Alice, una giovane donna francese e suo marito Will hanno appena litigato nel locale che gestiscono insieme. L'uomo, in preda alla collera, prende la sua auto, corre a tutta velocità, investe un Deadite che lo stava proprio cercando, e muore. Dopo il funerale, Alice si ritrova così nella lugubre e isolata casa di famiglia del defunto. I suoceri Edgar e Susan e Polly, la nonna di Will, hanno spesso nascosto a fatica l'ostilità nei suoi confronti mentre il cognato Joseph e la sua ragazza Thya si sono mostrati più comprensivi e amichevoli. Mentre sono tutti a tavola, la tensione sale e finisce per esplodere. Poco prima, all'obitorio la salma di Will esce dalla bara e il suo spirito demoniaco contagia prima Edgar e, successivamente, anche tutti gli altri membri della famiglia. Per sopravvivere, Alice deve schivare i loro attacchi e l'unica possibilità di sopravvivenza è un pugnale magico in grado di uccidere i Deadites.
Il regista francese, sfoderando
alcuni dei momenti più brutali del franchise, evoca un film horror
selvaggio che risulta disturbante fin dal primo minuto. Il suo Evil
Dead Burn si riallaccia alla tradizione della saga ed è un incubo in
continua escalation. Con pazzeschi movimenti di macchina, fiumi di
sangue e un cast che ci mette tutto l'impegno fisico possibile,
garantisce scariche di adrenalina, sebbene a tratti il fattore
divertimento finisca un po' troppo in secondo piano. Se pensiamo alle
scene come quella del conflitto brutale tra padre, madre e figlio con
quell'inseguimento e pestaggio delirante si comprende come Vanicek
abbia verosimilmente puntato quasi tutto sul gore e la violenza


















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