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venerdì 24 luglio 2026

Passengers


Titolo: Passengers
Regia: Andre Ovredal
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.

Passengers in una ricca annata horror è un peccato che non riesca ad andare a fondo come hanno provato altri suoi coetanei in parte riuscendoci. Dimostra un coraggio iniziale che poi piano piano va scemando soprattutto nel secondo tempo quando al monaco infernale viene dato troppo peso palesandolo più del dovuto per finire in un climax disastroso e parlo della chiesetta nascosta dove avverrà lo scontro finale davvero pessimo e ingiusto nei confronti di quanto il film aveva cercato di creare nel primo atto con una bella atmosfera. L'idea del road movie, del folkore, di questa leggenda del demone che maledice i viaggiatori erano punti decisamente d'interesse ma sfruttati male.
Andre Ovredal è un regista di cui ho un'enorme stima e che ha saputo dimostrare più volte il suo talento soprattutto con progetti particolari come era stato a suo tempo TROLL HUNTER. Passengers non è un film da bocciare a priori ma è un film scritto di fretta dove tutta la bella struttura narrativa e archetipica creata nel primo atto con questo camper che scopre territori inesplorati e sembra entrare in un mood orrorifico prendendo la piega e sterzando verso l'action più frenetico soprattutto da quando i nostri due fanno l'ingresso presso il circolo dei camperisti.
Anche l'allusione religiosa a San Cristoforo, protettore dei viaggiatori, che durante il cammino di Santiago abbia conosciuto questo monaco che in realtà era un demone diventandone la sua antitesi poteva e andava un minimo spiegata meglio

Undertone


Titolo: Undertone
Regia: Ian Tuason
Anno: 2025
Paese: Canada
Giudizio: 4/5

La conduttrice di un popolare podcast sul paranormale viene perseguitata da terrificanti registrazioni che le vengono misteriosamente inviate.
 
Undertone è un horror di paura a differenza di molti altri che provano ad essere spaventosi e disgustosi. Parla di solitudine, di depressione, di noia, di spazi angusti e soprattutto mette al centro un podcast così giusto per riuscire a rendere ancora più insidiosa l'azione e l'evolversi della storia.
Questo 2026 è stato favoloso per l'horror, per le opere prime (come queste ma presto ne arriveranno altre), per i low budget (tutto il film è stato girato nella casa dei genitori del regista) e per quello che stanno facendo al botteghino per cui speriamo che presto ne arrivino molti altri.
Undertone non ha mostri, non ha nulla che si manifesta ma invece tutto è dato da pensare, lasciato all'immaginazione o alla silhouette di una madre malata che si potrebbe pensare attacchi la propria figlia di notte. E' un film di atmosfera dove Tuason sa dove e come piazzare la mdp e lo fa rendendo ogni angolo della casa un possibile pericolo dove spossa nascondersi il male.
Anche in questo caso si tratta di una demone, le cui origini risalgono all’antica Mesopotamia, di nome Abyzou, che ammazza i neonati o le donne incinte. Lo percepiamo dai podcast, da quelle dieci registrazioni che rendono sempre tutto più inquietante l'aspetto narrativo dove le voci e i rumori sinistri acellerano la discesa all'inferno di Evy e del suo amico Justin

Hokum


Titolo: Hokum
Regia: Damian McCarthy
Paese: Irlanda
Anno: 2026
Giudizio: 3/5

Quando lo scrittore Ohm Bauman arriva in un remoto hotel nel cuore dell'Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori - che proprio lì avevano trascorso la loro luna di miele - quello che dovrebbe essere un semplice viaggio di commiato si trasforma rapidamente in un incubo. L'albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il personale - all'apparenza attento e professionale - sembra voler nascondere qualcosa. Cosa si cela dietro quella porta? Tra traumi passati e presenze oscure, il malcapitato sarà costretto a fare i conti con verità che ha cercato di seppellire per tutta la vita - e con ciò che quella stanza, dopo anni di silenzio, sembra finalmente pronta a rivelare.

Ultimamente negli horror si sta approfondendo sempre di più l'analisi di protagonisti/e sempre più indeboliti e fragili, tormentati dalle loro sofferenze e dai sensi di colpa. Sembra quasi che queste stesse caratteristiche scelgano i protagonisti come vittime sacrificali e capri espiatori per la rivincita del Male. McCarthy, irlandese, lo aveva già dimostrato e qui allarga l'analisi e la riflessione in un film pauroso ma complesso e non sempre con una soluzione facile dove tragedia personale e soprannaturale condividono lo stesso luogo ma relegati su piani diversi.
CAVEAT, ODDITY, sono film molto particolari, singolari oserei definire, dando un senso diverso all'atmosfera orrorifica messa in scena dall'autore e che trova una sua politica d'autore ormai sempre più convincente.
Abbiamo fantasmi, streghe, apparizioni e infine persone tremende che uccidono e nascondono i corpi. I morti, nel cinema di McCarthy, sono l'espressione tangibile di una ricerca di pace e giustizia. La madre di Ohm, un nome veramente assurdo, non lo perseguita per tormentarlo, ma per costringerlo a guardare in faccia il proprio dolore e superarlo, strappandolo all'incubo per restituirlo al reale. Ed è proprio per questo e spiegata l'indole cinica del protagonista, il suo volersi nascondere dalla realtà e vivere nelle storie horror che lo perseguitano

sabato 18 luglio 2026

Mummia (2026)


