Visualizzazione post con etichetta Horror. Mostra tutti i post
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sabato 29 agosto 2026

Obsession


Titolo: Obsession
Regia: Curry Barker
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 5/5

Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
 
Obsession penso sia uno dei film più belli visti negli ultimi anni.
Mi ha disorientato, fatto riflettere, innervosito, mi ha fatto passare momenti indimenticabili ad attimi di puro terrore e orrore.
Insomma il Cinema. E forse uno degli elementi più clamorosi è che narra una vicenda semplice ma imbastendola e incrinandone ogni singola sequenza e passaggio narrativo.
Ci sono delle scene memorabili e indimenticabili assieme a recitazioni vere e profonde che non risparmiano un lavoro introspettivo e una catarsi eccezionale. Si ride, ci si innamora, si prova dolore, c'è l'orrore e il sangue e in tutto ciò a parte il fatto che sia un'opera prima costata poco di un giovane regista, l'horror ancora una volta spiazza e sta dimostrando di rimanere uno dei generi più interessanti e disturbanti da cui fare leva per metafore sociali e importanti riflessioni come in questo caso le torture psicologiche e fisiche nei rapporti di coppia

Backrooms


Titolo: Backrooms
Regia: Kane Parsons
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Da qualche parte nella Silicon Valley e negli anni Novanta, Clark aveva una moglie e il sogno di fare l'architetto ma il destino ha scelto altrimenti. Non gli resta che andare in analisi a cercare il 'colpevole' dei suoi scacchi. Lo accoglie e lo assiste la dottoressa Mary Kline, un trauma infantile alle spalle e una carriera di analista da 'audio-cassette' motivazionali per raggiungere la felicità e gli obiettivi personali. Clark le ascolta, invano, perché la sua vita è inchiodata a uno showroom di mobili che vende alla televisione vestito da pirata. Una notte, per risolvere l'ennesimo blackout, cerca la causa e trova un passaggio per un mondo parallelo. Al di là del muro uno spazio conduce a un altro spazio e poi corridoi infiniti, scale che non portano a niente e oggetti familiari accatastati o seppelliti come dopo un'apocalisse. Clark vuole esplorarlo e Mary finirà per seguirlo.
 
Il fenomeno della Backrooms era diventato già virale in rete e ha portato in auge il fenomeno dei creepypasta che sta ultimamente diventando oggetto di dibattito e discussione oltre che dal cinema per i costi low budget. L'opera e' un film complesso e minimale, dove i mostri sono ancora una volta manifestazioni della nostra rabbia inespressa o intrappolate in una dimensione poco conosciuta. Spazi larghi, indefiniti e infiniti. Il film funziona molto bene sul piano del thriller psicologico sondando ancora una volta la complessità dell'animo umano. Soprattutto esplora in maniera lucida e coerente la solitudine che diventa uno specchio perfetto di cosa le persone possano vedere e cercare nella realtà parallela delle Backrooms

giovedì 27 agosto 2026

Exit 8


Titolo: Exit 8
Regia: Genki Kawamura
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Un uomo è intrappolato in un corridoio infinito e sterile della metropolitana e cerca di fuggire.
Exit 8 è uno di quei film che ti mettono in scacco dove entri in simbiosi con il protagonista e cerchi di scoprire e fare attenzione a tutti i particolari proprio come lui.

“Non tralasciare le anomalie. Se ne noti una, torna indietro”
A volte una semplice deviazione può portare ad un loop infinito. Mi ha ricordato per certi aspetti un altro film assurdo uscito diversi anni fa che si chiamava SYMBOL.
Anche lì venivano analizzati costrutti assurdi e il protagonista era immerso in una galleria di stranezze in cui doversi destreggiare
Sviluppato da Kotake Create, il titolo è ambientato nei corridoi di una stazione apparentemente normale, ma si scoprirà ben presto essere abitata da presenze maligne chiamate anomalie.
Il compito del giocatore sarà quello di raggiungere l'uscita numero 8, ma per farlo dovrà rispettare tre semplici regole: non fissare le anomalie; se si individua un'anomalia, tornare indietro; se non si individua un'anomalia, andare avanti. Nel caso queste regole non dovessero essere rispettate, si tornerà al punto di partenza.

