando invece a mio modesto parere doveva mantenere più suggestione e atmosfera.
Rimangono dei dubbi come lo sconosciuto che spiava dalla finestra Mia e Riley così come un finale che parrebbe far pensare a un sequel in arrivo

Seeding


Titolo: Seeding
Regia: Barnaby Clay
Anno: 2023
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Un uomo si ritrova intrappolato in un canyon del deserto con una donna che vive fuori dalla rete e che è prigioniera di un branco di ragazzi sadici.
 
Seeding inizia bene, sembra quasi una fiaba dei Grimm in terra straniera e post moderna quando poi invece scopriamo che oltre a strizzare l'occhio a tanti cugini più bravi di lui, si fossilizza su un iter di azioni che continuano ad avvicendarsi in maniera incongrua creando quasi una spirale dove il tempo sembra essersi fermato e dove ci si rende conto di essere in un limbo dove le speranze piano piano affievoliscono. Ora tutto questo spiegato in questo modo sembra molto interessante e infatti lo è mostrando ancora una volta la discesa nella follia e nell’abbrutimento di un uomo demolito fisicamente e psicologicamente da un’insensata prigionia dove inizialmente prova a combatterla e comprenderla per poi rendersi conto che è tutto frutto di un disegno folle e di un rituale che vede tutti protagonisti mamma e figli. E' un folk horror ambiguo dove alcuni momenti sono molto interessanti, il modo in cui viene ucciso uno dei figli appeso con quelle corde, ma che allo stesso tempo non riesco bene a capire come mai sembra sempre non funzionare qualcosa e per quanto spinga nel finale il risultato non basta.

Quicksand (2023)


Titolo: Quicksand (2023)
Regia: Andres Beltran
Anno: 2023
Paese: Colombia
Giudizio: 3/5

Una coppia pronta a divorziare, resta intrappolata nelle sabbie mobili della giungla colombiana.

Quicksand è un film interessante con una buona catarsi degli attori e un divorzio che non poteva trovare il momento peggiore per sfociare in un happy ending. Un film molto emotivo che all'inizio dall'incidente scatenante lascia quasi presagire che il pericolo sia soprannaturale come una sorta di creatura da cui tutti scappano in quella parte di giungla rimasta a tratti inespolorata.
Invece il film imbocca una strada per certi versi molto più fedele alla realtà, per un pericolo reale e un ritmo che abbraccia due principali rischi appunto le sabbie mobili e i serpenti.
Un survivor movie di coppia quasi tutto ambientato nelle sabbie mobili. Eppure il rischio nonostante qualche ingenuità di fondo nella scrittura funziona mentre invece è caratterizzato malissimo Diego questa sorta di villain così come il finale molto lacrimoso dove invece secondo me bisognava dare il colpo di grazia con una dramma come colpo di scena e climax finale

Monster Summer


Titolo: Monster Summer
Regia: David Henrie
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Quando una forza misteriosa comincia a sconvolgere il loro grande divertimento estivo, Noah e i suoi amici si alleano con un detective della polizia in pensione per imbarcarsi in un'avventura mostruosa per salvare la loro isola.
 
Monster Summer possiamo catalogarlo tranquillamente tra quei film che scopiazzano dappertutto per finire ad essere un nulla di fatto. Un po Stranger Things, un po i soliti ragazzini in bici che come i Goonies sono curiosi e vedono complotti dove apparentemente non ci sono. Un po quei ragazzini che quando il male arriva gli adulti non riescono a vederlo e captarlo ma loro sì anche se nessuno gli crede. Un po Piccoli Brividi ma senza brivido. Un film d'avventura per ragazzi dove non vedremo mai una goccia di sangue, dove manca la violenza, la paura, c'è sì l'atmosfera ma che non riesce ad essere sostenuta e per questo mai incisiva. Un film dove speravo di vedere i mostri visto l'incipit o l'incidente scatenante iniziale ma invece abbiamo una strega che prende il corpo in prestito di un ciccione in un finale, quello dello scontro, davvero imbarazzante

Troll 2 (2025)


Titolo: Troll 2 (2025)
Regia: Roar Uthaug
Anno: 2025
Paese: Norvegia
Giudizio: 2/5

Quando un nuovo e pericoloso troll si risveglia scatenando devastazione in tutta la Norvegia, i nostri avventurieri Nora, Andreas e il Capitano Kris sono coinvolti nella loro missione più pericolosa di sempre.