Titolo: Mummia (2026)
Regia: Lee Cronin
Paese: Usa
Anno: 2026
Giudizio: 4/5

La famiglia di Charlie Cannon, corrispondente per un canale di news americano, si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago. Irriconoscibile nell'aspetto e nel comportamento, viene riaccolta in famiglia, ma ben presto avvengono strani incidenti.

La Mummia di Lee Cronin è forse uno dei film più disgustosi in senso buono per gli amanti dell'horror degli ultimi anni. Un film che mi aspettavo sotto tono e banale quando invece porta e sviscera diverse tematiche tra cui i rituali sui bambini, il sacrificio, la tortura, il tormento e infine la disperazione e la vendetta. Un film dove forse proprio lo spunto narrativo è stato quello più originale distaccandosi in maniera netta da tutti i film finora proposti sul genere e sulla figura della Mummia, perchè a parte il titolo in realtà il film parla di tutt'altro. Mi ha colpito e lo ha fatto in maniera dura su questa vhs che a differenza di molti altri film farà paura sul serio più di quello che in realtà Katie mostrerà e metterà in atto una volta tornata nella propria casa. Il disgusto nasce soprattutto nel come viene inscenato il body horror con scene a tratti portate ai massimi eccessi e dimostrando ancora una volta come il talento di Cronin e una storia che soprattutto nella prima parte regala il suo massimo narrativo diventa uno dei fattori più sorprendenti per un film che ho paura possa non piacere alla maggior parte del pubblico che magari si aspettavano tutt'altro film e storia ma quando invece per fortuna è stato tirato fuori dal cilindro un misto che sembra strizzare l'occhio a Raimi e Friedkin con l'aggiunta di Alvarez

Al progredire della notte


Titolo: Al progredire della notte
Regia: Davide Montecchi
Paese: Italia
Anno: 2025
Giudizio: 3/5

Claudia è una ragazza che, a causa di una madre piuttosto apprensiva e invadente, ha perso fiducia in sé stessa. Si fida solo di Lodovico il quale la invita a misurarsi con un corso di sopravvivenza. Per fare ciò affitta una stanza in una casa ai margini del bosco dove si terrà la prova. La proprietaria si dimostra tanto gentile quanto 'strana' invitandola a sperimentare la metafonia, cioè la comunicazione con i trapassati.

Il secondo lungometraggio di Montecchi si inserisce in maniera interessante nel panorama horror italico ormai sempre più in carenza di opere interessanti e che vogliano scommettere su qualcosa di nuovo. Lo fa da un lato strizzando l'occhio a vecchi autori e firme del nostro cinema italiano con alcuni riferimenti per quanto concerne la passeggiata notturna di Claudia e alcune atmosfere nella casa. Trasforma la materia narrativa con alcuni processi cronemberghiani se pensiamo come viene concepita e strutturata la radio e infine crea un'affascinante fiaba dark dalle tinte horror e grottesche, che guarda al passato per raccontare tematiche contemporanee con una protagonista che dalla timidezza iniziale crescerà fino al climax finale dimostrando di saper mettere da parte i fantasmi e le costrizioni che la vedono succube del compagno e della madre. Pur non provando mai a fare realmente paura riesce a creare un'atmosfera dove Letizia e Claudia prima si studiano per poi prendersi le dovute misure e distanze prima dello scontro finale. Deformità, sette, frequenze che collegano con i morti, iniziazioni, rituali, seppur in forma limitata tutti gli elementi riescono a intrecciarsi bene per confezionare una delle opere migliori del nostro cinema di genere

Ti uccideranno


Titolo: Ti uccideranno
Regia: Kirill Sokorov
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, riservata e silenziosa, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti, come se tutti sapessero qualcosa che nessuno vuole rivelare. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi
 
