Visualizzazione post con etichetta Sequel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sequel. Mostra tutti i post

giovedì 27 agosto 2026

Bear-Season 5x01 Soda


Titolo: Bear-Season 5x01 Soda
Regia: Christopher Storer
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Sydney e Richie, chiamati a confrontarsi con responsabilità che fino a quel momento avevano soltanto sfiorato. Se Sydney continua a rappresentare la razionalità e la capacità di mantenere la calma anche nelle situazioni più critiche, Richie manifesta invece tutte le proprie insicurezze attraverso un atteggiamento febbrile, incapace di distinguere la dedizione dall’autodistruzione. Il confronto tra i due diventa così il vero motore dell’episodio. Entrambi desiderano salvare il ristorante, ma lo fanno seguendo filosofie profondamente differenti. Sydney continua a cercare soluzioni concrete, mentre Richie sembra voler compensare ogni problema aumentando ancora di più il livello della propria ossessione per il lavoro, quasi fosse l’unico modo rimasto per dare un significato alla propria esistenza.
 
In venti minuti ci stacchiamo dal ristorante per un road movie particolare dove mentre Richie tiene i contatti con la moglie al telefono inventando una scusa dopo l'altra per giustificare la sua assenza, Sydney un personaggio apparso troppo poco ma che ha lasciato un segno indelebile, torna per riaprire i conti e dare quel senso di affiatamento con cui gli abbiamo visti in alcuni flashback nelle stagioni precedenti.
Il problema però rimane uno ed è sempre la provocazione del primo che vede alcuni atteggiamenti dandogli una parvenza paranoide e schizzoide. Non bastano i momenti intimi e le risate con gente improvvisata e conosciuta in un bar, non bastano le partite di basket con ragazzetti conosciuti in un parco. Il problema resta legato a problemi disciplinari e comportamentali del primo che servono quasi come ingredienti per svelare poi il climax che lo porterà al suicidio in quel famoso episodio della cena, una delle parti più complesse e intense di tutte le stagioni seriali cinematografiche.

mercoledì 26 agosto 2026

Bear-Season 5


Titolo: Bear-Season 5
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 8
Stagione: 5
Giudizio: 4/5

Anche se somiglia a un interludio, la quinta stagione rappresenta l'epilogo di The Bear perché, in fondo, cos’altro dovremmo aspettarci da questa lotta quotidiana, incessante, senza fine, piena di sfide apparentemente insormontabili ma necessarie per realizzare il proprio sogno?
 
Otto episodi, un solo turno. 
Neanche fossimo a Pittsburgh, Storer conosce i suoi personaggi, conosce il suo ristorante e la sua storia e decide di puntare tutto su una sola giornata in cui tutto può succedere.
È il giorno dopo l'addio ai fuochi annunciato da Carmy, è il giorno in cui comunicarlo al resto della ciurma e in cui Sydney deve rimboccarsi le mani e diventare la leader che fatica a sentirsi.
Ma è anche il giorno in cui il countdown è arrivato a zero, la chiusura sembra inevitabile e di cibo nella cambusa non sembra essercene abbastanza per una serata che è sold out con qualche sorpresa in più.
È soprattutto il giorno in cui Chicago viene colpita da un nubifragio, da una pioggia così incessante da creare problemi strutturali dentro e fuori la cucina del Bear che deve sostenere tanto, troppo.
Tra tensione interna e tensione esterna le bombe non possono che esplodere, una alla volta o tutte assieme, con Sydney a prendersela con Carmy che si intromette, con Marcus a prendersela con Luca che se ne torna a Copenaghen, con Ebra a temere gli occhi blu di Carmy, con Ritchie a prendersela con se stesso trovando la possibilità di redimersi, con i Faks a creare danni e cercare di risolverli ad alleggerire le varie tensioni.
E'stato un viaggio incredibile nelle vite e i sacrifici di alcuni personaggi indimenticabili. Bear è una serie tv che fin da subito mi ha appassionato, mi ha fatto provare tanti stati d'umore diversi e mi ha fatto comprendere la complessità di un lavoro difficile, di una scelta di vita, di una missione e a volte una vera e propria religione.
Avercene di serie così.

Boys-Season 5


Titolo: Boys-Season 5
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 8
Stagione: 5
Giudizio: 4/5

Patriota controlla l'America ricorrendo al terrore fascista e imprigionando i dissidenti nei Campi di libertà. Butcher, Hughie, Annie e i Boys organizzano una resistenza disperata contro avversità insormontabili per fermare il suo regime tirannico.
 
Il finale di The Boys rappresenta forse il momento più atteso della serialità contemporanea e, in fondo, non delude, perché Kripke riesce a calibrarlo adeguatamente dando a ciascun personaggio il suo epilogo finale cercando di provare ad essere il meno scontato possibile.
Soprattutto, catalizza l'attenzione sugli aspetti positivi di una stagione con più ombre che luci nel suo sviluppo tutto sommato traballante, tra volti nuovi quasi del tutto impalpabili e un Soldatino mina vagante al quale si spera che l'annunciato Vought Rising – il prequel in uscita nei primi mesi dell'anno prossimo – offra un arco narrativo più composto e coerente. Di contro, se non si può dire che la quinta tranche sia la migliore, è quella che spinge al massimo la carica satirica della serie elevandone gli intenti artistici: merito anche di un cast eccellente che trova in Antony Starr, Karl Urban, Jack Quaid, Karen Fukuhara, Valorie Curry e Chace Crawford delle prove artistiche di alto livello. Che sia finalmente arrivata l'ora dei "veri" riconoscimenti agli Emmy Awards?

