domenica 2 novembre 2014

Bellflowers

Titolo: Bellflowers
Regia: Evan Glodell
Anno: 2011
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

In un mondo dove sembra regnare incontrastata l'apatia, Woodrow e Aiden spendono le loro giornate fantasticando sulla possibilità di essere eroi in un futuro apocalittico, e per questo costruiscono lanciafiamme e automobili potentissime. La loro vita è dedicata principalmente a fantasticare, almeno finché il primo non inizia una relazione con Milly e tutto sembra filare per il verso giusto. Anche Aiden inizia a provare dei sentimenti più che amicali per la bella Courtney, la migliore amica della nuova fidanzata di Woodrow. Milly però ha messo in guardia il suo compagno: non è una ragazza facile con cui stare, e quando le cose tra i due cominceranno ad incrinarsi la furia sopita di Woodrow diventerà un pericolo per chiunque gli capiterà intorno.

E'una piacevole sorpresa tutto ciò che arriva dal Sundance.
Bellflowers è il tipico esempio di indie slacciato da ogni tipo di responsabilità nei confronti del pubblico. Un cinema libero di usare la propria giostra di mezzi personali (in questo caso fuochi, fotografia, colori e inquadrature) per dare quella patina kitch squisita e oltremodo sporca e rozza.
Voluto a tutti i costi dall'attore che poi è anche regista, ideatore, sceneggiatore e montatore, Bellflowers sembra esere costato una cifra come 17.000 dollari.
Inoltre vieni a scoprire che Glodell è un pazzo scatenato.
Sembra aver utilizzato le sue doti di direttore della fotografia per progettare le telecamere concepite esclusivamente per il film e le sue conoscenze di ex studente di ingegneria per costruire la Medusa, la macchina che vediamo nel poster, che a differenza della Batmobile non ha bisogno di effetti speciali: presenta anche nella realtà le stesse attrezzature, gli armamenti e i gadget da sopravvivenza, come potrà verificare di persona il pubblico.
Girato in tre anni di tempo e con incredibili sforzi, punta tutto su un sistema di messa in scena davvero efficace e in alcuni casi struggente oltre che poetica e romantica (come la disperata scena finale in cui Woodrow perde la testa).
Dall'altra invece non si discosta molto dal genere e in questo il soggetto pare un pò abusato contando che ci sono pure alcune piccole defezioni nello script.
Un film imperfetto e riuscito solo a metà, che se da un lato con le musiche e alcune scene riesce a fare breccia nel proprio caos sentimentale, dall'altro forse proprio l'estesa agonia di vederlo finito, ha portato ad una costruzione troppo macchinosa, che perde molto soprattutto nel pathos con cui il pubblico si avvicina ai personaggi.


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