martedì 23 agosto 2022

Black Phone


Titolo: Black Phone
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2021
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Nell’America degli anni 70, Finney e Gwen Shaw, orfani di madre e con un padre violento e dipendente dall’alcol, vivono la propria preadolescenza tra l’ambiente domestico opprimente e quello scolastico in cui il bullismo è all’ordine del giorno. Da qualche tempo, una figura misteriosa, detta Rapace, si aggira per le strade della città rapendo ragazzini maschi, di cui non si ha mai più traccia. La polizia non ha nulla per seguire una vera e propria pista, fatta eccezione per i misteriosi sogni della piccola Gwen. Quando anche Finney è rapito dall’uomo misterioso, comincia quella che sembra essere davvero un’impossibile fuga, ma qualcosa di inimmaginabile sta per accadere.
 
Black Phone ha fatto molto discutere quasi come se fosse un horror dalla trama originale o con quel qualcosa sul genere dei rapimenti che ancora non fosse stato detto precedentemente.
Peccato che non sia del tutto così nonostante per me Joe Hill rimanga uno scrittore particolarmente interessante in questo caso in grado di approfondire solo limitatamente una storia peraltro scontata. Sicuramente è un prodotto confezionato bene dove Ethan Hawke trova terreno fertile per dare vita ad uno psicopatico interessante dove a farla da padrone sono sicuramente le maschere e il trucco in grado di dare enfasi all'attore visto che Rapace si vede solo a tratti e non sempre a figura intera, quasi come se fosse una figura intrisa di mistero dove non sempre quello che dice o che fa trova un rimando reale. Soprattutto quando Finney trova il telefono nello scantinato insonorizzato e dove inizia a parlare con i defunti ragazzini.
Per il resto è il solito dramma che si consuma con un ragazzino imprevedibile che riscatta il suo passato da timida vittima di bullismo a carnefice in grado di riscattarsi con una situazione famigliare, come per il killer, drammatica e un padre alcolizzato e violento.

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