martedì 16 maggio 2017

Moka

Titolo: Moka
Regia: Frederic Mermoud
Anno: 2016
Paese: Francia
Giudizio: 3/5

Diane Kramer ha un'unica ossessione: trovare il conducente della Mercedes color moka che ha investito suo figlio e devastato la sua vita. Con una valigia, pochi soldi e una pistola, si trasferisce a Evian, dove scopre vivere il conducente dell'auto. Ma a volte, la strada della vendetta è molto più tortuosa di quello che sembra... Diane si troverà a fronteggiare un'altra donna, affascinante e misteriosa.

Per mio figlio è un revenge-movie atipico e con una struttura che fa lentamente emergere il disegno insolito che sta dietro questa farsa e questa recita con cui la protagonista crea e distrugge una falsa identità. Mermoud disegna lentamente senza troppi dialoghi soprattutto all'inizio, un dramma che si dipana tra la Francia e la Svizzera in alcune meravigliose location tra Parigi e Losanna che adempiono alla loro funzione di cercare di mettere sempre tutto in ordine quando invece la nostra mente, o meglio quella di Diane, è un groviglio in cui non sembra riuscire a prendere una scelta iniziando un percorso che la porta ad attimi di non-sense, paure e angosce e maschere che la nostra eroina non ha mai avuto e conosciuto e la timidezza nonchè l'inesperienza in queste faccende diventa l'arma a doppio taglio del film tra momenti suoi di inarrestabile ascesa e attimi di puro caso che la devastano.
L'elaborazione del lutto che diventa ossessione per un tema che soprattutto negli ultimi anni sta riscuotendo un certo interesse muovendosi tra thriller, poliziesco, noir dramma e horror.
Mermoud sceglie una narrazione e un punto di vista rigoroso con uno sviluppo naturale che accresce la sua morbosità e cerca di inquadrare quanto può essere dolorosa la morte di un figlio senza conoscerne i carnefici e soprattutto arrivando ad un climax finale disturbante ma in fondo abbastanza scontato. La disperata ricerca della verità e della giustizia della protagonista rivela trappole, paure e un'impossibilità di fondo che la rende impotente e sterile arrivando a comprendere quanto la vendetta risulti impossibile a volte e soprattutto inutile per cercare di tornare ad avere una vita "normale"..

Quello che ad un certo punto lo spettatore si chiede e questo: Diane capirà che tutto quello che sta facendo non ha nessun senso ma rischia di catapultarla in un orrore ancor maggiore?

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