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sabato 18 luglio 2026

Ti uccideranno


Titolo: Ti uccideranno
Regia: Kirill Sokorov
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, riservata e silenziosa, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti, come se tutti sapessero qualcosa che nessuno vuole rivelare. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi
 
Ti uccideranno è un film horror d'azione tamarro e ignorante che riesce a fare il suo mettendo da parte inutili spiegazioni ma puntando tutto su una sorta di revenge movie che mischia tanto la location da CONTINENTAL, JOHN WICK e tanto altro per le scene d'azione formidabili e per aver mischiato tutto in campo esoterico con la matrice di stampo satanista dove però non si prende mai sul serio. Cadono teste, i cattivi per una sorta di patto con Satana non possono morire, il leader è rinchiuso in una stanza segreta con la testa di porco. E poi c'è lei, la giovane Asia che ancora non ha trovato un luogo sicuro nel mondo e sembrerebbe volerlo fare proprio nel grattacielo se non fosse che in realtà l'obbiettivo è ben altro ma non voglio fare spoiler. Scoprirà fin da subito di come all'interno succedano cose orrende e assurde e la testa di porco per continuare a mandare avanti la maledizione esige un tributo. La trama è ridotta all'osso e quando prova a inserire una sotto trama ne esce qualcosa di ridicolo (tutta la vicenda tra Lily e Ray) ma il film è divertimento puro con tantissimo sangue e scene splatter

Supergirl (2026)


Titolo: Supergirl (2026)
Regia: Craig Gillespie
Paese: Usa
Anno: 2026
Giudizio: 3/5

Su un pianeta illuminato da un sole rosso, Kara Zor El festeggia il proprio compleanno ubriacandosi durante un lungo pub crawl. La sua vacanza alcolica viene però interrotta da Ruthye, una ragazzina del posto in cerca di mercenari che l'aiutino a vendicarsi della banda guidata da Krem delle Colline Gialle. Krem ha ucciso i suoi genitori per impossessarsi delle spade di eccezionale fattura forgiate dal padre della giovane. Kara è in realtà Supergirl, profuga kryptoniana dotata degli stessi poteri di suo cugino Superman, ma in quel sistema solare le sue capacità sono drasticamente ridotte dal sole rosso. Nonostante ciò, non può restare a guardare mentre Ruthye viene maltrattata dai mercenari. E quando Krem, in cerca di una nave per fuggire dal pianeta, ruba proprio quella di Kara, l'alleanza tra la ragazza e Supergirl diventa inevitabile.

Supergirl non è come suo cugino. E soprattutto non vuole esserlo. Vuole discostarsi dall'ideale dell'eroina amata e acclamata dal suo popolo. E' una specie di emarginata che ama starsene spaparanzata davanti al sole giallo dell'universo in compagnia del suo cane. Ama la solitudine, i bar peggiori delle Caracas dell'universo e poi ama prendersi delle belle sbronze.
In tutto questo mantiene comunque un suo codice personale per cui se vede una ragazzina in difficoltà non può esimersi dall'aiutarla ma non per etica quanto per avere una sorta di coscienza a posto e basta così. I pianeti sono pieni di gente balorda e corrotta piuttosto che fichetta e vivace. Certo i predoni potevano essere caratterizzati meglio e Matthias Schoenaerts era un attore e un performer per cui il villain poteva essere caratterizzato meglio. Idem per lo stesso Lobo appena abbozzato e ben meno cattivo di quanto siamo abituati a leggere nelle sue storie. Alla fine Supergirl che non è una donna fatta e finita come Wonder Woman, ma una ragazzina, sa imporsi e soltanto nel terzo atto opta per una vendetta che si discosta dalla verve solita con cui i super eroi decidono il destino dei loro nemici.

Fight of Flight


Titolo: Fight of Flight
Regia: James Madigan
Anno: 2024
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un mercenario si assume l'incarico di rintracciare un bersaglio su un aereo, ma deve proteggerlo quando entrambi sono circondati da persone che cercano di ucciderli entrambi.
 
Senza i serpenti nell'aereo o deviazioni su quanto l'action airplanes abbia avuto il suo da dire nel cinema, qui Madigan mestierante non alle prime armi si prodiga di fatto portando Josh Hartnett che ultimamente sta dimostrando di voler continuare a fare l'attore, facendolo bene, in un filmetto ignorante e scanzonato nonchè scazzottato in puro stile B-movie che mescola violenza e commedia senza troppi preconcetti con una storia che non sembra mai prendersi sul serio e finendo per diventare quanto di più assurdo e leggero si potesse pensare. Perchè questa action comedy almeno fa quello che deve ovvero intrattenere di botte e diventando violentissimo per praticamente tutta la sua durata senza stare a inserire sotto trame o capitoli che non sembrano interessare a nessuno. Fight "on" flight non a caso dai produttori di John Wick non poteva fare altro dal momento che il film non accetta mai di puntare tutto su un aspetto frenetico e dinamico, cercando di far diventare ogni singolo accessorio del mezzo un'arma o uno spunto per sfruttare al massimo l'ambientazione e su questo devo ammettere che si sono sbizzarriti cercando di renderlo ironico e con una profusione di violenza a tratti inaspettata. Un film facilone e prevedibile con il solo scopo di divertire e intrattenere e qui bisogna però dare i meriti a un Hartnett rinato che dopo anni messo in sordina sta scegliendo e preferendo ruoli inaspettati che conferiscono il talento che merita


