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lunedì 22 dicembre 2025

Ne Zha 2


Titolo: Ne Zha 2
Regia: Yu Yang
Anno: 2025
Paese: Cina
Giudizio: 4/5

Dopo essere stati colpiti dal fulmine divino, Ne Zha e Ao Bing, un demone e un drago, vedono i loro corpi distrutti. Per salvare le loro anime, il Maestro Taiyi Zhenren usa il Sacro Loto dai Sette Colori, ma riesce a rigenerare solo la forma fisica di Ne Zha. I due devono quindi condividere momentaneamente lo stesso corpo per sette giorni, in cui dovranno sottoporsi a tre prove, così da diventare immortali. Questo traguardo farà ottenere loro una pozione magica in grado di riparare il Sacro Loto e quindi poter rigenerare anche l'organismo di Ao Bing. Nel frattempo, credendo che il figlio sia morto, Ao Guang, Re Drago del Mare dell'Est, decide di attaccare il Passo di Chentang. L'alleanza tra draghi e demoni viene quindi messa in pericolo.
 
Ci sono film che meritano l'olimpo. Tra gli incassi più alti del 2025 in Cina e della storia del cinema cinese arriva il sequel più atteso di tutti. E nemmeno a farlo apposta diventa uno dei primi dieci film d'animazione e mondiali con gli incassi più alti della storia del cinema.
Ne Zha è il vero film per tutti. Avventura, teen-movie, animazione, azione, fantasy, storia, mitologia, folklore, arti marziali, soprannaturale, dramma. Il tutto condito con momenti formativi, di sacrificio e riflessione unendo tante componenti in una storia che si dipana e attraversa tutto il creato andando a toccare gli inferi e i piani celestiali chiamando in cattedra draghi, demoni, divinità ed esseri immortali. Secondo capitolo di quella che diventerà una trilogia, ad oggi ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari (con un budget di 80 milioni), superando quindi di almeno 500 milioni il record precedente.
L'azione è ben dosata: momenti comici (al limite del demenziale) si alternano a combattimenti mozzafiato, che ricordano sia le evoluzioni del genere wuxia sia quelle dei Super Saiyan di Dragon Ball (lo stesso protagonista, Ne Zha, nell'aspetto ricorda Goku).
Ne Zha è una bella riflessione e metafora su come bene e male siano parti costitutive della stessa cosa e dello stesso essere. Per l'appunto gli immortali che dovrebbero rappresentare il bene e la ragione rivelano ciò che sono e alla fine i demoni che dovrebbero far paura e lo stesso padre di Ao Bing si rivelano come completamente l'opposto di quanto ci si poteva aspettare

Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze


Titolo: Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze
Regia: Tatsuya Yoshihara
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5

Denji cela due segreti: il primo è la sua reale natura di demone, capace di trasformarsi in "uomo-motosega"; il secondo è il suo amore per Makima, anche lei demone e suo capo nell'organizzazione che si occupa di debellare i loro simili ostili all'umanità. Quando conosce la bellissima cameriera Reze, Denji è scisso tra l'amore per Makima e la nuova infatuazione, che presto rivela la sua natura autentica.

La serie del 2022 era già stata a suo modo un piccolo lusso in grado di affascinarci e di cui vado a riprendere qualche considerazione della recensione passata.
Con una storia che ricalca molto il folklore e la mitologia nipponica, gli episodi di Nakayama instillano ritmo ed energia dando una narrazione sempre fluida e mai così macchinosa o complessa come altri anime hanno fatto. Stupisce per la sua resa, per il perfetto bilanciamento dei suoi personaggi sempre a tratti molto folli. Per il disegno governativo nascosto dietro le azioni della nostra squadra caccia demoni e poi dei nemici che oltre ai combattimenti sanno creare delle trame angoscianti e bizzarre come nell'episodio dell'hotel.
Il film della storia di Reze è un racconto dove nella prima parte ci porta un Denji che non vedremo mai trasformarsi, un sedicenne combattuto dagli stati emotivi dove la bella cameriera entrerà nella sua vita in maniera impattante regalando appunto un primo atto che possiamo definirlo una storia di infatuazione con la bellissima scena della piscina. Poi c'è quella trasformazione che porta in un attimo il film al macello sanguinolento e ipertrofico che abbiamo conosciuto nella serie con un tasso di violenza, morte e combattimenti di rara bellezza. Un racconto di formazione come solo gli orientali sanno fare filtrato attraverso un'estetica punk dove l'orrore è un'estensione delle fragilità emotive e l'adolescenza si manifesta come un campo di battaglia reale. Abbiamo tantissimi rimandi e citazioni, la scena nella sede degli agenti governativi e il massacro che ne consegue sembra quasi strizzare l'occhio a Naruto e i ninja della foglia.
Straziante per certi versi perchè verso il finale l'esagerazione prende il sopravvento a volte diventando quasi noioso e stancante ma il risultato finale è clamoroso