Spider Man-Brand New Day


Titolo: Spider Man-Brand New Day
Regia: Destin Daniel Cretton
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver fatto dimenticare al mondo la sua vera identità, con l'aiuto del Doctor Strange, Peter Parker ha ripreso la carriera di Spider-Man, questa volta in modo del tutto solitario - con il solo appoggio dell'intelligenza artificiale E.V. Dopo aver sconfitto vari criminali, aver ridotto il crimine a New York, aver ottenuto la simpatia dei cittadini e pure delle forze dell'ordine, Spider-Man si trova di fronte a una nuova minaccia: una entità capace di possedere le persone. Questa cerca qualcosa di nascosto dalla Damage Control, l'agenzia governativa che controlla l'uso dei superpoteri e delle tecnologie più avanzate. Inoltre, sul fronte privato, Peter Parker si imbatte nell'amico Ned, ritornato da Boston insieme a MJ. Nonostante avesse scelto di non rivelare la propria identità, lo segue a un party nel suo nuovo appartamento e qui si rende conto di aver perso, forse per sempre, qualcosa di estremamente prezioso. Nel frattempo, i poteri di Spider Man iniziano a funzionare in modo anomalo e presto Peter si trova a cercare di combattere una sconcertante evoluzione.
 
Tra gli ultimi capitoli usciti possiamo definirlo il miglior Spider Man. Continuo a pensare che la trilogia di Sam Raimi abbia raggiunto il punto più alto per una certo inizio dei cinecomics, per gli esordi della Marvel, per aver saputo fondere intrattenimento e caratterizzazione dei personaggi in maniera forte e avvincente. E poi perchè non c'erano così tante connessioni nello stesso universo Marvel infilando così tanti personaggi diversi e immettendoli in vari film con il prezzo da pagare di doverli vedere tutti per comprendere quanto accade.
In questo nuovo capitolo si è molto legati alle sorti dei film precedenti, il solo vero e unico cruccio più grande è che manca un vero avversario antagonista, Jane Grey e Hulk non possono esserlo e nemmeno la Mano mentre forse l'altro Spider Man poteva diventare quella bella connessione ad un simbionte pronto ad emergere dalle ceneri del Parker precedente. A livello umano ed empatico il film invece convince con prove attoriali interessanti e profonde, analizza la fragilità di un piccolo grande uomo e prova, riuscendoci, a farlo interagire con la folta galleria di co-protagonisti coinvolti.

Daredevil Rinascita-Season 2


Titolo: Daredevil Rinascita-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Episodi: 8
Stagione: 2
Giudizio: 3/5

Se non fosse per un finale davvero troppo movimentato dove l'azione viene vomitata sul pubblico in maniera esagerata, la seconda stagione
 
Darevedil poteva prendere una piega molto più da commedia e rischiare di diventare noioso senza aver particolari cose da dire soprattutto nel momento in cui non compaiono personaggi secondari di rilievo come poteva essere in questa seconda stagione il Punitore. Invece gli sceneggiatori parlano e tessono una trama che diventa una metafora della realtà contemporanea americana dove L'Ice diventa protagonista di una polemica e una metafora mai così attuale contando quello che sta facendo un certo presidente degli Stati Uniti.
Daredevil - Rinascita si scrolla di dosso buona parte dei problemi incontrati nella prima stagione e riesce a "tradurre" tutto sommato con buon successo il materiale delle serie Netflix in una versione che abbia più senso nel contesto dell’MCU. Ha qualche incertezza in avvio, ma nel complesso è una stagione di sano intrattenimento, dalla messa in scena riuscita, divertente nei momenti action e che prova anche ad avere qualcosa di cui parlare.
Fisk e Bullseye come prove e performance attoriali vincono a mani basse regalando le scene d'azione più incredibili e i momenti attoriali più intensi

Peacemaker-Season 2


Titolo: Peacemaker-Season 2
Regia: James Gunn
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

Dopo aver scoperto un mondo alternativo, Peacemaker è costretto ad affrontare il suo traumatico passato e a prendere in mano il proprio futuro.
 
Peacemaker intrattiene e nemmeno poi così bene ma senza riuscire mai ad affondare nessun tipo di polemica o idea interessante. Sembra sempre cambiare direzione e al timone si danno il cambio personaggi che sembrano già stufi di interpretare quei personaggi (penso a tutta la ciurma della squadra di Peacemaker). L'aspetto dell'altra realtà di cosa si nasconda al suo interno e come potrebbe aver cambiato le sorti o i destini ha dei risvolti interessanti e piacevoli ma poi cade nel profondo di alcuni, anzi troppi momenti vuoti con dialoghi tremendi che insistono sul non dire niente e purtroppo lo fanno anche male.
Dopo SUICIDE SQUAD e SUPERMAN, la seconda stagione di ‘Peacemaker’ è forse il prodotto più “debole” di James Gunn con i personaggi dell’universo DC, perché il fulcro della storia diventano le emozioni e i traumi di Christopher Smith e non la sua vita come Peacemaker, rendendola una stagione anche poco supereroistica. Si tratta comunque di un prodotto di qualità, in cui il regista e sceneggiatore vuole fare numerose critiche politiche e sociali nascoste tra metafore, scene incredibilmente esplicite e dialoghi toccanti, che vengono inscenati da un cast che si completa a vicenda.