Master of the Universe (2026)


Titolo: Master of the Universe (2026)
Regia: Travis Knight
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il fiorente regno di Eternia custodisce nel castello di Greyskull un potere illimitato: una spada in grado di trasformare il suo possessore in un dio. Quando il malvagio Skeletor invade il regno per impossessarsene, dalla distruzione riesce a salvarsi soltanto il giovane principe Adam, catapultato sulla Terra insieme all'arma. Anni dopo Adam vive come un ragazzo qualunque, confuso, incapace di trovare il proprio posto nel mondo e quasi inconsapevole della sua origine. Ritrovare la spada significherà allora recuperare non solo il legame con Eternia, ma anche un'identità perduta.

L'intro su Eternia con la voce fuori campo di Adam mette quasi tenerezza. Sembra la versione medieval e fantasy come contro altare di quello di Parzival in READY PLAYER ONE dove si narra di un mondo immaginario.
Dopo il film dell'87 e le serie tv nonché i cartoni e i giocattoli si esplora nuovamente il franchise che sembrava ormai morto e sepolto cercando di dargli ironia e colore cercando, anche se con risultati parziali, una sorta di metafora ironica come quella fatta da DUNGEONS & DRAGONS di qualche annetto fa. Compaiono alcuni personaggi storici scelti forse in base al fan service anche se ne ricordo, almeno tra i giocattoli, alcuni molto migliori. Cerca di far sorridere ma ci riesce forse soltanto quando fa doppi riferimenti come quella su Malcom Fisto e un'altra durante i combattimenti. Mette il solito Jared Leto con un costume per cui non lo vediamo mai in carne e ossa ma cerca anche qui di esplorare un personaggio come Skeletor che in fondo sembra quasi un meme nel suo controllo spasmodico di ogni cosa gli stia attorno.

In the Grey


Titolo: In the Grey
Regia: Guy Ritchie
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophia, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale.

Guy Ritchie forse lavora troppo. L'impressione si evince su alcuni lavori che non sembrano rispecchiarlo a dovere.
Gli esempi sono tanti e questo film è un prodotto acerbo e grigio, spoglio di qualsiasi tipo di personalità nonostante la coppiata da buddy movie che poteva sicuramente incidere di più. Se da un lato ci prova Jake Gyllenhaal dall'altra parte c'è un costipato Henry Cavill che non sembra accendersi mai risultando quasi la controfigura di se stesso.
Lo stesso vale per Eiza Gonzales che recita sempre la stessa parte in quasi tutti i film anche se qui almeno aveva un ruolo decisamente più importante. Rispetto ad altri film d'azione roboanti degli ultimi anni questo è decisamente irrisolto e fine a se stesso con scene d'azione interessanti ma con una storia che non sembra volerci mai credere.
Per essere un film di Ritchie poteva almeno concedersi più ironia e qualche sotto storia, un minimo di colpi di scena quando invece sembra mancare proprio tutto

mercoledì 1 aprile 2026

Sisu-Road to revenge


Titolo: Sisu-Road to revenge
Regia: Jalmari Helander
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Tornato nella casa dove la sua famiglia è stata brutalmente assassinata, "l'uomo che rifiuta di morire" la smantella, la carica su un camion ed è determinato a ricostruirla in un luogo sicuro in loro onore. Quando il comandante dell'Armata Rossa che ha ucciso la sua famiglia torna deciso a portare a termine il lavoro, ha inizio una lotta all'ultimo sangue.
 
Sisu l'immortale a suo modo pur trattando uno stereotipo che piace tanto nel genere ovvero il revenge a danno dei nazisti Sisu, parlava di come la Finlandia, paese di cui sappiamo poco in tutti i sensi anche nel cinema, aveva dalla sua un omino in grado di sbaragliare truppe intere con metodi e strumenti assolutamente grezzi e innovativi. Qui il succo è simile ma anzichè i nazisti sono i russi e Korpi in fondo vorrebbe solo poter smontare la sua piccola casa in mezzo alle lande finlandesi e ricostruirla in un luogo più tranquillo senza dare nell'occhio dal momento che a parte la compagnia del suo cane è proprio solo come un cane perchè la sua famiglia è stata trucidata.
Ma come vi chiederete? Nel peggiore dei modi perchè in una scena quasi splatter, il nemico, il generale russo Igor Draganov, spiega proprio al nostro protagonista come gli abbia massacrati nel modo peggiore che possiate pensare.
Road to revenge è un sequel esplosivo che trasforma la brutalità in arte visiva, unendo vendetta, ironia e mitologia finlandese con ritmo millimetrico che punta all'assurdità praticamente da subito riuscendo ad intrattenere molto bene ma facendolo spesso e volentieri in maniera volutamente esagerata

Rip-Soldi sporchi


Titolo: Rip-Soldi sporchi
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Quando una detective della polizia di Miami viene brutalmente uccisa da due aggressori, il suo reparto, specializzato in operazioni di sequestro di denaro illecito, viene messo sotto pressione dai federali. Questa porta immediatamente a uno scontro tra un agente FBI e suo fratello maggiore, il sergente JD Byrne, che è invece uno dei poliziotti interrogati sul caso. La detective caduta in azione ha però mandato un messaggio al tenente Dane Dumars, un uomo rimasto solo dopo la morte del figlio di soli dieci anni per un tumore.

