domenica 24 giugno 2012

Biancaneve e il cacciatore


Titolo: Biancaneve e il cacciatore
Regia: Rupert Sanders
Anno: 2012
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Non avrei mai pensato nella mia vita di poter arrivare a dare più di una sufficienza per Biancaneve.
In questo caso, unico e credo raro contando che si tratta di un blockbusterone(termine oramai antiquato dal momento che sono falliti tutti, il risultato è davvero spiazzante se parliamo in termini di cosa non ti aspetti dalle odierne favole americane.
Biancaneve è commerciale in tutto, così come legato a vari stereotipi e a una scia di cose già viste e un finale che non aggiunge nulla alla celebre favola.
Però ancora una volta nei film è importante sottolineare come possono essere raccontate alcune fiabe e l’atmosfera che si riesce a creare (in questo caso un bosco, ma quasi tutto il mondo sembra essere molto dark) riuscendo a soddisfare i gusti di numerosi palati che alle volte disdegnano il lato melenso e superficiale delle pellicole e dell’animo umano.
Sanders al suo esordio si ritrova con un budget davvero spropositato in cui riesce a far convergere tutto il suo amore per il fantasy, mischiando di tutto da Miyazaki a Del Toro strizzando poi l’occhio a diversi artisti e disegnando un bosco ancestrale abitato da svariate creature.
E’ questa ogni tanto una delle sorprese che danno a un regista completa carta bianca e 170 milioni di dollari di budget. Viene quasi da chiedersi chi cazzo sia contando che le precedenti esperienze erano solo in campo pubblicitario (in alcuni modi di concepire l’inquadratura si denota e non poco).
Solo per gli effetti speciali hanno smobilitato Rhythm and Hues, Baseblack, BlueBolt, Double Negative, Legacy Effects, Lola Visual Effects, Mark Roberts Motion Control, Pixomondo, Plowman Craven & Associates, e ReelEye Company. A dispetto di altri film recenti fantasy come ad esempio Burton o il recentissimo BIANCANEVE con la Roberts, qui forse le intuizioni di un’opera prima, l’amore per la ricerca di atmosfere, la presunzione di non doversi elogiare da solo e roba simile hanno fatto sì che Sanders avesse quei guizzi innovativi che danno maggiore enfasi e robustezza alla linea estetica del film.
E poi ci sono gli attori su cui starò solo a commentare (per non fare altra pubblicità a due star emergenti oramai già affermate da alcuni padroni dell’incasso degli ultimi anni, TWILIGHT e THE AVENGERS) la preziosa quanto formidabile prova della Theron ancora una volta chiamata a ridisegnare la caratterizzazione di una strega che sembra sposare per cattiveria Bafmorda e il Dracula di Coppola.
Finalmente una favola gotica cui non manca avventura e action e che quasi sicuramente piacerà a diversi target di spettatori.

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