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venerdì 24 luglio 2026

Passengers


Titolo: Passengers
Regia: Andre Ovredal
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.

Passengers in una ricca annata horror è un peccato che non riesca ad andare a fondo come hanno provato altri suoi coetanei in parte riuscendoci. Dimostra un coraggio iniziale che poi piano piano va scemando soprattutto nel secondo tempo quando al monaco infernale viene dato troppo peso palesandolo più del dovuto per finire in un climax disastroso e parlo della chiesetta nascosta dove avverrà lo scontro finale davvero pessimo e ingiusto nei confronti di quanto il film aveva cercato di creare nel primo atto con una bella atmosfera. L'idea del road movie, del folkore, di questa leggenda del demone che maledice i viaggiatori erano punti decisamente d'interesse ma sfruttati male.
Andre Ovredal è un regista di cui ho un'enorme stima e che ha saputo dimostrare più volte il suo talento soprattutto con progetti particolari come era stato a suo tempo TROLL HUNTER. Passengers non è un film da bocciare a priori ma è un film scritto di fretta dove tutta la bella struttura narrativa e archetipica creata nel primo atto con questo camper che scopre territori inesplorati e sembra entrare in un mood orrorifico prendendo la piega e sterzando verso l'action più frenetico soprattutto da quando i nostri due fanno l'ingresso presso il circolo dei camperisti.
Anche l'allusione religiosa a San Cristoforo, protettore dei viaggiatori, che durante il cammino di Santiago abbia conosciuto questo monaco che in realtà era un demone diventandone la sua antitesi poteva e andava un minimo spiegata meglio

Hokum


Titolo: Hokum
Regia: Damian McCarthy
Paese: Irlanda
Anno: 2026
Giudizio: 3/5

Quando lo scrittore Ohm Bauman arriva in un remoto hotel nel cuore dell'Irlanda per spargere le ceneri dei suoi genitori - che proprio lì avevano trascorso la loro luna di miele - quello che dovrebbe essere un semplice viaggio di commiato si trasforma rapidamente in un incubo. L'albergo custodisce un segreto che nessuno vuole nominare: al piano superiore, una stanza nuziale è chiusa da anni, e il personale - all'apparenza attento e professionale - sembra voler nascondere qualcosa. Cosa si cela dietro quella porta? Tra traumi passati e presenze oscure, il malcapitato sarà costretto a fare i conti con verità che ha cercato di seppellire per tutta la vita - e con ciò che quella stanza, dopo anni di silenzio, sembra finalmente pronta a rivelare.

Ultimamente negli horror si sta approfondendo sempre di più l'analisi di protagonisti/e sempre più indeboliti e fragili, tormentati dalle loro sofferenze e dai sensi di colpa. Sembra quasi che queste stesse caratteristiche scelgano i protagonisti come vittime sacrificali e capri espiatori per la rivincita del Male. McCarthy, irlandese, lo aveva già dimostrato e qui allarga l'analisi e la riflessione in un film pauroso ma complesso e non sempre con una soluzione facile dove tragedia personale e soprannaturale condividono lo stesso luogo ma relegati su piani diversi.
CAVEAT, ODDITY, sono film molto particolari, singolari oserei definire, dando un senso diverso all'atmosfera orrorifica messa in scena dall'autore e che trova una sua politica d'autore ormai sempre più convincente.
Abbiamo fantasmi, streghe, apparizioni e infine persone tremende che uccidono e nascondono i corpi. I morti, nel cinema di McCarthy, sono l'espressione tangibile di una ricerca di pace e giustizia. La madre di Ohm, un nome veramente assurdo, non lo perseguita per tormentarlo, ma per costringerlo a guardare in faccia il proprio dolore e superarlo, strappandolo all'incubo per restituirlo al reale. Ed è proprio per questo e spiegata l'indole cinica del protagonista, il suo volersi nascondere dalla realtà e vivere nelle storie horror che lo perseguitano

sabato 18 luglio 2026

Mummia (2026)


Titolo: Mummia (2026)
Regia: Lee Cronin
Paese: Usa
Anno: 2026
Giudizio: 4/5

La famiglia di Charlie Cannon, corrispondente per un canale di news americano, si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago. Irriconoscibile nell'aspetto e nel comportamento, viene riaccolta in famiglia, ma ben presto avvengono strani incidenti.

