Visualizzazione post con etichetta Scifi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scifi. Mostra tutti i post

mercoledì 1 aprile 2026

28 anni dopo-Tempio delle ossa


Titolo: 28 anni dopo-Tempio delle ossa
Regia: Nia DaCosta
Anno: 2026
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Il dottor Kelson si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l'incontro di Spike con Jimmy Crystal si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l'aspetto più inquietante e terrificante.

Sequel di un trittico che esplora maggiormente il mondo post apocalittico del celebre film di Danny Boyle. C’è da dire che nonostante tanti temi ormai nel sotto genere dell’horror legato a questi nuovi prototipi di zombie più veloci e famelici, quando sembrava ormai aver detto quasi tutto uscendosene però con un interessante confronto tra il personaggio di Kelson e Sansone dove quest’ultimo sembra prendere parte ad una nuova fase, la categoria Alpha, in cui cerca di ritrovare la sua umanità e dignità da infetto molto più forte e intelligente rispetto gli altri. Elemento invece che sembra perdersi della disumanità riportata prima dei sopravvissuti e affidata ad un loro leader carismatico religioso figlio di traumi irrisolti e nella sua ricerca di un dio caprino che di fatto dovrebbe essere il male rivelato a cui il gruppo vorrebbe obbedire.
Ci sono tanti elementi, tanta tortura, alcuni personaggi sembrano messi da parte, nel finale ritroviamo il nostro primo grande protagonista e il fil rouge per l’ultimo capitolo. C’è un ballo finale, una specie di rituale intorno al fuoco in chiave post moderna che poteva essere fatto meglio così come alcuni dialoghi veramente ridotti all’osso. Ralph Fiennes continua a dimostrare di essere un mostro di bravura mettendo nella galleria un dottot Kelson di una spontaneità e naturalezza incredibile, sicuramente il personaggio e l’elemento migliore finora di tutta la trilogia

Avatar 3-Fuoco e cenere


Titolo: Avatar 3-Fuoco e cenere
Regia: James Cameron
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jake Sully e Neytiri stanno elaborando, ognuno a modo proprio, il lutto del figlio Neteyam. Jake allena se stesso e i figli a combattere, mentre Neytiri affronta un intenso periodo di lutto. Entrambi sono però convinti che Spider, il ragazzo umano adottato, debba tornare alla base clandestina dove vivono gli altri alleati umani dei Na'vi e dove si trovano container in cui può fare a meno della maschera. Nel viaggio verso la vecchia base, i Sully e la tribù nomade dei Windriders vengono attaccati dal feroce clan vulcanico dei Mangkwan, guidato dalla terribile Varang. Allo stesso tempo Quaritch cerca di catturare Sully, ma quando Kiri compie un miracolo, permettendo a Spider di respirare l'aria di Pandora, tutto cambia.
 
Forse qualcun altro ha sentito il commento di Cameron per cui se il film dovesse incassare il giusto, la cifra non sappiamo però, verranno realizzati gli ultimi due capitoli. Sinceramente non ne vedo il bisogno o forse non lo sento io a livello soggettivo dal momento che questa saga molto importante mi sembra che abbia già detto tutto. E' partita come una metafora sullo sterminio degli indiani d'America, una fiaba ecologista su come stiamo distruggendo il pianeta.
Un punto di vista se vogliamo stratificato su come avrebbe potuto essere l'essere umano seguendo meno la tecnologia. Lo spettacolo non manca certo, ma il risultato risulta ripetitivo e questo aspetto si notava già nel sequel. Vengono apportate poche novità come il ruolo di Spider, uno dei personaggi più interessanti della saga, che non a caso è un umano rappresentando una metafora del Ragazzo Selvaggio. In questo caso quello che è mancato o narrato male o meglio ancora non sempre le metafore riescono ad essere pungenti come nell'originalità del primo capitolo, era proprio spostare il concetto di Varang e del clan dei Mangkwan sull'economia della guerra e sul fatto che come sempre, vedi il filotto nella cronologia moderna, i paesi ricchi sfruttano le nazioni meno civilizzate per creare un ciclo infinito di guerra e vendita di armi. Certo più di tre ore sono tante per raccontare quest'ascesa e alcuni roboanti scene d'azione sembrano la copia di quelle viste in precedenza. A questo punto per evitare altre spiacevoli sorprese sarebbe meglio terminare qui la trilogia per evitare di perdere di credibilità e significato su una saga importante


Star Wars Visions-Season 3


Titolo: Star Wars Visions-Season 3
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Giappone
Stagione: 3
Episodi: 9
Giudizio: 4/5

1-Duello-La vendetta
Prodotto da Kamikaze Douga + ANIMA, sequel come si evince dal titolo del primissimo episodio della serie Il Duello, offre una panoramica interessante su ciò che attende i fan quest'anno. Con l'aiuto di alcuni alleati inaspettati, Ronin affronta il suo più grande nemico: un Jedi che ha perso la via, noto come "Gran Maestro", in cerca di vendetta. Diretta da Takanobu Mizuno, la protagonista affronta una vera e propria crisi d'identità.
 
2-Canto delle quattro ali
Prodotto da Project Studio Q, l'episodio vede al centro una principessa divenuta una ribelle. La giovane, che non vuole più farsi chiamare in questo modo perché "quel tempo è passato" protegge un bambino dal potere dell'Impero su un pianeta coperto di neve. Bianco e rosso si intrecciano, quasi omaggiando la tradizione di Fargo grazie alla regia di Hiroyasu Kobayashi.
 
