lunedì 5 ottobre 2015

Ragazzo Invisibile

Titolo: Ragazzo Invisibile
Regia: Gabriele Salvadores
Anno: 2014
Paese: Italia
Giudizio: 3/5

Michele è un adolescente e vive a Trieste con la mamma Giovanna, poliziotta single ("Non zitella!") da quando il marito, anche lui poliziotto, è venuto a mancare. A scuola i bulletti della classe, Ivan e Brando, lo tiranneggiano e la ragazza di cui è innamorato, Stella, sembra non accorgersi di lui. Ma un giorno Michele scopre di avere un potere, anzi, un superpotere: quello di diventare invisibile. Sarà solo la prima di una serie di scoperte strabilianti che cambieranno la vita a lui e a tutti quelli che lo circondano.

L'ultimo film di Salvadores è un film sulle maschere dietro cui si nascondono veri e autentici sentimenti. Un film made in Italy sui super-eroi (anche se non è proprio così) mancava anche se con un target che più infantile di così era difficile da pensare.
A metà più tra un KICK-ASS sentimentale e un CHRONICLE senza violenza.
Un film quasi sperimentale, contando che in Italia esperimenti di questo tipo sono negati a priori nonostante le idee che cercano di esplodere come un vaso di Pandora tra tutti gli sceneggiatori in gamba che abbiamo e che non si conoscono e che devono avere nomi conosciuti per poter trovare un minimo riconoscimento o aiuto da parte delle produzioni.
Ma si sà Salvadores è molto alternativo come dimostra la sua filmografia è allora investe con un buon lavoro di casting su una messa in scena artigianale, moderna e hi-tech quanto fiabesca.
La forza narrativa del film anche se non originale, trova una sua perfetta funzionalità all'interno e dentro il film di genere in chiave teen per accaparrarsi una buona possibilità di vendere il prodotto all'estero.
Michele diventa invisibile e questo potere appaga completamente tutte le insicurezze e gioca sulle più svariate valenze metaforiche di un bambino e del suo viaggio dell'eroe.
A parte un finale che cercando proprio l'esplosività, implode proprio dentro quel sottomarino, e dimostrando come sugli effetti speciali e la post-produzione nonchè la c.g siamo troppo distanti dagli americani. Un diffettuccio, o meglio uno dei luoghi comuni abusati molto dagli Usa, e qui anche dagli italiani, è stato quello di trovare nella Russia il nemico e antagonista con un padre cieco e la sua storia che è di una banalità davvero sconcertante.
Una sufficienza risicata e data più per affetto e amore inconstrato per il cinema di genere che non per le sue effettive potenzialità.



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