Keeper (2025)


Titolo: Keeper (2025)
Regia: Oz Perkins
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Liz ha accettato di buon grado di trascorrere un tranquillo weekend con il nuovo fidanzato, Malcolm, di professione dottore, nel suo isolato chalet tra i boschi. La prospettiva è quella di un romantico tête-à-tête, ma le cose sono ben presto scombinate dall'improvvida irruzione del cugino Darren, che si fa vivo senza preavviso con la sua taciturna ragazza, Minka. Arginata la comparsa dei due, rispediti da Malcolm nella casetta vicina, sembra che l'idillio possa riprendere, nonostante la strana insistenza di Malcolm affinché Liz assaggi una torta al cioccolato pur se lei afferma di non gradire, da sempre, il cioccolato.
 
Quando un anno è arricchito da titoli horror sorprendenti, quelli leggermente minori non vengono valorizzati a dovere. Keeper è un film che fa incazzare parecchio perchè colpisce duro e lo fa ai danni delle donne, mischiando in un rituale tremendo passato e presente e proseguendo una maledizione e tradizione che sembra non finire mai.
Oz Perkins partendo da una situazione classica comincia a svelare a suon di misteri tutti quegli eventi anomali e inquietanti che appaiono ad una sempre più dubbiosa Liz senza lasciar presagire la direzione che prenderà il racconto e sfruttando con abilità l'ambientazione claustrofobica e le stranezze che vengono di volta in volta introdotte in quella che cerca di sembrare una situazione normale, ma alla fine non lo è per niente. Le creature finali e il rituale dell'eletta, la misteriosa comparsa di Minka, lo strano segreto di Malcom e Darren successo secoli prima e dove ancora una volta vediamo un doloroso passaggio su una strega atipica.

Empty Man


Titolo: Empty Man
Regia: David Prior
Anno: 2020
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Sulle tracce di una ragazza scomparsa, un ex poliziotto incontra un gruppo segreto che tenta di evocare una terrificante entità soprannaturale.
 
Empty Man è un film con un forte potenziale che purtroppo viene vanificato dal voler dire troppo cercando e assumendosi la presunzione di essere originale. E' diviso in tre parti ben divise e diverse l'una dall'altra dove forse la migliore sono proprio quei venti minuti iniziali e la statua che viene trovata all'interno di una spaccatura montuosa.
Quella scena mi ha ricordato solo per qualche breve istante NOMADS un film che ho adorato, ancora troppo poco conosciuto per il contributo che ha avuto e che dovrebbe essergli riconosciuto. Poi abbiamo un teen horror soprannaturale e infine la parte complottista dove conosciamo questa setta che adora appunto il titolo del film. Però proprio questo distacco netto, questo cercare di diventare sempre qualcos'altro alla fine diventa il punto cruciale e il difetto più evidente della pellicola. Un peccato perchè di scene molto belle c'è ne sono tante, ma davvero belle, è tante tematiche come anche la setta finale sono interessanti e possono sempre rivelarsi potenti contenitori di idee ancora inespresse o con spunti originali

Widow's bay-Season 1


Titolo: Widow's bay-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 10
Stagione: 1
Giudizio: 4/5

A Widow's Bay, una piccola cittadina insulare del New England, gli abitanti convivono con una misteriosa maledizione che sembra attirare sull'isola ogni genere di fenomeno soprannaturale. Mentre cerca di mantenere l'ordine e proteggere la comunità, il sindaco Tom Loftis dovrà fare i conti con antiche leggende, segreti locali e minacce sempre più imprevedibili
 