La Mummia di Lee Cronin è forse uno dei film più disgustosi in senso buono per gli amanti dell'horror degli ultimi anni. Un film che mi aspettavo sotto tono e banale quando invece porta e sviscera diverse tematiche tra cui i rituali sui bambini, il sacrificio, la tortura, il tormento e infine la disperazione e la vendetta. Un film dove forse proprio lo spunto narrativo è stato quello più originale distaccandosi in maniera netta da tutti i film finora proposti sul genere e sulla figura della Mummia, perchè a parte il titolo in realtà il film parla di tutt'altro. Mi ha colpito e lo ha fatto in maniera dura su questa vhs che a differenza di molti altri film farà paura sul serio più di quello che in realtà Katie mostrerà e metterà in atto una volta tornata nella propria casa. Il disgusto nasce soprattutto nel come viene inscenato il body horror con scene a tratti portate ai massimi eccessi e dimostrando ancora una volta come il talento di Cronin e una storia che soprattutto nella prima parte regala il suo massimo narrativo diventa uno dei fattori più sorprendenti per un film che ho paura possa non piacere alla maggior parte del pubblico che magari si aspettavano tutt'altro film e storia ma quando invece per fortuna è stato tirato fuori dal cilindro un misto che sembra strizzare l'occhio a Raimi e Friedkin con l'aggiunta di Alvarez

Ti uccideranno


Titolo: Ti uccideranno
Regia: Kirill Sokorov
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, riservata e silenziosa, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti, come se tutti sapessero qualcosa che nessuno vuole rivelare. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi
 
Ti uccideranno è un film horror d'azione tamarro e ignorante che riesce a fare il suo mettendo da parte inutili spiegazioni ma puntando tutto su una sorta di revenge movie che mischia tanto la location da CONTINENTAL, JOHN WICK e tanto altro per le scene d'azione formidabili e per aver mischiato tutto in campo esoterico con la matrice di stampo satanista dove però non si prende mai sul serio. Cadono teste, i cattivi per una sorta di patto con Satana non possono morire, il leader è rinchiuso in una stanza segreta con la testa di porco. E poi c'è lei, la giovane Asia che ancora non ha trovato un luogo sicuro nel mondo e sembrerebbe volerlo fare proprio nel grattacielo se non fosse che in realtà l'obbiettivo è ben altro ma non voglio fare spoiler. Scoprirà fin da subito di come all'interno succedano cose orrende e assurde e la testa di porco per continuare a mandare avanti la maledizione esige un tributo. La trama è ridotta all'osso e quando prova a inserire una sotto trama ne esce qualcosa di ridicolo (tutta la vicenda tra Lily e Ray) ma il film è divertimento puro con tantissimo sangue e scene splatter

Supergirl (2026)


Titolo: Supergirl (2026)
Regia: Craig Gillespie
Paese: Usa
Anno: 2026
Giudizio: 3/5

Su un pianeta illuminato da un sole rosso, Kara Zor El festeggia il proprio compleanno ubriacandosi durante un lungo pub crawl. La sua vacanza alcolica viene però interrotta da Ruthye, una ragazzina del posto in cerca di mercenari che l'aiutino a vendicarsi della banda guidata da Krem delle Colline Gialle. Krem ha ucciso i suoi genitori per impossessarsi delle spade di eccezionale fattura forgiate dal padre della giovane. Kara è in realtà Supergirl, profuga kryptoniana dotata degli stessi poteri di suo cugino Superman, ma in quel sistema solare le sue capacità sono drasticamente ridotte dal sole rosso. Nonostante ciò, non può restare a guardare mentre Ruthye viene maltrattata dai mercenari. E quando Krem, in cerca di una nave per fuggire dal pianeta, ruba proprio quella di Kara, l'alleanza tra la ragazza e Supergirl diventa inevitabile.

