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martedì 2 dicembre 2014

Mend

Titolo: Mend
Regia: John Magary
Anno: 2014
Paese: Usa
Festival: TFF 32°
Giudizio: 3/5

Due fratelli diversi e dal pessimo carattere, entrambi con frustrazioni da insuccesso, problemi esistenziali, con le donne che frequentano, con la gestione della reciproca esistenza. Il giorno che Mat, lasciato dalla compagna, si installa nell'appartamento sciatto e trasandato del fratello Alan, approfittando dell'assenza della fidanzata di lui, i due cominciano a ritrovarsi, tra alti e bassi, tra liti e botte, tra disordine e disorganizzazione in questo schifo di vita dove nulla di buono può mai cambiarti i connotati.

The Mend, allude al tentativo, peraltro fallimentare, di ricucire, rinsaldare un rapporto, un dialogo, una collaborazione tra due fratelli distanti anni luce. 
The Mend è un film sporco e rozzo che sembra girare su se stesso come un vero e proprio vortice di sporcizia e volgarità. Inizialmente è proprio così e Mat rappresenta lo stereotipo del quasi quarantenne senza nulla di concreto e stabile se non la voglia di figa. 
Il limite più grosso di Magary è quello di sprofondare in una circolarità ripetitiva che crea in alcune situazioni soprattutto noia e non comunicazione provocando anche scocciatura e fastidio per il pubblico. 
Il bello però della commedia d'esordio di Magary è quello, soprattutto finita la lunghissima festa del primo atto, di mostrarci un rapporto tra due fratelli apparentemente diversi fino a che non rivelano entrambi la loro sofferenza e la difficoltà a misurarsi con la triste realtà per cui bisogna prendersi delle responsabilità altrimenti nemmeno si rischia di perdere persino l'amore. Ancora una volta se vogliamo un film sui nuovi moderni bohemien che campano vivendo la giornata tra frustrazioni e irrisolutezze. 
Con un John Lucas perfetto nel ruolo del fratello orso sempre alla ricerca di sesso, The Mend si colloca in quell'universo della galassia yankee indipendente con toni amari e spigolosi, senza abbassare mai il ritmo e esagerando sempre di più, pur senza arrivare ad una tragedia vera e propria ma anzi...proprio per il giuoco delle parti, crea addirittura un simpatico e speranzoso finale.