martedì 21 febbraio 2012

Polisse


Titolo: Polisse
Regia: Maiwenn
Anno: 2012
Paese: Francia
Giudizio: 3/5

Di cosa è fatta la routine quotidiana degli agenti di polizia? Casi da risolvere, reati da contrastare, violenze da evitare per tutelare e dare nuove speranze ai più fragili. Un lavoro difficile che i poliziotti riescono ad affrontare quotidianamente grazie ad un forte spirito di squadra e solidarietà. Così, a momenti di triste realtà si alternano gioie inaspettate, lasciandoci sperare che anche il dramma più grande possa essere superato.

La divisione della polizia che lavora sugli abusi e quant’altro è al centro di questo interessante film francese. Fino a qui la storia è originale quando si occupa di mostrare la cruda realtà odierna, i sotterfugi e le difficoltà degli adulti di riconoscere un abuso e non riuscendo a interpretarlo come violenza su un minore  ma come naturale amore per i propri figli. Assistiamo infatti vista dagli occhi di una fotografa, ai vari episodi in cui a denunciare i mali sono gli stessi bambini fino a momenti più drammatici come quando un bambino africano viene tolto alla madre e l’intervento a danno di numerosi bambini tolti dai genitori in un campo rom.
Maiween adotta una sorta di fiction unita a parti quasi documentaristiche (le foto dell’apparente protagonista) ma non riesce a dare più sobrietà al film facendolo diventare a tratti troppo inverosimile ed esagerato con numerosi clichè. L’idea di fondo è che con il pretesto dei bambini assistiamo a tutto l’universo che c’è dietro questo corpo di polizia che sembra isolato a se stesso e di cui ognuno sembra avere una vita più che mai costellata di problemi.
Maiween risponde con la speranza e la forza di superare gli ostacoli, speranza che nel finale sembra per fortuna investire i bambini e non i gesti disperati degli adulti.

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