giovedì 24 marzo 2016

Alaska

Titolo: Alaska
Regia: Claudio Cuppellini
Anno: 2015
Paese: Italia
Giudizio: 3/5

Fausto lavora in un hotel e sogna di diventare maître, Nadine si presta controvoglia ad un provino per modelle (che poi passerà). I due si incontrano su un tetto di Parigi e vivono subito dopo la prima di molte disavventure che li porteranno tra la galera e l'ospedale, tra la ricchezza e l'estrema indigenza, tra Francia e Italia flirtando con il crimine come fosse niente e rovinando vite altrui. Tutto per inseguirsi come non avessero altri al mondo. E forse davvero non ne hanno.

Cuppellini sembra aver scelto una strada o forse un genere che gli si addice.
Dimenticando alcune commedie di stampo prettamente commerciale, sembra essersi indirizzato verso qualcosa di più ampio respiro e di portata internazionale.
Scritto a sei mani senza essersi ispirato a libri o ad altri film, Alaska è prima di tutto una storia d'amore reale e autentica che riesce ad entrare nel microcosmo di loser e persone comuni almeno intrattenendo, senza però trasmettere quella spinta e quella carica che emerge da altre pellicole sullo stesso genere, ovvero un dramma sociale.
Se fosse stato un film americano o europeo (l'Italia anche in Europa è terra straniera) sarebbe stato normalissimo senza avere questa risonanza che sembra essere tanto piaciuta a tutti.
Il problema di fondo di Alaska è l'eccesso che spesso e volentieri esagera senza trovare un equilibrio, ma cercando sempre di forzare la narrazione e gli eventi per avere un ritmo e dei sentimenti che non trovano mai un giusto controllo.

La recitazione è buona, la coppia di attori funziona, ma alcuni eventi della narrazione non sembrano ben congiunti e si passa troppo velocemente da un estremo all'altro pur avendo una durata importante. Il pessimismo "cosmico" che sembra voler gridare Cuppellini con la bocca di Fausto poteva essere più funzionale se caratterizzato da eventi meno scontati e con dei salti temporali davvero fuori luogo.

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