Widow's bay è una serie che prova a dire la sua in maniera fresca ed efficace.
Sceglie l'horror ma non fa mai paura, ha un'atmosfera interessante come tutte le isole sperdute e difficili da raggiungere. Crea una sorta di trama generale ma poi alcuni episodi sono completamente assestanti come se gli sceneggiatori volessero approfondire alcuni temi o personaggi staccandosi dalla storia. Ha tanti colpi di scena ma decide e lo fa in maniera saggia non prendendosi mai sul serio
ll New England rimane un ricco folklore locale: Widow's Bay prende un'aspirante località di villeggiatura, ci fa scendere una fitta nebbia tossica e la trasforma in una casa degli orrori extra-large. Inserisce specie di non morti, serial killer mascherati, streghe, maledizioni, alberghi che sembrano ghost house. La creatrice Katie Dippold misura perfettamente la commedia e l'horror, dando un senso persino all'inevitabile teenager lamentoso; era tanto tempo che una serie non si prestava così profondamente alle teorie e alla ricerca minuziosa di indizi ed easter egg.

She love blossoms more


Titolo: She love blossoms more
Regia: Yannis Veslemes
Anno: 2024
Paese: Grecia
Giudizio: 4/5

Nella speranza di riportare in vita la madre deceduta, tre fratelli costruiscono una macchina del tempo e intraprendono un viaggio decadente e bizzarro nel tentativo di raggiungere il loro folle obiettivo.
 
"La mia formazione come compositore mi ha insegnato che il cinema narrativo a volte soffre il dominio del racconto. La musica può essere astratta, non lineare, rumorosa e comunque emotiva.
Se te la senti di approcciare la drammaturgia con una bussola musicale, qualcosa di magico potrebbe accadere, incidenti felici, crepe nella banalità della finzione.
Abbiamo cercato di costruire un intero mondo di fantasia condensato in una casa di famiglia e i suoi dintorni. Immagino che possiate collocare voi stessi in questa casa, spiare questa famiglia e persino divertirvi con la loro sofferenza. Suona crudele, ma i film esistono anche per quello. Gioia e lutto paiono la stessa cosa in questo mondo."
Il film di Veslemes è un racconto fuori dal comune con una fotografia che mi ha ricordato Bertrand Mandico. E' uno sci-fi anomalo dove tre fratelli passano tutto il loro tempo in questa casa d'epoca enorme e bizzarra dove vengono amici a portare droghe e ragazze a condividere attimi di piacere. Ma la cosa assurda è come funziona questa macchina del tempo, cosa fa uscire fuori, come si comporta con i corpi umani e quelli animali, quali multi versi cerca di accostare e come il tutto venga raccontato con una naturalezza spaventosa anche quando dal mobile di casa, perchè la macchina è proprio lì dentro, sembrano uscire veri e propri abomini ma che non debbano per forza a differenza di altri film essere cattivi o cercare una vendetta

Chompy and the Girl


Titolo: Chompy and the Girl
Regia: Skye Braband
Anno: 2021
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jackson è una ragazza problematica, trascurata dalla madre single, drogata e sempre più depressa, tanto da arrivare a tentare il suicidio. Una sera decide di incontrare il padre - Sam - che è all'oscuro della sua esistenza in quanto nata da una relazione occasionale con una studentessa del college. Scopre così che anche il genitore ha una vita tormentata, a causa di un matrimonio infelice. I loro problemi però sono destinati ad aumentare quando s'imbattono in un uomo dalla bocca mostruosamente enorme che divora, letteralmente, una bambina.
 
Diciamo la verità. Se non fosse per la scena dove l'uomo spalanca e allarga la bocca ingoiando una bambina il film non sarebbe mai diventato virale soprattutto nei reels dei vari social.
Il metterci poi un pretesto fantascientifico dove creature aliene si combattono per evitare che l'umanità venga sopraffatta dai cloni è tanto di già visto in altri film.
Chompy è un indie low budget dove tutto passa in secondo piano dalla recitazione alle scene d'azione (già definirle così è una sorta di eufemismo).
Sam è il personaggio più convincente o meglio l'unico che sembra saper recitare e personaggi come lo spaccino e la caratterizzazione di Jackson e la bimba potevano venir espresse meglio