Supergirl non è come suo cugino. E soprattutto non vuole esserlo. Vuole discostarsi dall'ideale dell'eroina amata e acclamata dal suo popolo. E' una specie di emarginata che ama starsene spaparanzata davanti al sole giallo dell'universo in compagnia del suo cane. Ama la solitudine, i bar peggiori delle Caracas dell'universo e poi ama prendersi delle belle sbronze.
In tutto questo mantiene comunque un suo codice personale per cui se vede una ragazzina in difficoltà non può esimersi dall'aiutarla ma non per etica quanto per avere una sorta di coscienza a posto e basta così. I pianeti sono pieni di gente balorda e corrotta piuttosto che fichetta e vivace. Certo i predoni potevano essere caratterizzati meglio e Matthias Schoenaerts era un attore e un performer per cui il villain poteva essere caratterizzato meglio. Idem per lo stesso Lobo appena abbozzato e ben meno cattivo di quanto siamo abituati a leggere nelle sue storie. Alla fine Supergirl che non è una donna fatta e finita come Wonder Woman, ma una ragazzina, sa imporsi e soltanto nel terzo atto opta per una vendetta che si discosta dalla verve solita con cui i super eroi decidono il destino dei loro nemici.

Deep Water (2026)


Titolo: Deep Water (2026)
Regia: Renny Harlin
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un gruppo di passeggeri internazionali in rotta da Los Angeles a Shanghai è costretto a un atterraggio di emergenza in acque infestate dagli squali. Ora devono collaborare nella speranza di superare la furia degli squali attratti dal relitto.

Deep Water pensavo fosse un b movie nel multiverso degli shark movie quando invece è un drammone solo a tratti indigesto ma con diversi elementi perlomeno non così telefonati e scontati come ci si poteva credere.
Perchè in fondo di personaggi che forse non ti aspetti che muoiano c'è ne sono più di uno. E ognuno di loro sembra dover pagare una sorta di contrappasso per quello che ha fatto e per le colpe che si porta dietro (banalmente i due genitori che decidono di andare a farsi una sveltina in bagno lasciando scoperti i loro figli).
Deep Water parla di come di fronte ad alcune tragedie la gente scelga se fare schifo per puro egoismo o dimostrare di possedere dei valori dimostrando un minimo di empatia e senso di civiltà per il prossimo.
Ci sono alcuni momenti davvero assurdi come quando lo squalo prende al volo un soccorritore facendo crollare un elicottero d'emergenza o di quanto si potesse spendere un minimo di più per gli effetti in cg degli squali senza magari dover chiamare Aaron Eckart o Ben Kingsley che sinceramente non avevano tutti questi perchè all'interno del film.

In the Grey


Titolo: In the Grey
Regia: Guy Ritchie
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophia, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale.

Guy Ritchie forse lavora troppo. L'impressione si evince su alcuni lavori che non sembrano rispecchiarlo a dovere.
Gli esempi sono tanti e questo film è un prodotto acerbo e grigio, spoglio di qualsiasi tipo di personalità nonostante la coppiata da buddy movie che poteva sicuramente incidere di più. Se da un lato ci prova Jake Gyllenhaal dall'altra parte c'è un costipato Henry Cavill che non sembra accendersi mai risultando quasi la controfigura di se stesso.
Lo stesso vale per Eiza Gonzales che recita sempre la stessa parte in quasi tutti i film anche se qui almeno aveva un ruolo decisamente più importante. Rispetto ad altri film d'azione roboanti degli ultimi anni questo è decisamente irrisolto e fine a se stesso con scene d'azione interessanti ma con una storia che non sembra volerci mai credere.
Per essere un film di Ritchie poteva almeno concedersi più ironia e qualche sotto storia, un minimo di colpi di scena quando invece sembra mancare proprio tutto

mercoledì 1 aprile 2026

Rip-Soldi sporchi


Titolo: Rip-Soldi sporchi
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Quando una detective della polizia di Miami viene brutalmente uccisa da due aggressori, il suo reparto, specializzato in operazioni di sequestro di denaro illecito, viene messo sotto pressione dai federali. Questa porta immediatamente a uno scontro tra un agente FBI e suo fratello maggiore, il sergente JD Byrne, che è invece uno dei poliziotti interrogati sul caso. La detective caduta in azione ha però mandato un messaggio al tenente Dane Dumars, un uomo rimasto solo dopo la morte del figlio di soli dieci anni per un tumore.