Rip sembra scritto da Nolan o meglio da suo fratello. E’ un poliziesco, un heist movie, un thriller dove però il mistero si nasconde dietro altre complesse sotto trame. Dove ognuno non è mai quello che sembra e dove alla fine nello spiegone finale nel mezzo corazzato sembra tutto di una complessità così difficile da essere romanzata che ti chiedi in alcuni twist svelati se il tutto possa avere davvero senso per come cerca in alcuni momenti di complicarsi le cose da solo cercando una sorta di sovra complessità di cui sinceramente nessuno ne sentiva il bisogno.
Rip è un bel dramma, costruito con una galleria di attori in ottima forma e quasi tutto concentrato in un’unica location. Da quando vengono trovati i soldi nella soffitta il film comincia ad accendersi in maniera tesa soprattutto lasciando intendere che sta per arrivare un pericolo serio e reale in grado di minare ogni certezza del reparto specializzato

One Piece-Season 2


Titolo: One Piece-Season 2
Regia: AA,VV
Anno: 2026
Paese: Usa
Stagione: 2
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

La seconda stagione del live-action di One Piece su Netflix segue la ciurma di Cappello di Paglia, guidata da Monkey D. Luffy, nell'ingresso nella pericolosa rotta marittima Grand Line. Il gruppo, dopo aver attraversato Loguetown, si scontra con la misteriosa organizzazione Baroque Works e accoglie la principessa Vivi, impegnandosi a salvare il regno di Alabasta dal perfido Crocodile. 
 
One Piece sembrava un live action impensabile da adattare e bisogna dare atto che rimane un progetto ambizioso e difficile per quanto sia lungo, per quanto sia difficile mettere in scena l'universo dell'autore e molti altri aspetti non meno importanti. Quando uscì la prima stagione eravamo tutti in allerta sul rischio mega trashata e quanto avrebbe potuto siglare una disfatta già dall'inizio. Così non fu anche se i problemi c'erano e nemmeno pochi e in tanti momenti si vedeva quanto la cg e il budget non fossero poi così tanto all'altezza. Per questa seconda stagione si è riusciti addirittura a migliorare per quanto sussistano problemi, alcuni personaggi sembrano dei veri e proprio cartoni animati con costumi e messa in scena discutibili. Però il cast è molto affiatato, nonostante si voli da un'isola all'altra a volte quasi senza soluzione di continuità (ma ripeto gli argomenti da narrare sono quasi infiniti) le scene d'azione cercano dalla loro di essere credibili grazie proprio alle prove fisiche è il talento del cast che c'è la mette tutta e poi vabbè...la parte pucciosa che narra il rapporto tra il dottor Hiriluk e Chopper è il momento più alto e commovente in assoluto. Basta da solo grazie anche al contributo della dottoressa Kureha

Avatar 3-Fuoco e cenere


Titolo: Avatar 3-Fuoco e cenere
Regia: James Cameron
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jake Sully e Neytiri stanno elaborando, ognuno a modo proprio, il lutto del figlio Neteyam. Jake allena se stesso e i figli a combattere, mentre Neytiri affronta un intenso periodo di lutto. Entrambi sono però convinti che Spider, il ragazzo umano adottato, debba tornare alla base clandestina dove vivono gli altri alleati umani dei Na'vi e dove si trovano container in cui può fare a meno della maschera. Nel viaggio verso la vecchia base, i Sully e la tribù nomade dei Windriders vengono attaccati dal feroce clan vulcanico dei Mangkwan, guidato dalla terribile Varang. Allo stesso tempo Quaritch cerca di catturare Sully, ma quando Kiri compie un miracolo, permettendo a Spider di respirare l'aria di Pandora, tutto cambia.
 
