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mercoledì 26 agosto 2026

Send Help


Titolo: Send Help
Regia: Sam Raimi
Anno: 2026
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Linda Liddle è una donna che vive sola con il proprio uccellino, ma il CEO dell'azienda ha riconosciuto le sue doti e la ha promesso una promozione. Purtroppo l'uomo è poi morto ed è stato sostituito dal figlio Bradley, che preferirebbe di gran lunga promuovere il suo compagno di confraternita, un giovane rampante che si appropria del lavoro di Linda, ma che sa presentarsi molto bene. Linda invece cura poco il suo aspetto e questa sciatteria la rende sgradevole al superficiale Bradley, che comunque la vuole su un aereo privato per sfruttare ancora una volta le sue doti matematiche. Qui Linda viene nuovamente umiliata da Bradley e dai suoi "bros", ma un incidente finirà per far precipitare lei e Bradley su un'isola deserta. La preparazione della donna, che sogna da anni di diventare una concorrente dello show "Survivor", si rivela molto preziosa arrivando a ribaltare il rapporto di potere tra lei e il suo capo.
 
Un survivor movie, un thriller psicologico, un revenge movie e un torture porn con sprazzi di splatter e gore e scene tutt'altro che già viste. Divertente, a tratti adrenalinico, con tutta una serie di citazioni del passato e contemporanee interessanti nel mostrare metafore di potere e come possano essere stravolte nel giro di un volo aereo.
Sam Raimi, regista che ho sempre venerato ma forse un pò acciaccato, confeziona un lavoro poco più che ordinario con “Send Help” e non riesce a tornare ai livelli del suo passato, il cui ultimo esempio di buon cinema resta DRAG ME TO HELL del 2009, cioè più di tre lustri fa.
Forse perchè una specie di gioco a rincorrersi nella satira Send Help non è un horror e proprio per questo non riesce ad essere impattante come avrebbe potuto.
Send Help è probabilmente un film per quelli che una volta si chiamavano boomer (e i boomer sono forse gli unici che usano ancora la parola boomer), nostalgici innamorati di Raimi e del suo B-Cinema povero e apparentemente libero e diciamo che, obiettivamente e sinceramente parlando, questo film mi è piaciucchiato il giusto, tra accenni di imbarazzo e qualche sparuto sbadiglio.