Teddy lavora come imbustatore nella filiale di una grande azienda di spedizioni e vive in una casa disordinata, ai margini di una grande città, dove si occupa delle api e del cugino Donald, rimasto solo. Ma le api stanno scomparendo e Teddy è convinto che la stessa sorte stia per toccare al genere umano. Di più: è convinto che gli alieni siano già tra noi e per dimostrarlo pone in atto il rapimento di Michelle Fuller, potente amministratrice delegata di una multinazionale farmaceutica.
Avercene di Lanthimos. In un momento di forte ispirazione artistica, il regista greco continua la sua personale idea di cinema e di politica d'autore con un altro film a tratti immenso. Tutto girato in un microcosmo casalingo quando ciò di cui stiamo parlando e che sta avvenendo, l'eclissi ma non solo, riguardano temi complessi e allargati come in questo caso gli Andromediani e il destino degli esseri umani. Bugonia è una riflessione sotto forma di commedia nera che parla di complottismo, di retorica, di profezia, di cospiratori, interpretato alla grande da Jesse Plemons e il suo desiderio in questo di revenge nei confronti di chi ha scelto la debolezza della madre prima di morire per testarla come cavia. Bugonia alla fine prova ad essere semplice diventando sofisticato e prediligendo dei dialoghi in parte anomali e sconosciuti a qualsiasi essere umano che non sia appassionato di complottismo. E' un racconto grottesco, folle, forse fantascientifico, ma che cela un’amara riflessione sulla dissoluzione nella dimensione politica nella nostra società. Riesce ad essere bizzarro, ironico, crudele soprattutto nelle scene di tortura e nelle uccisioni ma anche sobrio e lineare diventando per certi versi il film più “semplice” di Lanthimos confermando un corso meno pensoso e solenne nella carriera del cineasta greco, che non rinuncia affatto in questo modo a essere dialogante con il proprio tempo
Nessun commento:
Posta un commento