Forse qualcun altro ha sentito il commento di Cameron per cui se il film dovesse incassare il giusto, la cifra non sappiamo però, verranno realizzati gli ultimi due capitoli. Sinceramente non ne vedo il bisogno o forse non lo sento io a livello soggettivo dal momento che questa saga molto importante mi sembra che abbia già detto tutto. E' partita come una metafora sullo sterminio degli indiani d'America, una fiaba ecologista su come stiamo distruggendo il pianeta.
Un punto di vista se vogliamo stratificato su come avrebbe potuto essere l'essere umano seguendo meno la tecnologia. Lo spettacolo non manca certo, ma il risultato risulta ripetitivo e questo aspetto si notava già nel sequel. Vengono apportate poche novità come il ruolo di Spider, uno dei personaggi più interessanti della saga, che non a caso è un umano rappresentando una metafora del Ragazzo Selvaggio. In questo caso quello che è mancato o narrato male o meglio ancora non sempre le metafore riescono ad essere pungenti come nell'originalità del primo capitolo, era proprio spostare il concetto di Varang e del clan dei Mangkwan sull'economia della guerra e sul fatto che come sempre, vedi il filotto nella cronologia moderna, i paesi ricchi sfruttano le nazioni meno civilizzate per creare un ciclo infinito di guerra e vendita di armi. Certo più di tre ore sono tante per raccontare quest'ascesa e alcuni roboanti scene d'azione sembrano la copia di quelle viste in precedenza. A questo punto per evitare altre spiacevoli sorprese sarebbe meglio terminare qui la trilogia per evitare di perdere di credibilità e significato su una saga importante


Fratelli demolitori


Titolo: Fratelli demolitori
Regia: Angel Manuel Soto
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Due fratellastri che non si parlano da anni, Jonny e James, sono costretti a riunirsi dopo la misteriosa morte del padre. Mentre cercano di scoprire la verità, riaffiorano segreti sepolti e la lealtà viene messa a dura prova, svelando una cospirazione che potrebbe distruggere la loro famiglia. Insieme, sono pronti a demolire qualsiasi cosa si metta sulla loro strada

Il buddy cops era una peculiarità degli anni ‘90, la maggior parte dei film di successo vennero infatti siglati in quegli anni creando coppiate storiche e famose. Qui sembra più un fan service per portare due beniamini ad un confronto quando probabilmente l’esperimento andava fatto prima perchè è chiaro come entrambi gli attori recitino svogliati. O meglio Jason penso che da bravo tamarro possa divertirsi e nemmeno poco con questi ruoli fuori dalle righe cuciti ad hoc per lui. Diverso Dave Bautista che ormai da qualche anno abbraccia ruoli anche più drammatici e profondi e forse qui si sentiva un pesce fuor d’acqua se non per un compenso faraonico.
Wrecking Crew è il classico esempio di confort zone dell’intrattenimento senza però farti ricordare nulla. Ha tutto l’essenziale, combattimenti, inseguimenti, sparatorie, momenti tristi e melodrammatici in cui i fratelli prima si picchiano e poi cercano di fare pace, però sembra proprio un figlio d’altri tempi in un momento sbagliato dove non si riesce a sfruttare un piccolo potenziale che almeno sulla simpatia dei due protagonisti poteva e doveva costruire qualcosa di più

Missione Shelter


Titolo: Missione Shelter
Regia: Ric Roman Waugh
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Michael Mason si è ritirato dal mondo. Solo come un cane e con un cane, vive su un'isola scozzese, all'ombra di un faro e di un passato che immancabilmente ritorna. Dopo aver salvato dal naufragio la nipote del marinaio che ogni settimana gli consegna i viveri, Michael deve imparare a convivere di nuovo col mondo. Ma quando un gruppo di uomini armati sbarca sulla sua isola, è costretto a fuggire con Jesse, e proteggerla diventa la sua priorità. Dietro le quinte, intanto, l'ex capo dell'Intelligence britannica tira i fili.

I film di Jason Statham a parte forse Crank e quelli di Ritchie in cui lui non è un protagonista sono apparentemente tutti uguali tant’è che il suo cinema d’azione è quasi un sotto genere a parte. Statham è divenuto una sorta di icona ma sfido chiunque a trovare differenze da film a film come i meme che circolano su Tik Tok. Missione Shelter è banale e ignorante come pochi ma convince per il ritmo, le scene d’azione e inseguimento, per il mascellone e perchè Mason deve occuparsi di una bambina insegnandole a tenere un fucile in mano. Spoiler gli uccidono il cane ma non si incazza così tanto come pensavo. Alla fine non è nemmeno chiaro l’importanza della bambina, perchè deve proteggerla e salvarla quando ad un tratto scopriamo che l’identità di Mason è stata ovviamente compromessa e sostituita con quella di un feroce serial killer

Star Wars Visions-Season 3


Titolo: Star Wars Visions-Season 3
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Giappone
Stagione: 3
Episodi: 9
Giudizio: 4/5

1-Duello-La vendetta
Prodotto da Kamikaze Douga + ANIMA, sequel come si evince dal titolo del primissimo episodio della serie Il Duello, offre una panoramica interessante su ciò che attende i fan quest'anno. Con l'aiuto di alcuni alleati inaspettati, Ronin affronta il suo più grande nemico: un Jedi che ha perso la via, noto come "Gran Maestro", in cerca di vendetta. Diretta da Takanobu Mizuno, la protagonista affronta una vera e propria crisi d'identità.
 
2-Canto delle quattro ali
Prodotto da Project Studio Q, l'episodio vede al centro una principessa divenuta una ribelle. La giovane, che non vuole più farsi chiamare in questo modo perché "quel tempo è passato" protegge un bambino dal potere dell'Impero su un pianeta coperto di neve. Bianco e rosso si intrecciano, quasi omaggiando la tradizione di Fargo grazie alla regia di Hiroyasu Kobayashi.
 