Amo i mostri. Non smetterò mai di ripeterlo e di amarli. In qualsiasi formato. I Troll poi li adoro. Quando finalmente i nordici hanno capito che avevano il budget e gli effetti per portarli sul grande schermo si sono dati una svegliata. Ed eccoci noi tutti a godere di ciò perchè ovviamente ne vorremmo sempre di più. TROLL era carino ma distante dai fasti di TROLL HUNTER. Questo sequel ha certamente più coraggio e tira fuori dal cilindro il folklore di quando questi mostri abitavano le terre e di come vennero sopraffatti da un complotto che riportava ad un santo re. Questa parte poteva essere molto interessante ma è stata quasi del tutto ignorata per una narrazione invece dove se da una parte c'è la ricerca del "Graal" del principe perduto dall'altra c'è un troll cattivo e poi nota bene, un troll buono che finiscono per darsele di santa ragione come per strizzare l'occhio a godzilla e kong e altre mostruosità che tutto riescono a fare tranne che convincere.
Troll 2 ha poi quell'ironia nordica che proprio non riesce a far ridere con personaggi che sono delle vere e proprie caricature senza un minimo di estro o speranza che tutto non sia così telefonato e calcolato.

Elixir


Titolo: Elixir
Regia: Kimo Stramboel
Anno: 2025
Paese: Indonesia
Giudizio: 2/5

La trama si sviluppa a partire da un’eredità: non solo economica, ma spirituale, culturale e biologica. Quando il capofamiglia di un’azienda erboristica storica ingerisce un misterioso “jamu” – una pozione tradizionale indonesiana – qualcosa va storto. Il corpo muta, la mente cede, la carne marcisce. E il virus si diffonde. Il villaggio di Wanirejo si trasforma così nel teatro di una lotta disperata per la sopravvivenza.

Elixir ci porta nuovamente in oriente con alcuni paesi che provano a mettere mano sull'horror di genere cercando a loro modo di provarci. Il risultato anche in questo caso è di una mediocrità nelle scelte narrative e nell'esplorazione dei personaggi davvero disarmante che li rende tutti degli stereotipi dove nessuno viene mai caratterizzato in maniera adeguata. Ed è un peccato perchè gli sforzi tecnici dal trucco ai costumi, alle stesse scene d'azione sono abbastanza interessanti e non lesinano il sangue anche se non hanno mai quella brutalità e spietatezza americana o europea.
Qui alla fine sembra sempre tutta una lacrima a danno del sacrificio di qualcuno che si immola per qualcun altro e questa formula come anche per ZIAM, sempre Netflix, dove abbiamo l'epidemia alla base ma con più calci dalla Thailandia ancora una volta dimostra di non portare a casa nulla se non il compitino ma senza avere anima o spessore.

domenica 23 novembre 2025

Dog of God


Titolo: Dog of God
Regia: Lauris e Raitis Abele
Anno: 2025
Paese: Lettonia
Giudizio: 4/5

Il XVII secolo. Un villaggio livone svedese. Tra piogge torrenziali e cieli oscuri, i contadini si ubriacano insieme agli aristocratici che si abbandonano ai piaceri carnali. Nel frattempo, la casta religiosa – con una devozione ipocrita – li esorta a temperare i loro peccati. Quando una reliquia antica scompare, una donna viene accusata di stregoneria, spingendo un lupo mannaro autoproclamato – noto anche come Cane di Dio – a intervenire con un dono davvero singolare: “Le Palle del Diavolo”. La comunità viene subito sconvolta, la follia inizia a calare mentre l’edonismo prende il sopravvento, e il villaggio precipita in un miscuglio di sesso e violenza, dove il desiderio è lasciato libero e la moralità rapidamente dimenticata.
 