Nobody 2


Titolo: Nobody 2
Regia: Timo Tjahjanto
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Hutch lavora alacremente per il "Barbiere", facendo lavori sporchi e pericolosi uno dietro l'altro per ripagare il debito accumulato con la mafia russa dopo aver dato fuoco a un magazzino pieno di soldi. La sua vita familiare però ne risente e, prossimo ormai al burn out, decide di staccare per un bel viaggio con la famiglia. Vuole tornare all'acquapark dove l'aveva portato suo padre da bambino, nell'unica vacanza che ricordi della sua infanzia. Il padre David parte naturalmente con la famiglia, perché da quelle parti ha una piccola baita. La cittadina però non è come Hutch la ricordava e, dopo essere intervenuto a difendere i figli da alcuni bulli locali, scopre presto come il luogo sia in mano a una banda criminale. Con l'aiuto del saggio fratello adottivo Harry, cercherà di trovare una soluzione pacifica, ma ci sono crudeltà che nemmeno un ex assassino della CIA è disposto a tollerare.
 
Io adoro le cazzate quando sono ignoranti e fatte bene. Perchè non commettono l'errore di prendersi sul serio e regalano grande intrattenimento e un parziale spegnimento del cervello.
Nobody 2 avendo dimenticato quasi del tutto il primo non è poi così collegato. Hutch è più stanco, ha una famiglia che quasi non lo considera ed è stufo del suo lavoro da killer. Così come per Capitani Oltraggiosi di Joe R. Lansdale parte per una vacanza in famiglia dimenticando il dramma e sperando di trovare calma e relax quando invece si imbatterà in un'altra minaccia.
E' un sequel d'azione tutto sopra le righe a partire dai personaggi mai così esagerati ed esasperati come Sharon Stone nel ruolo di Lendina dove uccidono persone in un casinò davanti a centinaia di civili battendosene le palle, dove l'intrattenimento è tutto, dove David, l'immenso Cristopher Lloyd il padre di Hutch risulta di nuovo il più divertente tra tutti i personaggi e dove Bob Odenkirk con la sua ghigna da solo tiene alto il livello del film. Sicuramente più comico rispetto al primo capitolo, prendendosi meno sul serio senza esplorare profondità e originalità ma regalando alcune scene d'azioni mirabolanti come quella finale nel luna park o nella sala divertimenti meno invece quella sul battello anche se la scena dell'amputazione del dito è molto divertente

Running Man (2025)


Titolo: Running Man (2025)
Regia: Edgar Wright
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta tv, braccati da killer professionisti, detti "Cacciatori", mentre il pubblico, incollato agli schermi, esulta a ogni esecuzione e la gente per strada è indotta.
Ben Richards non è un eroe. È un uomo qualunque, costretto a una scelta impossibile: entrare nel gioco per salvare la figlia malata. A convincerlo è Dan Killian, il carismatico e spietato produttore dello spettacolo, maestro nel trasformare la sofferenza in spettacolo, la paura in share, la morte in intrattenimento.
 
Running Man è a tratti esagerato e con una storia e una sceneggiatura che mentre si prendono tutto il loro tempo nei primi due atti diventano veramente troppo veloci e impetuosi nel finale perdendosi anche dei pezzi per strada e alcune spiegazioni di come sono andati i fatti sull'aereo con sei bagni.
La trama è veramente super tirata con il padre che accetta per salvare la figlia in un futuro dove tutto sta andando a puttane e non si trovano nemmeno i farmaci per curare un'influenza e dove quasi tutti i lavori sono sinonimo di morte.
Ora è un film in cui tante cose non mi sono piaciute e tante invece mi hanno divertito e quasi convinto. E' un film che ho visto al cinema quindi al massimo della resa e della qualità perchè era l'unica soluzione possibile per un film di questo tipo e il risultato rimane comunque insufficiente.
Ho trovato lezioso e banale la critica politica e sociale, mi sono piaciuti solo in parte gli attori, Glen Powell funziona seppur troppo belloccio. L'azione è forse la parte migliore soprattutto nella scena dell'hotel mentre ho trovato quasi nauseabonda quella nella casa del complottista che vuole vendicarsi dell'esercito per la morte di suo padre. Un film dove come dicevo il finale è mandato avanti 2.0 e dove alla fine tutto è esattamente come ti saresti aspettato senza nemmeno un colpo di scena o una soluzione diversa da quella che il film stava intavolando. Peccato perchè la regia di Wright è incredibile su quello nulla si può dire. Ma è un progetto che per quanto lo attendessi mi ha lasciato basito come aver visto un giocattolone che alla fine non ti lascia niente e non ha nulla a che vedere con RUNNING MAN del 1987.