mercoledì 26 agosto 2026

Send Help


Titolo: Send Help
Regia: Sam Raimi
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Linda Liddle è una donna che vive sola con il proprio uccellino, ma il CEO dell'azienda ha riconosciuto le sue doti e la ha promesso una promozione. Purtroppo l'uomo è poi morto ed è stato sostituito dal figlio Bradley, che preferirebbe di gran lunga promuovere il suo compagno di confraternita, un giovane rampante che si appropria del lavoro di Linda, ma che sa presentarsi molto bene. Linda invece cura poco il suo aspetto e questa sciatteria la rende sgradevole al superficiale Bradley, che comunque la vuole su un aereo privato per sfruttare ancora una volta le sue doti matematiche. Qui Linda viene nuovamente umiliata da Bradley e dai suoi "bros", ma un incidente finirà per far precipitare lei e Bradley su un'isola deserta. La preparazione della donna, che sogna da anni di diventare una concorrente dello show "Survivor", si rivela molto preziosa arrivando a ribaltare il rapporto di potere tra lei e il suo capo.
 
Un survivor movie, un thriller psicologico, un revenge movie e un torture porn con sprazzi di splatter e gore e scene tutt'altro che già viste. Divertente, a tratti adrenalinico, con tutta una serie di citazioni del passato e contemporanee interessanti nel mostrare metafore di potere e come possano essere stravolte nel giro di un volo aereo.
Sam Raimi, regista che ho sempre venerato ma forse un pò acciaccato, confeziona un lavoro poco più che ordinario con “Send Help” e non riesce a tornare ai livelli del suo passato, il cui ultimo esempio di buon cinema resta DRAG ME TO HELL del 2009, cioè più di tre lustri fa.
Forse perchè una specie di gioco a rincorrersi nella satira Send Help non è un horror e proprio per questo non riesce ad essere impattante come avrebbe potuto.
Send Help è probabilmente un film per quelli che una volta si chiamavano boomer (e i boomer sono forse gli unici che usano ancora la parola boomer), nostalgici innamorati di Raimi e del suo B-Cinema povero e apparentemente libero e diciamo che, obiettivamente e sinceramente parlando, questo film mi è piaciucchiato il giusto, tra accenni di imbarazzo e qualche sparuto sbadiglio.

Cold Storage


Titolo: Cold Storage
Regia: Johnny Campbell
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Quando un fungo estremamente pericoloso fuoriesce da un laboratorio segreto, un ex agente bioterroristico viene richiamato in azione. Insieme a due giovani dipendenti, deve affrontare una minaccia invisibile e fuori controllo.

Innocua horror comedy in stile anni Ottanta con funghi alieni sbarcati sulla Terra su rottami di uno spacelab. Ottimo inizio che fa pregustare un mix tra Andromeda, Blob e Last of us con suggestioni da O'Bannon ma alla fine il godimento è limitato, anche a causa di una parte centrale che andava sforbiciata. Poco aggiungono Liam Neeson e Vanessa Redgrave, alle prese con gli acciacchi dell'età. Gli effetti sono artigianali ma non disdegnano l'aiutino della CGI, fatta male (i topi, i cervi).
Alla fine resta l'impressione di un'occasione mancata.
La micopoiesi ridà al B-comedysplatter 80's ciò che gli compete: tecnoparanoia, C4 di macinato che tutto pitta, piste nere d'umorismo ove ballare verdescenti il matango col bannoniano casqué. Cognomen omen, Campbell ritenta il colpo grosso del delirio bio-pop, in un'impura mutogenia di sci-fi acidula, bodysnatching undercomix e grotesque da finis civitàs, ecopanico, sarcasmo corporativo, disordine punk e slimepocalisse. Divertimento terminale da horror burlone e compagnone evil-free:se non avete chiesto tripia razione al banco della sospensione dell'incredulità lasciate stare.

Bone Keeper


Titolo: Bone Keeper
Regia: Howard J. Ford
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Sei giovani amici indagano su casi di persone scomparse in un remoto sistema di grotte, ignari di essere perseguitati da un'antica creatura in agguato negli abissi.
 