3-Nono Jedi-Figlia della speranza
Altra puntata, altro sequel, sempre dalla prima stagione, Il Nono Jedi. Con dei Cacciatori alle calcagna, rimasta orfana, Kara si trova alla deriva nello spazio. Scopre una nave apparentemente abbandonata, custodita da un misterioso droide, Teto, che la aiuterà in modi che nemmeno può immaginare. Diretto da Naoyoshi Shiotani e prodotto da Production I.G, l'episodio è estremamente emozionante per come sviscera il rapporto uomo-macchina.
 
4-Cacciatori di taglie
WIT STUDIO realizza questo episodio, diretto da Junichi Yamamoto, in cui una cacciatrice di taglie senza scrupoli accetta un incarico da un losco industriale, chiaramente assetato di capitalismo. Ciò che scoprirà durante il lavoro è il rapporto tra due sorelle separate da piccole, una tratta inumana inaspettata e conseguenze folli per lei stessa e il suo droide. Alla fine tutti i rapporti si rinsalderanno ancora di più
 
5-Tesoro di Yuko
Prodotta da Kinema citrus Co., un'avventura di Masaki Tachibana che omaggia Spielberg mettendo in scena una caccia ad un tesoro perduto. Un'orfana cresciuta sotto protezione di un orso-droide, si allea con un ragazzino di strada - sarà orfano anche lui? - per salvare il suo tutore (l'orso) e ritrovare ciò che rimane della propria famiglia. Peccato che sulle tracce sue e del bottino ci sia anche l'Impero Galattico.
 
6-Perduti
Terzo sequel di Star Wars: Visions 3 che continua il quarto episodio in assoluto La sposa del villaggio, diretto da Hitoshi Haga e prodotto da Kinema citrus Co. (Made in Abyss). Dopo aver aiutato un gruppo di rifugiati a fuggire da un disastro naturale, una F in incognito si trova di fronte ad un dilemma. Quando la loro astronave viene intercettata dall'Impero, si trova costretta ad affrontare i fantasmi del proprio passato. La puntata mescola animazione classica e pittorica per mettere in scena i ricordi della protagonista.

7-Contrabbandiera
TRIGGER (già dietro lo psichedelico Promare) produce questa puntata diretta da Masahiko Otsuka che mette ancora una volta al centro denaro e onore come scelta di vita, nel segno della Forza. Alla disperata ricerca disperata di guadagno facile, una contrabbandiera accetta l'incarico di portare in salvo un fuggitivo dell'Impero sulla propria nave. Peccato che egli sia un Principe ereditario in fuga che ricorda a tutti quando le cose nella Galassia andavano meglio.
 
8-Uccello del paradiso
Maestri Jedi e allievi Padawan sono al centro del penultimo episodio della terza stagione, prodotto da Polygon Pictures e diretto da Tadahiro "Tady" Yoshihira. Suddiviso a propria volta in capitoli e realizzato in stile pittorico come un antico libro di favole e leggende giapponesi, racconta di un'impetuosa Padawan Jedi rimasta accecata in battaglia. Lei dovrà imparare a vedere di nuovo attraverso la Forza, affrontando una serie di prove spirituali per resistere alla tentazione del Lato Oscuro.
 
9-Nero
L'episodio finale del Volume 3 è anche quello più psichedelico di tutti. Totalmente senza dialoghi ma con musica jazz in sottofondo, è frutto di david production e della regia di Shinya Ohira. Un montaggio suggestivo ma di non facile comprensione per tutti, mostra una psichedelica battaglia tra yin e yang. Passato e presente, luce e oscurità, vita e morte si affrontano mentre la Fine prende forma nella mente tormentata di un soldato imperiale che sta per essere sconfitto. Cosa vedrà prima di spirare?

lunedì 22 dicembre 2025

Bugonia


Titolo: Bugonia
Regia: Yorgos Lanthimos
Anno: 2025
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 4/5

Teddy lavora come imbustatore nella filiale di una grande azienda di spedizioni e vive in una casa disordinata, ai margini di una grande città, dove si occupa delle api e del cugino Donald, rimasto solo. Ma le api stanno scomparendo e Teddy è convinto che la stessa sorte stia per toccare al genere umano. Di più: è convinto che gli alieni siano già tra noi e per dimostrarlo pone in atto il rapimento di Michelle Fuller, potente amministratrice delegata di una multinazionale farmaceutica.
 
Avercene di Lanthimos. In un momento di forte ispirazione artistica, il regista greco continua la sua personale idea di cinema e di politica d'autore con un altro film a tratti immenso. Tutto girato in un microcosmo casalingo quando ciò di cui stiamo parlando e che sta avvenendo, l'eclissi ma non solo, riguardano temi complessi e allargati come in questo caso gli Andromediani e il destino degli esseri umani. Bugonia è una riflessione sotto forma di commedia nera che parla di complottismo, di retorica, di profezia, di cospiratori, interpretato alla grande da Jesse Plemons e il suo desiderio in questo di revenge nei confronti di chi ha scelto la debolezza della madre prima di morire per testarla come cavia. Bugonia alla fine prova ad essere semplice diventando sofisticato e prediligendo dei dialoghi in parte anomali e sconosciuti a qualsiasi essere umano che non sia appassionato di complottismo. E' un racconto grottesco, folle, forse fantascientifico, ma che cela un’amara riflessione sulla dissoluzione nella dimensione politica nella nostra società. Riesce ad essere bizzarro, ironico, crudele soprattutto nelle scene di tortura e nelle uccisioni ma anche sobrio e lineare diventando per certi versi il film più “semplice” di Lanthimos confermando un corso meno pensoso e solenne nella carriera del cineasta greco, che non rinuncia affatto in questo modo a essere dialogante con il proprio tempo


Running Man (2025)


Titolo: Running Man (2025)
Regia: Edgar Wright
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta tv, braccati da killer professionisti, detti "Cacciatori", mentre il pubblico, incollato agli schermi, esulta a ogni esecuzione e la gente per strada è indotta.
Ben Richards non è un eroe. È un uomo qualunque, costretto a una scelta impossibile: entrare nel gioco per salvare la figlia malata. A convincerlo è Dan Killian, il carismatico e spietato produttore dello spettacolo, maestro nel trasformare la sofferenza in spettacolo, la paura in share, la morte in intrattenimento.
 