sabato 22 novembre 2025

Deathstalker (2025)


Titolo: Deathstalker (2025)
Regia: Steven Kostanski
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un barbaro si ritrova vittima di una maledizione legata a un talismano magico, che lo trascina in conflitto con un malvagio stregone e un clan di mostruosi assassini.
 
Deathstalker non ha l'ambizione da grimdark fantasy di prendersi sul serio. E' un b movie che punta decisamente all'intrattenimento, all'azione, alle nudità, ad effetti speciali grossolani e goderecci perchè ricordano ancora la voglia di lattice e infine infila dei personaggi caotici dove la testa volante che ride e gracchia ci accompagnerà fino ai titoli di coda.
Visto e adorato al ToHorror in una stanza gremita di fan e nerd e cultisti del cinema di genere, il film di Kostanski che si è voluto regalare questa sorta di omaggio alla trilogia degli anni '80 è un aprezzato remake ad una saga di ignoranza eroica che ha saputo mettersi nella royal fame di quel periodo in cui i fantasy ci credevano pur non avendo i soldi e gli effetti speciali.
Kostanski per me è una di quelle semi divinità dell'horror che già soltanto per quel capolavoro che è stato VOID merita un suo vero e proprio culto. E' uno che si diverte ma allo stesso tempo dimostra di saperci fare con prodotti e idee coraggiose che non strizzano mai l'occhio al mercato o al fan service ma come un buon mestierante persegue la sua politica d'autore facendo in pratica il cazzo che gli pare

One battle after another


Titolo: One battle after another
Regia: Paul Thomas Anderson
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e USA. Appeso al chiodo l'artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall'ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob riprende il fucile.
 
Quasi tutti quelli che sento dicono che Paul Thomas Anderson è il miglior regista in circolazione. Posso dire che è un regista che non ha mai sbagliato un film questo sì ma dal canto mio non è il mio regista preferito. I suoi film sono tutti straordinari ma nessuno mi è mai davvero entrato dentro.
Questione del tutto personale. Questa sua ultima opera ci è andata come per molte altre davvero vicino ma alla fine qualcosa è uscito dalla strada prendendo una deviazione che non è arrivata alla meta. Un'opera oserei dire colossale e ambiziosa, che sposta luoghi, ragionamenti, politica perchè è un finto film politico, anarchico, sperimentale, ambizioso ma anche auto ironico e infine una mazzata ai poteri forti se così possiamo chiamarli raffigurati come un piccolo manipolo di uomini bianchi ormai sul viale del tramonto che non sanno più bene nemmeno cosa dirsi.
Questa battaglia dopo l'altra è un film assurdo che narra le gesta di personaggi assurdi che fanno cose per dare un senso a qualcosa che proprio per loro un senso non l'ha mai avuto. L'ideale politico qui viene mistificato e beffeggiato con la scena della chiamata e del nome in codice che è la chiave di volta del film come a dire che ancora c'è gente che insegue un costrutto di idee o un sistema simbolico organizzatore di senso quando non esiste più o forse non è mai esistito.
A questo punto l'unico sano di mente sembra essere Benicio Del Toro e la sua filosofia del sensei Sergio.

Mobland-Season 1


Titolo: Mobland-Season 1
Regia: Guy Ritchie
Anno: 2025
Paese: Gran Bretagna
Stagione: 1
Episodi: 10
Giudizio: 4/5

Londra. Due famiglie criminali si spartiscono la città come imperi feudali: gli Harrigan, dediti al traffico di armi e radicati in un'estetica aristocratica della violenza, e gli Stevenson, padroni del mercato degli oppiacei sintetici. La tregua che tiene insieme questi mondi collassa in una notte soltanto, quando Eddie Harrigan, nipote viziato del boss, accoltella un ragazzo durante una serata di eccessi. Si tratta del figlio del rivale Richie Stevenson, e la sua scomparsa rischia di far esplodere una guerra mai davvero conclusa. Figura centrale sarà Harry Da Souza, fixer della famiglia Harrigan: un uomo esterno per sangue ma interno per funzione, incaricato di gestire testimoni, trattative, rappresaglie e vendette incrociate, mentre attorno a lui tutto si disfa - la sua famiglia, la sua etica, il fragile equilibrio che tiene in piedi l'impero
 