Monarch-Legacy of monster-Season 2


Titolo: Monarch-Legacy of monster-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 10
Giudizio: 2/5

Il team si muove verso Skull Island e fa i conti con il ritorno di Keiko, affrontando nuove minacce come il Titano X e i segreti nascosti nei vari rift dimensionali.
 
La seconda stagione riprende le stesse direttive senza offrire realmente alcuna novità, al contrario adagiandosi forse un po’ troppo su quanto sviluppato e offerto in precedenza. In questi nuovi episodi infatti finiamo con l’essere testimoni di un certo disequilibrio tra i due piani temporali, con quello del passato che si rivela decisamente meglio organizzato ed emotivamente più efficace di quello “presente”. I momenti in cui come spettatori partecipiamo ai conflitti che si sviluppano tra i personaggi e i loro rapporti umani, sono per numero molto maggiori quando in scena ci sono i tre protagonisti negli anni ‘50.
La parte complottista sull'isola dove tra l'altro avviene l'incontro tra Kong e il Titano X da che doveva essere il vero punto di forza diventa invece uno degli episodi meno interessanti e pasticciati dove tra l'altro la storia se già vacillava nella prima stagione qui con imbarazzanti storie d'amore diatribe familiari dove addirittura il figlio passa dalla parte dei nemici diventano scolastici e noiosi
Monarch era una bella possibilità per esplorare mostri e provare a farli incontrare. Seppur vero che non siamo dalle parti di quella tamarrata cosmica di GODZILLA E KONG, il problema è proprio che dal punto di vista dell'azione non funziona, del mistero neppure e le caratterizzazioni cominciano ad essere troppo infarcite di dettagli o sotto trame inutili

mercoledì 1 aprile 2026

Sisu-Road to revenge


Titolo: Sisu-Road to revenge
Regia: Jalmari Helander
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Tornato nella casa dove la sua famiglia è stata brutalmente assassinata, "l'uomo che rifiuta di morire" la smantella, la carica su un camion ed è determinato a ricostruirla in un luogo sicuro in loro onore. Quando il comandante dell'Armata Rossa che ha ucciso la sua famiglia torna deciso a portare a termine il lavoro, ha inizio una lotta all'ultimo sangue.
 
Sisu l'immortale a suo modo pur trattando uno stereotipo che piace tanto nel genere ovvero il revenge a danno dei nazisti Sisu, parlava di come la Finlandia, paese di cui sappiamo poco in tutti i sensi anche nel cinema, aveva dalla sua un omino in grado di sbaragliare truppe intere con metodi e strumenti assolutamente grezzi e innovativi. Qui il succo è simile ma anzichè i nazisti sono i russi e Korpi in fondo vorrebbe solo poter smontare la sua piccola casa in mezzo alle lande finlandesi e ricostruirla in un luogo più tranquillo senza dare nell'occhio dal momento che a parte la compagnia del suo cane è proprio solo come un cane perchè la sua famiglia è stata trucidata.
Ma come vi chiederete? Nel peggiore dei modi perchè in una scena quasi splatter, il nemico, il generale russo Igor Draganov, spiega proprio al nostro protagonista come gli abbia massacrati nel modo peggiore che possiate pensare.
Road to revenge è un sequel esplosivo che trasforma la brutalità in arte visiva, unendo vendetta, ironia e mitologia finlandese con ritmo millimetrico che punta all'assurdità praticamente da subito riuscendo ad intrattenere molto bene ma facendolo spesso e volentieri in maniera volutamente esagerata

Wake up dead man-Knives Out


Titolo: Wake up dead man-Knives Out
Regia: Rian Johnson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il Reverendo Jud Duplenticy, ex pugile che ha preso i voti dopo aver ucciso un uomo sul ring, viene mandato a fare da aiuto nella chiesa di Monsignor Jefferson Wicks. I due uomini di fede non vanno d'accordo fin dal principio: Wicks si rifiuta di sostituire la croce distrutta anni prima da sua madre Grace e in più tratta la parrocchia con fare autoritario, istigandola alla rabbia e alla paura. Duplenticy, che non ha messo da parte lo spirito combattivo, minaccia di farlo cacciare se non cambierà condotta. Quando Wicks muore in circostanze misteriose durante un sermone, il gruppo di fedeli che lo venera come una rock star punta immediatamente il dito contro il Reverendo Jud. Questo è proprio un caso per il detective Benoit Blanc.
 
