martedì 8 novembre 2016

Ratcatcher

Titolo: Ratcatcher
Regia: Lynne Ramsay
Anno: 1999
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

James è un bambino che causa, involontariamente, la morte di un coetaneo. Il tragico evento segna ancora di più la sua infanzia dolorosa per lui che ha un padre alcolista e che può solo consentirgli una vita di patimenti. Il taciturno James gioca con i topi tra i sacchi dell'immondizia e dimostra uno scarso interesse per i suoi coetanei. L'unica persona che riesce a dare a James un po' di serenità è Ellen, una bambina che divide con lui una delicata intimità.

L'esordio della Ramsey prima del bellissimo E ORA PARLIAMO DI KEVIN è un altro film di formazione con il tipico ragazzino introverso e timido che dopo un brutto incidente scatenante e una situazione familiare difficile cerca di trovare un posto nella sua decadentissima città.
Interessante il lavoro di fotografia, il cast funzionale, i temi forti e viscerali, le molestie e gli stupri accettati dalla piccola Ellen e una crudeltà e freddezza da parte della regista che unisce tutti questi personaggi e queste tematiche senza nessuna morale.
Un pugno allo stomaco come tanti e come tanto cinema indipendente e autoriale che riesce a sganciarsi e ad avere un'originale punto di vista anche se fatica a mantenere quel livello di bellezza e di atmosfera visiva per tutto il film.

Un ottimo esordio comunque e una Glasgow povera e per certi versi in rovina e quasi post-apocalittica, un vero e proprio sudiciume che cade a pezzi e crolla letteralmente come la psiche di James. Infine la metafora del topolino come vittima di ingiustizia sociale da parte dei bulli e del gruppo diventa icona in più sequenze come a ribadire un certo schema che non sembra finire mai.

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