Ques'anno Tom Hardy uno degli outsider indiscussi del cinema cazzuto ha saputo regalarci questa mini serie davvero interessante e divertente e il capolavoro HAVOC.
Tenacia, carisma, muscoli, faccia da duro, spavaldo e in grado di gestire tutte le situazioni nonchè crearle e intesserle in un quadro d'insieme che vede gang, famiglie criminali, revenge e bisogno di fare mattanza e molto altro ancora. In dieci episodi succede tutto e di tutto. Vediamo la crudeltà pura della criminalità (il corpo del figlio di Richie) la conduzione della famiglia in modo violento e viscerale di Conrad Harrigan, un'immenso Pierce Brosnan, assieme alla sua musa la figura più diabolica della famiglia che trama da dietro le quinte una strepitosa Helen Mirren che assieme a Conrad raggiungono l'apice per quanto concerne due personaggi indimenticabili, deliziosi che danno dimostrazione di cosa sia veramente il talento attoriale. Mobland in fondo parla di sottobosco criminale con tutti gli annessi e connessi, con le sue regole e la sua ritualità in fondo torna a ragionare sulle distanze e le sovrapposizioni tra la famiglia naturale e quella criminale e quanto certi equilibri possano o debbano essere spostati distruggendo in un attimo i suoi componenti.

Love death and robots-Season 4


Titolo: Love death and robots-Season 4
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Diciamo che questa quarta stagione è stata molto criticata dai fan. Mantenere un livello eccelso come le prime stagioni non era facile ma io questa quarta stagione la promuovo se non a pieni voti con un giudizio alto perlomeno per il fatto di avere sempre intenti importanti e di provare a sperimentare nuovi mezzi e strumenti mettendosi in gioco e in discussione. Abbiamo tanti gatti, tanta filosofia, scifi, azione, animazione e concetti profondi e mai banali

CAN'T STOP. Pur avendo adorato i RHCP mi sembra davvero esagerato dedicar loro il primo episodio con una tecnica d'animazione spettacolare ma in fondo una specie di esercizio di stile per dare ancora più spettacolarità e pubblicità alla band in questo primo corto diretto da David Fincher con la tecnica Supermarionation
MINI INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO. Come nelle stagioni precedenti gli alieni provano a fare un primo grande passo verso gli umani con esiti tutt'altro che favorevoli
GOLGOTA diretto da Tim Miller e scritto da Joe Abercrombie: un racconto affascinante e ambiguo, che costringe lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche tra fede, alieni e fanatismo, e regala una delle poche esperienze davvero coinvolgenti del volume. Sullo sfondo della riflessione sullo specismo e sulla propensione umana a sterminare le altre creature senza troppi pensieri
ALTRA COSA GRANDE diretto da Patrick Osborne (già autore dei celebri “Three Robots”), che torna con una storia che è di fatto un possibile prequel della amatissima saga dei robot turisti sulle tracce dell’antica civiltà umana, ormai distrutta. Qua assistiamo, forse, alla genesi del disastro, quando un gatto insofferente, ambizioso, sarcastico e sprezzante (e a cui non per caso dà voce in originale il grande John Oliver) trasforma un robottino domestico in un agente dell’affrancamento dagli umani…
SPIDER ROSE ambientata nello stesso universo della “Swarm” di stagione 3, tratta anch’essa da un racconto di Bruce Sterling: e che però non raggiunge l’armoniosa profondità dell’episodio del 2022. In un altro anno “Close Encounters of the Mini Kind”, simpatico esercizio di stile nel filone miniaturizzato di “Night of the Mini Dead”

Predator-Killer dei Killer


Titolo: Predator-Killer dei Killer
Regia: Dan Trachtenberg
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Questa antologia animata originale narra di tre dei guerrieri più feroci della storia umana: una guerriera vichinga che guida il giovane figlio in una sanguinosa missione di vendetta, un ninja del Giappone feudale che si ribella al fratello samurai in una brutale lotta per la successione, e un pilota della Seconda Guerra Mondiale che si alza in volo per indagare su una minaccia misteriosa che incombe sulla causa degli Alleati.
 
