Titolo: Chainsaw Man-Il film:la storia di Reze
Regia: Tatsuya Yoshihara
Anno: 2025
Paese: Giappone
Giudizio: 4/5
Denji cela due segreti: il primo è la sua reale natura di demone, capace di trasformarsi in "uomo-motosega"; il secondo è il suo amore per Makima, anche lei demone e suo capo nell'organizzazione che si occupa di debellare i loro simili ostili all'umanità. Quando conosce la bellissima cameriera Reze, Denji è scisso tra l'amore per Makima e la nuova infatuazione, che presto rivela la sua natura autentica.
La serie del 2022 era già stata a suo
modo un piccolo lusso in grado di affascinarci e di cui vado a
riprendere qualche considerazione della recensione passata.
Con una storia che ricalca molto il folklore e la mitologia nipponica, gli episodi di Nakayama instillano ritmo ed energia dando una narrazione sempre fluida e mai così macchinosa o complessa come altri anime hanno fatto. Stupisce per la sua resa, per il perfetto bilanciamento dei suoi personaggi sempre a tratti molto folli. Per il disegno governativo nascosto dietro le azioni della nostra squadra caccia demoni e poi dei nemici che oltre ai combattimenti sanno creare delle trame angoscianti e bizzarre come nell'episodio dell'hotel.
Il film della storia di Reze è un racconto dove nella prima parte ci porta un Denji che non vedremo mai trasformarsi, un sedicenne combattuto dagli stati emotivi dove la bella cameriera entrerà nella sua vita in maniera impattante regalando appunto un primo atto che possiamo definirlo una storia di infatuazione con la bellissima scena della piscina. Poi c'è quella trasformazione che porta in un attimo il film al macello sanguinolento e ipertrofico che abbiamo conosciuto nella serie con un tasso di violenza, morte e combattimenti di rara bellezza. Un racconto di formazione come solo gli orientali sanno fare filtrato attraverso un'estetica punk dove l'orrore è un'estensione delle fragilità emotive e l'adolescenza si manifesta come un campo di battaglia reale. Abbiamo tantissimi rimandi e citazioni, la scena nella sede degli agenti governativi e il massacro che ne consegue sembra quasi strizzare l'occhio a Naruto e i ninja della foglia.
Straziante per certi versi perchè verso il finale l'esagerazione prende il sopravvento a volte diventando quasi noioso e stancante ma il risultato finale è clamoroso
Con una storia che ricalca molto il folklore e la mitologia nipponica, gli episodi di Nakayama instillano ritmo ed energia dando una narrazione sempre fluida e mai così macchinosa o complessa come altri anime hanno fatto. Stupisce per la sua resa, per il perfetto bilanciamento dei suoi personaggi sempre a tratti molto folli. Per il disegno governativo nascosto dietro le azioni della nostra squadra caccia demoni e poi dei nemici che oltre ai combattimenti sanno creare delle trame angoscianti e bizzarre come nell'episodio dell'hotel.
Il film della storia di Reze è un racconto dove nella prima parte ci porta un Denji che non vedremo mai trasformarsi, un sedicenne combattuto dagli stati emotivi dove la bella cameriera entrerà nella sua vita in maniera impattante regalando appunto un primo atto che possiamo definirlo una storia di infatuazione con la bellissima scena della piscina. Poi c'è quella trasformazione che porta in un attimo il film al macello sanguinolento e ipertrofico che abbiamo conosciuto nella serie con un tasso di violenza, morte e combattimenti di rara bellezza. Un racconto di formazione come solo gli orientali sanno fare filtrato attraverso un'estetica punk dove l'orrore è un'estensione delle fragilità emotive e l'adolescenza si manifesta come un campo di battaglia reale. Abbiamo tantissimi rimandi e citazioni, la scena nella sede degli agenti governativi e il massacro che ne consegue sembra quasi strizzare l'occhio a Naruto e i ninja della foglia.
Straziante per certi versi perchè verso il finale l'esagerazione prende il sopravvento a volte diventando quasi noioso e stancante ma il risultato finale è clamoroso
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