Running Man è a tratti esagerato e con una storia e una sceneggiatura che mentre si prendono tutto il loro tempo nei primi due atti diventano veramente troppo veloci e impetuosi nel finale perdendosi anche dei pezzi per strada e alcune spiegazioni di come sono andati i fatti sull'aereo con sei bagni.
La trama è veramente super tirata con il padre che accetta per salvare la figlia in un futuro dove tutto sta andando a puttane e non si trovano nemmeno i farmaci per curare un'influenza e dove quasi tutti i lavori sono sinonimo di morte.
Ora è un film in cui tante cose non mi sono piaciute e tante invece mi hanno divertito e quasi convinto. E' un film che ho visto al cinema quindi al massimo della resa e della qualità perchè era l'unica soluzione possibile per un film di questo tipo e il risultato rimane comunque insufficiente.
Ho trovato lezioso e banale la critica politica e sociale, mi sono piaciuti solo in parte gli attori, Glen Powell funziona seppur troppo belloccio. L'azione è forse la parte migliore soprattutto nella scena dell'hotel mentre ho trovato quasi nauseabonda quella nella casa del complottista che vuole vendicarsi dell'esercito per la morte di suo padre. Un film dove come dicevo il finale è mandato avanti 2.0 e dove alla fine tutto è esattamente come ti saresti aspettato senza nemmeno un colpo di scena o una soluzione diversa da quella che il film stava intavolando. Peccato perchè la regia di Wright è incredibile su quello nulla si può dire. Ma è un progetto che per quanto lo attendessi mi ha lasciato basito come aver visto un giocattolone che alla fine non ti lascia niente e non ha nulla a che vedere con RUNNING MAN del 1987.


sabato 22 novembre 2025

Jimmy and Stiggs


Titolo: Jimmy and Stiggs
Regia: Joe Begos
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Jimmy, filmmaker spiantato, chiama a raccolta il suo vecchio amico Stiggs per reclutarlo nella guerra che ha dichiarato agli alieni che l’avevano rapito e che ora sono tornati a braccarlo. Che sia la verità oppure una costruzione della mente psicotica di Jimmy… sarà una cazzo di carneficina
 
Nel panorama freakshow del ToHorror non poteva mancare uno dei miei registi preferiti dell'attuale panorama horror, il cazzutissimo Joe Begos. Apro e chiudo parentesi sul velo pietoso di Eli Roth che presenta il film dopo che sappiamo tutti essere dalla parte di Israele e questo il direttore del festival ha voluto precisarlo. A parte la parentesi dei due divertentissimi fake trailer Piano Killer e Don’t Go in That House, Bitch! Il film inizia con un Pov per poi alzare l'asticella mostrarci uno sballone che si è appena perso una scopata epica con la sua ex dalle tettone rifatte e tra alcool, canne e cocaina inizia a vedere gli alieni e colpirli con qualsiasi cosa trovi in casa. E' un viaggio nel delirio tutto in chiave fuck per qualsiasi cosa. Come sempre lo stile di Begos è inconfondibile per un film ignorante come quasi tutti i suoi lavori ma così maledettamente intensi e pervasi di un'atmosfera colorata con queste luci al neon che come sempre diventano protagoniste nei suoi film sparaflashando ogni cosa, ogni dettaglio nella stessa casa del regista che diventa la bara di un ambiente acidissimo e pieno di tutto ciò che potrebbe essere definito proibito e proibitivo.
Nel terzo atto poi il film decolla ancora finendo nell'universo complottista fatto di esperimenti alieni, tute spaziali e gore e splatter a manetta finendo nel vero senso della parola per tagliarsi pezzo per pezzo

Shrouds


Titolo: Shrouds
Regia: David Cronemberg
Anno: 2024
Paese: Canada
Giudizio: 4/5

Rimasto vedovo di Becca da quattro anni, Karsh ha faticosamente trovato il modo di elaborare il lutto, benché in maniera peculiare. Grazie ai suoi ingenti mezzi finanziari ha fondato una società, GraveTech, che fabbrica sudari speciali, che permettono di riprendere con videocamere i defunti e di farli osservare post mortem ai congiunti attraverso un dispositivo elettronico. Soprattutto Karsh può così osservare Becca in ogni momento, anche da morta. Così facendo, scopre un'anomalia nelle ossa di Becca, come se queste stessero mutando sottoterra. Nel frattempo il cimitero GraveTech dove è sepolta Becca subisce un atto di vandalismo e di hacking informatico, apparentemente riconducibile a un gruppo di ecoterroristi islandesi. Maury, cognato di Karsh, e Terry, sua ex moglie e sorella di Becca, identica a lei tranne per carattere e acconciatura, pensano che siano coinvolti servizi segreti russi e cinesi, interessati alle potenzialità strategiche offerte dai sistemi GraveTech.
 
