martedì 13 dicembre 2011

Detective Stone


Titolo: Detective Stone
Regista: Tony Maylam
Anno: 1992
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Londra anno 2008: poliziotto sospeso dal servizio per motivi psicologici viene richiamato per occuparsi di una serie di delitti alle cui vittime viene strappato il cuore che ha mandato la città in tilt.

Un piccolo cult con delle sorprendenti scenografie, delle location che sembrano riportare ai fasti del cyber-punk post-apocalittico (Londra piena d’acqua piena d’acqua con delle tenebrose atmosfere, fumi ovunque e una fotografia tendente al blu) e una storia perlomeno plausibile per il genere.
Eppure tutto questo interessantissimo insieme di elementi  diventa superfluo analizzando bene alcuni elementi della sceneggiatura che risultano essere troppo vacui e dispersivi. Senza stare a rimuginare sul finale(forse l’elemento più scadente di tutto il film) rimane un prodotto destinato per molti amanti del fantasy-poliziesco con venature horror(un bell’ibrido di genere)a rimanere nella memoria  grazie ad una buona prova di Hauer, a tratti sembra Trigunn, anche se in alcune scene risulta palesemente eccessivo nella performance con dei dialoghi quanto mai forzati e banali.
Il make-up è molto convincente a parte per il mostro che si vede solo nel finale e si capisce il perché (probabilmente sapendo del risultato limitato hanno optato per mostrarlo solo nel finale giocando su dei dettagli che non lo prendono quasi mai a figura intera).
Un pasticcio quando si vira verso l’elemento esoterico, i morsi, la donna che deve essere immolata per il sacrificio..mentre invece funziona meglio l’elemento fantascientifico del legame tra il protagonista e il mostro. Purtroppo la colonna sonora è sempre lo stesso brano ripetuto in ogni scena in modo tale da sterzare in alcune scene, la suspance che si era venuta a creare.
Certo vederlo a quattordici anni faceva il suo effetto. Ora va preso con le dovute pinze…

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