lunedì 2 maggio 2011

Van Diemen's Land

Titolo: Van Diemen's Land
Regia: Jonathan Auf Der Heide
Anno: 2009
Paese: Australia
Festival: TFF 27°
Giudizio: 3/5

Otto prigionieri vengono spediti dall'Impero Britannico a Van Diemen's Land, ossia l'attuale Tasmania. Riescono a sfuggire al controllo delle guardie ma ad attenderli c'è una natura sconosciuta, inesplorata e niente affatto ospitale.

L'opera prima del regista e dello sceneggiatore che regalano anche una bella catarsi in due personaggi non facili è già una carta a favore del film, dei suoi intenti e degli enormi ostacoli che rendono Van Diemen's Land un film affascinante ma non del tutto riuscito.

Sin dall'inizio ci troviamo di fronte ad una location e una produzione molto precisa e attenta a ogni singolo particolare da riprodurre dato che ci troviamo nel 1822.
E' chiaro che la tematica del genere sconfina dove vuole potendo attingere da un survival-movie piuttosto che un macabro circo degli orrori in cui si troveranno tra di loro a farne spese gli stessi prigionieri senza dover ricorrere ad elementi irreali ma anzi enfatizzando proprio la natura e la sua morsa velenosa che come il serpente colpisce ma non si vede (giusto per citare una scena del film)
Il film ha uno stile molto lento, più dei dialoghi parla la natura(colori desaturati, filtri grigio-blu , una diensione delirante riuscita ad opera di Ellery Ryan) e i suoni e la colonna sonora inquietante di Jethro Woodward.
Una lenta paranoia e una paura che trasformerà i prigionieri in un manipolo di selvagge macchine da battaglia con la paura di morire di fame e una strizzata d'occhio ai cannibal-movie del passato con una variante molto interessante che non è quella di convertire tutti in grida e sangue ma renderla ancora più viva con una rabbia e un esplosione di violenza completamente irrazzionale e primitiva che vede pochissimo impiego di sangue ma anzi una profonda sofferenza del calvario vissuto dai protagonisti.
Un film maturo,solido e con una regia e un comparto tecnico che sanno il fatto loro. Forse anche qui la pecca di Der Heide è stata quella di voler puntare troppo a qualcosa di minimale e statico con dei risultati alle volte altalenanti ma nel finale questo film australiano è davvero una sorpresa.


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