Dog of God in concorso al ToHorror è una deliziosa sorpresa lettone d'animazione con il rotoscopio.
Un film complesso politicamente scorretto ambientato nel medioevo. Parla di stregoneria, esseri soprannaturali come il Cane di Dio, streghe, rituali, orge, tutto in una comunità barbaramente composta di bifolchi dove l'ipocrisia appartiene a quasi tutti i membri eccetto poche eccezzioni
Neze la cameriera affascinante che dalle pozioni viene additata come capro espiatorio e vittima sacrificale dal villaggio per quanto sta accadendo; Buckholz il prete e la sua sessualità repressa e il sadico rapporto con il piccolo chirichetto irrequieto e zoppo di Klibis; per finire il barone Klodt che pensa solo a soddisfare i piaceri carnali della moglie
Dog of God si apre con scenari devastanti del cane di Dio in catene che strappa le palle a una creatura per poi farci piombare in questo villaggio dove tutto sembra purulento e senz'anima.
Un contesto storico fantastico che riesce a celebrare il potere duraturo del folklore locale, della rinascita ma anche della lotta contro l'oppressione e la resistenza. Nel finale abbiamo un altro omaggio a Suskind per un cartoon adulto che suggestiona ed attrae ripercorrendo periodi bui della storia, quando l'ignoranza è la carestia finivano per condizionare idee e convinzioni umane, inducendo le genti ad affidarsi a leggende ed eresie rese più credibili dalla superstizione diffusa e dilagante.

Kombucha


Titolo: Kombucha
Regia: Jake Myers
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Un musicista prigioniero di un lavoro da ufficio frustrante deve vedersela con le proprie ambizioni artistiche fallimentari e con la mania (quasi religiosa) che i suoi colleghi hanno per il kombucha, bevanda fermentata che tutti consumano in grandi quantità per ottenere prestazioni professionali al top. Ma il suicidio inspiegabile di un’impiegata svela una mostruosità nascosta…

Anche lui in concorso al ToHorror Kombucha è stata una piacevole sorpresa. Un film semplice nella sua complessità, una comedy horror low budget che tratta politicamente scorretto, orrore cosmico, body horror, invasione di ultracorpi e per finire un'ironia tragicomica. Alla fine anche trattandosi di una divinità pagana si tratta poi di un essere lovecraftiano tenuto in una bolla di vetro e idolatrato dai membri dell'azienda. Kombucha rivela molto bene le sue carte, svelando e lasciando stupore e qualche piccolo colpo di scena. Imbastisce una critica feroce al potere dilagante dell'omologazione in questo caso attraverso una bevanda che ti smuove in tutti i sensi lo stomaco e lo fa senza mai prendersi sul serio, portando a casa un film intenso, intelligente e con un buon ritmo oltre che essere interpretato da un cast che si vede ci ha creduto fino in fondo.

sabato 22 novembre 2025

Jimmy and Stiggs


Titolo: Jimmy and Stiggs
Regia: Joe Begos
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jimmy, filmmaker spiantato, chiama a raccolta il suo vecchio amico Stiggs per reclutarlo nella guerra che ha dichiarato agli alieni che l’avevano rapito e che ora sono tornati a braccarlo. Che sia la verità oppure una costruzione della mente psicotica di Jimmy… sarà una cazzo di carneficina
 
Nel panorama freakshow del ToHorror non poteva mancare uno dei miei registi preferiti dell'attuale panorama horror, il cazzutissimo Joe Begos. Apro e chiudo parentesi sul velo pietoso di Eli Roth che presenta il film dopo che sappiamo tutti essere dalla parte di Israele e questo il direttore del festival ha voluto precisarlo. A parte la parentesi dei due divertentissimi fake trailer Piano Killer e Don’t Go in That House, Bitch! Il film inizia con un Pov per poi alzare l'asticella mostrarci uno sballone che si è appena perso una scopata epica con la sua ex dalle tettone rifatte e tra alcool, canne e cocaina inizia a vedere gli alieni e colpirli con qualsiasi cosa trovi in casa. E' un viaggio nel delirio tutto in chiave fuck per qualsiasi cosa. Come sempre lo stile di Begos è inconfondibile per un film ignorante come quasi tutti i suoi lavori ma così maledettamente intensi e pervasi di un'atmosfera colorata con queste luci al neon che come sempre diventano protagoniste nei suoi film sparaflashando ogni cosa, ogni dettaglio nella stessa casa del regista che diventa la bara di un ambiente acidissimo e pieno di tutto ciò che potrebbe essere definito proibito e proibitivo.
Nel terzo atto poi il film decolla ancora finendo nell'universo complottista fatto di esperimenti alieni, tute spaziali e gore e splatter a manetta finendo nel vero senso della parola per tagliarsi pezzo per pezzo

Deathstalker (2025)


Titolo: Deathstalker (2025)
Regia: Steven Kostanski
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un barbaro si ritrova vittima di una maledizione legata a un talismano magico, che lo trascina in conflitto con un malvagio stregone e un clan di mostruosi assassini.
 