3-Nono Jedi-Figlia della speranza
Altra puntata, altro sequel, sempre dalla prima stagione, Il Nono Jedi. Con dei Cacciatori alle calcagna, rimasta orfana, Kara si trova alla deriva nello spazio. Scopre una nave apparentemente abbandonata, custodita da un misterioso droide, Teto, che la aiuterà in modi che nemmeno può immaginare. Diretto da Naoyoshi Shiotani e prodotto da Production I.G, l'episodio è estremamente emozionante per come sviscera il rapporto uomo-macchina.
 
4-Cacciatori di taglie
WIT STUDIO realizza questo episodio, diretto da Junichi Yamamoto, in cui una cacciatrice di taglie senza scrupoli accetta un incarico da un losco industriale, chiaramente assetato di capitalismo. Ciò che scoprirà durante il lavoro è il rapporto tra due sorelle separate da piccole, una tratta inumana inaspettata e conseguenze folli per lei stessa e il suo droide. Alla fine tutti i rapporti si rinsalderanno ancora di più
 
5-Tesoro di Yuko
Prodotta da Kinema citrus Co., un'avventura di Masaki Tachibana che omaggia Spielberg mettendo in scena una caccia ad un tesoro perduto. Un'orfana cresciuta sotto protezione di un orso-droide, si allea con un ragazzino di strada - sarà orfano anche lui? - per salvare il suo tutore (l'orso) e ritrovare ciò che rimane della propria famiglia. Peccato che sulle tracce sue e del bottino ci sia anche l'Impero Galattico.
 
6-Perduti
Terzo sequel di Star Wars: Visions 3 che continua il quarto episodio in assoluto La sposa del villaggio, diretto da Hitoshi Haga e prodotto da Kinema citrus Co. (Made in Abyss). Dopo aver aiutato un gruppo di rifugiati a fuggire da un disastro naturale, una F in incognito si trova di fronte ad un dilemma. Quando la loro astronave viene intercettata dall'Impero, si trova costretta ad affrontare i fantasmi del proprio passato. La puntata mescola animazione classica e pittorica per mettere in scena i ricordi della protagonista.

7-Contrabbandiera
TRIGGER (già dietro lo psichedelico Promare) produce questa puntata diretta da Masahiko Otsuka che mette ancora una volta al centro denaro e onore come scelta di vita, nel segno della Forza. Alla disperata ricerca disperata di guadagno facile, una contrabbandiera accetta l'incarico di portare in salvo un fuggitivo dell'Impero sulla propria nave. Peccato che egli sia un Principe ereditario in fuga che ricorda a tutti quando le cose nella Galassia andavano meglio.
 
8-Uccello del paradiso
Maestri Jedi e allievi Padawan sono al centro del penultimo episodio della terza stagione, prodotto da Polygon Pictures e diretto da Tadahiro "Tady" Yoshihira. Suddiviso a propria volta in capitoli e realizzato in stile pittorico come un antico libro di favole e leggende giapponesi, racconta di un'impetuosa Padawan Jedi rimasta accecata in battaglia. Lei dovrà imparare a vedere di nuovo attraverso la Forza, affrontando una serie di prove spirituali per resistere alla tentazione del Lato Oscuro.
 
9-Nero
L'episodio finale del Volume 3 è anche quello più psichedelico di tutti. Totalmente senza dialoghi ma con musica jazz in sottofondo, è frutto di david production e della regia di Shinya Ohira. Un montaggio suggestivo ma di non facile comprensione per tutti, mostra una psichedelica battaglia tra yin e yang. Passato e presente, luce e oscurità, vita e morte si affrontano mentre la Fine prende forma nella mente tormentata di un soldato imperiale che sta per essere sconfitto. Cosa vedrà prima di spirare?

Tulsa King-Season 3


Titolo: Tulsa King-Season 3
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 3
Episodi: 10
Giudizio: 2/5

La terza stagione di Tulsa King vede Dwight "Il Generale" Manfredi consolidare il suo impero a Tulsa, scontrandosi con i Dunmire, una potente famiglia criminale locale. Tra colpi di scena, rapimenti e l'espansione nel business dei bourbon, Dwight affronta nuovi pericolosi nemici dopo essere stato rapito da ignoti nel finale della stagione precedente. 
 
