giovedì 22 ottobre 2015

Black Mass

Titolo: Black Mass
Regia: Scott Cooper
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Nato e cresciuto a Boston Jimmy Bulger è un criminale di zona, ha una gang, è rispettato e amato dai locali, specialmente da John Connolly, ora diventato agente dell'FBI che con i Bulger (Jimmy e suo fratello Bill, il senatore) è cresciuto. Proprio John Connolly propone a Jimmy di diventare suo informatore, così da poter fare carriera e in cambio gli consentirà di agire indisturbato.

I film di gangster piacciono sempre di più.
Un sotto-genere che fa fatica a tramontare e già solo il fatto che alcuni personaggi siano così interessanti, restituisce linfa vitale e da la possibilità di analizzarne molti in diverse sfaccettature.
Ora l'ultimo gangster messo nelle mani di Scorsese o pochi altri, sarebbe diventato un film indimenticabile con l'intensa interpretazione e soprattutto trasformazione di Deep.
Cooper ha un problema e lo ha già dimostrato anche se OUT OF FORNACE seppur con qualche svista portava a casa alcuni importanti riconoscimenti come del resto anche CRAZY HEART anche se in modi tempi e sviluppi completamente diversi.
Il problema è legato ad una parola che possiamo definire dispersione, un intreccio strano che non riesce mai ad avere quell'alchimia che ci si aspetta da una storia e soprattutto un pasticciato lavoro di scrittura.
Black Mass racconta tanto forse troppo e in modo non sempre appropriato, ha una buona messa in scena e un cast che seppur con qualche esagerazione, sotto alcuni aspetti diventa troppo caricaturale è disfunzionale, e sembra quasi che tutto quello che racconta sa di già visto e sentito, diventando nel terzo atto oltre che prevedibile pure noioso.
Quindi fare un film di gangster in questo abusatissimo sotto-genere dimostra che non è affatto facile, ma ci vogliono sempre nuove idee, formule che accopagnino una buon lavoro di sceneggiatura dal momento che la messa in scena non è poi così difficile quando ci sono i mezzi e il budget.
Scott Cooper, di cui sentiremo ancora parlare, deve limare bene alcuni aspetti del suo cinema se non vuole capitombolare come altri colleghi e diventare solo un impiegato di hollywood e non un artigiano.



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