mercoledì 18 novembre 2015

Monsters-Dark Continent

Titolo: Monsters-Dark Continent
Regia: Tom Green
Anno: 2014
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Sono passati sette anni dopo gli eventi di Monsters, e le 'zone infette' si sono diffuse in tutto il mondo. Gli esseri umani sono stati buttati giù dalla cima della catena alimentare, con comunità disparate che lottano per la sopravvivenza. I soldati americani sono stati inviati all'estero per proteggere gli interessi degli Stati Uniti dai mostri, ma la guerra è lontana dall'essere vinta.

La guerra è sempre stata e sarà sempre il più grande mostro e male dell'umanità.
A distanza di quattro anni dall'esordio di Gareth Edwards MONSTERS, Green alla sua opera prima, firma un sequel interessante e originale, un war-movie solido e spietato, con un analisi e una critica all'occupazione dei territori medio orientali che più attuale di così non poteva essere.
Girato in Giordania e allargato su alcune aree di confine non meglio precisate, Dark Continent mostra dei mostri che di fatto non attaccano mai l'uomo, ma avanzano inesorabili verso una terra promessa senza nome.
Allo stesso tempo come in una delle scene iniziali che segna profondamente la psiche dello spettatore, l'incontro tra un cane e una delle piccole creature, diventa l'esempio perfetto della spettacolarità e l'uso gratuito della violenza che non conosce confine e chiama in ballo mostri di ogni tipo.
I mostri sono reali ma soprattutto delle comparse, in una guerra incessante che richiama e segue un manipolo di soldati esagitati che vogliono solo avere successo e disintegrare la zona rossa per obbedire alle regole ferree del loro paese, un'America sempre più lacerata dai sensi di colpa che proprio grazie all'uso di una copiosa violenza gratuita e psicologica, cerca di cancellare i ricordi senza riuscirci.
E'un film lungo, a volte lento da seguire, in alcune scene non sembra succedere nulla, però Green deraglia continuamente, alternando un ritmo minimale ad uno più action e solo in alcuni momenti con delle punte e dei momenti quasi poetici come la scena in cui il bambino tira fuori dalla scatoletta una creatura appena nata e la lascia prendere il volo prima che questa a sua volta si disperda in un effetto che sembra ricordare le meduse.
Il film di Green non è sicuramente perfetto, anche se non bisogna dimenticare che rimane comunque un esordio, ha molti elementi discutibili, ma crea una metafora originale e interessante senza essere mai banale e ridando spessore e forza ai mostri in tutta la loro gigantesca potenza.


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