mercoledì 20 dicembre 2017

Beast

Titolo: Beast
Regia: Michael Pearce
Anno: 2017
Paese: Gran Bretagna
Festival: 35°Torino Film Festival
Giudizio: 4/5

Una giovane donna si innamora di un uomo con il quale spera di poter scappare dalla sua famiglia. Ma sull'isola avviene un omicidio.

"La sinfonia tragica di un’anima interessata a cambiare il proprio destino ma che non riesce a liberarsi da questa macchia che la segue ovunque"
Beast ha qualcosa di fresco e travolgente. Un'aura strana, che sembra unire una narrazione classica appartenente al passato con una nutrita serie di elementi originali e cambi di struttura che portano il film a ottenere alcuni importanti colpi di scena e un climax finale potente e incisivo.
Giovane il regista, come tanti altri anche quest'anno al Tff. Prima di uscire dalla sala ha detto di non confonderlo con il protagonista vista la somiglianza.
Il co protagonista di Beast è un "cacciatore" che arriva dal mare salvando la sua bella da un corteggiatore molesto e inizia una fuga d'amore dimenticandosi della realtà di una famiglia, quella di lei, ambiziosa e borghese. I sentimenti di lei e di lui proprio perchè selvaggi e incontrollabili ad un certo punto esplodono. Da quel punto in avanti l'elemento più bello e quello con cui il regista mescola le psicologie dei due protagonisti senza mai farci capire chi nasconde cosa e dove si trova davvero la natura selvaggia di ognuno di noi. In più proprio questo legame sembra ribadire cosa può succedere se lasciamo fuoriuscire la parte messa in ombra da un'immagine costruita su misura degli altri come in questo caso la rigida madre di Moll.
Un film semplice tutto ambientato nella selvaggia e claustrofobica isola di Jersey, un'opera prima vibrante che riesce a raccontare bene tante cose, con uno spirito libero e ambiziosamente anarchico per certi aspetti come le scelte e le azioni dei due bravi e giovani protagonisti.
Un esordio che vive di sentimenti ed emozioni arrivando ad un finale che quasi esplode nel terreno fertile dell'horror accendendo tutti quei toni cupi e ancestrali che Pearce ha aspettato e centellinato per far deflagrare in quella morsa finale.



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