A 82 anni David Cronemberg ha ancora voglia di sperimentarsi e osservare i cambiamenti globali e tecnologici. Continua la sua voglia di ricerca e di cimentarsi con aspetti e sfere diverse della scifi come in questo caso la sua esplorazione dei confini tra tecnologia, corpo e mente, offrendo una riflessione profonda sul dolore e sulla memoria. Shrouds mi ha colpito molto per la forma e meno per la sostanza. Un film che definire minimale nella messa in scena non vale l'idea di cosa voglia davvero significare a partire, ed è forse la metafora perfetta del film, la dimora in cui vive Karsh un luogo essenziale e privo di accessori dove sembra esserci la più totale aderenza con un concetto voluto di privazione e di eccezzionali trovate visive ed estetiche come la vasca da bagno in cui rimane immerso per stimolare la propria psiche. Shrouds è un film che funziona molto quando riflette, meno quando mostra o quando il ritmo comincia a prevalere nell'indagine.
Le ossessioni storiche di Cronenberg ritornano puntualmente: voyeurismo; mutazione del corpo, qui oltre la vita; sessualità libera(ta) nella sua morbosità; necessità di esperire fino in fondo qualcosa di estremo e metafisico che la società ignora, condanna o non comprende. Il protagonista, un Vincent Cassel trasformato anche a livello fenotipico in alter ego del regista, elabora il lutto a suo modo, ma durante il processo - visto dai più come malato e sacrilego - avvicinandosi a zone percettive che gli erano sin qui ignote.


Love death and robots-Season 4


Titolo: Love death and robots-Season 4
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Diciamo che questa quarta stagione è stata molto criticata dai fan. Mantenere un livello eccelso come le prime stagioni non era facile ma io questa quarta stagione la promuovo se non a pieni voti con un giudizio alto perlomeno per il fatto di avere sempre intenti importanti e di provare a sperimentare nuovi mezzi e strumenti mettendosi in gioco e in discussione. Abbiamo tanti gatti, tanta filosofia, scifi, azione, animazione e concetti profondi e mai banali

CAN'T STOP. Pur avendo adorato i RHCP mi sembra davvero esagerato dedicar loro il primo episodio con una tecnica d'animazione spettacolare ma in fondo una specie di esercizio di stile per dare ancora più spettacolarità e pubblicità alla band in questo primo corto diretto da David Fincher con la tecnica Supermarionation
MINI INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO. Come nelle stagioni precedenti gli alieni provano a fare un primo grande passo verso gli umani con esiti tutt'altro che favorevoli
GOLGOTA diretto da Tim Miller e scritto da Joe Abercrombie: un racconto affascinante e ambiguo, che costringe lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche tra fede, alieni e fanatismo, e regala una delle poche esperienze davvero coinvolgenti del volume. Sullo sfondo della riflessione sullo specismo e sulla propensione umana a sterminare le altre creature senza troppi pensieri
ALTRA COSA GRANDE diretto da Patrick Osborne (già autore dei celebri “Three Robots”), che torna con una storia che è di fatto un possibile prequel della amatissima saga dei robot turisti sulle tracce dell’antica civiltà umana, ormai distrutta. Qua assistiamo, forse, alla genesi del disastro, quando un gatto insofferente, ambizioso, sarcastico e sprezzante (e a cui non per caso dà voce in originale il grande John Oliver) trasforma un robottino domestico in un agente dell’affrancamento dagli umani…
SPIDER ROSE ambientata nello stesso universo della “Swarm” di stagione 3, tratta anch’essa da un racconto di Bruce Sterling: e che però non raggiunge l’armoniosa profondità dell’episodio del 2022. In un altro anno “Close Encounters of the Mini Kind”, simpatico esercizio di stile nel filone miniaturizzato di “Night of the Mini Dead”

M3gan 2.0


Titolo: M3gan 2.0
Regia: Gerard Johnstone
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Sono passati due anni dai tragici eventi quando si era scatenata la furia omicida della bambola M3gan prima di essere distrutta. Ora la sua tecnologia viene rubata da una potente azienda, l'Unità Innovazione della Difesa, per creare un'altra bambola ancora più letale, Amelia, che entra subito in azione nel corso di un'operazione sul confine turco-iraniano per liberare uno scienziato che è stato rapito ma poi la situazione va completamente fuori controllo. Ben presto diventa un pericolo numero uno perché è sempre meno disposta a seguire gli ordini degli umani.
Per fermarla deve tornare in azione Gemma, che nel frattempo è diventata una figura di spicco nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale. La donna, che ha un rapporto conflittuale con sua nipote Cady che è intanto cresciuta e tende a disobbedirle spesso, riporta così in vita M3gan, con delle modifiche per renderla più veloce. Viene poi sottoposta a un ferreo addestramento per cercare così di fronteggiare e sconfiggere Amelia.
 
Avevo decsritto il primo Megan come CHUCKY 2.0 e poi manco a farlo apposta esce il sequel che si chiama proprio M3gan 2.0. Alla fine sempre di upgrade si parla. Qui più sul taglio fantascientifico, le Ai, tanta carne al fuoco per una storia che ho trovato riuscire ad essere più complessa del primo capitolo per alcuni effetti più casalingo mentre qui abbiamo una galleria di personaggi più ampia e anche i plot twist narrativi richiedono più sforzo per una storia decisamente più complessa. Diventa più esplicita la riflessione sulla dipendenza e i pericoli dell'intelligenza artificiale, diventa più articolata la denuncia per alcuni sistemi che non sembriamo ancora di grado di controllare diventando così esplicita così la sua natura più politica che si nasconde dietro il genere e sottolinea come la tecnologia, sfruttata per scopi militari, può sfuggire totalmente al controllo. La resa dei conti finale sembra uscita dai recenti Tron Legacy o Alita dimostrando come il risultato possa stupire e allo stesso tempo risultare molto più violento del previsto anche se con troppa cg. Dall'altra però la leziosità di renderlo così patinato e hi-tech talvolta rovina e stona dove l'esercizio di stile e l'eleganza avrebbero dovuto lasciare il posto a più brutalità e sporcizia visiva

domenica 26 ottobre 2025

Alien-Pianeta Terra-Season 1


Titolo: Alien-Pianeta Terra-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 8
Giudizio: 3/5

Alien: Pianeta Terra" è ambientata nel 2120, poco prima del primo film di Alien, e segue la giovane Wendy, un ibrido (conoscenza umana in corpo sintetico), che, insieme a una squadra di soldati, indaga su una nave spaziale precipitata sulla Terra. Insieme scoprono forme di vita aliene che minacciano il pianeta, spingendo la squadra a lottare per la sopravvivenza. La trama esplora l'identità umana e il controllo tecnologico in un mondo dominato da mega-corporazioni, affrontando le implicazioni della creazione degli ibridi e il confronto tra diverse forme di esistenza.

