domenica 15 dicembre 2019

Last Heroes


Titolo: Last Heroes
Regia: Roberto D'Antona
Anno: 2019
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Nella tranquilla cittadina di Noara un profanatore di tombe appassionato di misteri, un venditore chiacchierone, una giornalista impertinente, un pigro nerd e la timida assistente di un misterioso bottegaio cieco e muto, si ritrovano insieme dopo che dove vent'anni prima avevano condiviso un terribile segreto. Ai giochi si uniscono anche due invasati di palestra e un poliziotto scettico che da tempo era sulle tracce del colpevole di un'inspiegabile mattanza di animali. Insieme, scopriranno l'antica maledizione di Kaisha e si ritroveranno a fronteggiare i demoni del passato.

A D'Antona bisogna voler bene e riconoscere gli sforzi fatti finora. Dopo i suoi spericolati primi lavori Wicked Gift e Fino all'inferno, arriva al suo horror main-stream possiamo definirlo, il progetto che per ora, vedi il budget e la messa in scena, rimane il lavoro più ambizioso, quello che si dice il passo in avanti.
Ora bisogna vedere che passo si vuole fare..
Last Heroes sceglie un titolo che strizza l'occhio al panorama estero, cerca di compiacere e auto-compiacersi, mette nel frullatore così tante simpatiche idee nonchè clichè e stereotipi che tutti i fruitori del cinema commerciale in fondo conoscono cercando così di mettere d'accordo tutti i target possibili.
E'un "Giocattolo" il suo ultimo film, che ha una certa durata, è recitato come può senza investire su attori noti o in gamba ma scegliendo e prediligendo la Big family della L/d production company.
Last Heroes ha sicuramente e indubbiamente fatto dei passi avanti, pur avendo preferito per i miei gusti personali Fino all'inferno che ho trovato più coraggioso, ed essendo un vero amante del cinema di genere più "volgare" e violento. Il problema del film è il suo essere così spielberghiano nel non inventare davvero nulla, mostrando streghe, maghi, infettati, il manipolo di eroi e i loro aiutanti presi dalla polizia o dalla palestra, senza scardinare nessun preconcetto o superare alcun modello drammaturgico consolidato nel settore ma diventando una telefonata galleria di luoghi comuni.
Un film classico, eccessivamente commerciale che piacerà tanto a chi cerca una favola semplice e attuale con tutti gli sforzi che comprende senza impegno o volendo applicarsi di vedere un decente lavoro di scrittura che di fatto non è avvenuto.
Chiunque volesse o cercasse quella sollecitazione in più che non è una battuta volgare o una scena di nudo, allora dovrà cercare altro, dovrà cercare "Il cinema di genere".



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