Quando uno adora i mostri in tutte le loro forme e variabili arriva spesso a finire di vedere anche film trash o di serie Z. Una volta avevo lo stomaco e la necessità di non perderne nemmeno uno adesso faccio fatica ma alcuni li guardo lo stesso.
Orrore cosmico, mostri da un'altra realtà che arrivano sulla terra millenni fa e si nascondono nelle grotte di uno sconosciuto posto in quel dì a stelle e strisce. Diciamo che l'interludio è quanto di più banale possa presentarsi dove però attenzione, si va indietro nei secoli è c'è un agghiacciante scena di una famiglia di uomini preistorici dove il padre di famiglia viene ucciso da questi tentacoli e trasportato nelle profondità della grotta.
Il film poi è telefonato con questo gruppo di giovani dove una ha perso la madre e il nonno nella grotta e vorrebbe capire cos'è successo. Intorno a lei degli amici tra cui una biologa che cercherà di analizzare la bava del mostro. Devo dire che l'aver utilizzato Ai a mani basse per tutte le scene della creatura da un lato è un limite potente dall'altro una realtà inequivocabile per questi film a basso budget. Il film rimane comunque ai limiti dell'inguardabile nonostante nel finale abbiano messo davvero di tutto cercando di renderlo appetibile

Devil's Mouth


Titolo: Devil's Mouth
Regia: Jeff Wadlow
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

L'avventura in Thailandia di un gruppo di amici del college diventa mortale quando rimangono intrappolati in caverne sommerse con un pericoloso predatore
 
L'ennesimo shark movie di cui non c'era bisogno. Qui vengono spesi pure un pò di soldini perlomeno per la bella location. La scena più interessante è quando la protagonista viene attaccata da un branco di meduse dopo che gli amici nello yatch sono ripartiti dimenticandosi di lei in mare. Per il resto il film parla di questa grotta con i denti del diavolo dove dimora uno squalo d'acqua dolce divincolato dall'oceano e finito lì in mezzo a procacciarsi il cibo. Un film banale dove anche le caratterizzazioni dei personaggi a parte forse Sara e Max, le due super amiche, potevano permettersi di regalare qualcosa di più. Invece è sempre la solita solfa. Un altro particolare da menzionare e quando lo squalo finisce intrappolato più e più volte con la testa in mezzo alle caverne e se uno squalo non si muove muore in poco tempo

venerdì 24 luglio 2026

Passengers


Titolo: Passengers
Regia: Andre Ovredal
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.

Passengers in una ricca annata horror è un peccato che non riesca ad andare a fondo come hanno provato altri suoi coetanei in parte riuscendoci. Dimostra un coraggio iniziale che poi piano piano va scemando soprattutto nel secondo tempo quando al monaco infernale viene dato troppo peso palesandolo più del dovuto per finire in un climax disastroso e parlo della chiesetta nascosta dove avverrà lo scontro finale davvero pessimo e ingiusto nei confronti di quanto il film aveva cercato di creare nel primo atto con una bella atmosfera. L'idea del road movie, del folkore, di questa leggenda del demone che maledice i viaggiatori erano punti decisamente d'interesse ma sfruttati male.
Andre Ovredal è un regista di cui ho un'enorme stima e che ha saputo dimostrare più volte il suo talento soprattutto con progetti particolari come era stato a suo tempo TROLL HUNTER. Passengers non è un film da bocciare a priori ma è un film scritto di fretta dove tutta la bella struttura narrativa e archetipica creata nel primo atto con questo camper che scopre territori inesplorati e sembra entrare in un mood orrorifico prendendo la piega e sterzando verso l'action più frenetico soprattutto da quando i nostri due fanno l'ingresso presso il circolo dei camperisti.
Anche l'allusione religiosa a San Cristoforo, protettore dei viaggiatori, che durante il cammino di Santiago abbia conosciuto questo monaco che in realtà era un demone diventandone la sua antitesi poteva e andava un minimo spiegata meglio

Undertone


Titolo: Undertone
Regia: Ian Tuason
Anno: 2025
Paese: Canada
Giudizio: 4/5

La conduttrice di un popolare podcast sul paranormale viene perseguitata da terrificanti registrazioni che le vengono misteriosamente inviate.
 