Gli xenomorfi non si possono addomesticare. Già in Jurassic World succedeva una scelta scriteriata simile dove Pratt addomesticava i Velociraptor.
La serie TV Alien: Pianeta Terra si colloca cronologicamente due anni prima del film originale Alien del 1979, ambientata nel 2120, segnando la prima volta che la saga esplora l'orrore degli xenomorfi direttamente sulla Terra. La storia si svolge in un mondo futuro dominato da potenti corporazioni scientifiche, come la Weyland-Yutani, e si posiziona come un prequel per la linea temporale principale del franchise. Fare una saga di Alien ambientandola addirittura prima dei fatti che tutti conosciamo era davvero un grandissimo rischio. Farlo poi con un cast giovane e immettendo mostri e orrori cosmici e tanto altro ancora faceva ben sperare contando che il film di Alvarez, l'ultimo uscito era andato bene ma poteva fare molto di più senza tutte quelle citazioni.
Qui ci sono perchè sembra impossibile per saghe come queste non richiamare i soliti stereotipi classici. Però funziona a livello di trama almeno nei primi episodi, mischia umani, androidi, cyborg e ibridi e poi mostra un'astronave piena di simpatiche creature cacciate nei pianeti più remoti.
La Disney finalmente sta puntando anche lei dopo alcuni film di genere a serie horror prestigiose cercando di dare spettacolo ma forzando come in questo caso alcuni elementi fondamentali della storia in generale e della brutalità degli alieni in questione
Pianeta Terra funziona meglio quando diventa filosofico più che quando passa all'azione e all'orrore. Ci sono alcuni momenti memorabili come l'occhio di polipo parassita nella capra nella scena in cui fa morire uno dei bambini sperduti nelle teche dove appunto vengono intrappolate le specie inedite. Quest'ultimo Alien medita sul futuro imminente dell’umanità: “Viviamo in un mondo in cui la natura sta iniziando a rivoltarcisi contro e la tecnologia che abbiamo creato potrebbe fare lo stesso" osserva Hawley. “Alien parla proprio di questo, di mostri primordiali e di una Ai perversa che cercano di uccidere Ripley. Ed è più che mai attuale”

sabato 27 settembre 2025

Secret Level-Season 1


Titolo: Secret Level-Season 1
Regia: Dave Wilson
Anno: 2024
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 15
Giudizio: 4/5

La mia fortuna sotto certi aspetti è stata quella di non sapere nulla di questa nuova serie antologica d'animazione che come LOVE DEATH & ROBOTS la cui ultima stagione risale al 2022 si muove su diversi generi e narrazioni in questo caso tutte legate ai videogiochi.

Alcuni episodi sono davvero interessanti e pieni di azione, violenza e un'uso interessante quanto mai eccessivo di cg e parlo ovviamente per Dungeons & Dragons perfetto a parte il finale sul più bello, Sifu che mischia tradizione e cultura millenaria orientale con le arti marziali, New World è un nì nel senso che è troppo spavaldo e solo per certi aspetti mi è piaciuto con la stessa dimensione temporale che seppur originale finisce per essere un deterrente. Unreal Tournament carino nel suo sposare la causa che anche i robot possano essere senzienti e delle sorti di gladiatori del futuro su cui nessuno avrebbe mai scommesso. Warhammer 40.000 decisamente tra i migliori in assoluto per il tasso di violenza e perchè sembra una specie di Mad Max che incontra i demoni. Da qui in avanti secondo me la serie prende degli scossoni importanti, riesce comunque a portare a casa altri episodi importanti dimostrando il suo enorme valore qualitativo e riuscendo nella sua brevitas a portare a casa delle mini storie affascianti e molto diverse l'una dalle altre

Elio


Titolo: Elio
Regia: AA,VV
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Elio Solis ha perso i genitori da bambino e il suo più grande desiderio è ora quello di essere trasportato dagli alieni verso i confini del cosmo e oltre. Sulla terra si sente infatti disperatamente solo, nonostante la presenza di sua zia Olga, che è Maggiore dell'aviazione americana con un incarico di analista orbitale. Il compito di Elio invece è captare i segnali dello spazio, e il messaggio che manda attraverso un'apparecchiatura radio improvvisata miracolosamente raggiunge il Comuniverso, un'organizzazione pangalattica che unisce le menti più evolute del cosmo, ma che ha bisogno di un capo alternativo al violento e collerico Lord Grigon, che intende dominare con la forza. Il Comuniverso preleverà Elio dalla Terra scambiandolo per un ambasciatore intergalattico, e l'undicenne troverà il su primo e unico amico in Glordon, il figlio di Lord Grigon, che non ci tiene affatto a diventare una macchina da guerra come vorrebbe suo padre, con cui la comunicazione è a dir poco problematica.
 