Deathstalker non ha l'ambizione da grimdark fantasy di prendersi sul serio. E' un b movie che punta decisamente all'intrattenimento, all'azione, alle nudità, ad effetti speciali grossolani e goderecci perchè ricordano ancora la voglia di lattice e infine infila dei personaggi caotici dove la testa volante che ride e gracchia ci accompagnerà fino ai titoli di coda.
Visto e adorato al ToHorror in una stanza gremita di fan e nerd e cultisti del cinema di genere, il film di Kostanski che si è voluto regalare questa sorta di omaggio alla trilogia degli anni '80 è un aprezzato remake ad una saga di ignoranza eroica che ha saputo mettersi nella royal fame di quel periodo in cui i fantasy ci credevano pur non avendo i soldi e gli effetti speciali.
Kostanski per me è una di quelle semi divinità dell'horror che già soltanto per quel capolavoro che è stato VOID merita un suo vero e proprio culto. E' uno che si diverte ma allo stesso tempo dimostra di saperci fare con prodotti e idee coraggiose che non strizzano mai l'occhio al mercato o al fan service ma come un buon mestierante persegue la sua politica d'autore facendo in pratica il cazzo che gli pare

Touched by eternity


Titolo: Touched by eternity
Regia: Marcis Lacis
Anno: 2024
Paese: Lettonia
Giudizio: 3/5

Fatso, autoproclamato esperto di cripto valute, è un brontolone di mezza età che spreca le sue giornate con videogiochi e cospirazioni online. Ossessionato dal concetto di vita eterna fin dall'infanzia, Fatso sperimenta varie teorie ciarlatane nella speranza di diventare immortale, nonostante conduca una vita miserabile e solitaria. Un giorno, alla porta della sua roulotte sperduta nel bosco, appaiono Egons e Carlos portando la lieta novella: Fatso è stato prescelto per diventare vampiro, quindi immortale.
 
Al ToHorror ci si chiede se i film sui vampiri sono ancora in grado di dire qualcosa? Chiedetelo ai lettoni.
Il film di Lacis è un film minimale, esistenzialista come sanno essere i signori della notte e ci porta a rave all'interno di fattorie sperdute nelle campagne remote e a insoliti dialoghi all'interno di una roulotte. Praticamente per tutto il tempo ci si chiede se Fatso vuole o non vuole accettare l'idea di poter diventare un vampiro. Vista l'opportunità golosa, il clan sembra non voler e poter accettare un rifiuto. Touched by eternity è un film strano e anomalo, assolutamente inclassificabile che seppur gode di un inizio promettente sembra prendere una piega derivativa rimanendo un esercizio di stile ma senza mai convincere

Jimmy Jaguar


Titolo: Jimmy Jaguar
Regia: Benedek Fliegauf
Anno: 2025
Paese: Ungheria
Giudizio: 2/5

Il film si apre con le riprese dell'interrogatorio di un giovane meccanico, Robert Kiss, noto come Seed. È stato arrestato insieme a un eccentrico poeta locale, Marci Balfi. I due uomini, che non si erano mai incontrati prima, sono stati arrestati dopo aver aggredito un individuo solitario, averlo legato, caricato su una barca e abbandonato alla deriva sul fiume Tibisco. Un'indagine successiva ha rivelato che la loro vittima era un criminale di guerra serbo ricercato, nascosto nei boschi ungheresi. Interrogato, Seed offre una spiegazione improbabile: sia lui che Balfi erano posseduti da un demone di nome Jimmy Jaguar, noto semplicemente come Jagu, che li ha costretti ad agire.
 
Purtroppo non tutto può e deve per forza piacere e convincere al ToHorror. Lo è stato questo strano ibrido ungherese tra i film in concorso strutturato come un mockumentary su presunte credenze marginali in un demone folcloristico si diffonda attraverso una serie di incontri non collegati tra loro, confondendo il confine tra psicosi collettiva e mito costruito. A volte troppe spiegazioni insegnano che non basta cercare di tessere stupore quando poi a livello di ritmo e di immagini non si riesca a voler dire praticamente nulla. Spiace dirlo ma il film è stato di una noia mortale, il più noioso del festival, anzi forse l'unico tra quelli visionati. Fliegauf evita i convenzionali riferimenti di genere anche se a volte sembra che non sappia dove andare a parare inserendo nuove formule che sottraggono enfasi al racconto. Inizialmente concepito come una serie, il film comprende una serie di incontri con individui che affermano di essere stati posseduti dall'inafferrabile demone. Combinando registrazioni investigative, found footage e interviste con testimoni, il film assembla una narrazione frammentaria che ripercorre una serie di presunte possessioni che hanno portato alla formazione di una setta, il cui capo è Balfi, simile a Charles Manson.