Undertone è un horror di paura a differenza di molti altri che provano ad essere spaventosi e disgustosi. Parla di solitudine, di depressione, di noia, di spazi angusti e soprattutto mette al centro un podcast così giusto per riuscire a rendere ancora più insidiosa l'azione e l'evolversi della storia.
Questo 2026 è stato favoloso per l'horror, per le opere prime (come queste ma presto ne arriveranno altre), per i low budget (tutto il film è stato girato nella casa dei genitori del regista) e per quello che stanno facendo al botteghino per cui speriamo che presto ne arrivino molti altri.
Undertone non ha mostri, non ha nulla che si manifesta ma invece tutto è dato da pensare, lasciato all'immaginazione o alla silhouette di una madre malata che si potrebbe pensare attacchi la propria figlia di notte. E' un film di atmosfera dove Tuason sa dove e come piazzare la mdp e lo fa rendendo ogni angolo della casa un possibile pericolo dove spossa nascondersi il male.
Anche in questo caso si tratta di una demone, le cui origini risalgono all’antica Mesopotamia, di nome Abyzou, che ammazza i neonati o le donne incinte. Lo percepiamo dai podcast, da quelle dieci registrazioni che rendono sempre tutto più inquietante l'aspetto narrativo dove le voci e i rumori sinistri acellerano la discesa all'inferno di Evy e del suo amico Justin

Hokum


Titolo: Hokum
Regia: Damian McCarthy
Paese: Irlanda
Anno: 2026
Giudizio: 3/5

Quando lo scrittore Ohm Bauman arriva in un remoto hotel nel cuore dell'Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori - che proprio lì avevano trascorso la loro luna di miele - quello che dovrebbe essere un semplice viaggio di commiato si trasforma rapidamente in un incubo. L'albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il personale - all'apparenza attento e professionale - sembra voler nascondere qualcosa. Cosa si cela dietro quella porta? Tra traumi passati e presenze oscure, il malcapitato sarà costretto a fare i conti con verità che ha cercato di seppellire per tutta la vita - e con ciò che quella stanza, dopo anni di silenzio, sembra finalmente pronta a rivelare.

Ultimamente negli horror si sta approfondendo sempre di più l'analisi di protagonisti/e sempre più indeboliti e fragili, tormentati dalle loro sofferenze e dai sensi di colpa. Sembra quasi che queste stesse caratteristiche scelgano i protagonisti come vittime sacrificali e capri espiatori per la rivincita del Male. McCarthy, irlandese, lo aveva già dimostrato e qui allarga l'analisi e la riflessione in un film pauroso ma complesso e non sempre con una soluzione facile dove tragedia personale e soprannaturale condividono lo stesso luogo ma relegati su piani diversi.
CAVEAT, ODDITY, sono film molto particolari, singolari oserei definire, dando un senso diverso all'atmosfera orrorifica messa in scena dall'autore e che trova una sua politica d'autore ormai sempre più convincente.
Abbiamo fantasmi, streghe, apparizioni e infine persone tremende che uccidono e nascondono i corpi. I morti, nel cinema di McCarthy, sono l'espressione tangibile di una ricerca di pace e giustizia. La madre di Ohm, un nome veramente assurdo, non lo perseguita per tormentarlo, ma per costringerlo a guardare in faccia il proprio dolore e superarlo, strappandolo all'incubo per restituirlo al reale. Ed è proprio per questo e spiegata l'indole cinica del protagonista, il suo volersi nascondere dalla realtà e vivere nelle storie horror che lo perseguitano

sabato 18 luglio 2026

Mummia (2026)


Titolo: Mummia (2026)
Regia: Lee Cronin
Paese: Usa
Anno: 2026
Giudizio: 4/5

La famiglia di Charlie Cannon, corrispondente per un canale di news americano, si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago. Irriconoscibile nell'aspetto e nel comportamento, viene riaccolta in famiglia, ma ben presto avvengono strani incidenti.