Ci sono tanti teen movie anni '80 a cui l'ultimo film Pixar strizza l'occhio. E o fa anche abbastanza bene se non fosse che ormai la Disney sta dimenticando cosa voglia dire antagonista o i cari vecchi cattivi che rimanevano tali pur con le loro caratterizzazioni che spesso mostravano incertezze, debolezze e fragilità e per cui a volte capitava di fare pure il tifo.
Elio parla di dolore e di perdita e di dove si cerchi di guardare un pò per curiosità , un pò per spensieratezza e via dicendo. Tra EXPLORERS e NAVIGATOR sotto certi aspetti. Ma anche qui c'è il tema della perdita di un genitore, delle dinamiche familiari, della curiosità e di voler esplorare quel mondo che se per i bambini può sembrare innocuo di certo incute un certo timore negli adulti almeno come capita nelle fiabe.

Fantastici 4-Inizi


Titolo: Fantastici 4-Inizi
Regia: Matt Shakman
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Reed Richard, sua moglie Sue Storm, il di lei fratello Johnny Storm e l'amico di famiglia Ben Grimm hanno partecipato a una missione spaziale da cui sono tornati trasformati, dotati di sensazionali poteri. Sono divenuti così i Fantastici Quattro e hanno sconfitto i mostri giganti del sottosuolo comandati dall'Uomo Talpa, sventato i piani dello Spettro Rosso e delle sue superscimmie, e scongiurato altre minacce. Eroi celebrati in tutto il pianeta, vivono in una Terra diversa da quella che conosciamo, dove gli anni Sessanta non sembrano essere mai finiti e si sono invece evoluti. Ora però un'incognita turba l'intelligenza di Reed: Sue è infatti incinta e nemmeno lui sa prevedere quali problemi e poteri porterà con se il figlio di due super esseri.
 
I Fantastici 4-Inizi parte in pole position per un semplice fattore. Era difficile fare peggio di prima e parlo per i tentativi precedenti di trasporre l'opera. Qui la Marvel doveva rialzarsi, ha messo un cast che sembra deciso dai fan e cambiando radicalmente alcuni aspetti, reinterpretandone altri e tagliando tantissime parti di film portandosi a casa una buona sufficienza e come primo film della fase sei della Marvel riesce a farci ricredere su alcune brutture delle precedenti due fasi difficili da digerire.
Shalla-Bal farà storcere la bocca a qualcuno ma la sua storia se andate a prendere i fumetti è complessa e stratificata. L'uomo Talpa viene banalizzato e ridicolizzato portato a macchietta quando in realtà è stato il primo vero nemico e affidato al tremendo Paul Walter Hauser. Ma al di là della messa in scena, di scegliere uno stile patinato e una fotografia a tratti deliziosa come la scena del parto nel cosmo, la domanda più grossa è Fantasma Rosso, il cui vero nome è Ivan Kragoff, personaggio apparso in una delle prime avventure del Quartetto ma che per ovvi motivi pseudo politici è stato tagliato via dal film. Volendo emulare l’impresa dei Fantastici Quattro ed essere il primo a sbarcare sulla luna, Kragoff riuscì a partire per lo spazio e acquisì la capacità di diventare incorporeo, assumendo lo pseudonimo di “Fantasma Rosso”.
E poi ovviamente c'è lui Franklin Richards, che non conoscevo ma che risulta essere uno dei personaggi più interessanti e controversi dell'intero universo Marvel.

venerdì 4 luglio 2025

Leviathan (1989)


Titolo: Leviathan (1989)
Regia: George Pan Cosmatos
Anno: 1989
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Sei uomini e due donne lavorano tranquilli sul fondo dell'oceano, sono alle dipendenze di una multinazionale ed estraggono minerali a bordo di un sofisticato sottomarino. Durante il lavoro si imbattono nel relitto di una nave russa e immediatamente si verificano inspiegabili e terribili mutazioni. Il segreto è in una bottiglia di vodka: in essa sono state immesse sostanze tossiche.
 
Quasi sempre rimangono in due a salvarsi in questa sotto categoria di film ovvero quelli che parlano di abissi marini e di creature. Uno dei miei generi preferiti che in quegli anni ne ha visti diversi venire a galla come ABYSS, CREATURA DEGLI ABISSI tutti e tre usciti lo stesso anno e con risultati completamente diversi nonostante andassero a scandagliare solo in parte temi comuni come quello degli esperimenti segreti negli abissi o anche qui debitori alla COSA di Carpenter del '82 di come i russi avessero già scoperto un segreto mortale e volevano seppellirlo quando invece gli americani sembrano volerlo riportare in vita a tutti i costi. Se la storia non è molto originale, c' è però da dire che Cosmatos riesce sempre a mantenere un ritmo alto alla vicenda e si avvantaggia dei buoni effetti speciali artigianali di Stan Winston che, seppure non possono avere il realismo della miglior computer grafica attuale, hanno il pregio di una rustica efficacia

Pendant ce temps sur terre


Titolo: Pendant ce temps sur terre
Regia: Jeremy Clapin
Anno: 2024
Paese: Francia
Giudizio: 4/5

Elsa e Franck, fratelli, erano molto legati. Da quando Franck è scomparso durante una missione spaziale tre anni fa, Elsa ha lottato per andare avanti con la sua vita. Finché un giorno viene contattata da una forma di vita non identificata. Ma c'è un prezzo da pagare...