Tulsa King potrebbe durare all'infinito dipende solo dalla salute di Stallone. La stagione con meno azione in assoluto (sarà un segnale) dove alla fine sembra rifarsi alla vecchia formula del contrabbando, il proibizionismo e la compravendita di alcolici. Mi sembrava un argomento valido ma non che fosse la materia filmica e l'arco di narrazione di ben dieci episodi fatta eccezione per le enormi sotto trame davvero molto poco incisive.
Alla fine dal momento che in questa stagione non muore mai nessuno dei co-protagonisti, della famiglia sempre più allargata di Dwight anzichè restringersi. Ed è così che rivediamo il sempre buon vecchio Frank Grillo, il Bill Bevilacqua che verso il finale finisce interrogato dall'agente speciale Musso senza che ci venga detto (probabile per cercare di metterlo contro Manfredi). Abbiamo appunto Musso interpretato più che bene da un sempre in forma Kevin Pollack, altro importante acquisto e personaggio anomalo per quanto sposti la sensazione che non sia altro che un doppio giochista, nel finale davvero non me l'aspettavo davvero il risolutore Russell Lee Washington Jr. interpretato da Samuel Jackson super in parte per un ruolo da killer e amico di Dwight davvero divertente ma forse una spanna sopra tutti metterei Jeremiah Dunmire il cattivo della serie interpretato da un eccellente Robert Patrick.
Ancora una volta non capisco perchè non sia dato spazio a Mitch Keller a discapito di un Tyson Mitchell a volte quasi fastidioso (la scena nel club è tra i punti più bassi). Ci sono un sacco di scene decisamente poco accettabili come la morte dell'agente della vigilanza dell'igiene ucciso dal gigante che protegge Manfredi, oppure la scena in cui Mitch e Cleo stile Bonny & Clyde stendono l'agente per poi scappare e potrei citarne molte altre ancora per dare un senso del non sense di tutta una serie di momenti e snodi narrativi

Titolo: War Machine (2026)
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

War Machine, film diretto da Patrick Hughes, segue le ultime reclute giunte nella fase finale della selezione per gli Army Ranger USA, una delle forze speciale statunitensi. Quando una minaccia proveniente fuori dal nostro mondo incombe sull'umanità, l'addestramento si trasformerà in una lotta per la vita. Per sconfiggerla dovranno mettere in campo tutte le conoscenze apprese durante le fasi di selezione. Ci riusciranno?

War Machine è un film tendenzialmente filo patriottico dove la minaccia quando non arriva dal Medio Oriente diventa aliena ma nella forma meno plausibile possibile. Perchè anzichè avere le sembianze di un bel mostro che avremo tutti preferito, diventa una macchina aliena peraltro bruttina che insegue i nostri in un tortuoso survivor movie dove vorrebbe strizzare l’occhio a Predator ma il risultato a parte la bella carneficina del corpo dei futuri Ranger vede il nostro eroe riscattarsi per non aver portato in buca il fratello morto anni prima. Ancora una volta il senso di colpa che attanaglia il protagonista con i suoi fantasmi del passato viene superato dalla forza di volontà di distruggere un nemico che potrebbe mettere in ginocchio le sorti del pianeta

lunedì 22 dicembre 2025

Ne Zha 2


Titolo: Ne Zha 2
Regia: Yu Yang
Anno: 2025
Paese: Cina
Giudizio: 4/5

Dopo essere stati colpiti dal fulmine divino, Ne Zha e Ao Bing, un demone e un drago, vedono i loro corpi distrutti. Per salvare le loro anime, il Maestro Taiyi Zhenren usa il Sacro Loto dai Sette Colori, ma riesce a rigenerare solo la forma fisica di Ne Zha. I due devono quindi condividere momentaneamente lo stesso corpo per sette giorni, in cui dovranno sottoporsi a tre prove, così da diventare immortali. Questo traguardo farà ottenere loro una pozione magica in grado di riparare il Sacro Loto e quindi poter rigenerare anche l'organismo di Ao Bing. Nel frattempo, credendo che il figlio sia morto, Ao Guang, Re Drago del Mare dell'Est, decide di attaccare il Passo di Chentang. L'alleanza tra draghi e demoni viene quindi messa in pericolo.
 
Ci sono film che meritano l'olimpo. Tra gli incassi più alti del 2025 in Cina e della storia del cinema cinese arriva il sequel più atteso di tutti. E nemmeno a farlo apposta diventa uno dei primi dieci film d'animazione e mondiali con gli incassi più alti della storia del cinema.
Ne Zha è il vero film per tutti. Avventura, teen-movie, animazione, azione, fantasy, storia, mitologia, folklore, arti marziali, soprannaturale, dramma. Il tutto condito con momenti formativi, di sacrificio e riflessione unendo tante componenti in una storia che si dipana e attraversa tutto il creato andando a toccare gli inferi e i piani celestiali chiamando in cattedra draghi, demoni, divinità ed esseri immortali. Secondo capitolo di quella che diventerà una trilogia dopo Ne Zha e poi gli altri esperimenti come New Gods Nezha Reborn ad oggi ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari (con un budget di 80 milioni), superando quindi di almeno 500 milioni il record precedente.
L'azione è ben dosata: momenti comici (al limite del demenziale) si alternano a combattimenti mozzafiato, che ricordano sia le evoluzioni del genere wuxia sia quelle dei Super Saiyan di Dragon Ball (lo stesso protagonista, Ne Zha, nell'aspetto ricorda Goku).
Ne Zha è una bella riflessione e metafora su come bene e male siano parti costitutive della stessa cosa e dello stesso essere. Per l'appunto gli immortali che dovrebbero rappresentare il bene e la ragione rivelano ciò che sono e alla fine i demoni che dovrebbero far paura e lo stesso padre di Ao Bing si rivelano come completamente l'opposto di quanto ci si poteva aspettare

Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze


Titolo: Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze
Regia: Tatsuya Yoshihara
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Denji cela due segreti: il primo è la sua reale natura di demone, capace di trasformarsi in "uomo-motosega"; il secondo è il suo amore per Makima, anche lei demone e suo capo nell'organizzazione che si occupa di debellare i loro simili ostili all'umanità. Quando conosce la bellissima cameriera Reze, Denji è scisso tra l'amore per Makima e la nuova infatuazione, che presto rivela la sua natura autentica.

