domenica 15 dicembre 2019

Hwayi a monster boy


Titolo: Hwayi a monster boy
Regia: Jang Joon-hwan
Anno: 2013
Paese: Corea del sud
Giudizio: 2/5

Hwayi è stato allevato da una banda di criminali, i quali lo hanno istruito sin da piccolo alle tecniche di arti marziali e all’utilizzo delle armi. Seok-tae, il capo del gruppo, decide di sottoporre il ragazzo al battesimo del fuoco ordinandogli di eliminare Im Hyung-taek, un attivista che si oppone a un piano di riqualificazione edilizia. L’assassinio, però, porterà Hwayi a scoprire una sconvolgente verità sul suo passato.

Come spesso capita con il cinema orientale, in particolar modo in quello coreano, le cose non sono mai quelle che sembrano, le storie mano a mano che il film prosegue mutano e le radici si diversificano trasformando i generi e sapendo diventare quella mistura che abbraccia un po di tutto.
Thriller, poliziesco, action-movie, dramma, noir, in parte anche qualche pennellata horror, Jang Joon-hwan riesce e affina la sua seconda opera con un film complesso, solo apparentemente semplice nell'idea di trama che si espande nel primo atto, per poi cambiare rotta diventando sempre di più uno sguardo sul passato, sulla psicologia per cercare di fare luce su tutti i fantasmi che nel film appaiono e di cui vogliamo sapere la storia e la provenienza.
Purtroppo pur riconoscendo tanti sforzi e alcune capacità notevoli il film soprattutto nel terzo atto, per porre fine a sotto storie e personaggi, incappa in una quantità di errori di scrittura davvero inusuale per questo tipo di cinema e per una storia che già aveva tanti di quegli elementi senza bisogno di aggiungerne altri o renderli ancora più complessi.
Il film prende tante direzioni, non riesce a imbroccarle tutte, ma ha quel bisogno e fa quello sforzo di cercare di dire quanto più possibile, grazie ad un cast funzionale, una messa in scena impeccabile e alcune intuizioni davvero niente male come i continui colpi di scena (basti vedere la scena iniziale e l'incidente scatenante).

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