Alcuni scrittori, registi e amanti del genere sanno davvero cosa il pubblico vuole. I mostri.
Perchè sempre di loro vogliamo sentir parlare e vedere sullo schermo. Trachtenberg è come Re Mida e quello che tocca diventa oro. Nell'action, nella scifi, nel fantasy, nell'horror, nella distopia.
E qui ci regala uno spaccato che mena come i fabbri, pieno di azione, mai scontato, restituisce ai nostri vilain il loro potere e la loro incomparabile forza ma ci mostra anche alcuni eroei protagonisti della loro cultura e del mito che in fondo rappresentano. Scandito in tre archi narrativi con un'arena finale dagli scontri epici e che volevamo tutti per il nostro grande godimento che è il mix perfetto di un'animazione molto ben delineata, con personaggi caratterizzati a dovere e una storia che nessuno vorrebbe finisse mai

Predator Badlands


Titolo: Predator Badlands
Regia: Dan Trachtenberg
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Considerato ancora troppo giovane e debole dal fratello maggiore, Dek è uno Yautja che vuole disperatamente dimostrare il proprio valore e guadagnare il "mantello", ossia il sistema di invisibilità che fa della sua specie una delle più pericolose della galassia. Quando suo padre chiede la sua testa e suo fratello maggiore si oppone, il genitore decide che il fratello è a sua volta troppo debole per il clan e lo sfida in un duello mortale. Dek viene intrappolato nella nave del fratello, e il velivolo parte per "il pianeta più pericoloso dell'universo" dove si trova il mitico Kalisk, una creatura dotata di straordinarie capacità rigenerative che nessun Yautja è mai riuscito a uccidere. Su questo mondo ricchissimo di insidie, Dek troverà due inattesi alleati: una piccola creatura simile a un primate ma con un duro guscio sulla schiena; e un'androide rimasta senza gambe, incapace di camminare ma ricca di informazioni sul mondo in cui si trovano.
 
Le chiavi diverse non sempre sono sinonimo di riuscita. L'impronta della Disney in questo universo di xenomorfi e yautja si sta vedendo e consolidando. Il risultato è buono ma allarga di molto il target del pubblico per un'operazione squisitamente commerciale senza però far sfigurare alcuni tra i nostri alieni preferiti. Gli yautja non amano lavorare in gruppo e non sono soliti affiancarsi da un gruppo di loser. Eppure è quello che succede.
Però il film funziona, l'azione è travolgente, creature, mostri, sintetici, la Weyland Yutani, la Madre e molti altri aspetti funzionali alla storia, ai clan dei Predator e a quell'incontro finale che strizza l'occhio al precedente film del regista PREDATOR KILLER DEI KILLER dove si spera che il nostro Dek riesca a conquistare il dono dell'invisibilità (che sia quella pallina che toglie al defunto padre e che immette nel circuito al braccio). Un film d'avventura che esplora Genna il pianeta più pericoloso della galassia dove faremo la scoperta di alcune specie deliziose e di un finale roboante anche se incredibilmente scontato con una citazione ad ALIENS

Primitive War


Titolo: Primitive War
Regia: Luke Sparke
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Nel 1968 durante la guerra in Vietnam, viene inviata la Squadra Avvoltoi, unità d’élite di ricognizione in missione per indagare sulla misteriosa scomparsa di un intero plotone di Berretti Verdi. Nella giungla fitta e silenziosa, una valle isolata ha inghiottito uomini senza lasciare nessuna traccia.
Ciò che trovano non ha nulla a che fare con la guerra che conoscono. Mentre la nebbia si infittisce e la tensione cresce, qualcosa si muove tra gli alberi, qualcosa di antico e con un istinto predatorio. I soldati non sono soli. Il loro è un viaggio nell’ignoto, dove il terrore si confonde con la giungla e la sopravvivenza non è garantita...
 
Questo Primitive War è stato millantato sul web come se fosse una specie di instant cult o piccolo capolavoro di genere. In realtà è un b movie anche abbastanza trash che fa il verso a tante cose, non riesce mai a dare l'idea se si stia prendendo sul serio oppure no e alla fine mischia esperimenti da laboratorio con tutta una teoria complottista in chiave guerra fredda yankee vs bolscevichi.
E' pure molto lungo, troppo per questo genere di film e si vede dal momento che in più parti annoia a morte quando non assistiamo a sparatorie fracassone e dei dinosauri che non saprei come definire vista la scarsa qualità della cg alcuni mi hanno ricordato il T-Rex di Toy Story.