La serie del 2022 era già stata a suo modo un piccolo lusso in grado di affascinarci e di cui vado a riprendere qualche considerazione della recensione passata.
Con una storia che ricalca molto il folklore e la mitologia nipponica, gli episodi di Nakayama instillano ritmo ed energia dando una narrazione sempre fluida e mai così macchinosa o complessa come altri anime hanno fatto. Stupisce per la sua resa, per il perfetto bilanciamento dei suoi personaggi sempre a tratti molto folli. Per il disegno governativo nascosto dietro le azioni della nostra squadra caccia demoni e poi dei nemici che oltre ai combattimenti sanno creare delle trame angoscianti e bizzarre come nell'episodio dell'hotel.
Il film della storia di Reze è un racconto dove nella prima parte ci porta un Denji che non vedremo mai trasformarsi, un sedicenne combattuto dagli stati emotivi dove la bella cameriera entrerà nella sua vita in maniera impattante regalando appunto un primo atto che possiamo definirlo una storia di infatuazione con la bellissima scena della piscina. Poi c'è quella trasformazione che porta in un attimo il film al macello sanguinolento e ipertrofico che abbiamo conosciuto nella serie con un tasso di violenza, morte e combattimenti di rara bellezza. Un racconto di formazione come solo gli orientali sanno fare filtrato attraverso un'estetica punk dove l'orrore è un'estensione delle fragilità emotive e l'adolescenza si manifesta come un campo di battaglia reale. Abbiamo tantissimi rimandi e citazioni, la scena nella sede degli agenti governativi e il massacro che ne consegue sembra quasi strizzare l'occhio a Naruto e i ninja della foglia.
Straziante per certi versi perchè verso il finale l'esagerazione prende il sopravvento a volte diventando quasi noioso e stancante ma il risultato finale è clamoroso

Nobody 2


Titolo: Nobody 2
Regia: Timo Tjahjanto
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Hutch lavora alacremente per il "Barbiere", facendo lavori sporchi e pericolosi uno dietro l'altro per ripagare il debito accumulato con la mafia russa dopo aver dato fuoco a un magazzino pieno di soldi. La sua vita familiare però ne risente e, prossimo ormai al burn out, decide di staccare per un bel viaggio con la famiglia. Vuole tornare all'acquapark dove l'aveva portato suo padre da bambino, nell'unica vacanza che ricordi della sua infanzia. Il padre David parte naturalmente con la famiglia, perché da quelle parti ha una piccola baita. La cittadina però non è come Hutch la ricordava e, dopo essere intervenuto a difendere i figli da alcuni bulli locali, scopre presto come il luogo sia in mano a una banda criminale. Con l'aiuto del saggio fratello adottivo Harry, cercherà di trovare una soluzione pacifica, ma ci sono crudeltà che nemmeno un ex assassino della CIA è disposto a tollerare.
 
Io adoro le cazzate quando sono ignoranti e fatte bene. Perchè non commettono l'errore di prendersi sul serio e regalano grande intrattenimento e un parziale spegnimento del cervello.
Nobody 2 avendo dimenticato quasi del tutto il primo non è poi così collegato. Hutch è più stanco, ha una famiglia che quasi non lo considera ed è stufo del suo lavoro da killer. Così come per Capitani Oltraggiosi di Joe R. Lansdale parte per una vacanza in famiglia dimenticando il dramma e sperando di trovare calma e relax quando invece si imbatterà in un'altra minaccia.
E' un sequel d'azione tutto sopra le righe a partire dai personaggi mai così esagerati ed esasperati come Sharon Stone nel ruolo di Lendina dove uccidono persone in un casinò davanti a centinaia di civili battendosene le palle, dove l'intrattenimento è tutto, dove David, l'immenso Cristopher Lloyd il padre di Hutch risulta di nuovo il più divertente tra tutti i personaggi e dove Bob Odenkirk con la sua ghigna da solo tiene alto il livello del film. Sicuramente più comico rispetto al primo capitolo, prendendosi meno sul serio senza esplorare profondità e originalità ma regalando alcune scene d'azioni mirabolanti come quella finale nel luna park o nella sala divertimenti meno invece quella sul battello anche se la scena dell'amputazione del dito è molto divertente

Running Man (2025)


Titolo: Running Man (2025)
Regia: Edgar Wright
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta tv, braccati da killer professionisti, detti "Cacciatori", mentre il pubblico, incollato agli schermi, esulta a ogni esecuzione e la gente per strada è indotta.
Ben Richards non è un eroe. È un uomo qualunque, costretto a una scelta impossibile: entrare nel gioco per salvare la figlia malata. A convincerlo è Dan Killian, il carismatico e spietato produttore dello spettacolo, maestro nel trasformare la sofferenza in spettacolo, la paura in share, la morte in intrattenimento.
 