Ugly Stepsister


Titolo: Ugly Stepsister
Regia: Emilie Blichfeldt
Anno: Norvegia
Paese: 2025
Giudizio: 4/5

La vedova Rebekka giunge, con le figlie Elvira e Alma, al palazzo del nobile Otto, altrettanto vedovo, per convolare a giuste nozze. Dopo il matrimonio, però, Otto muore improvvisamente, pianto dalla figlia Agnes. A dipartita avvenuta, emerge che Otto era in difficoltà economiche almeno quanto Rebekka (che lo pensava invece benestante) e quindi urge trovare una soluzione. L'idea della donna è quella di dare in sposa Elvira al fascinoso principe Julian, che cerca moglie. Elvira ne è infatuata e legge avidamente le poesie scritte dal giovane principe sperando di diventare la sua consorte.
Per riuscire nello scopo, però, è necessario "abbellire" Elvira attraverso gli interventi del dottor Esthétique e le cure della scuola di galateo di madame Sophie. Nel frattempo, la possibile rivale Agnes, naturalmente bella, viene ridotta al rango di Cenerentola perché non comprometta il piano della sorellastra. Cruciale è il ballo in programma a palazzo, durante il quale il principe sceglierà la sua sposa tra le molte pretendenti.

The Ugly Stepsister è una fiaba di quelle che sarebbero piaciute ai fratelli Grimm. Madre cattiva, la quale cerca di conquistare chiunque abbia dei soldi che siano conti ormai arrivati al capolinea o giovani rampolli pretendenti delle figlie. Cenerentola c'è ma non è la protagonista e questo di per sè è l'elemento più originale della narrazione. A dirla tutta sono tutti così stronzi e ingenui che non c'è neppure un vero e proprio antagonista. Ognuno lotta per il proprio tornaconto. Inutile dire che quella che più pagherà le conseguenze sarà la povera Elvira. Il body horror, il rapporto con il proprio corpo, con quello che siamo disposti a fare a noi stessi per raggiungere un ideale che in realtà si allontana quanto più ci si illude di avvicinarsi a esso, per il semplice fatto che non è reale, non esiste, è un trucco, un escamotage per tenerci al guinzaglio. Infine il verme cosa si è disposti ad ingerire per perdere peso e cosa si sta trasformando dentro e fuori di noi.

Dangerous animals


Titolo: Dangerous animals
Regia: Sean Byrne
Anno: 2025
Paese: Australia
Giudizio: 4/5

Australia. Zephyr è una surfista che, spirito libero, viaggia assolutamente da sola alla ricerca delle onde migliori. Fa casualmente conoscenza con Moses, che ha bisogno dei cavi appositi per mettere in moto la propria auto. Scocca una scintilla, ma dopo una notte appassionata, lo spirito libero di Zephyr prevale e lei sgattaiola via da sola verso la prossima spiaggia. In un parcheggio, però, si imbatte in Tucker, che ha una barca con cui conduce i turisti in mare a vedere gli squali, ma è soprattutto un feroce serial killer che ama filmare belle ragazze divorate dai pescecani. Zephyr viene catturata e portata in alto mare verso un destino avverso che deve cercare di scongiurare
 
Alla fine il concetto è sempre lo stesso. L'uomo fa più paura di ogni squalo o altro essere della terra. La sua natura lo dimostra. In questo caso uno psicopatico che si è scelto quello che lui definirebbe un hobby molto divertente, che gli permette di fare quello che più gli piace e gli porta anche in tasca dei bei quattrini.L'idea di ibridare il popolato sottogenere dei film sugli squali con quello ancor più popolato dei film sui serial killer è interessante e relativamente originale. Zephyr è l'anomalia che Tucker non si aspetta. La final girl che a differenza delle precedenti donne uccise ci tiene a far capire che venderà cara la pelle nonostante tra i due anche a livello fisico ci sia uno squilibrio notevole. Il ritmo della pellicola è invidiabile, funziona su quasi tutti i percorsi che decide di intraprendere e attraversare e Jai Courtney aveva già dimostrato di essere un buon attore ma senza avere il peso del film sulle sue spalle e qui il lavoro è intenso dando una caratterizzazione anche per certi versi originale nel mostrare gli squilibri di un essere solitario che preferisce la compagnia degli squali a quella degli esseri umani

