sabato 16 novembre 2013

Elysium

Titolo: Elysium
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2013
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Nell'anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti che vivono su una incontaminata stazione spaziale costruita dall'uomo e chiamata Elysium, e il resto della popolazione che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra. Le persone sulla Terra sono disperate e vorrebbero fuggire dal crimine e dalla povertà dilaganti. Inoltre, hanno un drammatico bisogno di cure mediche disponibili soltanto su Elysium. Purtroppo, ad Elysium le legge anti-immigrazioni e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L'unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max, un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare ad Elysium. Con la vita appesa ad un filo, Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt e le sue forze armate. Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra.

Certo non era facile. Certo non bisognerebbe mai partire con troppe aspettative. Certo è che Blomkamp è uno interessante ed è certo che la sua scarsa esperienza con le grosse produzioni e un budget quanto un cast di nomi famosi non sono proprio elementi da cui è facile scamparla.
Il risultato però di questo super-action-fantascientifico non è assolutamente male pur avendo un sacco di problemi interni e alcune scelte che secondo me non sono state proprio azzeccate.
La ricostruzione del pianeta terra e di Elysium è straordinaria dando proprio l'impressione, e qui la riuscita del regista, di inquadrare perfettamente la differenza tra le classi sociali.
La semina iniziale con la quale conosciamo Max, nome così tanto comune da farlo aderire completamente con le regole del soggetto, non è male, inquadra subito le nette differenze e la"prigionia" di chi vive sulla terra.
La cosa che suscita più stupore è proprio l'uso dell'attore feticcio di Blomkamp, Sharlto Copley, che qui ricopre la veste del villain di turno e che risulta probabilmente il personaggio uscito meglio e caratterizzato davvero niente male.
Se il conto alla rovescia del protagonista mette una certa fretta al ritmo del film, è vero anche che le immagini di guerra e l'impiego prepotente della c.g creano degli scenari davvero notevoli e incredibilmente esagerati. Diventa dunque difficile notare questo stravolgimento a quattro anni dal bellissimo DISTRICT 9 che proprio della sua idea coglieva uno degli scenari più interessanti della fantascienza post-moderna.
Alcune cose però mi hanno davvero colpito come il concetto di umanità e tutte le variabili che ne derivano messe al servizio del genere che nel caso del regista ne sà cogliere gli aspetti salienti come ad esempio portare avanti la storia di rivoluzione operaia e riconquista della giustizia a dispetto del progresso tecnologico oppure l'usuale sottotesto sociale del cinema distopico che, come nell'opera precedente, il regista aveva già messo in scena e infine l'aspetto più moderno e che soprattutto di questi tempi fa molto discutere, ovvero le astronavi colme di disperati in cerca di salvezza che vengono abbattutte senza pietà prima di arrivare su Elysium.
La realtà e la fantascienza a volte coincidono perfettamente.

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