Rip sembra scritto da Nolan o meglio da suo fratello. E’ un poliziesco, un heist movie, un thriller dove però il mistero si nasconde dietro altre complesse sotto trame. Dove ognuno non è mai quello che sembra e dove alla fine nello spiegone finale nel mezzo corazzato sembra tutto di una complessità così difficile da essere romanzata che ti chiedi in alcuni twist svelati se il tutto possa avere davvero senso per come cerca in alcuni momenti di complicarsi le cose da solo cercando una sorta di sovra complessità di cui sinceramente nessuno ne sentiva il bisogno.
Rip è un bel dramma, costruito con una galleria di attori in ottima forma e quasi tutto concentrato in un’unica location. Da quando vengono trovati i soldi nella soffitta il film comincia ad accendersi in maniera tesa soprattutto lasciando intendere che sta per arrivare un pericolo serio e reale in grado di minare ogni certezza del reparto specializzato

One Piece-Season 2


Titolo: One Piece-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

La seconda stagione del live-action di One Piece su Netflix segue la ciurma di Cappello di Paglia, guidata da Monkey D. Luffy, nell'ingresso nella pericolosa rotta marittima Grand Line. Il gruppo, dopo aver attraversato Loguetown, si scontra con la misteriosa organizzazione Baroque Works e accoglie la principessa Vivi, impegnandosi a salvare il regno di Alabasta dal perfido Crocodile. 
 
One Piece sembrava un live action impensabile da adattare e bisogna dare atto che rimane un progetto ambizioso e difficile per quanto sia lungo, per quanto sia difficile mettere in scena l'universo dell'autore e molti altri aspetti non meno importanti. Quando uscì la prima stagione eravamo tutti in allerta sul rischio mega trashata e quanto avrebbe potuto siglare una disfatta già dall'inizio. Così non fu anche se i problemi c'erano e nemmeno pochi e in tanti momenti si vedeva quanto la cg e il budget non fossero poi così tanto all'altezza. Per questa seconda stagione si è riusciti addirittura a migliorare per quanto sussistano problemi, alcuni personaggi sembrano dei veri e proprio cartoni animati con costumi e messa in scena discutibili. Però il cast è molto affiatato, nonostante si voli da un'isola all'altra a volte quasi senza soluzione di continuità (ma ripeto gli argomenti da narrare sono quasi infiniti) le scene d'azione cercano dalla loro di essere credibili grazie proprio alle prove fisiche è il talento del cast che c'è la mette tutta e poi vabbè...la parte pucciosa che narra il rapporto tra il dottor Hiriluk e Chopper è il momento più alto e commovente in assoluto. Basta da solo grazie anche al contributo della dottoressa Kureha

28 anni dopo-Tempio delle ossa


Titolo: 28 anni dopo-Tempio delle ossa
Regia: Nia DaCosta
Anno: 2026
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Il dottor Kelson si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l'incontro di Spike con Jimmy Crystal si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l'aspetto più inquietante e terrificante.

Sequel di un trittico che esplora maggiormente il mondo post apocalittico del celebre film di Danny Boyle. C’è da dire che nonostante tanti temi ormai nel sotto genere dell’horror legato a questi nuovi prototipi di zombie più veloci e famelici, quando sembrava ormai aver detto quasi tutto uscendosene però con un interessante confronto tra il personaggio di Kelson e Sansone dove quest’ultimo sembra prendere parte ad una nuova fase, la categoria Alpha, in cui cerca di ritrovare la sua umanità e dignità da infetto molto più forte e intelligente rispetto gli altri. Elemento invece che sembra perdersi della disumanità riportata prima dei sopravvissuti e affidata ad un loro leader carismatico religioso figlio di traumi irrisolti e nella sua ricerca di un dio caprino che di fatto dovrebbe essere il male rivelato a cui il gruppo vorrebbe obbedire.
Ci sono tanti elementi, tanta tortura, alcuni personaggi sembrano messi da parte, nel finale ritroviamo il nostro primo grande protagonista e il fil rouge per l’ultimo capitolo. C’è un ballo finale, una specie di rituale intorno al fuoco in chiave post moderna che poteva essere fatto meglio così come alcuni dialoghi veramente ridotti all’osso. Ralph Fiennes continua a dimostrare di essere un mostro di bravura mettendo nella galleria un dottot Kelson di una spontaneità e naturalezza incredibile, sicuramente il personaggio e l’elemento migliore finora di tutta la trilogia

