domenica 15 gennaio 2012

Hesher è stato qui

Titolo: Hesher è stato qui
Regia: Spencer Susser
Anno: 2011
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

T.J. ha 13 anni. Con il padre Paul si è trasferito a vivere dalla nonna, nel tentativo di riprendersi dalla morte della madre, avvenuta due mesi prima in un incidente. La possibilità di riprendersi, per T.J., arriva nella forma più inaspettata e imprevedibile. Quella del giovane Hescher, un solitario metallaro sporco e malnutrito con l'hobby di dare fuoco alle cose e dalla sigaretta sempre accesa. T.J. rimane affascinato dal carisma e dall'anticonvenzionalità di Hesher, e sarà solo grazie alla sua carica anarchica ed eversiva che lui e suo padre riusciranno a impadronirsi nuovamente delle loro vite.


Makarenko diceva che la debolezza dei sistemi educativi noti risiede nel fatto che l’oggetto della ricerca pedagogica è il bambino e non la sua vita, prendendo con le pinze la frase del noto pedagogista si potrebbe quasi dire che in fondo Hesher ha instillato qualche regola di vita e formazione nel giovane protagonista.
Al di là degli aspetti esagerati e qualche facile scappatoia in termini di sceneggiatura, l’idea di base è buona. Assistere una famiglia distrutta dalla perdita con la volgarità e la violenza .
In parte anche se con una struttura diversa c’era riuscito Miike Takashi con il suo VISITOR Q a disegnare uno scenario simile.
In questo caso Hesher arriva con violenza e con la stessa se ne va. Rincuora un ragazzino introverso buttandolo a terra e guardandolo mentre viene picchiato dai coetanei. Fa fumare la bonga alla nonna di turno e si scopa la migliore amica del piccolo protagonista. Si prende tutte le libertà da ingenuo anarchico scapestrato che vive la giornata senza pianificare nulla e senza un minimo obbiettivo.
Eppure vaga come una sorta di nomade diventando una sorta di paladino della giustizia delle cause disagiate con i suoi ideali forse solo in parte deviati. Un educatore all’incontrario mi verrebbe da dire.
Levitt, diventato potente dopo la collaborazione con Araki che gli ha dato una possibilità unica, difficile e sofferta indossa forse i panni che gli stanno meglio addosso entrando nel personaggio e facendolo suo al massimo delle sue potenzialità.
Pochi come lui hanno una faccia da culo e un’arroganza simile. In questo caso poi dice di essersi ispirato al defunto bassista dei Metallica. La scelta è stata perfetta, meno quella della Portman (personaggio con poco rilievo) mentre è buona la prova del ragazzino, del padre e della nonna.
Solo una nota al film di Susser ovvero quello di lasciare perdere il rapporto tra il padre di T.J e Hesher.

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