Ti uccideranno è un film horror d'azione tamarro e ignorante che riesce a fare il suo mettendo da parte inutili spiegazioni ma puntando tutto su una sorta di revenge movie che mischia tanto la location da CONTINENTAL, JOHN WICK e tanto altro per le scene d'azione formidabili e per aver mischiato tutto in campo esoterico con la matrice di stampo satanista dove però non si prende mai sul serio. Cadono teste, i cattivi per una sorta di patto con Satana non possono morire, il leader è rinchiuso in una stanza segreta con la testa di porco. E poi c'è lei, la giovane Asia che ancora non ha trovato un luogo sicuro nel mondo e sembrerebbe volerlo fare proprio nel grattacielo se non fosse che in realtà l'obbiettivo è ben altro ma non voglio fare spoiler. Scoprirà fin da subito di come all'interno succedano cose orrende e assurde e la testa di porco per continuare a mandare avanti la maledizione esige un tributo. La trama è ridotta all'osso e quando prova a inserire una sotto trama ne esce qualcosa di ridicolo (tutta la vicenda tra Lily e Ray) ma il film è divertimento puro con tantissimo sangue e scene splatter

Deep Water (2026)


Titolo: Deep Water (2026)
Regia: Renny Harlin
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un gruppo di passeggeri internazionali in rotta da Los Angeles a Shanghai è costretto a un atterraggio di emergenza in acque infestate dagli squali. Ora devono collaborare nella speranza di superare la furia degli squali attratti dal relitto.

Deep Water pensavo fosse un b movie nel multiverso degli shark movie quando invece è un drammone solo a tratti indigesto ma con diversi elementi perlomeno non così telefonati e scontati come ci si poteva credere.
Perchè in fondo di personaggi che forse non ti aspetti che muoiano c'è ne sono più di uno. E ognuno di loro sembra dover pagare una sorta di contrappasso per quello che ha fatto e per le colpe che si porta dietro (banalmente i due genitori che decidono di andare a farsi una sveltina in bagno lasciando scoperti i loro figli).
Deep Water parla di come di fronte ad alcune tragedie la gente scelga se fare schifo per puro egoismo o dimostrare di possedere dei valori dimostrando un minimo di empatia e senso di civiltà per il prossimo.
Ci sono alcuni momenti davvero assurdi come quando lo squalo prende al volo un soccorritore facendo crollare un elicottero d'emergenza o di quanto si potesse spendere un minimo di più per gli effetti in cg degli squali senza magari dover chiamare Aaron Eckart o Ben Kingsley che sinceramente non avevano tutti questi perchè all'interno del film.

mercoledì 1 aprile 2026

Queens of the dead


Titolo: Queens of the dead
Regia: Tina Romero
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Hanno tacchi altissimi, abiti scollati, dorati o di raso bianco o coloratissimi, tanti lustrini, i capelli cotonati e arricciati e il volto perfettamente truccato: sono le drag queen che, scritturate da Dre, si esibiscono in un capannone di Brooklyn la notte in cui dilaga in città un'epidemia di zombie. E con loro lesbiche, gay, transgender, party girls e gruppi di ragazzi, bianchi, black, latini e orientali tutti uniti a contrastare i traballanti non morti. Che, a loro volta, non sono cattivi, ma solo affamati.

Tina Romero gira un film di zombie con le drag queen ed è pensate un pò bene la figlia di George Romero. E riporta al cinema gli zombie lenti e ignoranti di suo padre. Quelli che non cercano trame contorte, corrono, si ritrasformano, prendono coscienza o vie del genere ma semplicemente sono figli di un epidemia e sono delle caricature finendo per essere anche a tratti comici.
Il film Lgbt è una provocazione ironica politicamente scorretta che parla di diseguaglianze sociali, crisi identitarie e spirito libero. Bisogna credere in quello che si vuol essere sembra la log line del film. E’ divertente, ironico, grottesco per alcuni aspetti splatter e pieno di prove attoriali deliziose.
E’ una commedia horror volutamente e dichiaratamente provocatoria che riesce se non altro a uscire dai soliti clichè almeno per quanto concerne la galleria di personaggi e tematiche coinvolte.
C’è soprattutto la battaglia finale da vero survivor dove le nostre paladine si armano con quello che riescono a trovare in un capannone per le feste a tema.

Black Phone 2


Titolo: Black Phone 2
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

North Denver, 1982. Qualche anno è passato da quando Finney è stato il solo sopravvissuto a sfuggire alle grinfie del feroce serial killer denominato il Rapace. La vicenda lo ha però lasciato traumatizzato e cerca di attutirne i postumi psicologici in qualsiasi modo, anche facendosi canne a profusione. La sorella Gwen, che era stata cruciale nel riuscire a salvarlo, è ancora più coinvolta: ha terribili visioni di bambini sotto la superficie ghiacciata di un lago e, nei suoi incubi, rispondendo a una chiamata, Gwen trova una connessione con un campo invernale nel quale aveva lavorato l'ora defunta mamma negli anni '50 ed è infatti proprio sua madre che le parla apparentemente dal passato. Per capire cosa ci sia dietro queste visioni, Gwen convince il suo aspirante fidanzato Ernesto e Finney ad arruolarsi come consulenti in formazione e a viaggiare sino ad Alpine Lake, il campo tra le nevi, dove c'è una vecchia storia di bambini scomparsi e dove emerge un oscuro collegamento con il Rapace, nonostante questi sia morto da anni.
 