F1




Titolo: F1
Regia: Joseph Kosinski
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il pilota ultracinquantenne Sonny Hayes non bada più al circuito in cui corre, pensa solo ad accelerare e arrivare primo: grande promessa della Formula Uno in gioventù, dopo un incidente spaventoso si è allontanato dalle luci della ribalta per rimanere libero da ogni vincolo. Quando l'ex compagno di scuderia e amico Ruben lo contatta per tornare in Formula Uno e salvare la situazione del suo team APEXGP, Sonny inizialmente rifiuta. Poi ci ripensa e torna a salire su una monoposto, come seconda guida di Joshua, un talentuoso giovane pilota dominato da irruenza e arroganza.
 
I film di formula uno o sulle macchine in generale eccetto quelli delle saghe famose non hanno mai avuto grossi successi. Basti pensare al recente GRAN TURISMO che con tutte le buone intenzioni era anch'esso un prodotto derivativo e un grosso fan service per gli appassionati dimostrando che non per forza un videogioco ha una storia alla base da cui trarre spunto. Qui il discorso cambia, il film prova a prendersi più sul serio e funziona grazie alla catarsi di un attore intenso come Brad Pitt e la sua spalla, uno strepitoso Javier Bardem che recita con la stessa intensità anche se dovesse interpretare un magazziniere di un supermercato. F1 parla di scontri generazionali, di professionisti ormai sul viale del tramonto che vogliono ancora dire la loro e dimostrare il proprio talento perchè amano essere idolatrati e sono schiavi della fama e del successo. E' il tipico film americano ma girato dannatamente bene per cui è da visionare solo e soltanto al cinema per goderne gli sforzi delle maestranze e dei reparti impiegati per le gare in pista. Prova anche a cercare una mini storia d'amore come a sottolineare che al fascino di Brad Pitt nonostante i sessanta anni non si possa resistere.

Eenie Manie


Titolo: Eenie Manie
Regia: Shawn Simmons
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il film segue una ragazza che da adolescente era un'autista esperta nella fuga che viene trascinata di nuovo nel suo losco passato quando un suo vecchio datore di lavoro le offre la possibilità di salvare la vita del suo ex fidanzato cronicamente inaffidabile.
 
Ci sono ancora film che vogliono provare ad essere pulp? Eenie Manie è una via mezzo tra tante cose senza mai di fatto sceglierne una precisa. Strizza l'occhio a BABY DRIVER ma senza averne i toni, la regia e il cast che in questo caso vede due giovani bellocci già resi famosi in altre opere.
Un heist movie fiacco che di fatto punta tutto sull'action e in parte il revenge movie citando gli anni '80 ma senza riuscire nell'impresa di assomigliare a nessuno dei grandi titoli di quegli anni.
Questo sentimento evocativo e nostalgico si sta sempre di più espandendo in opere derivative come queste che non sembrano scegliere o prediligere una narrazione propria ma prendendo in prestito da altre opere. Il film segna il debutto alla regia di Shawn Simmons, anche sceneggiatore e un'esperienza collaudata in serie tv, a cui mancano le intuizioni visive ma riesce comunque a cavarsela alle voci adrenalina e velocità, senza rinunciare a prevedibili schizzi di sangue

Mission Impossible-Final Reckoning


Titolo: Mission Impossible-Final Reckoning
Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

La fine del mondo è vicina ma Ethan Hunt non è lontano e riparte da dove aveva lasciato. Recuperata una preziosa chiave crociata, deve raggiungere adesso il Sevastopol, un sottomarino nucleare russo, distrutto dall'Intelligenza Artificiale, che giace sotto la calotta polare. La chiave gli permetterà di recuperare il 'codice sorgente' dell'IA e di disinnescarla. Ormai autonoma e 'cosciente', l'Entità accede a qualsiasi sistema operativo, manipola fatti, dati e persone ed è determinata a sterminare la razza umana. Mentre Hunt cerca una soluzione, l'IA prende progressivamente il controllo delle armi di distruzione di massa. Il tempo stringe, non resta che correre. Ancora e ancora.

Ci sono saghe che sembrano destinate a durare all'infinito. O almeno fino alla dipartita del loro (eroe)protagonista ma se funziona come franchise può continuare in eterno anche con un altro protagonista perchè a parte qualche eccezione il pubblico dimentica facilmente se gli dai quello che vuole in questo caso intrattenimento e azione.
Però lungi da me amare questa saga o l'ego smisurato del suo protagonista, c'è un finale che ho trovato, vorrei quasi azzardare il termine, profetico per quanto concerne il peso specifico della AI è quello che potenzialmente potrebbe cambiare o destrutturare nel mondo in cui viviamo.
Nulla che non sia mai stato detto perchè sono in molti a dividersi tra apocalittici e moderati ma quello che dice il finale e come lo dice è l'unico encomio al film. Per il resto abbiamo delle scene d'azione potenti e roboanti e per quanto concerne ritmo, mdp, inseguimenti e tutto il resto il film è senz'altro eccezionale.

