Titolo: Squid Game-Season 3
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2025
Paese: Corea del Sud
Stagione: 3
Episodi: 6
Giudizio: 2/5
La terza stagione di Squid Game, ultima
della serie, vede Gi-hun, alias il giocatore 456, profondamente
segnato dagli eventi della seconda stagione.
La trama ruota attorno a una ribellione
fallita, la morte di un amico, e un tradimento segreto.
Gi-hun, tormentato dai sensi di colpa,
cerca di distruggere il sistema dall'interno, ma si ritrova a dover
fare scelte difficili e dolorose. La stagione rivela il lato ancora
più spietato degli uomini dietro il gioco e mette alla prova i
giocatori con giochi ancora più folli e spietati. Il finale, molto
discusso, vede un inaspettato cameo di Cate Blanchett, suggerendo
l'espansione del gioco a livello globale
Squid Game era la risposta come già
avevo scritto ad un misto tra Giochi senza frontiere e Battle Royale.
Idea interessante, premesse buone e sviluppo intrigante. Almeno era
quello che la prima stagione aveva promesso e mantenuto. Poi si è
arrivati ad una seconda già clamorosamente più bassa come intenti,
ambizioni, obbiettivi, caratterizzazioni dei personaggi, adrenalina,
intrattenimento e soprattutto i giochi. Questa terza stagione a parte
due prove e sfide come quella del nascondino e del salto della corda
è davvero derivativa e sembra compiacere solo lo sceneggiatore e
nemmeno il fan service della serie che vantava milioni di seguaci.
Quello che ci viene proposto appare
piuttosto come un pretesto da parte di Netflix per prolungare
forzatamente la narrazione, tornando a dinamiche già viste: giochi
ripetitivi e conflitti tra giocatori. Il risultato è un racconto
piatto e monotono, fin troppo prevedibile per un franchise che, negli
anni precedenti, aveva saputo regalarci momenti di grande tensione. I
nuovi round perdono di impatto, inseriti in un contesto che appare
confuso, mentre il pubblico ormai sembra desiderare qualcosa di
diverso.