Scott Derrickson è un regista che soprattutto nell'horror ci tiene a dire la sua forse grazie anche a Ethan Hawke che sembra diventato il suo attore feticcio per quanto insieme a lui il legame sia evidente in termini di resa e profondità. Black Phone 2 è il sequel che nessuno chiedeva ma che nonostante tutto, contando anche le quasi due ore di durata, riesce a trovare una destinazione e diversi punti di vista sotto cui analizzarlo tra cui sicuramente l'atmosfera, l'agorafobia, tutta quella neve, i silenzi che aprono scenari in cui il Rapace comincia a entrare nella psiche dei personaggi e il concetto di trauma. Tutti questi aspetti vengono messi in scena, mostrati ed elaborati con il conta gocce mano a mano che si dipana la storia. Il campo tra le nevi è la location perfetta, lo scenario adatto dove far scattare tutte le paure e paranoie dei protagonisti oltre a mettere di fronte a loro i traumi del passato che volenti o nolenti non hanno ancora superato e nemmeno iniziato ad analizzare.
Se una lunga parte, forse troppo lunga, è a un certo punto dedicata esplicitamente a scopi puramente espositivi (di fatti e anche di psicologie) e il film in questo modo perde un po' di presa emotiva sullo spettatore, va detto che, prima e dopo, Derrickson riesce a trovare, anche e soprattutto sotto il profilo strettamente visuale, il modo di colpire con efficacia e abilità, generando tensione attraverso sequenze di grande forza espressiva e di notevole raffinatezza estetica, in un confronto tra Bene e Male che non risparmia niente e nessuno e presenta anche inconsueti, per questi anni, risvolti mistici e religiosi. 

Anaconda (2025)


Titolo: Anaconda (2025)
Regia: Tom Gormican
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Doug e Griff sono migliori amici fin dall'infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il "classico" cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell'impresa, partono per le profondità dell'Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in una trappola mortale. Il film che muoiono dalla voglia di girare? Potrebbe letteralmente ucciderli.

Come definirlo? Reboot nelle intenzioni, remake all'interno del film. Anaconda in parte diverte, prova a intrattenere e regalare avventure ed esplosioni eccessive soprattutto nel finale rispetto al film decisamente più serio del 1997. Quello era in parte un horror o comunque faceva parte della sotto categoria degli animal movie, mentre qui è una parodia dove un gruppo di persone inseguono un sogno. Vedere Paul Rudd e Jack Black è già sinonimo di un duetto comico e il film strizza l'occhio a tante cose senza di fatto azzeccarne mai una. Si lascia vedere ma rimane l'amaro soprattutto per come viene impiegato in maniera tenue l'anaconda, gigantesco e con una pessima c.g

Ben-Rabbia Animale


Titolo: Ben-Rabbia Animale
Regia: Johannes Roberts
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

La giovane Lucy ritorna a casa nelle Hawaii dopo aver studiato al college, portando con sé un paio di amiche per una vacanza nella lussuosa, spettacolare e isolata villa di famiglia immersa nello splendore hawaiano. Lucy è accolta dalla sorella minore Erin, ancora un po' seccata per la lunga assenza di Lucy, e dal padre Adam, scrittore sordomuto. C'è anche Ben, lo scimpanzé di famiglia, che vive con loro da anni e che era stato portato a casa dalla mamma di Lucy, scienziata che studiava la possibile comunicazione tra uomini e scimmie e che è morta da un anno di cancro.
 
Ben è un animal movie, sotto genere dell'horror, che alla fine racconta ancora una volta quanto le scimmie possano far paura perchè i primati sono stati più volte utilizzati come elemento di minaccia proprio per la loro prossimità al genere umano. Anche se ritengo l'uomo l'animale più violento di tutto il creato, la scimmia può vantare tranquillamente un secondo posto. Ci sono stati tanti modi per realizzare questo esperimento da Romero in avanti. I risultati sono sempre stati importanti ma secondo me senza dover per forza eccedere nella violenza grandguignolesca quasi splatter ricercata per forza di cose come invece ha scelto di fare Roberts. E' vero, è quasi tutto girato in un'unica location, abbiamo una galleria di attori viziati e super borghesi che vorremmo veder finire male e altro ancora ma sinceramente pur amando il genere e la violenza nel genere, o trovato alcune scene decisamente troppo calcate come se in fondo fosse solo quello l'obbiettivo, ovvero di mostrare fin dove può spingersi la rabbia e di come sia impossibile arrivati ad un certo punto, poter far ragionare un primate cresciuto in famiglia che sembrava proprio un membro a tutti gli effetti riportato per quanto possibile ad uno stadio di civiltà.