Monkey (2025)


Titolo: Monkey (2025)
Regia: Oz Perkins
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

In soffitta c'è una scimmietta giocattolo un po' misteriosa. Apparteneva al papà dei gemelli Hal e Bill che, da bambini, la ritrovano e ne azionano il meccanismo ruotando la chiave nella schiena. È l'inizio di una serie di morti orribili che distrugge la loro famiglia. Passano 25 anni e il giocattolo maledetto riappare. Ecco una nuova scia di sangue che costringe i due fratelli, ormai separati, a fare i conti con il loro oscuro passato.
 
Oz Perkins è un altro dei registi moderni horror tra i più talentuosi in giro. Finora ho apprezzato e adorato ogni sua opera e anche questo Monkey per quanto esca completamente dai binari a cui l'autore ci ha abituati è davvero una piccola chicca.
Partiamo subito dal fatto che Oz Perkins è diabolico. Nei suoi film non si ride e si sorride mai, non avvengono jump scared, i corpi non esplodono e non ci sono scene trash.
C'è il grottesco, il macabro, la ritualità, il folklore. Per questo Monkey è completamente un'altra cosa, un'opera dove sicuramente Oz si è divertito come pochi. Ricordiamoci che è l'adattamento di un celebre racconto di Stephen King, prodotto da James Wan. Un film quasi chiamato a comporre non suo per quanto concerne la sua politica d'autore. Monkey probabilmente in mano ad un altro candidato non avrebbe dato questo risultato che mi ha fatto ridere e crea alcuni siparietti davvero crudeli da commedia horror splatter fatta su misura.

M3gan 2.0


Titolo: M3gan 2.0
Regia: Gerard Johnstone
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Sono passati due anni dai tragici eventi quando si era scatenata la furia omicida della bambola M3gan prima di essere distrutta. Ora la sua tecnologia viene rubata da una potente azienda, l'Unità Innovazione della Difesa, per creare un'altra bambola ancora più letale, Amelia, che entra subito in azione nel corso di un'operazione sul confine turco-iraniano per liberare uno scienziato che è stato rapito ma poi la situazione va completamente fuori controllo. Ben presto diventa un pericolo numero uno perché è sempre meno disposta a seguire gli ordini degli umani.
Per fermarla deve tornare in azione Gemma, che nel frattempo è diventata una figura di spicco nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale. La donna, che ha un rapporto conflittuale con sua nipote Cady che è intanto cresciuta e tende a disobbedirle spesso, riporta così in vita M3gan, con delle modifiche per renderla più veloce. Viene poi sottoposta a un ferreo addestramento per cercare così di fronteggiare e sconfiggere Amelia.
 
Avevo desritto il primo MEGAN come CHUCKY 2.0 e poi manco a farlo apposta esce il sequel che si chiama proprio M3gan 2.0. Alla fine sempre di upgrade si parla. Qui più sul taglio fantascientifico, le Ai, tanta carne al fuoco per una storia che ho trovato riuscire ad essere più complessa del primo capitolo per alcuni effetti più casalingo mentre qui abbiamo una galleria di personaggi più ampia e anche i plot twist narrativi richiedono più sforzo per una storia desiamente più complessa. Diventa più esplicita la riflessione sulla dipendenza e i pericoli dell'intelligenza artificiale, diventa più articolata la denuncia per alcuni sistemi che non sembriamo ancora di grado di controllare diventando così esplicita così la sua natura più politica che si nasconde dietro il genere e sottolinea come la tecnologia, sfruttata per scopi militari, può sfuggire totalmente al controllo. La resa dei conti finale sembra uscita dai recenti TRON o ALITA dimostrando come il risultato possa stupire e allo stesso tempo risultare molto più violento del previsto anche se con troppa cg. Dall'altra però la leziosità di renderlo così patinato e hi-tech talvolta rovina e stona dove l'esercizio di stile e l'eleganza avrebbero dovuto lasciare il posto a più brutalità e sporcizia visiva