Capita di rado che il terzo capitolo di una saga per fortuna sempre auto conclusiva riesca a diventare il migliore dei tre. Soprattutto quando gli altri due precedenti non sono stati affatto male.
Il capitolo più cinico ma anche più umanista della saga, un giallo impossibile a cui interessa soprattutto raccontare il modo in cui gli uomini reagiscono al caos dell’esistenza.
Wake Up Dead Man è forse il capitolo più oscuro e cinico della trilogia, eppure è anche quello più fisico, di carne e sangue, umanista, o che quantomeno l’uomo l’osserva, lo racconta, lo porta in primo piano, anche se si tratta di un uomo tremendo, impossibile da amare davvero. Se le tematiche sociali arricchivano i precedenti della saga, stavolta l'attualità è inserita con un tocco di pigrizia in più. Quello che sorprende è invece la sincerità con cui il film esplora il lato religioso, o addirittura spirituale, della vicenda. È impensabile che questo sia l'ultimo capitolo della saga di Knives Out; eppure il contratto di Rian Johnson con Netflix era di tre film, che ha consegnato nella forma del trittico di indagini di Benoit Blanc. Wake Up Dead Man è il più serio, moralmente complesso e profondo dei tre, ma anche il più visivamente raffinato. Dimostra come il regista abbia un completo controllo del materiale da cui attinge, idee sempre nuove su dove portare il suo protagonista e moltissimo da dire sul mondo di oggi. La sua disamina della fede e della religione passa per un assassinio bizzarro e molti personaggi buffi, una combinazione che funziona meglio di qualsiasi ragionevole aspettativa.

One Piece-Season 2


Titolo: One Piece-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

La seconda stagione del live-action di One Piece su Netflix segue la ciurma di Cappello di Paglia, guidata da Monkey D. Luffy, nell'ingresso nella pericolosa rotta marittima Grand Line. Il gruppo, dopo aver attraversato Loguetown, si scontra con la misteriosa organizzazione Baroque Works e accoglie la principessa Vivi, impegnandosi a salvare il regno di Alabasta dal perfido Crocodile. 
 
One Piece sembrava un live action impensabile da adattare e bisogna dare atto che rimane un progetto ambizioso e difficile per quanto sia lungo, per quanto sia difficile mettere in scena l'universo dell'autore e molti altri aspetti non meno importanti. Quando uscì la prima stagione eravamo tutti in allerta sul rischio mega trashata e quanto avrebbe potuto siglare una disfatta già dall'inizio. Così non fu anche se i problemi c'erano e nemmeno pochi e in tanti momenti si vedeva quanto la cg e il budget non fossero poi così tanto all'altezza. Per questa seconda stagione si è riusciti addirittura a migliorare per quanto sussistano problemi, alcuni personaggi sembrano dei veri e proprio cartoni animati con costumi e messa in scena discutibili. Però il cast è molto affiatato, nonostante si voli da un'isola all'altra a volte quasi senza soluzione di continuità (ma ripeto gli argomenti da narrare sono quasi infiniti) le scene d'azione cercano dalla loro di essere credibili grazie proprio alle prove fisiche è il talento del cast che c'è la mette tutta e poi vabbè...la parte pucciosa che narra il rapporto tra il dottor Hiriluk e Chopper è il momento più alto e commovente in assoluto. Basta da solo grazie anche al contributo della dottoressa Kureha

28 anni dopo-Tempio delle ossa


Titolo: 28 anni dopo-Tempio delle ossa
Regia: Nia DaCosta
Anno: 2026
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Il dottor Kelson si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l'incontro di Spike con Jimmy Crystal si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l'aspetto più inquietante e terrificante.

Sequel di un trittico che esplora maggiormente il mondo post apocalittico del celebre film di Danny Boyle. C’è da dire che nonostante tanti temi ormai nel sotto genere dell’horror legato a questi nuovi prototipi di zombie più veloci e famelici, quando sembrava ormai aver detto quasi tutto uscendosene però con un interessante confronto tra il personaggio di Kelson e Sansone dove quest’ultimo sembra prendere parte ad una nuova fase, la categoria Alpha, in cui cerca di ritrovare la sua umanità e dignità da infetto molto più forte e intelligente rispetto gli altri. Elemento invece che sembra perdersi della disumanità riportata prima dei sopravvissuti e affidata ad un loro leader carismatico religioso figlio di traumi irrisolti e nella sua ricerca di un dio caprino che di fatto dovrebbe essere il male rivelato a cui il gruppo vorrebbe obbedire.
Ci sono tanti elementi, tanta tortura, alcuni personaggi sembrano messi da parte, nel finale ritroviamo il nostro primo grande protagonista e il fil rouge per l’ultimo capitolo. C’è un ballo finale, una specie di rituale intorno al fuoco in chiave post moderna che poteva essere fatto meglio così come alcuni dialoghi veramente ridotti all’osso. Ralph Fiennes continua a dimostrare di essere un mostro di bravura mettendo nella galleria un dottot Kelson di una spontaneità e naturalezza incredibile, sicuramente il personaggio e l’elemento migliore finora di tutta la trilogia