Five nights at Freddy 2


Titolo: Five nights at Freddy 2
Regia: Emma Tammi
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

1982. Nel primo ristorante della catena Freddy Fazbear's avviene una tragedia: la morte misteriosa di una ragazza considerata strana, Charlotte, che aveva cercato di salvare un bambino nel disinteresse dei genitori. Venti anni dopo, e successivamente agli eventi terrificanti raccontati nel primo film, Abby, sorella minore di Mike, sente la mancanza dei suoi compagni di giochi, i giganteschi e inquietanti animatronics di Freddy's, posseduti dagli spiriti delle vittime innocenti del killer William Afton. Mike sottovaluta il malcontento di Abby e così non si accorge che una minaccia mortale, ancor più temibile di quella affrontata in passato, sta per abbattersi su lui e Vanessa, l'altra sopravvissuta alla notte da Freddy's, che Mike sta frequentando. Intanto si avvicina il giorno del FazFest, evento macabro dedicato ai pupazzi giganti, assurti a mito maledetto presso i teenager.
 
Basta una semplice premessa. Josh Hutcherson non deve circolare. Un insulto per quanto concerne significhi voler fare l'attore. Detto ciò il sequel della Tammi è riuscito a far peggio del precedente o forse potremmo allinearli difficile da comprendere e non so nemmeno se abbia senso farlo.
C'è una bambina che diventa una sorta di protagonista, vecchi fantasmi risvegliati e alla fine uno scontro tra pupazzi buoni vs pupazzi cattivi.
Five Nights at Freddys 2 però non và oltre queste derivazioni, impreciso fino al midollo, incapace di prendere una direzione propria: è un horror per bambini, in cui si punta chiaramente a spaventare, ma lasciando che quasi tutto ciò che è pensato per farlo avvenga fuori campo. Si insiste ad esempio sulla volontà dei robot di schiacciare le teste degli adulti, eppure le diverse volte che ciò avviene (o sta per avvenire) non vengono mostrate. C’è poi un’incredibile confusione tra ciò che, a livello diegetico, dovrebbe essere reale e cosa soprannaturale. Non è una questione da poco per un horror, perché non è mai chiara la natura del mostro, ciò che è in grado di fare e ciò che al contrario i protagonisti dovrebbero inventarsi per sconfiggerlo. 

Return to Silent Hill


Titolo: Return to Silent Hill
Regia: Cristophe Gans
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

L'aitante pittore James, sfiorando l'incidente su una provinciale panoramica, incontra Mary al belvedere di Silent Hill. L'accompagna in città e sboccia subito l'amore. La trama, però, si svolge su due piani: il protagonista, in realtà, sogna un dolce passato perduto. Il presente è alcolismo, risse e perdizione, lontano dall'amata. Fin quando, durante l'ennesima notte da sbronzo, rinviene una lettera in cui Mary gli chiede di tornare da lei. James si fionda a Silent Hill, città fantasma spazzata da nebbia e cenere, infestata da blatte, manichini femminili senza occhi né braccia e altre creature inquietanti. Affrontando ogni sorta di mostri e cercando di ricomporre il puzzle della sua vita con Mary, farà di tutto per non precipitare nella follia e ricongiungersi a lei.

Dispiace e nemmeno poco per quest’altra occasione sprecata. Per ora si salva solo il primo bel capitolo. Peccato perchè ancora una volta l’ambientazione e l’atmosfera non erano davvero male.
Come soprattutto non è male ma rimane ben impressa Hannah Emily Anderson. Il problema è la storia quando cerca di inserirsi su più piani narrativi e farli incastrare e funzionare.
La parte sulla storia di Silent Hill non era nemmeno male ma la sotto storia sul padre di Mary, il fondatore, e il rituale degli abitanti e la creatura che deve sorgere è confusa e quando ci arriviamo con James non si capisce molto e a tratti viene veramente montata male.
Così come il ruolo della bambina e del feto. La parte poi di James nella realtà con la psicoanalista e i suoi deliri è imbarazzante.
Rimangono alcuni scorci come quando dalla fiaba da sogno arrivano quei nuvoloni che ti fanno capire come sta per andare tutto in merda. E non a caso inizia quando James per amore decide di trasferirsi a Silent Hill

lunedì 22 dicembre 2025

V/H/S Halloween


Titolo: V/H/S Halloween
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Una raccolta di videocassette a tema Halloween scatena una serie di storie contorte e intrise di sangue, trasformando dolcetto o scherzetto in una lotta per la sopravvivenza
 