La Mummia di Lee Cronin è forse uno dei film più disgustosi in senso buono per gli amanti dell'horror degli ultimi anni. Un film che mi aspettavo sotto tono e banale quando invece porta e sviscera diverse tematiche tra cui i rituali sui bambini, il sacrificio, la tortura, il tormento e infine la disperazione e la vendetta. Un film dove forse proprio lo spunto narrativo è stato quello più originale distaccandosi in maniera netta da tutti i film finora proposti sul genere e sulla figura della Mummia, perchè a parte il titolo in realtà il film parla di tutt'altro. Mi ha colpito e lo ha fatto in maniera dura su questa vhs che a differenza di molti altri film farà paura sul serio più di quello che in realtà Katie mostrerà e metterà in atto una volta tornata nella propria casa. Il disgusto nasce soprattutto nel come viene inscenato il body horror con scene a tratti portate ai massimi eccessi e dimostrando ancora una volta come il talento di Cronin e una storia che soprattutto nella prima parte regala il suo massimo narrativo diventa uno dei fattori più sorprendenti per un film che ho paura possa non piacere alla maggior parte del pubblico che magari si aspettavano tutt'altro film e storia ma quando invece per fortuna è stato tirato fuori dal cilindro un misto che sembra strizzare l'occhio a Raimi e Friedkin con l'aggiunta di Alvarez

Al progredire della notte


Titolo: Al progredire della notte
Regia: Davide Montecchi
Paese: Italia
Anno: 2025
Giudizio: 3/5

Claudia è una ragazza che, a causa di una madre piuttosto apprensiva e invadente, ha perso fiducia in sé stessa. Si fida solo di Lodovico il quale la invita a misurarsi con un corso di sopravvivenza. Per fare ciò affitta una stanza in una casa ai margini del bosco dove si terrà la prova. La proprietaria si dimostra tanto gentile quanto 'strana' invitandola a sperimentare la metafonia, cioè la comunicazione con i trapassati.

Il secondo lungometraggio di Montecchi si inserisce in maniera interessante nel panorama horror italico ormai sempre più in carenza di opere interessanti e che vogliano scommettere su qualcosa di nuovo. Lo fa da un lato strizzando l'occhio a vecchi autori e firme del nostro cinema italiano con alcuni riferimenti per quanto concerne la passeggiata notturna di Claudia e alcune atmosfere nella casa. Trasforma la materia narrativa con alcuni processi cronemberghiani se pensiamo come viene concepita e strutturata la radio e infine crea un'affascinante fiaba dark dalle tinte horror e grottesche, che guarda al passato per raccontare tematiche contemporanee con una protagonista che dalla timidezza iniziale crescerà fino al climax finale dimostrando di saper mettere da parte i fantasmi e le costrizioni che la vedono succube del compagno e della madre. Pur non provando mai a fare realmente paura riesce a creare un'atmosfera dove Letizia e Claudia prima si studiano per poi prendersi le dovute misure e distanze prima dello scontro finale. Deformità, sette, frequenze che collegano con i morti, iniziazioni, rituali, seppur in forma limitata tutti gli elementi riescono a intrecciarsi bene per confezionare una delle opere migliori del nostro cinema di genere

Ti uccideranno


Titolo: Ti uccideranno
Regia: Kirill Sokorov
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, riservata e silenziosa, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti, come se tutti sapessero qualcosa che nessuno vuole rivelare. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi
 
