domenica 11 ottobre 2020

Black Water


Titolo: Black Water
Regia: David Nerlich, Andrew Traucki
Anno: 2007
Paese: Australia
Giudizio: 3/5

Grace, insieme al suo ragazzo Adam e a sua sorella minore Lee, decide di fare un giro turistico dell'Australia del Nord, una zona ricca di paludi di mangrovie. I tre passano il tempo fra parchi dove si possono ammirare i feroci coccodrilli della zona e un giorno si avventurano per tour dei corsi d'acqua a bordo di una piccola barca, con una guida locale. Arrivati in un tratto di palude molto tranquillo e al riparo dalla corrente del fiume, i quattro si preparano a passare qualche ora a pescare quando un enorme coccodrillo rovescia l'imbarcazione, divorando la guida. I tre, rifugiatisi su una mangrovia, dovranno giocare una mortale partita contro il mostro, che sembra mosso da una intelligenza diabolica...

A differenza del filone sugli shark movie, i coccodrilli purtroppo non hanno avuto lo stesso successo o la stessa fortuna. Difficile comprenderne le ragioni in termini di messa in scena e non di intenzioni. Black Water è da molti ritenuto uno dei caposaldi del sotto genere, come poteva esserlo LAKE PLACID, il primo di una saga di ben cinque capitoli senza contare LAKE PLACID VS ANACONDA.
Black Water dalla sua mantiene una buona atmosfera. Poche premesse, tre attori e un coccodrillo, anzi una testa di coccodrillo che vediamo pochissimo come la tradizione della suspance impone.
Per metà film vediamo le due sorelle sopra un albero che cercano di capire cosa fare coscienti di un pericolo che non sanno come affrontare come capitava per la coppia in OPEN WATER.
I due registi amanti degli effetti speciali portano a casa un film a costo zero incassando molto. Sfruttano tante ingenuità di trama e una narrazione praticamente inesistente per lasciare tutto sulle spalle delle due sorelle in una sorta di dramma interiore e disperazione che accresce fino ad esplodere con la morte del marito di Grace. Purtroppo il film non va oltre quello che ho detto, annoiando in diversi momenti dove il ritmo è sbilanciato e la camminata tra un ramo e l'altro palesa una difficoltà mortale a riuscire ad andare oltre.

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