Black Phone 2


Titolo: Black Phone 2
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

North Denver, 1982. Qualche anno è passato da quando Finney è stato il solo sopravvissuto a sfuggire alle grinfie del feroce serial killer denominato il Rapace. La vicenda lo ha però lasciato traumatizzato e cerca di attutirne i postumi psicologici in qualsiasi modo, anche facendosi canne a profusione. La sorella Gwen, che era stata cruciale nel riuscire a salvarlo, è ancora più coinvolta: ha terribili visioni di bambini sotto la superficie ghiacciata di un lago e, nei suoi incubi, rispondendo a una chiamata, Gwen trova una connessione con un campo invernale nel quale aveva lavorato l'ora defunta mamma negli anni '50 ed è infatti proprio sua madre che le parla apparentemente dal passato. Per capire cosa ci sia dietro queste visioni, Gwen convince il suo aspirante fidanzato Ernesto e Finney ad arruolarsi come consulenti in formazione e a viaggiare sino ad Alpine Lake, il campo tra le nevi, dove c'è una vecchia storia di bambini scomparsi e dove emerge un oscuro collegamento con il Rapace, nonostante questi sia morto da anni.
 
Scott Derrickson è un regista che soprattutto nell'horror ci tiene a dire la sua forse grazie anche a Ethan Hawke che sembra diventato il suo attore feticcio per quanto insieme a lui il legame sia evidente in termini di resa e profondità. Black Phone 2 è il sequel che nessuno chiedeva ma che nonostante tutto, contando anche le quasi due ore di durata, riesce a trovare una destinazione e diversi punti di vista sotto cui analizzarlo tra cui sicuramente l'atmosfera, l'agorafobia, tutta quella neve, i silenzi che aprono scenari in cui il Rapace comincia a entrare nella psiche dei personaggi e il concetto di trauma. Tutti questi aspetti vengono messi in scena, mostrati ed elaborati con il conta gocce mano a mano che si dipana la storia. Il campo tra le nevi è la location perfetta, lo scenario adatto dove far scattare tutte le paure e paranoie dei protagonisti oltre a mettere di fronte a loro i traumi del passato che volenti o nolenti non hanno ancora superato e nemmeno iniziato ad analizzare.
Se una lunga parte, forse troppo lunga, è a un certo punto dedicata esplicitamente a scopi puramente espositivi (di fatti e anche di psicologie) e il film in questo modo perde un po' di presa emotiva sullo spettatore, va detto che, prima e dopo, Derrickson riesce a trovare, anche e soprattutto sotto il profilo strettamente visuale, il modo di colpire con efficacia e abilità, generando tensione attraverso sequenze di grande forza espressiva e di notevole raffinatezza estetica, in un confronto tra Bene e Male che non risparmia niente e nessuno e presenta anche inconsueti, per questi anni, risvolti mistici e religiosi. 

Zootropolis 2


Titolo: Zootropolis 2
Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

I poliziotti alle prime armi, la coniglietta Judy Hopps e la volpe Nick Wilde si trovano sulle tracce di un grande mistero quando il serpente Gary De' Snake arriva a Zootropolis e mette sottosopra la metropoli animale. Per risolvere il caso, Judy e Nick devono andare sotto copertura in nuove e inaspettate aree della città, dove la loro continua collaborazione viene messa alla prova come mai prima d'ora.

Zootropolis 2 è un seguito perfetto di un film che quando uscì non solo vinse un oscar per la cg ma soprattutto convinse per la sua ironia, parodia, ritmo, narrazione, creatività e gag che semplicemente funzionano molto bene. E’ un sequel perfetto che forse riesce a fare ancora meglio del primo puntando su una storia complessa sulle diseguaglianze sociali e dove alla fine c’è un complotto politico pianificato dai piani alti. Ma sono i suoi personaggi a convincere maggiormente. I nuovi arrivi così come i nostri protagonisti, le location favolose dal castello iniziale alla palude in cui sono stati emarginati i serpenti. Zootropolis 2 è davvero uno dei prodotti e risultati più funzionali e divertenti di quest’anno tra i prodotti Disney per quanto concerne l’animazione. Sa divertire senza essere banale e questo è un merito che in pochi hanno

Avatar 3-Fuoco e cenere


Titolo: Avatar 3-Fuoco e cenere
Regia: James Cameron
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jake Sully e Neytiri stanno elaborando, ognuno a modo proprio, il lutto del figlio Neteyam. Jake allena se stesso e i figli a combattere, mentre Neytiri affronta un intenso periodo di lutto. Entrambi sono però convinti che Spider, il ragazzo umano adottato, debba tornare alla base clandestina dove vivono gli altri alleati umani dei Na'vi e dove si trovano container in cui può fare a meno della maschera. Nel viaggio verso la vecchia base, i Sully e la tribù nomade dei Windriders vengono attaccati dal feroce clan vulcanico dei Mangkwan, guidato dalla terribile Varang. Allo stesso tempo Quaritch cerca di catturare Sully, ma quando Kiri compie un miracolo, permettendo a Spider di respirare l'aria di Pandora, tutto cambia.
 