COOCHIE COOCHIE COO di Anna Slokovic, il secondo contando che Diet Phantasma di Bryan M. Ferguson è la cornice tra tutti, racconta di questa casa dove due ragazze adolescenti finiscono perchè troppo grandi e alla ricerca di paura vera e suspance. Quello che troveranno sarà una misteriosa entità materna di nome The Mommy. Forse tra tutti è l'episodio più pauroso dove la claustrofobia casalinga permea tutto il contesto portando a purulenza, personaggi bavosi inquietanti e schifosi e questo voler trasformare chiunque entri in un bambino annullandone la psiche con questa famiglia mostruosa che si nutre di questo tossico latte materno.
UT SOPRA SIC INFRA di Paco Plaza, tra inchiesta e dramma mostra una casa dove un tempo abitava una chiromante e dove avvenivano orrori rituali e possessioni. Alcuni agenti portano l'unico sopravvissuto per cercare di capire cosa è successo ma naturalmente tutto prenderà una brutta piega a partire da quella chiamata impossibile per finire con una scena gore assurda sugli occhi.
FUN SIZE di Casper Kelly, forse il più matto e inaspettato con un gioco di morte nei sotterranei dove avvengono strani esperimenti da parte di un paio di personaggi buffi quanto inquietanti e malvagi. Macchine di morte, cazzi, passaggi sbagliati, dolciumi creati dalle parti meno innocenti del nostro corpo e un finale splatter.
KIDPRINT di Alex Ross Perry uno dei più cattivi perchè ci riporta a differenza del horror soprannaturale o della fiaba dark dell'assurdo tra gli assurdi a un realismo inquietante, ambientato nei primi anni Novanta che esisteva davvero come servizio di mini filmati di bambini da fornire alla polizia in caso di rapimenti.
Torture, il cameraman che non ti aspetti, il suo sorriso nell'intervista finale e poi brutalità e urla per quasi tutto l'evolversi dell'episodio.
L’orrore nasce dalla realtà stessa e dal potere corrotto dell’immagine registrata, richiamando il fascino sinistro delle prime videocamere domestiche e rendendolo di fatto l'episodio più disturbante
HOME HAUNT di Micheline Pitt-Norman & R.H.Norman, l'episodio più social, più "divertente" dove un padre di famiglia pur di avere clienti e like per la sua sete di far paura con un tour casalingo nel villaggio dei mostri finisce per imbìpadronirsi di un libro maledetto che sveglierà proprio queste creature che mangeranno, sevizieranno e uccideranno tutti i partecipanti al Tour dell'orrore.
Un corto tutto pasticciato di effetti speciali artigianali a dispetto della cg, scegliendo macabre rappresentazioni e rifacendosi alla tradizione dei freak basti pensare al look della strega o dei morti viventi
E per finire il collante tra tutti....
DIET PHANTASMA di Bryan M.Ferguson, com'è la bibita? Fa schifo, sa di buono, è strana, perchè siamo legati, perchè abbiamo elettrodi collegati? Una equipe di scienziati capitanati da un pazzo che sembra uscito dalle SS il quale testa su dei poveri malcapitati qualunque una nuova bibita gassata prodotta con dei veri ectoplasmi. Il problema sono proprio gli effetti più crudeli e brutali dal disintegrare teste, ciucciare la vittima, bruciali vivi, farli vomitare sangue nero della terra, farli uccidere tra loro, farli diventare qualcos'altro, una specie di critica e satira sul consumismo che vorrebbe unire ironia e disgusto facendolo in un tripudio di violenza.

Frewaka


Titolo: Frewaka
Regia: Aislinn Clarke
Anno: 2024
Paese: Irlanda
Giudizio: 4/5

Shoo è inviata in uno sperduto villaggio per occuparsi di una donna agorafobica che teme entità sinistre, i Na Sídhe. Mentre costruiscono, ma la paranoia, i rituali e le superstizioni dell'anziana portano Shoo a confrontarsi con gli orrori del suo passato
L'archetipo della donna mandata in un luogo ameno ad aiutare quella che viene tacciata come una vecchia pazza è una trama che ha spesso funzionato e convinto. Frewaka unisce folklore, horror e dramma psicologico. Due fragilità che si annusano per poi avvicinarsi.

Aislinn Clarke dopo un esordio molto interessante come Devil's Doorway dove entrava nel filone del soprannaturale e delle possessioni, tema ormai abusatissimo, riuscendo a uscirne con qualcosa di originale, d'atmosfera e molto inquietante oltre ad analizzare una tematica poco nota all'interno di quella narrazione. Qui certo c'è un villaggio con le sue superstizioni, un proprio culto, una cerimonia che aspetta proprio la forestiera per potersi concretizzare. Tutti topoi di genere che con gli anni abbiamo ormai visto in tutte le salse ma la Clarke riesce a trovare sempre importanti segnali d'inquietudine, caratterizzando i personaggi in maniera molto accurata e approfondita.
Il titolo del film, primo horror in lingua irlandese, deriva dalla parola irlandese “fréamhacha” che significa radici. Sono in effetti le radici di un passato al contempo personale e collettivo ad impossessarsi del corpo e della psiche di Shoo, come un paio di braccia raggrinzite che, malgrado l’apparente decadenza, posseggono una forza sovrumana. La protagonista cerca di sfuggire dai ricordi della sua infanzia ma questi tornano a tormentarla ricordandole che le cicatrici interne, quelle impresse indelebilmente nella mente, non possono essere cancellate.