Jardinier


Titolo: Jardinier
Regia: David Charon
Anno: 2025
Paese: Francia
Giudizio: 3/5

Serge detiene un segreto di stato. Lui, la sua famiglia e il giardiniere Leo compaiono nella lista dei morti del governo. Tentano di escogitare un piano per rimanere in vita.
 
Possiamo dire che apprezzo il tentativo di un cineasta di prendere una star internazionale di arti marziali ormai sul viale del tramonto e smontare il suo ego per renderlo un combattente ironico che non si prende mai sul serio? Perchè altrimenti Jardinier sarebbe stato come tutta la miriade di film action di arti marziali dimenticabili dove la star deve difendere una famiglia dalla minaccia di alcuni contractors. Invece qui alcune trovate mi hanno divertito facendomi quasi sorridere e Jean Claude quando vuole fare il pirla dimostra di avere un certo talento. Un film demenziale che non funziona sempre, cerca da bravo film francese di avere quel guizzo in più ma Charon è quello che è..un mestierante senza un vero talento altrimenti non si sarebbe trovato a girare un b movie con una star di sessant'anni suonati che peraltro sta invecchiando molto male.

Ice Road-Vendetta


Titolo: Ice Road-Vendetta
Regia: Jonathan Hensleigh
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Il camionista esperto di strade ghiacciate, Mike McCann, esaudisce l'ultimo desiderio del fratello morto e va in Nepal per spargerne le ceneri sull'Everest. Su un pullman turistico stracolmo che percorre la famigerata Via del Cielo a oltre 3.600 m, Mike e la sua guida affrontano dei mercenari. Dovranno lottare per salvare se stessi, i passeggeri innocenti e la terra degli abitanti di un villaggio.

Le premesse già lasciano intuire di cosa stiamo parlando e l'obbiettivo principale di Mike è così fuori dal normale da portarlo addirittura in Nepal. Da lì avvengono le cose più assurde che solo a lui e i suoi omonimi succedono in questi baldanzosi film d'azione con Liam Neeson perchè ormai sono un filone e una categoria a parte. Il film ha l'ignoranza giusta, non si prende mai sul serio, ha degli inseguimenti da capogiro che mi fanno venire in mente quando prendevo i pullman turistici in giro per il mondo e vedevo sotto di me burroni e altezze incredibili con autisti che definirli matti era un eufemismo. La coppia potrebbe funzionare ma lei è fastidiosissima così come alcuni passeggeri senza contare i mercenari che sembrano essere stati scelti a caso senza mai dare un minimo di risalto e spessore o caratterizzazione ai propri personaggi così come il losco uomo d'affari che vuole costruire una diga sul luogo e far fuori la famiglia refrattaria per vendere il terreno

domenica 26 ottobre 2025

Ironheart-Season 1


Titolo: Ironheart-Season 1
Regia: Samantha Bailey, Angela Barnes Gomes
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 6
Giudizio: 3/5

Riri è giovane, brillante, sfrontata. Una studentessa del MIT espulsa per aver venduto compiti ad altri studenti, che rientra a Chicago con un esoscheletro difettoso e un passato doloroso che si rifiuta di elaborare. I suoi sogni di emulare Tony Stark si scontrano con la realtà: lutti irrisolti, precarietà economica, mancanza di un punto d'appoggio. Nel tentativo di ricostruire la sua vita, Riri si unisce a una banda di criminali guidata da The Hood, sperando di ottenere i fondi necessari per migliorare la sua armatura e riscattare il proprio futuro.
 
Ironheart è una serie teen che potrebbe non piacere nemmeno alla fascia interessata.
Sembra un sit-com qualsiasi, interazioni tra ragazzi, rapporto con se stessi e la propria crescita personale, consapevolezza, tensioni emotive, fragilità e tutto il resto.
Il tema del super eroe e della sua crescita è la parte mancante in un racconto abbozzato dove abbiamo il villain di turno più ridicolo della storia con un mantello che poteva sviluppare meglio il concetto di super potere. Abbiamo una banda di maranza e il loro ridicolo attacco al potere senza una vera e propria politica che possa esprimerlo.
Come in MS MARVEL l'elemento teen è centrale: l'amicizia supera l'amore, il ritmo è incalzante, e i dilemmi morali sono filtrati attraverso la lente di chi si affaccia al mondo adulto per la prima volta.
Ironheart inverte i fattori rispetto a buona parte delle serie MCU: vuole soprattutto raccontare una storia con un inizio e una fine, e solo in seconda battuta introdurre elementi che verranno portati avanti in altri contesti. Non ne viene fuori un capolavoro ma certamente una miniserie gradevole, di personalità, con temi interessanti trattati in modo leggero e un cast di attori che porta a casa il risultato nonostante nessuno riesca a rimanere impresso.

