venerdì 8 febbraio 2019

Bumblebee


Titolo: Bumblebee
Regia: Travis Knight
Anno: 2018
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Infuria la guerra sul pianeta Cybertron tra Decepticons e Autobots e le cose si mettono male per questi ultimi, tanto che il loro leader Optimus Prime organizza una missione di fuga verso la Terra, dove manda in avanscoperta Bumblebee. Questi atterra sul nostro pianeta nel 1987, sfugge ai militari americani e si batte con un Decepticon, su cui riesce ad avere la meglio però non prima di perdere la voce. Ferito si trasforma in un maggiolino Volkswagen giallo e in questo stato finisce in un'officina, dove Charlie passa parecchio tempo in cerca dei pezzi di ricambio per riparare la macchina di suo padre. La ragazzina non ha ancora superato il lutto del genitore e, visto che la madre ha trovato un nuovo compagno, non vede l'ora di andarsene di casa. I suoi piani saranno stravolti quando riceverà in dono una certa Volkswagen gialla...

Ci mancava solo uno spin-off ad una delle saghe più brutte e inutili di sempre.
La saga dei Tranformers ha di nuovo un suo piccolo paladino, un gregario del bene, il braccio destro del capo dei robot buoni.
Con un incidente scatenante come sempre imbarazzante (vai a nasconderti sul pianeta Terra e fai la guardia), il protagonista obbedisce agli ordini per essere poi portato in vita da una ragazzina orfana di padre che pensa solo ai motori.
Bumblebee è ottimo per un target che non superi i 14 anni. Un film elementare, per fortuna montato meglio dei film fracassoni di Bay, con un regista che come per Wan, ha dovuto rilanciare questi giocattoloni (vedi Acquaman) con il preciso compito di far innamorare di nuovo il pubblico.
Intrattiene, richiama la lacrimuccia per i nostalgici della musica fine anni'80, mostra qualche robot segato a metà, crea dei rapporti con il governo interpretato dal militarone Cena e poi basta.
Tutta la parte di amicizia tra la ragazzina e il maggiolino è fondamentale. Magari un giorno le macchine prenderanno il sopravvento e allora non suonerà così strano vederci parlare con la nostra automobile.

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