lunedì 23 marzo 2020

Too late


Titolo: Too late
Regia: Dennis Hauck
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Quando una giovane di nome Dorothy scompare, la sua famiglia, preoccupata, ingaggia l'investigatore privato Mel Sampson per scoprire cosa è successo. Vagando per Los Angeles alla ricerca di indizi, Sampson si rende conto di essere legato a quella vicenda più di quanto potesse immaginare. E così, più indaga nel passato di Dorothy, e più è costretto a confrontarsi con la propria vita.

E poi incontri le storie di Too Late e ti innamori dopo i primi minuti intuendo che quello che stai guardando è un bignami della scrittura cinematografica. Trovare analogie con il capolavoro di Quentin è doveroso nonostante le premesse qui puntino più sulla sensibilità e sui rapporti umani in particolare quelli tra Sampson e le donne che gravitano attorno a lui.
Un film complesso dove la trama è molto semplice ma tutti i fattori esterni sono complessi e mai banali. Omicidio>indagine>climax. Hauck chissà da dove è arrivato e chissà con quale altra perla forse ci delizierà (lo spero di cuore con questo istant cult) in cui niente è lasciato al caso, tutto assume un carattere più profondo di quello che si possa immaginare e dove la stessa atmosfera è così insolita e lugubre ma allo stesso tempo commovente e romantica. La galleria di personaggi sebbene spaccati con l’accetta servono a dare forma ad una città come Los Angeles sempre più misteriosa e dannata. L’elemento tragico del film che sembra chiudere ogni capitolo prima dello sfondo nero sembra comunicarci che tutto quello che succede a Sampson accade sempre troppo tardi in una tragicità di eventi imminente dove i salti temporali e il montaggio assumono uno specifico obbiettivo davvero funzionale senza diventare quel suppelletto per fare un esercizio di stile. Questa specifica tecnica di cercare di trovare il perfetto ordine cronologico al giorno d’oggi viene spesso abusata e non contestualizzata come dovrebbe, elemento che invece Hauck formula e imbastisce molto bene, dividendolo in cinque parti dove ognuna sembra essere un perfetto esempio di piano sequenza e dove la combinazione perfetta sarà 31524.
Too late è di fatto un drama con venature da poliziesco e se vogliamo hard-boiled con venature pulp (termine che cerco di utilizzare il meno possibile). Succedono eventi spiazzanti, un continuum di colpi di scena, di cambi di strategia dove alcuni personaggi alla fine si mostrano per quello che sono distruggendo ogni certezza che potevamo esserci fatta (un esempio su tutti il personaggio di Jill). Proprio i personaggi sono costruiti con una psicologia che da tempo non mi affascinava così tanto perché sono tutti estremamente affascinanti, fragili, giovani-adulti, imperfetti, esplosivi, timidi e più di tutto umani.
E poi che ruolo hanno i sentimenti. E’un film che come dicevo è magnifico nel farci capire e dimostrare in maniera romantica quanto patologica, come il concetto di innamoramento non è quella lezione solo sdolcinata che tutti credono ma anzi può diventare un’arma a doppio taglio, una debolezza in grado di uccidere coloro che pensiamo di amare così tanto o portare al suicidio e in questo film sono tanti i fallimenti e le conseguenze inattese e gli effetti perversi che questo principio genera e deflagra.




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