Hell House LLC (2015)


Titolo: Hell House LLC (2015)
Regia: Stephen Cognetti
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Halloween 2009. Un gruppo di amici che gestisce delle haunted houses sceglie di organizzarne una all'interno di un hotel abbandonato, l'Abaddon. La scelta ricade proprio su quell'hotel, lontano dalla vita cittadina nella quale sono soliti lavorare, perché l'Abaddon ha nel proprio passato una storia tragica che ha contribuito a dargli la fama di hotel infestato. Quale luogo migliore per la loro attività?
La notte dell'inaugurazione, però, avviene qualcosa e quindici persone perdono la vita in circostanze misteriose. Una crew di giornalisti decide, qualche anno più tardi, di ripercorrere le tappe che hanno portato a quella tragica notte con un documentario.

Hell House LLC è il primo capitolo che mi capita di vedere dopo tutto questo tempo. Ne ho sentito così tanto parlare ed è un caso curioso perchè ha un plot e una trama uguale ad altri mille film come lui ma Cognetti decide di prendersi tutta la responsabilità per farla diventare una saga che ad oggi conta ben quattro capitoli.
La casa infestata vista da una troupe di giovani e intraprendenti ragazzi che come per la Panic Room dimostrano talento e idee. Gli stessi capiamo dall'incipit che pagheranno cara la pelle per dove hanno deciso di costruire la baracca (ormai chi fa questo lavoro dovrebbe andare sempre a cercare di studiare e informarsi su cosa c'era prima). Allo stesso tempo abbiamo una fase reale che si mischia mano a mano con il soprannaturale (il colpo di scena finale poi è quasi esagerato a mio modesto parere) e infine gli stessi sopravvissuti vengono intervistati da un'altra troupe che andrà a caccia di elementi vista la tragedia successa ripetendo di fatto gli stessi errori se non peggio.
Ci sono interviste, gente che dice di aver visto cose o che i nostri non avrebbero dovuto farne altre, insomma la narrazione è segmentata sotto vari punti di vista e questo che potenzialmente poteva diventare un problema è invece uno dei punti di forza del film perchè arricchisce la narrazione e i punti di vista sotto molti contesti diversi spaziando nell'immaginario dello spettatore.
Per quanto concerne invece le scene di paura anche lì con pochi sforzi abbiamo alcuni risultati insperati che riescono a rafforzarsi grazie alla claustrofobica location

Good Boy


Titolo: Good Boy
Regia: Ben Leonberg
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver subito un lutto in famiglia, la stabilità mentale del giovane Todd torna a scricchiolare. In città può contare ormai solo sulla sorella Vera. Nonostante l'apprensione per la sua salute, il fratello fugge e si trasferisce a tempo indeterminato, insieme al cane Indy, in un'isolata casa di campagna. Un tempo ci viveva il nonno, ma è stato abbandonato perché infestato da un fantasma maligno. Se ne accorge ben presto solo il toller che prova a difendere il padrone rincorrendolo ogni giorno tra gli angoli di casa e il giardino. Mentre premonizioni, apparizioni e assalti si intensificano, Todd taglia i rapporti con la sorella, diventando sempre più fragile e vulnerabile, cosicché l'unico che può trovare una soluzione agli assalti soprannaturali è il cagnolino.
 
Good Boy è un interessante esempio di film low budget dove la narrazione o i fatti o meglio le visioni anticipate vengono viste dal punto di vista di un cane. C'è tanta passione, desiderio e voglia di fare cinema in questo giovane cineasta che dopo svariati corti si appresta al suo primo lungometraggio.
E lo fa in maniera casalinga prediligendo maestranze che conosce, la stessa moglie, pezzi del suo passato, sapendo bene che questi sono solo elementi superficiali quando il nucleo narrativo è un altro e possiamo definirlo per certi aspetti un invasion home ma per altri invece una hunted house dal momento che il male o la presenza come vedrete è rimasto intessuto in quella cantina ma allo stesso tempo compare dall'esterno. Pochissimi personaggi, molti silenzi, azione quasi azzerata.
E' un film dove funziona l'elemento migliore a cui Leonberg puntava ovvero l'atmosfera.
La percezione dell’orrore che avanza e prende piede in Good Boy, e che è tutto interamente “super-naturale”, viene inquadrata all’altezza del bel muso di Indy, che è per di più il cane del regista – e questo ovviamente acuisce il senso di sguardo familiare che il film vuole rilasciare nell’aria, a partire dalle riprese del cagnolone da cucciolo che quasi aprono l’opera