Forse qualcun altro ha sentito il commento di Cameron per cui se il film dovesse incassare il giusto, la cifra non sappiamo però, verranno realizzati gli ultimi due capitoli. Sinceramente non ne vedo il bisogno o forse non lo sento io a livello soggettivo dal momento che questa saga molto importante mi sembra che abbia già detto tutto. E' partita come una metafora sullo sterminio degli indiani d'America, una fiaba ecologista su come stiamo distruggendo il pianeta.
Un punto di vista se vogliamo stratificato su come avrebbe potuto essere l'essere umano seguendo meno la tecnologia. Lo spettacolo non manca certo, ma il risultato risulta ripetitivo e questo aspetto si notava già nel sequel. Vengono apportate poche novità come il ruolo di Spider, uno dei personaggi più interessanti della saga, che non a caso è un umano rappresentando una metafora del Ragazzo Selvaggio. In questo caso quello che è mancato o narrato male o meglio ancora non sempre le metafore riescono ad essere pungenti come nell'originalità del primo capitolo, era proprio spostare il concetto di Varang e del clan dei Mangkwan sull'economia della guerra e sul fatto che come sempre, vedi il filotto nella cronologia moderna, i paesi ricchi sfruttano le nazioni meno civilizzate per creare un ciclo infinito di guerra e vendita di armi. Certo più di tre ore sono tante per raccontare quest'ascesa e alcuni roboanti scene d'azione sembrano la copia di quelle viste in precedenza. A questo punto per evitare altre spiacevoli sorprese sarebbe meglio terminare qui la trilogia per evitare di perdere di credibilità e significato su una saga importante


Anaconda (2025)


Titolo: Anaconda (2025)
Regia: Tom Gormican
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Doug e Griff sono migliori amici fin dall'infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il "classico" cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell'impresa, partono per le profondità dell'Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in una trappola mortale. Il film che muoiono dalla voglia di girare? Potrebbe letteralmente ucciderli.

Come definirlo? Reboot nelle intenzioni, remake all'interno del film. Anaconda in parte diverte, prova a intrattenere e regalare avventure ed esplosioni eccessive soprattutto nel finale rispetto al film decisamente più serio del 1997. Quello era in parte un horror o comunque faceva parte della sotto categoria degli animal movie, mentre qui è una parodia dove un gruppo di persone inseguono un sogno. Vedere Paul Rudd e Jack Black è già sinonimo di un duetto comico e il film strizza l'occhio a tante cose senza di fatto azzeccarne mai una. Si lascia vedere ma rimane l'amaro soprattutto per come viene impiegato in maniera tenue l'anaconda, gigantesco e con una pessima c.g

Star Wars Visions-Season 3


Titolo: Star Wars Visions-Season 3
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Giappone
Stagione: 3
Episodi: 9
Giudizio: 4/5

1-Duello-La vendetta
Prodotto da Kamikaze Douga + ANIMA, sequel come si evince dal titolo del primissimo episodio della serie Il Duello, offre una panoramica interessante su ciò che attende i fan quest'anno. Con l'aiuto di alcuni alleati inaspettati, Ronin affronta il suo più grande nemico: un Jedi che ha perso la via, noto come "Gran Maestro", in cerca di vendetta. Diretta da Takanobu Mizuno, la protagonista affronta una vera e propria crisi d'identità.
 
2-Canto delle quattro ali
Prodotto da Project Studio Q, l'episodio vede al centro una principessa divenuta una ribelle. La giovane, che non vuole più farsi chiamare in questo modo perché "quel tempo è passato" protegge un bambino dal potere dell'Impero su un pianeta coperto di neve. Bianco e rosso si intrecciano, quasi omaggiando la tradizione di Fargo grazie alla regia di Hiroyasu Kobayashi.
 
3-Nono Jedi-Figlia della speranza
Altra puntata, altro sequel, sempre dalla prima stagione, Il Nono Jedi. Con dei Cacciatori alle calcagna, rimasta orfana, Kara si trova alla deriva nello spazio. Scopre una nave apparentemente abbandonata, custodita da un misterioso droide, Teto, che la aiuterà in modi che nemmeno può immaginare. Diretto da Naoyoshi Shiotani e prodotto da Production I.G, l'episodio è estremamente emozionante per come sviscera il rapporto uomo-macchina.
 
4-Cacciatori di taglie
WIT STUDIO realizza questo episodio, diretto da Junichi Yamamoto, in cui una cacciatrice di taglie senza scrupoli accetta un incarico da un losco industriale, chiaramente assetato di capitalismo. Ciò che scoprirà durante il lavoro è il rapporto tra due sorelle separate da piccole, una tratta inumana inaspettata e conseguenze folli per lei stessa e il suo droide. Alla fine tutti i rapporti si rinsalderanno ancora di più
 
5-Tesoro di Yuko
Prodotta da Kinema citrus Co., un'avventura di Masaki Tachibana che omaggia Spielberg mettendo in scena una caccia ad un tesoro perduto. Un'orfana cresciuta sotto protezione di un orso-droide, si allea con un ragazzino di strada - sarà orfano anche lui? - per salvare il suo tutore (l'orso) e ritrovare ciò che rimane della propria famiglia. Peccato che sulle tracce sue e del bottino ci sia anche l'Impero Galattico.
 