Clapin aveva girato DOV'E' IL MIO CORPO un film d'animazione minimale e delizioso che aveva il merito di far ragionare ed elaborare ipotesi allo spettatore. Anche qui seppur in maniera completamente diversa, si ragiona su quale vita possa viversi in un aldilà scientifico mettendo da parte religione e spiritualità ma perseverando una spasmodica ricerca su qualcosa di indefinito e indefinibile. L'entità aliena che entra a contatto con Elsa è qualcosa di così strano e bizzarro, una forma che scruta i desideri, le paure e le emozioni di colei di cui si impossessa ma al contempo essendo una presenza tutto al contrario che chiara non riesce mai a definire i crismi dei suoi intenti.
Concepita quasi come un diario di bordo, la trama si muove a ritmo serrato in un mix di B-movie d’azione sfaccettato e autentico dramma esistenzialista sulle difficoltà del lutto ("puoi uscire dalla mia testa?"). Siamo in un sogno? In un incubo? In uno stato schizoide di depressione alimentato da ricordi immaginari? Alla fine non importa, la messa in scena del film si appropria della stranezza piuttosto giocosa del soggetto racchiudendo molti temi sotto il suo aspetto di intrattenimento ansiogeno.

Ash


Titolo: Ash
Regia: Flyng Lotus
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Una donna si risveglia su un pianeta lontano e trova l'equipaggio della sua stazione spaziale brutalmente ucciso. La sua indagine su quanto accaduto mette in moto una terrificante catena di eventi.
 
Ash sembra tanto debitore di Carpenter. In primis la COSA poi per certi aspetti FANTASMI DA MARTE insomma trasporta noi e la protagonista su questa base su Marte dove c'è stata una strage legata a qualcosa difficile da identificare ma tutto viene piano piano scoperto grazie alla registrazione delle telecamere. Dove piano piano comincia l'indagine per scoprire cosa è successo attraverso questi filmati e quale entità aliena si sia impossessata del pianeta attraverso una tecnologia all'avanguardia.
Ash è pompatissimo di colori, ci immerge in un quadro surrealista quando banalmente un pianeta come Marte non sembra poi così edulcorato e tutti questi viola sparati e questi effetti di cg per creare fenomeni celesti a volte sembrano esagerati. Da quando apprendiamo che la forma di vita aliena ovviamente è ostile e vuole conquistare anche gli umani e spingersi sulla Terra, il film diventa una lotta senza esclusione di corpi e di colpi, dove l'alieno si trasforma come può identificandosi passo dopo passo con le stesse scelte del capolavoro del '82

Manie manie-Racconti del labirinto


Titolo: Manie manie-Racconti del labirinto
Regia: AA,VV
Anno: 1987
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5
Manie-Manie - I racconti del labirinto è un film d'animazione del 1987 ad episodi diretto da Rintarō (Labyrinth), Yoshiaki Kawajiri (L'uomo che correva), e Katsuhiro Ōtomo (Interrompete i lavori!).
La pellicola è stata prodotta dalla Kadokawa nel 1983 e presentata solo nel 1987 al Festival Internazionale del Cinema di Fantascienza di Tokyo.

Una stravagante bimbetta giocando con il suo cagnolino 'Cicerone' (nomen omen), viene trasportata oltre lo specchio in una strana e bizzarra dimensione dove un clown enigmatico e taciturno la introduce agli spettacoli di un crudele e fantastico circo degli orrori. Prologo ed epilogo costituiscono una surreale cornice narrativa di Rintaro che ricorda lo stile grottesco e cupo di certe opere di Tim Burton, ma che brilla di policrome fantagorie di suggestiva bellezza (tra tutte la processione di lanterne cinesi sui trampoli e le ossessioni labirintiche che preludono allo spettacolo
circense). Il primo racconto di Kawajiri è una curiosa e singolare rivisitazione del celeberrimo 'Caso del signor Valdemar' di E.A.Poe, dove l'invincibile e all'apparenza immortale campione di un torneo automobilistico virtuale oltrepassa i confini della propria esistenza fisica per proseguire la sua folle corsa verso una spettrale dimensione ultraterrena. Il secondo racconto di Otomo è invece una divertente e ironica favola ecologista sulle pulsioni autodistruttive dell'uomo nelle sue molteplici estensioni tecnologiche. Mediometraggio d'animazione ad episodi per la verità un pò disorganico nelle atmosfere e nelle tematiche ma che vale oltre il raffinato esercizio di stile dei pur bravi autori.

domenica 20 aprile 2025

Star Wars-Skeleton Crew-Season 1


Titolo: Star Wars-Skeleton Crew-Season 1
Regia: AA,VV
Anno: 2024
Paese: Usa
Stagione: 1
Episodi: 8
Giudizio: 2/5

Sul pianeta At Attin, l'Impero di Palpatine e Darth Vader, caduto da soli cinque anni, non aveva mai messo le mani e la vita scorre pacifica fino alla noia, governata da una rigida burocrazia controllata dai droidi. Wim è un ragazzo che sogna di vivere le avventure degli Jedi di cui legge incessantemente un libro illustrato digitale; Neel è il suo migliore amico, è un alieno con le caratteristiche di un elefante antropomorfo e cerca di aiutare Wim con la scuola; Fern è la figlia ribelle della sottosegretaria di At Attin, che alla scuola preferisce le corse in moto antigravitazionali; KB è la sua migliore amica, dotata di alcuni potenziamenti cibernetici in seguito a un incidente. Queste due coppie di ragazzini si ritrovano loro malgrado insieme in un'incredibile avventura, quando trovano un'astronave sepolta nei boschi fuori città e per errore la attivano, risvegliando anche il droide SM-33. Presto il loro destino si incrocia con quello di Jod Na Nawood, un misterioso individuo che conosce bene il mondo dei pirati e che ha alcune capacità Jedi.
 