Shelby Oaks-Covo del male


Titolo: Shelby Oaks-Covo del male
Regia: Chris Stuckmann
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

La giovane Riley, che assieme ad alcuni amici gestiva un canale video (chiamato Paranormal Paranoids e destinato a esaminare tutto quanto è misterioso e occulto), è scomparsa da dodici anni mentre girava dei video per il canale nella città fantasma di Shelby Oaks, abbandonata per vari motivi dai suoi abitanti ormai da diversi decenni e teatro di una misteriosa rivolta carceraria, dovuta, secondo alcuni, a forze maligne e soprannaturali.
Gli amici di Riley che erano con lei mentre girava i video sono stati poi ritrovati assassinati, ma della ragazza non s'è mai trovata alcuna traccia. Mia, sorella maggiore di Riley, è convinta che sia ancora viva e non ha perso la speranza che ritorni a casa. Lo strano suicidio del pregiudicato Wilson Miles, che si spara sulla porta di casa di Mia, rappresenta la svolta che Mia aspettava: in mano, Wilson teneva infatti una videocassetta che Mia trafuga e nella quale trova qualcosa che la indirizza nella sua disperata ricerca di Riley.
 
Shelby Oaks si è fatto strada con tantissima pubblicità sul web e il passa parola che lo definiva una via di mezzo tra BLAIR WITCH PROJECT e SILENT HILL. Praticamente una presentazione coi contro fiocchi che rischiava di compromettere l'esito per tutta una serie di aspettative che dovevano essere rispettate. Alla fine di tutto per essere un ibrido tra found footage e mockumentary l'esordio di Stuckmann è un film meritevole, niente di che chiariamoci, ma un film che riesce a intrattenere in maniera funzionale con una storia interessante, questo mistero di dove sia finita la youtuber e con un crescendo che ogni tanto vacilla soprattutto nel ritmo del finale troppo velocizzato e con troppa carne al fuoco quando invece a mio modesto parere doveva mantenere più suggestione e atmosfera.
Rimangono dei dubbi come lo sconosciuto che spiava dalla finestra Mia e Riley così come un finale che parrebbe far pensare a un sequel in arrivo

Seeding


Titolo: Seeding
Regia: Barnaby Clay
Anno: 2023
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Un uomo si ritrova intrappolato in un canyon del deserto con una donna che vive fuori dalla rete e che è prigioniera di un branco di ragazzi sadici.
 
Seeding inizia bene, sembra quasi una fiaba dei Grimm in terra straniera e post moderna quando poi invece scopriamo che oltre a strizzare l'occhio a tanti cugini più bravi di lui, si fossilizza su un iter di azioni che continuano ad avvicendarsi in maniera incongrua creando quasi una spirale dove il tempo sembra essersi fermato e dove ci si rende conto di essere in un limbo dove le speranze piano piano affievoliscono. Ora tutto questo spiegato in questo modo sembra molto interessante e infatti lo è mostrando ancora una volta la discesa nella follia e nell’abbrutimento di un uomo demolito fisicamente e psicologicamente da un’insensata prigionia dove inizialmente prova a combatterla e comprenderla per poi rendersi conto che è tutto frutto di un disegno folle e di un rituale che vede tutti protagonisti mamma e figli. E' un folk horror ambiguo dove alcuni momenti sono molto interessanti, il modo in cui viene ucciso uno dei figli appeso con quelle corde, ma che allo stesso tempo non riesco bene a capire come mai sembra sempre non funzionare qualcosa e per quanto spinga nel finale il risultato non basta.

Quicksand (2023)


Titolo: Quicksand (2023)
Regia: Andres Beltran
Anno: 2023
Paese: Colombia
Giudizio: 3/5

Una coppia pronta a divorziare, resta intrappolata nelle sabbie mobili della giungla colombiana.

Quicksand è un film interessante con una buona catarsi degli attori e un divorzio che non poteva trovare il momento peggiore per sfociare in un happy ending. Un film molto emotivo che all'inizio dall'incidente scatenante lascia quasi presagire che il pericolo sia soprannaturale come una sorta di creatura da cui tutti scappano in quella parte di giungla rimasta a tratti inespolorata.
Invece il film imbocca una strada per certi versi molto più fedele alla realtà, per un pericolo reale e un ritmo che abbraccia due principali rischi appunto le sabbie mobili e i serpenti.
Un survivor movie di coppia quasi tutto ambientato nelle sabbie mobili. Eppure il rischio nonostante qualche ingenuità di fondo nella scrittura funziona mentre invece è caratterizzato malissimo Diego questa sorta di villain così come il finale molto lacrimoso dove invece secondo me bisognava dare il colpo di grazia con una dramma come colpo di scena e climax finale