6-Perduti
Terzo sequel di Star Wars: Visions 3 che continua il quarto episodio in assoluto La sposa del villaggio, diretto da Hitoshi Haga e prodotto da Kinema citrus Co. (Made in Abyss). Dopo aver aiutato un gruppo di rifugiati a fuggire da un disastro naturale, una F in incognito si trova di fronte ad un dilemma. Quando la loro astronave viene intercettata dall'Impero, si trova costretta ad affrontare i fantasmi del proprio passato. La puntata mescola animazione classica e pittorica per mettere in scena i ricordi della protagonista.

7-Contrabbandiera
TRIGGER (già dietro lo psichedelico Promare) produce questa puntata diretta da Masahiko Otsuka che mette ancora una volta al centro denaro e onore come scelta di vita, nel segno della Forza. Alla disperata ricerca disperata di guadagno facile, una contrabbandiera accetta l'incarico di portare in salvo un fuggitivo dell'Impero sulla propria nave. Peccato che egli sia un Principe ereditario in fuga che ricorda a tutti quando le cose nella Galassia andavano meglio.
 
8-Uccello del paradiso
Maestri Jedi e allievi Padawan sono al centro del penultimo episodio della terza stagione, prodotto da Polygon Pictures e diretto da Tadahiro "Tady" Yoshihira. Suddiviso a propria volta in capitoli e realizzato in stile pittorico come un antico libro di favole e leggende giapponesi, racconta di un'impetuosa Padawan Jedi rimasta accecata in battaglia. Lei dovrà imparare a vedere di nuovo attraverso la Forza, affrontando una serie di prove spirituali per resistere alla tentazione del Lato Oscuro.
 
9-Nero
L'episodio finale del Volume 3 è anche quello più psichedelico di tutti. Totalmente senza dialoghi ma con musica jazz in sottofondo, è frutto di david production e della regia di Shinya Ohira. Un montaggio suggestivo ma di non facile comprensione per tutti, mostra una psichedelica battaglia tra yin e yang. Passato e presente, luce e oscurità, vita e morte si affrontano mentre la Fine prende forma nella mente tormentata di un soldato imperiale che sta per essere sconfitto. Cosa vedrà prima di spirare?

Five nights at Freddy 2


Titolo: Five nights at Freddy 2
Regia: Emma Tammi
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

1982. Nel primo ristorante della catena Freddy Fazbear's avviene una tragedia: la morte misteriosa di una ragazza considerata strana, Charlotte, che aveva cercato di salvare un bambino nel disinteresse dei genitori. Venti anni dopo, e successivamente agli eventi terrificanti raccontati nel primo film, Abby, sorella minore di Mike, sente la mancanza dei suoi compagni di giochi, i giganteschi e inquietanti animatronics di Freddy's, posseduti dagli spiriti delle vittime innocenti del killer William Afton. Mike sottovaluta il malcontento di Abby e così non si accorge che una minaccia mortale, ancor più temibile di quella affrontata in passato, sta per abbattersi su lui e Vanessa, l'altra sopravvissuta alla notte da Freddy's, che Mike sta frequentando. Intanto si avvicina il giorno del FazFest, evento macabro dedicato ai pupazzi giganti, assurti a mito maledetto presso i teenager.
 
Basta una semplice premessa. Josh Hutcherson non deve circolare. Un insulto per quanto concerne significhi voler fare l'attore. Detto ciò il sequel della Tammi è riuscito a far peggio del precedente o forse potremmo allinearli difficile da comprendere e non so nemmeno se abbia senso farlo.
C'è una bambina che diventa una sorta di protagonista, vecchi fantasmi risvegliati e alla fine uno scontro tra pupazzi buoni vs pupazzi cattivi.
Five Nights at Freddys 2 però non và oltre queste derivazioni, impreciso fino al midollo, incapace di prendere una direzione propria: è un horror per bambini, in cui si punta chiaramente a spaventare, ma lasciando che quasi tutto ciò che è pensato per farlo avvenga fuori campo. Si insiste ad esempio sulla volontà dei robot di schiacciare le teste degli adulti, eppure le diverse volte che ciò avviene (o sta per avvenire) non vengono mostrate. C’è poi un’incredibile confusione tra ciò che, a livello diegetico, dovrebbe essere reale e cosa soprannaturale. Non è una questione da poco per un horror, perché non è mai chiara la natura del mostro, ciò che è in grado di fare e ciò che al contrario i protagonisti dovrebbero inventarsi per sconfiggerlo. 

Pallottola spuntata (2026)


Titolo: Pallottola spuntata (2026)
Regia: Akiva Shaffer
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Frank Drebin jr. ha ereditato dal padre l'infallibilità nel catturare i criminali, ma anche la goffaggine e l'atteggiamento anti-sociale, che lo rende spesso più un pericolo che una risorsa per le forze della Legge. Dopo aver sgominato una rapina, l'indagine su un caso di possibile suicidio lo mette sulle tracce di Richard Cane, magnate della tecnologia che ha escogitato un piano criminoso per riportare l'umanità a uno stadio primordiale e ferino. Ma Cane non sa con chi ha a che fare.
 
