giovedì 1 novembre 2012

Chained



Titolo: Chained
Regia: Jennifer Chambers Lynch
Anno: 2012
Paese: Usa
Festival: TFF 30°
Giudizio: 3/5

Quando aveva solo nove anni, Tim e la madre sono stati rapiti dal serial killer tassista Bob. La madre di Tim è stata barbaramente assassinata, mentre il bambino è rimasto schiavo in catene, costretto a seppellire i corpi delle donne che Bob attira in casa sua e poi uccide. Ormai adolescente, Tim condivide con Bob una depravata relazione padre/figlio. Ma può esistere una famiglia il cui unico legame sia l'orrore?

Il secondo ufficiale lavoro della figlia di Lynch è un thriller psicologico minimale, disturbante e a tratti inquietante. Ormai di serial-killer se ne sono visti molti ma Bob sorprende per il modus operandi, per il rapporto malato con Rabbit (il ragazzo-servo, per le regole a cui Rabbit è costretto ad adattarsi, ad esempio mangiare solo gli avanzi di Bob, e in una scena si assiste al breve flash-back che fa capire la natura misogina del personaggio.
Chained ha una messa in scena molto funzionale, solo alle volte si prende delle pause troppo lunghe ed è interpretato da un D’Onofrio in ottima forma. Girato con pochissimi soldi e in un’unica location, riesce a restituire quell’atmosfera di macabro e d’intenso soprattutto se pensiamo che è stato girato in soli quattordici giorni.
Un’altra disarmante esperienza su un funzionale film di genere che sceglie la pista dell’horror per accompagnare lo spettatore in un incubo che in alcuni momenti si fatica a credere.

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