Fratelli demolitori


Titolo: Fratelli demolitori
Regia: Angel Manuel Soto
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Due fratellastri che non si parlano da anni, Jonny e James, sono costretti a riunirsi dopo la misteriosa morte del padre. Mentre cercano di scoprire la verità, riaffiorano segreti sepolti e la lealtà viene messa a dura prova, svelando una cospirazione che potrebbe distruggere la loro famiglia. Insieme, sono pronti a demolire qualsiasi cosa si metta sulla loro strada

Il buddy cops era una peculiarità degli anni ‘90, la maggior parte dei film di successo vennero infatti siglati in quegli anni creando coppiate storiche e famose. Qui sembra più un fan service per portare due beniamini ad un confronto quando probabilmente l’esperimento andava fatto prima perchè è chiaro come entrambi gli attori recitino svogliati. O meglio Jason penso che da bravo tamarro possa divertirsi e nemmeno poco con questi ruoli fuori dalle righe cuciti ad hoc per lui. Diverso Dave Bautista che ormai da qualche anno abbraccia ruoli anche più drammatici e profondi e forse qui si sentiva un pesce fuor d’acqua se non per un compenso faraonico.
Wrecking Crew è il classico esempio di confort zone dell’intrattenimento senza però farti ricordare nulla. Ha tutto l’essenziale, combattimenti, inseguimenti, sparatorie, momenti tristi e melodrammatici in cui i fratelli prima si picchiano e poi cercano di fare pace, però sembra proprio un figlio d’altri tempi in un momento sbagliato dove non si riesce a sfruttare un piccolo potenziale che almeno sulla simpatia dei due protagonisti poteva e doveva costruire qualcosa di più

Missione Shelter


Titolo: Missione Shelter
Regia: Ric Roman Waugh
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Michael Mason si è ritirato dal mondo. Solo come un cane e con un cane, vive su un'isola scozzese, all'ombra di un faro e di un passato che immancabilmente ritorna. Dopo aver salvato dal naufragio la nipote del marinaio che ogni settimana gli consegna i viveri, Michael deve imparare a convivere di nuovo col mondo. Ma quando un gruppo di uomini armati sbarca sulla sua isola, è costretto a fuggire con Jesse, e proteggerla diventa la sua priorità. Dietro le quinte, intanto, l'ex capo dell'Intelligence britannica tira i fili.

I film di Jason Statham a parte forse Crank e quelli di Ritchie in cui lui non è un protagonista sono apparentemente tutti uguali tant’è che il suo cinema d’azione è quasi un sotto genere a parte. Statham è divenuto una sorta di icona ma sfido chiunque a trovare differenze da film a film come i meme che circolano su Tik Tok. Missione Shelter è banale e ignorante come pochi ma convince per il ritmo, le scene d’azione e inseguimento, per il mascellone e perchè Mason deve occuparsi di una bambina insegnandole a tenere un fucile in mano. Spoiler gli uccidono il cane ma non si incazza così tanto come pensavo. Alla fine non è nemmeno chiaro l’importanza della bambina, perchè deve proteggerla e salvarla quando ad un tratto scopriamo che l’identità di Mason è stata ovviamente compromessa e sostituita con quella di un feroce serial killer

Buen Camino


Titolo: Buen Camino
Regia: Checco Zalone
Anno: 2026
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Checco Zalone è un "nuovo Paperone italiano", possiede sei Ferrari rosse fiammanti e sta per festeggiare i suoi 50 anni con una festa a tema egizio per 800 invitati. Vive con la sua attuale compagna, una modella messicana 25enne, mentre sua figlia Cristal (in onore allo champagne) abita con la madre, ex modella e aspirante attrice negli spettacoli del suo spocchioso compagno palestinese. Il motto di Checco è che è sempre bello mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela, e si muove fra la Sardegna, Roma e Milano, non facendo assolutamente nulla di produttivo e spendendo e spandendo i soldi del padre imprenditore di successo, che lo considera un emerito coglione. Ma quando Cristal scompare Checco si metterà a cercarla e scoprirà che è partita per percorrere a piedi il Cammino di Santiago. Il padre la segue (inizialmente in Ferrari), scoprendo a poco a poco un lato di sé che non aveva mai considerato, e incontra una bella quarantenne spagnola, Alma, innamorata di un uomo misterioso.