Ormai è un dato di fatto quello di emulare in qualsiasi forma e genere i fasti di STRANGER THINGS. Lo hanno fatto in molti, ci sono riusciti in pochi. E qui chi se non Disney, Lucas Film e tutto il franchise e il multiverso della saga poteva esimersi dal cimentarsi. E lo fa strizzando gli occhi ai grandi classici come i Goonies, Explorer, Ritorno a Oz (Sm-33 è la parodia del personaggio di Tik Tok) e altri ancora. Ha il sapore nostalgico pur essendo un sequel dei fatti che abbiamo conosciuto nelle saghe precedenti. Pirati spaziali, Jude Law che non riesce a convincere e incidere con un personaggio che cerca di essere troppo complesso finendo per sbagliare tutto. Gli stessi ragazzi li ho trovati tiepidi, nessuno è mai riuscito a trasmettermi un emozione o un sentimento e le stesse vicende che si interfacciano tra pianeti, guerre stellari, scontri con astronavi potenti e fughe ed esplorazioni di gallerie sotterranee e prigioni non riescono mai ad appassionare stravolgendo il tutto con alcune battute banali e infantili. Forse l'unico aspetto di questo gruppetto di protagonisti e il non averli fatti già diventare adulti ma buttandoli nell'aventura in maniera diretta trovando un astronave e partendo per viaggi interstellari

lunedì 24 marzo 2025

Mickey 17


Titolo: Mickey 17
Regia: Boong Joon-Ho
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Nel 2054, la mancanza di opportunità sulla Terra spinge le masse al pellegrinaggio interstellare, che inevitabilmente vuol dire sfruttamento da parte di potenti demagoghi al comando di queste spedizioni. Uno di loro è Kenneth Marshall, politico fallito in cerca di una nuova era per l'umanità su un pianeta inospitale abitato da strane creature. Per sfuggire a dei pericolosi usurai, Mickey Barnes accetta di imbarcarsi sull'astronave firmando un contratto da expendable, tuttofare destinati a morire ripetutamente grazie a una tecnologia che consente di "ristampare" un corpo all'infinito mantenendone la coscienza.
Boong Joon-Ho ha una lunga serie di film uno più bello dell'altro anche se possiamo dividere la sua filmografia in due stadi diversi, uno davvero notevole mentre l'altro interessante.

Mickey 17 fa parte del secondo stadio assieme a OKJA, mentre tutto il resto della sua filmografia PARASITE, SNOWPIERCER, HOST, MADRE, MEMORIES OF A MURDER e CANE CHE ABBAIA NON MORDE appartengono tutti alla prima. Forse la coproduzione americana in questo qualcosa ha aggiunto e già si intravedeva per SNOWPIERCER dove forse l'integrazione perfetta di tanti ruoli, etnie e spunti narrativi più che originali coincidevano alla perfezione ma si annusava il rischio che soprattutto sulla scifi e sul fantasy l'autore potesse perdersi qualcosa per strada.
La Terra fa schifo e tra tempeste di sabbia, omicidi e debiti si cerca di scappare dove si può anche a costo di abbracciare qualsiasi scherzo del destino. Mickey 17 mostra e racconta moltissimo, sceglie come sempre tanti sentieri e generi cinematografici che riesce a mischiarsi in un cocktail interessante ma mai squisito. Le morti di Mickey, il sentimento di solitudine e isolamento, la storia d'amore, tutto ciò che l'autore confeziona e crea nel primo tempo sull'astronave è sicuramente la parte più interessante drammaticamente ed eticamente con degli intenti distopici notevoli.
Poi da quando conosciamo questo strano pianeta immerso nei ghiacci, i suoi abitanti alieni che sembrano una via di mezzo tra creature dello studio Ghibli e mostri dell'orrore cosmico lovecraftiano con quei tentacoli il film prende una piega che sembra correre troppo veloce.
La corsa alle armi, il sacrificio del cucciolo e la battaglia finale gridano un eccesso di esagerazione per cui il film diventa un blockbusterone a tratti troppo infarcito di elementi perdendo quella grazia che è un marchio di fabbrica delle opere di Boong

Companion


Titolo: Companion
Regia: Drew Hancock
Anno: 2025
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Josh e Iris si sono conosciuti in un supermercato, di fronte al banco della frutta, dove Josh ha involontariamente fatto cadere tutte le arance: sono entrambi scoppiati a ridere è stato amore. Ora, nel futuro prossimo, come coppia si recano alla villa sul lago del russo Sergey, dove ritroveranno altri amici come Kat, l'amante di Sergey, e la coppia gay composta da Patrick ed Eli. La prima serata passa per tutti con piacevolezza, ma al mattino Josh inizia a comportarsi stranamente. Molte cose infatti non sono come sembrano e Josh non è qui solo per godere di una vacanza romantica, anzi ha un piano - non proprio a prova di bomba - di cui fa parte, a sua insaputa, anche Iris.

Companion è un discreto film scifi con venature horror almeno nel finale. Il controllo sui robot da sempre è stato uno dei temi caldi in questo caso sotto alcuni aspetti giocato in maniera originale e funzionale come nel capire la natura e il passato di Iris, il colpo di scena di Patrick un'architettura basata su sviluppi più o meno inattesi che cambiano le carte in tavole soprattutto nel finale oppure quando avviene l'incidente scatenante con Sergey.
Un film con un ottimo ritmo, patinato al punto giusto con alcune scene anche abbastanza cruente come quella della candela e della mano e un andirivieni di cliffhanger nel destrutturare la caratterizzazione di alcuni personaggi e sottolineare ancora una volta come la mente umana sia consapevolmente la più crudele che possa esistere. Mi sarei aspettato alla LUCY qualcosa di più quando Iris riesce a prendere il dominio della app con le sue capacità come ad esempio quando l'intelligenza dal 40 la sposta al 100%