Running Man è a tratti esagerato e con una storia e una sceneggiatura che mentre si prendono tutto il loro tempo nei primi due atti diventano veramente troppo veloci e impetuosi nel finale perdendosi anche dei pezzi per strada e alcune spiegazioni di come sono andati i fatti sull'aereo con sei bagni.
La trama è veramente super tirata con il padre che accetta per salvare la figlia in un futuro dove tutto sta andando a puttane e non si trovano nemmeno i farmaci per curare un'influenza e dove quasi tutti i lavori sono sinonimo di morte.
Ora è un film in cui tante cose non mi sono piaciute e tante invece mi hanno divertito e quasi convinto. E' un film che ho visto al cinema quindi al massimo della resa e della qualità perchè era l'unica soluzione possibile per un film di questo tipo e il risultato rimane comunque insufficiente.
Ho trovato lezioso e banale la critica politica e sociale, mi sono piaciuti solo in parte gli attori, Glen Powell funziona seppur troppo belloccio. L'azione è forse la parte migliore soprattutto nella scena dell'hotel mentre ho trovato quasi nauseabonda quella nella casa del complottista che vuole vendicarsi dell'esercito per la morte di suo padre. Un film dove come dicevo il finale è mandato avanti 2.0 e dove alla fine tutto è esattamente come ti saresti aspettato senza nemmeno un colpo di scena o una soluzione diversa da quella che il film stava intavolando. Peccato perchè la regia di Wright è incredibile su quello nulla si può dire. Ma è un progetto che per quanto lo attendessi mi ha lasciato basito come aver visto un giocattolone che alla fine non ti lascia niente e non ha nulla a che vedere con RUNNING MAN del 1987.


sabato 22 novembre 2025

Deathstalker (2025)


Titolo: Deathstalker (2025)
Regia: Steven Kostanski
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un barbaro si ritrova vittima di una maledizione legata a un talismano magico, che lo trascina in conflitto con un malvagio stregone e un clan di mostruosi assassini.
 
Deathstalker non ha l'ambizione da grimdark fantasy di prendersi sul serio. E' un b movie che punta decisamente all'intrattenimento, all'azione, alle nudità, ad effetti speciali grossolani e goderecci perchè ricordano ancora la voglia di lattice e infine infila dei personaggi caotici dove la testa volante che ride e gracchia ci accompagnerà fino ai titoli di coda.
Visto e adorato al ToHorror in una stanza gremita di fan e nerd e cultisti del cinema di genere, il film di Kostanski che si è voluto regalare questa sorta di omaggio alla trilogia degli anni '80 è un apprezzato remake ad una saga di ignoranza eroica che ha saputo mettersi nella royal fame di quel periodo in cui i fantasy ci credevano pur non avendo i soldi e gli effetti speciali.
Kostanski per me è una di quelle semi divinità dell'horror che già soltanto per quel capolavoro che è stato Void merita un suo vero e proprio culto. E' uno che si diverte ma allo stesso tempo dimostra di saperci fare con prodotti e idee coraggiose che non strizzano mai l'occhio al mercato o al fan service ma come un buon mestierante persegue la sua politica d'autore facendo in pratica il cazzo che gli pare

One battle after another


Titolo: One battle after another
Regia: Paul Thomas Anderson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e USA. Appeso al chiodo l'artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall'ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob riprende il fucile.
 
Quasi tutti quelli che sento dicono che Paul Thomas Anderson è il miglior regista in circolazione. Posso dire che è un regista che non ha mai sbagliato un film questo sì ma dal canto mio non è il mio regista preferito. I suoi film sono tutti straordinari ma nessuno mi è mai davvero entrato dentro.
Questione del tutto personale. Questa sua ultima opera ci è andata come per molte altre davvero vicino ma alla fine qualcosa è uscito dalla strada prendendo una deviazione che non è arrivata alla meta. Un'opera oserei dire colossale e ambiziosa, che sposta luoghi, ragionamenti, politica perchè è un finto film politico, anarchico, sperimentale, ambizioso ma anche auto ironico e infine una mazzata ai poteri forti se così possiamo chiamarli raffigurati come un piccolo manipolo di uomini bianchi ormai sul viale del tramonto che non sanno più bene nemmeno cosa dirsi.
Questa battaglia dopo l'altra è un film assurdo che narra le gesta di personaggi assurdi che fanno cose per dare un senso a qualcosa che proprio per loro un senso non l'ha mai avuto. L'ideale politico qui viene mistificato e beffeggiato con la scena della chiamata e del nome in codice che è la chiave di volta del film come a dire che ancora c'è gente che insegue un costrutto di idee o un sistema simbolico organizzatore di senso quando non esiste più o forse non è mai esistito.
A questo punto l'unico sano di mente sembra essere Benicio Del Toro e la sua filosofia del sensei Sergio.