Ti uccideranno è un film horror d'azione tamarro e ignorante che riesce a fare il suo mettendo da parte inutili spiegazioni ma puntando tutto su una sorta di revenge movie che mischia tanto la location da CONTINENTAL, JOHN WICK e tanto altro per le scene d'azione formidabili e per aver mischiato tutto in campo esoterico con la matrice di stampo satanista dove però non si prende mai sul serio. Cadono teste, i cattivi per una sorta di patto con Satana non possono morire, il leader è rinchiuso in una stanza segreta con la testa di porco. E poi c'è lei, la giovane Asia che ancora non ha trovato un luogo sicuro nel mondo e sembrerebbe volerlo fare proprio nel grattacielo se non fosse che in realtà l'obbiettivo è ben altro ma non voglio fare spoiler. Scoprirà fin da subito di come all'interno succedano cose orrende e assurde e la testa di porco per continuare a mandare avanti la maledizione esige un tributo. La trama è ridotta all'osso e quando prova a inserire una sotto trama ne esce qualcosa di ridicolo (tutta la vicenda tra Lily e Ray) ma il film è divertimento puro con tantissimo sangue e scene splatter

Deep Water (2026)


Titolo: Deep Water (2026)
Regia: Renny Harlin
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un gruppo di passeggeri internazionali in rotta da Los Angeles a Shanghai è costretto a un atterraggio di emergenza in acque infestate dagli squali. Ora devono collaborare nella speranza di superare la furia degli squali attratti dal relitto.

Deep Water pensavo fosse un b movie nel multiverso degli shark movie quando invece è un drammone solo a tratti indigesto ma con diversi elementi perlomeno non così telefonati e scontati come ci si poteva credere.
Perchè in fondo di personaggi che forse non ti aspetti che muoiano c'è ne sono più di uno. E ognuno di loro sembra dover pagare una sorta di contrappasso per quello che ha fatto e per le colpe che si porta dietro (banalmente i due genitori che decidono di andare a farsi una sveltina in bagno lasciando scoperti i loro figli).
Deep Water parla di come di fronte ad alcune tragedie la gente scelga se fare schifo per puro egoismo o dimostrare di possedere dei valori dimostrando un minimo di empatia e senso di civiltà per il prossimo.
Ci sono alcuni momenti davvero assurdi come quando lo squalo prende al volo un soccorritore facendo crollare un elicottero d'emergenza o di quanto si potesse spendere un minimo di più per gli effetti in cg degli squali senza magari dover chiamare Aaron Eckart o Ben Kingsley che sinceramente non avevano tutti questi perchè all'interno del film.

mercoledì 1 aprile 2026

Queens of the dead


Titolo: Queens of the dead
Regia: Tina Romero
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Hanno tacchi altissimi, abiti scollati, dorati o di raso bianco o coloratissimi, tanti lustrini, i capelli cotonati e arricciati e il volto perfettamente truccato: sono le drag queen che, scritturate da Dre, si esibiscono in un capannone di Brooklyn la notte in cui dilaga in città un'epidemia di zombie. E con loro lesbiche, gay, transgender, party girls e gruppi di ragazzi, bianchi, black, latini e orientali tutti uniti a contrastare i traballanti non morti. Che, a loro volta, non sono cattivi, ma solo affamati.

Tina Romero gira un film di zombie con le drag queen ed è pensate un pò bene la figlia di George Romero. E riporta al cinema gli zombie lenti e ignoranti di suo padre. Quelli che non cercano trame contorte, corrono, si ritrasformano, prendono coscienza o vie del genere ma semplicemente sono figli di un epidemia e sono delle caricature finendo per essere anche a tratti comici.
Il film Lgbt è una provocazione ironica politicamente scorretta che parla di diseguaglianze sociali, crisi identitarie e spirito libero. Bisogna credere in quello che si vuol essere sembra la log line del film. E’ divertente, ironico, grottesco per alcuni aspetti splatter e pieno di prove attoriali deliziose.
E’ una commedia horror volutamente e dichiaratamente provocatoria che riesce se non altro a uscire dai soliti clichè almeno per quanto concerne la galleria di personaggi e tematiche coinvolte.
C’è soprattutto la battaglia finale da vero survivor dove le nostre paladine si armano con quello che riescono a trovare in un capannone per le feste a tema.