Al di là di tutti i dubbi che ci fossero alla base dettati da un trailer assurdo e dal nostro vendicatore Liam Neeson a trasformarsi nella parodia di Frank Drebin Jr. Figlio di Leslie, devo ammettere che pur non amando il genere come commedia comica perlomeno funziona. Diciamo anche che fin da subito ha un ritmo esagerato puntando a gag continue senza a volte trovarne un filo narrativo coerente ma è pur vero che il genere può permetterselo soprattutto quando ironizza su un film che per molti è diventato un cult.
In sostanza sono 85 minuti - e la brevità aiuta - di gigantesca comfort zone, che ha pochissimo senso di esistere in assoluto nella storia del cinema, ma ha pieno diritto di cittadinanza nel particolare di un preciso target generazionale, bisognoso della consolazione nostalgica di un amarcord, seppur in tono minore

Return to Silent Hill


Titolo: Return to Silent Hill
Regia: Cristophe Gans
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

L'aitante pittore James, sfiorando l'incidente su una provinciale panoramica, incontra Mary al belvedere di Silent Hill. L'accompagna in città e sboccia subito l'amore. La trama, però, si svolge su due piani: il protagonista, in realtà, sogna un dolce passato perduto. Il presente è alcolismo, risse e perdizione, lontano dall'amata. Fin quando, durante l'ennesima notte da sbronzo, rinviene una lettera in cui Mary gli chiede di tornare da lei. James si fionda a Silent Hill, città fantasma spazzata da nebbia e cenere, infestata da blatte, manichini femminili senza occhi né braccia e altre creature inquietanti. Affrontando ogni sorta di mostri e cercando di ricomporre il puzzle della sua vita con Mary, farà di tutto per non precipitare nella follia e ricongiungersi a lei.

Dispiace e nemmeno poco per quest’altra occasione sprecata. Per ora si salva solo il primo bel capitolo. Peccato perchè ancora una volta l’ambientazione e l’atmosfera non erano davvero male.
Come soprattutto non è male ma rimane ben impressa Hannah Emily Anderson. Il problema è la storia quando cerca di inserirsi su più piani narrativi e farli incastrare e funzionare.
La parte sulla storia di Silent Hill non era nemmeno male ma la sotto storia sul padre di Mary, il fondatore, e il rituale degli abitanti e la creatura che deve sorgere è confusa e quando ci arriviamo con James non si capisce molto e a tratti viene veramente montata male.
Così come il ruolo della bambina e del feto. La parte poi di James nella realtà con la psicoanalista e i suoi deliri è imbarazzante.
Rimangono alcuni scorci come quando dalla fiaba da sogno arrivano quei nuvoloni che ti fanno capire come sta per andare tutto in merda. E non a caso inizia quando James per amore decide di trasferirsi a Silent Hill

Tulsa King-Season 3


Titolo: Tulsa King-Season 3
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 3
Episodi: 10
Giudizio: 2/5

La terza stagione di Tulsa King vede Dwight "Il Generale" Manfredi consolidare il suo impero a Tulsa, scontrandosi con i Dunmire, una potente famiglia criminale locale. Tra colpi di scena, rapimenti e l'espansione nel business dei bourbon, Dwight affronta nuovi pericolosi nemici dopo essere stato rapito da ignoti nel finale della stagione precedente. 
 
Tulsa King potrebbe durare all'infinito dipende solo dalla salute di Stallone. La stagione con meno azione in assoluto (sarà un segnale) dove alla fine sembra rifarsi alla vecchia formula del contrabbando, il proibizionismo e la compravendita di alcolici. Mi sembrava un argomento valido ma non che fosse la materia filmica e l'arco di narrazione di ben dieci episodi fatta eccezione per le enormi sotto trame davvero molto poco incisive.
Alla fine dal momento che in questa stagione non muore mai nessuno dei co-protagonisti, della famiglia sempre più allargata di Dwight anzichè restringersi. Ed è così che rivediamo il sempre buon vecchio Frank Grillo, il Bill Bevilacqua che verso il finale finisce interrogato dall'agente speciale Musso senza che ci venga detto (probabile per cercare di metterlo contro Manfredi). Abbiamo appunto Musso interpretato più che bene da un sempre in forma Kevin Pollack, altro importante acquisto e personaggio anomalo per quanto sposti la sensazione che non sia altro che un doppio giochista, nel finale davvero non me l'aspettavo davvero il risolutore Russell Lee Washington Jr. interpretato da Samuel Jackson super in parte per un ruolo da killer e amico di Dwight davvero divertente ma forse una spanna sopra tutti metterei Jeremiah Dunmire il cattivo della serie interpretato da un eccellente Robert Patrick.
Ancora una volta non capisco perchè non sia dato spazio a Mitch Keller a discapito di un Tyson Mitchell a volte quasi fastidioso (la scena nel club è tra i punti più bassi). Ci sono un sacco di scene decisamente poco accettabili come la morte dell'agente della vigilanza dell'igiene ucciso dal gigante che protegge Manfredi, oppure la scena in cui Mitch e Cleo stile Bonny & Clyde stendono l'agente per poi scappare e potrei citarne molte altre ancora per dare un senso del non sense di tutta una serie di momenti e snodi narrativi