Bloody Trip-Rise of the dead


Titolo: Bloody Trip-Rise of the dead
Regia: Eros D'Antona
Anno: 2025
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Rebecca combatte un demone e i suoi cari posseduti per salvare l'umanità, con l'aiuto di un alleato inaspettato
 
E se Constantine fosse un tipo tamarro, grasso e inguardabile? Una brutta copia di Paolo Noise, con un modo di fare spregiudicato e con dei dialoghi che sembrano usciti da una rissa dell'oratorio? Il risultato quale sarebbe? Bloody Trip-Rise of the dead un film che prova ad essere furbo con un titolo in inglese per vendere meglio, fatto e pensato solo per un canale commerciale e per essere divertente e spensierato. Ho scoperto che c'è un prequel che si chiama Equinox Killer è vista l'enorme componente trash del film andrò sicuramente a vederlo. Che dire, l'impegno comunque a tratti c'è stato, la trama e gran parte delle scelte visive ed estetiche non hanno un briciolo di originalità ma sono soltanto scopiazzamenti di opere cult e in questo è doveroso sottolineare la povertà creativa dell'autore e dell'opera. Di sicuro il fratello con i suoi film aveva fatto molto meglio perlomeno provandoci per poi finire nel dimenticatoio.

Striking Rescue


Titolo: Striking Rescue
Regia: Siyu Cheng
Anno: 2024
Paese: Cina
Giudizio: 2/5

Bai An, che un tempo lavorava come esperto di sicurezza, rapisce la giovane ereditiera He Ting per vendicarsi del padre di lei. Tuttavia, la salva inavvertitamente da un massacro perpetrato da un cartello della droga. Nonostante la giovane età, l'intraprendente He Ting, isolata e incerta sul destino del padre, propone un'alleanza a Bai An per cercare il genitore scomparso.
 
Striking Rescue è un'operazione così poco sentita dal punto di vista del cinema in generale e parlo di storia, sceneggiatura, impronta del regista, intenti. Sembra un'operazione commerciale fatta per il mercato di fatto sciorinando messaggi di indubbio gusto e lasciando una leggera patina di pensiero reazionario alla vita per giustificare un revenge-movie dove a confronto i film di Liam Neeson sembrano girati da Michael Mann. Il film di Cheng è davvero difficile da sopportare come allo stesso tempo arrivare fino alla fine di un film mediocre che si dimentica troppo facilmente.
Tony Jaa ormai è il fantasma di se stesso accettando qualsiasi compromesso ed è un peccato contando da dove era partito e quando in parte ci avesse fatto gasare da parte di un paese di cui non conoscevamo le arti marziali nel cinema action.

sabato 27 settembre 2025

Secret Level-Season 1


Titolo: Secret Level-Season 1
Regia: Dave Wilson
Anno: 2024
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 15
Giudizio: 4/5

La mia fortuna sotto certi aspetti è stata quella di non sapere nulla di questa nuova serie antologica d'animazione che come LOVE DEATH & ROBOTS la cui ultima stagione risale al 2022 si muove su diversi generi e narrazioni in questo caso tutte legate ai videogiochi.

Alcuni episodi sono davvero interessanti e pieni di azione, violenza e un'uso interessante quanto mai eccessivo di cg e parlo ovviamente per Dungeons & Dragons perfetto a parte il finale sul più bello, Sifu che mischia tradizione e cultura millenaria orientale con le arti marziali, New World è un nì nel senso che è troppo spavaldo e solo per certi aspetti mi è piaciuto con la stessa dimensione temporale che seppur originale finisce per essere un deterrente. Unreal Tournament carino nel suo sposare la causa che anche i robot possano essere senzienti e delle sorti di gladiatori del futuro su cui nessuno avrebbe mai scommesso. Warhammer 40.000 decisamente tra i migliori in assoluto per il tasso di violenza e perchè sembra una specie di Mad Max che incontra i demoni. Da qui in avanti secondo me la serie prende degli scossoni importanti, riesce comunque a portare a casa altri episodi importanti dimostrando il suo enorme valore qualitativo e riuscendo nella sua brevitas a portare a casa delle mini storie affascianti e molto diverse l'una dalle altre