Buen Camino speravo almeno che mi facesse ridere. E invece non ci è riuscito. Non ho nulla contro Zalone se il suo cinema vince e diventa il film più visto in Italia e fa sold out nel nostro paese vuol dire che un certo tipo di ironia ignorante e populista funziona. Si può dire che rappresenta almeno in parte lo specchio del nostro paese. Trovo che i co-protagonisti siano la vera disgrazia di questi film perchè sono quasi sempre attori o attrici giovani e antipatici. Forse il problema sta proprio nella scrittura e nella sceneggiatura. Zalone recita se stesso ma nel suo esagerare sempre piace e ha consolidato un ruolo che diventerà ahimè iconico in Italia. Sembra più un mood che un ruolo vero e proprio a pensarla meglio, quasi come se dovesse canalizzare il pensiero dell'italiano medio.
I dialoghi poi si allargano con soluzioni a volte di indubbio gusto o senso come le battute sui lager.

Return to Silent Hill


Titolo: Return to Silent Hill
Regia: Cristophe Gans
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

L'aitante pittore James, sfiorando l'incidente su una provinciale panoramica, incontra Mary al belvedere di Silent Hill. L'accompagna in città e sboccia subito l'amore. La trama, però, si svolge su due piani: il protagonista, in realtà, sogna un dolce passato perduto. Il presente è alcolismo, risse e perdizione, lontano dall'amata. Fin quando, durante l'ennesima notte da sbronzo, rinviene una lettera in cui Mary gli chiede di tornare da lei. James si fionda a Silent Hill, città fantasma spazzata da nebbia e cenere, infestata da blatte, manichini femminili senza occhi né braccia e altre creature inquietanti. Affrontando ogni sorta di mostri e cercando di ricomporre il puzzle della sua vita con Mary, farà di tutto per non precipitare nella follia e ricongiungersi a lei.

Dispiace e nemmeno poco per quest’altra occasione sprecata. Per ora si salva solo il primo bel capitolo. Peccato perchè ancora una volta l’ambientazione e l’atmosfera non erano davvero male.
Come soprattutto non è male ma rimane ben impressa Hannah Emily Anderson. Il problema è la storia quando cerca di inserirsi su più piani narrativi e farli incastrare e funzionare.
La parte sulla storia di Silent Hill non era nemmeno male ma la sotto storia sul padre di Mary, il fondatore, e il rituale degli abitanti e la creatura che deve sorgere è confusa e quando ci arriviamo con James non si capisce molto e a tratti viene veramente montata male.
Così come il ruolo della bambina e del feto. La parte poi di James nella realtà con la psicoanalista e i suoi deliri è imbarazzante.
Rimangono alcuni scorci come quando dalla fiaba da sogno arrivano quei nuvoloni che ti fanno capire come sta per andare tutto in merda. E non a caso inizia quando James per amore decide di trasferirsi a Silent Hill

Titolo: War Machine (2026)
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

War Machine, film diretto da Patrick Hughes, segue le ultime reclute giunte nella fase finale della selezione per gli Army Ranger USA, una delle forze speciale statunitensi. Quando una minaccia proveniente fuori dal nostro mondo incombe sull'umanità, l'addestramento si trasformerà in una lotta per la vita. Per sconfiggerla dovranno mettere in campo tutte le conoscenze apprese durante le fasi di selezione. Ci riusciranno?

War Machine è un film tendenzialmente filo patriottico dove la minaccia quando non arriva dal Medio Oriente diventa aliena ma nella forma meno plausibile possibile. Perchè anzichè avere le sembianze di un bel mostro che avremo tutti preferito, diventa una macchina aliena peraltro bruttina che insegue i nostri in un tortuoso survivor movie dove vorrebbe strizzare l’occhio a Predator ma il risultato a parte la bella carneficina del corpo dei futuri Ranger vede il nostro eroe riscattarsi per non aver portato in buca il fratello morto anni prima. Ancora una volta il senso di colpa che attanaglia il protagonista con i suoi fantasmi del passato viene superato dalla forza di volontà di distruggere un nemico che potrebbe mettere in ginocchio le sorti del pianeta